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Matuidi vuole la Juventus

Marotta

Matuidi-Juve si può fare, questo quanto afferma l’Equipe. La stampa francese è convinta della possibilità di vedere il centrocampista in bianconero, Emery non sembra stravedere per il mediano, pochi i minuti concessi fino ad ora dal nuovo tecnico del Paris Saint Germain al giocatore che avrebbe quindi voglia di cambiare aria. La Juve torna a sperare di poter regalare ad Allegri il giocatore, sarà Matuidi il rinforzo per il centrocampo bianconero?

Il punto sui campionati esteri, dalla Premier alla Bundesliga passando per la Ligue1

Premier League
In testa ci sono Manchester City, United e Chelsea che con un tre su tre sono a nove punti. I Blues di Conte stavolta dominano il match e battono 3-0 il Burnley vanno a segno Hazard, Willian e Moses, la cura del tecnico italiano inizia a funzionare, ma come ha dichiarato nel post match mancano rinforzi soprattutto in difesa. I Red Devils stavolta hanno Ibrahimovic con le polveri bagnate, l’Hull City inchioda il match fino al 91 quando Rooney in versione slalomista serve un pallone che Rashford deve solo buttare in rete. Vittoria meritata ma sofferta per Mourinho, mentre il City di Guardiola si sbarazza con un 3-1 del West Ham, vanno a segno Sterling con una doppietta e Fernandinho, gol degli hammers del solito Antonio. Pari 1-1 tra Tottenham e Liverpool, l’Arsenal vince in trasferta contro il Watford di Mazzarri 3-1.

Bundesliga
A Monaco sono tutti pazzi di Carlo Ancelotti, che e’ gia’ entrato nei cuori dei tifosi, prima del Bayern travolgente 6-0 al malcapitato Werder Brema, vanno a segno Alonso, Lewandowski con una tripletta, Lahm e Ribery e da quel che si e’ visto Meistyerschale gia’ prenotato. Il Dortmund batte 2-1 il Mainz con una doppietta di Aubameyang e rete della bandiera di Muto, il Wolfsbug vince 2-0 sul campo del Augsburg, 2-1 del Moenchengladbach sul Leverkusen.

Liga
Il duello e’ sempre lo stesso Real vs Barcellona, con un sorprendente Las Palmas che e’ trascinato da Boateng ex Milan che ha ritrovato alle canarie una seconda giovinezza. Il Real batte 2-1 non senza fatica il Celta Vigo, vanno a segno Morata, pareggio degli ospiti al 67 con Orellana e rete di Kroos al 81. Il Barca vince con il minimo sforzo a Bilbao a decidere e’ la rete di Rakitic al 21. Il Las Palmas neo promossa rifila un 5-1 al Granada in cui vanno a segno El Zhar con una doppietta, Boateng di testa, Momo e Araujo arrotondano il risultato rete della bandiera di Boga. Zero vittorie ancora per l’Atletico Madrid stavolta 0-0 contro il Leganes e gia’ affiorano i primi malumori nei Colchoneros.

LIGUE 1
Primo stop per i parigini del Psg che perdono pesantemente a Monaco 3-1, Moutinho, Fabinho su rigore ed un’autorete di Aurier per i monegaschi, non basta la rete di Cavani per riaccendere le speranze degli ospiti. Classifica che vede un terzetto in testa Monaco, Guingamp e Nizza a 7 punti, Lione e Psg a 6. Perde anche il Lione 4-2 contro il Dijon, anche se il match si era messo bene per gli ospiti che erano in vantaggio 2-1 con reti di Tolisso e Lacazette, i padroni di casa si scatenano e vanno a segno con Sammaritano, Tavares, Bahamboula e Less Melou nel finale.

Roma, perchè hai perso la testa?

Calciomercato Inter

Dopo la batosta in Champions contro il Porto, ci si aspettava un’altra Roma pronta a mangiarsi l’avversario e vincere, anche se Cagliari è un campo difficile. I giallorossi hanno giocato bene per 50 minuti portandosi al doppio vantaggio con il rigore di Perotti e la rete di Strootman ma dopo il consueto black out. Prima l’ex Borriello e poi Sau spengono i sogni di gloria e riportano i romanisti sulla terra con i soliti problemi di personalità e di gestione della gara.

Spalletti, a fine gara, è molto deluso e arrabbiato con i suoi dichiarando che ormai è un problema di testa e non tecnico perchè sbagliare passaggi a 5 metri significa aver poca attenzione mentale e poca voglia di lottare su ogni pallone, nulla è perduto (siamo appena alle seconda giornata) ma continuando così non ci saranno i risultati sperati. Sul mercato Sabatini cerca sempre un centrocampista anche se i giorni passano e diventano sempre pochi per regalare alla piazza un ottimo innesto in mezzo al campo.

Milan, c’è qualcosa che non va

Calciomercato Milan

Con 6 goal subiti in 2 partite il Milan, insieme all’Atalanta, è già la peggior difesa del campionato e, in questo reparto, manca un vero e proprio leader che sappia guidare i giovani come Romagnoli, buon difensore ma ancora acerbo, e Gomez, primo anno in Italia dopo vari campionati in Argentina. Anche il dato sulle espulsioni è molto preoccupante: sono 3 i cartellini rossi ricevuti dai giocatori rossoneri, (Paletta con il Torino, Niang e Kucka contro il Napoli) segno di una squadra molto nervosa che si disunisce quando è sotto con il risultato.
Ci sarà molto da lavorare per Montella, soprattutto nella testa dei giocatori,e questa sosta è un vero toccasana per il tecnico napoletano.

Leader si nasce. L’importanza di uomini di carattere nello spogliatoio…

 

Leader“, un termine inglese che negli ultimi anni è entrato nel linguaggio comune italiano, sta ad indicare un soggetto carismatico che guida un team (da lead = guidare, capeggiare). Il termine “leader” può essere traslato anche nel linguaggio calcistico: il leader è colui che guida in campo (o in panchina) la squadra; è colui che ci mette la faccia; è colui cui i compagni chiedono aiuto o un parere; è colui che da la carica in campo; è il punto di riferimento. Spesso questo termine coincide con il capitano, ma non sempre il leader di una squadra è il capitano della stessa.

Va da sé che il più carismatico è il capitano: da Totti a del Piero, da Zanetti a Baresi e Maldini, da Thiago Silva a Vincent Kompany ad Andres Iniesta. Ma senza guardare il big di ogni squadra di massima serie, i leader sono presenti anche nelle squadre dilettantistiche e nelle squadre di paese. Insomma, l’essere leader non è una cosa che si compra al supermercato. Leader si nasce. Si può diventare leader, ma ciò è intrinseco in ogni giocatore, in ogni persona. E, cosa importante, non ci improvvisa leader.

Come detto, non sempre il leader coincide con il capitano: Marco Materazzi e Gattuso, ad esempio, non avevano la fascia al braccio, eppure erano i leader degli spogliatoi; Domenico Berardi non è il capitano di questo Sassuolo che sta sparigliando le carte del calcio nostrano ed europeo, eppure è colui che sta guidando i nero-verdi in questo magic moment tardo-estivo. E non solo con i gol.

Il leader come deve essere? Non servono mille caratteristiche, ma ne bastano semplicemente tre: generoso; possedere grandi doti comunicative; essere empatico. Alzi la mano chi è un leader, quindi. Pochi, pochissimi posso considerarsi dei leader.

Perché è facile essere il leader della squadra prima in classifica, che vince sempre e che non si fa mai mettere sotto dagli avversari: il vero leader si vede nella squadra che non ingrana dopo tante partite, che perde e che vede sempre il proprio portiere raccogliere il pallone in fondo alla rete. In questo caso cosa deve fare il leader? Nello spogliatoio non deve dare colpe a Tizio e Caio o trovare scuse, ma si confronta con i suoi compagni cercando di spronarli (e perché no, spronarsi) affinché si esca tutti insieme dal momento nero. Perché il leader mette davanti a sé prima la squadra, poi i singoli e poi se stesso. E, metaforicamente, è colui che lascia la barca che affonda per ultimo.

Sembrano concetti banali, ma se si parla di “spogliatoi spaccati” la colpa è che quella squadra non ha un leader riconosciuto, ma ha più leader a capo di più gruppi. E’ necessario avere un solo leader ed un solo gruppo. Non esiste una “scuola di leader”, ma esiste l’esperienza e l’esperienza si fa sul campo. Come nella vita, come su un rettangolo verde di gioco.