Nel posticipo della 21° giornata tra due squadre che stanno attraversando un periodo difficilissimo il Milan conquista la vittoria 3-1. Inzaghi, con 11 giocatori indisponibili – ultimi in ordine di tempo Montolivo e Abate-, passa ad un elastico 4-4-2 e trasferisce Cerci a sinistra, davanti all’esordiente Bocchetti in difesa, con Honda sulla corsia opposta. Coppia offensiva formata dal neo acquisto Desto con Menez. Donadoni risponde con il 4-3-3 con i nuovi arrivi Rodriguez e Varela che compongono, con Palladino – il tridente di attacco. Iniziano bene i ducali più ordinati e non rinunciatari, mentre i rossoneri stentano ad organizzare il gioco. Il risultato si sblocca al 17’ con un calcio di rigore trasformato da Menez assegnato dall’arbitro Doveri per tocco con un braccio di Rodriguez. Al 24’ gli emiliani raggiungono il pareggio sfruttando la difficoltà già più volte palesata dal Milan sui calci piazzati con Nocerino che indisturbato sfrutta al meglio una punizione di Galloppa. I padroni di casa sfiorano il vantaggio con Alex, che coglie il palo, e Rami. Sull’altro fronte Diego Lopez compie due interventi prodigiosi su Varela e Palladino.
Cerci cambia corsia con Honda e ad inizio ripresa Essien subentra a Van Ginkel. Al 57’ la doppietta di Menez porta in vantaggio i padroni di casa con un preciso diagonale sinistro che sfrutta al meglio un preziosissimo assist dell’ex giocatore del Torino. Donadoni inserisce Rispoli e Mauri al posto di Santacroce e Mariga e Inzaghi risponde con Muntari per Destro, per garantire una maggiore interdizione. Gli ospiti si rendono pericolosi con Palladino ma subiscono un’altra rete al 76’ dall’ex Zaccardo che sfrutta un suggerimento di Menez. Poco dopo l’autore della doppietta odierna viene sostituito da Pazzini. Il risultato di questa sera allevia i dolori del Milan, anche se sempre lontano dalla zona Europa, e accresce quelli del Parma tristemente solo all’ultimo posto in classifica con una difficile posizione societaria. Può respirare Pippo Inzaghi, mentre resta sempre in bilico la posizione di Roberto Donadoni.





