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Napoli, si riprende a sognare il tricolore?

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Rulli

Il Napoli è tornato, sognare è possibile

E’ stata una settimana di forti emozioni alle pendici del Vesuvio. Archiviata la pratica Champions, per giunta col primo posto nel girone grazie al blitz di Lisbona, contro il Cagliari il Napoli ha dato prova che, in questo campionato, un ruolo non secondario gli spetta di diritto.

Partiamo dal presupposto che, a livello di gioco, la squadra ha spesso offerto delle ottime prestazioni, per qualità e intensità; quello che meno ha convinto è la sua reattività di fronte agli inevitabili intoppi che si possono presentare nel corso di una stagione.

L’infortunio di Milik ha sicuramente scosso l’ambiente, e creato non pochi problemi a Sarri nell’assemblare un pacchetto avanzato all’altezza. Lo scarso adattamento di Gabbiadini al ruolo di prima punta ha complicato i suoi piani, ma ben conoscendo il materiale umano a sua disposizione, di partita in partita ha restituito verve alla sua squadra, sfidando l’ondata di scetticismo che iniziava a serpeggiare, anche nella stanza dei bottoni. Statistiche alla mano, il collettivo biancoazzurro – perchè di collettivo è lecito parlare – ha segnato più reti, ben quattro, rispetto all’anno passato, quando spadroneggiava il Pipita in mezzo all’attacco.

Cosa significa? Quello che, semplicemente, si ha sempre evidenziato fin dall’inizio della stagione, ovvero che il Napoli ha cambiato il modo di giocare in avanti, e le reti di Callejon e Maertens (in versione ala) sfruttando i movimenti di Milik erano indicative sul tipo di gioco espresso, meno centralizzato e più largo, con i due esterni bravi ad accentrarsi per aggredire gli spazi creati dal polacco.

Fattosi male l’ex bomber dell’Ajax, era difficile trovare un giocatore che garantisse gli stessi automatismi. Maertens, ben inteso, non ha la fisicità di Milik, ma riesce a dare una gran profondità al gioco del Napoli, che si sviluppa su trame quasi spagnolesche. Gran possesso, applicazione chirurgica del contropiede, sfruttando le accelerazioni del belga e dei suoi compagni di reparto, e gran varietà in materia di conclusioni, soprattutto negli interpreti. Le reti di Hamsik e Zielinski ne sono un’ indicazione.

Tutto risolto allora? Decisamente no. Il Cagliari visto al Sant’Elia non era avversario proponibile per questo Napoli, e le seconde linee messe in campo da Sarri hanno giocato sì una buona partita, ma è necessario attendere prove di maggior spessore per dare una definizione migliore al valore di alcuni elementi. Il Torino di Mihaijlovic che andrà a fare visita ai partenopei domenica, e la Fiorentina al Franchi, saranno due test importantissimi, che daranno una dimensione più attendibile alla squadra. In attesa del mercato ovviamente, dove Giuntoli avrà parecchio da fare per trovare un centravanti all’altezza dei sogni del Napoli.