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Incubo Roma, all’Olimpico vince il Porto. Addio Champions League

Atalanta-Roma

Clamoroso all’Olimpico, la Roma di Spalletti perde la testa e dice addio al sogno Champions League. I giallorossi cadono sotto i colpi del Porto, un 3 a 0 senza attenuanti se non i ‘colpi di testa’ di De Rossi e Emerson Palmieri ‘bravi’ a rimediare due rossi che compromettono la gara dei capitolini. Un 3 a 0 amaro da digerire, una partita da dimenticare, nata male e finita peggio. Non sarà facile partire, Roma scivolata in Europa League, a Spalletti e alla squadra il compito di dimenticare e invertire la rotta.

ROMA-PORTO 0-3 (and. 1-1)
Roma (4-3-3)
: Szczesny; Bruno Peres, Manolas, De Rossi, Juan Jesus; Nainggolan, Paredes (42′ Emerson), Strootman; Salah, Dzeko (15′ st Iturbe), Perotti (41′ st Gerson). A disp.: Alisson, Totti, Fazio, El Shaarawy. All.: Spalletti
Porto (4-3-3): Casillas; Maxi Pereira (47′ Layun), Marcano, Felipe, Telles; H.Herrera, Danilo, André André; Otavio (10′ st Oliveira), André Silva (21′ st Adrian), Corona. A disp.: Sa, Neves, Varela, Evandro. All. Espírito Santo.
Arbitro: Marciniak
Marcatori: 8′ Felipe, 27′ st Layun, 30′ st Corona
Ammoniti: Herrera, Otavio, Oliveira, Andre Silva (P)
Espulsi: 39′ De Rossi (R) e 6′ st Emerson (R) per gioco violento

L’estate di Domenico Berardi

L’estate sta finendo/e un anno se ne va/sto diventando grande“: così iniziava il celeberrimo tormentone estivo dei Righeira datato 1985. Domenico Berardi non era ancora nato quell’anno, venendo al mondo il 1°agosto 1994, nel cuore dell’estate.

Questa è senza dubbio l’estate dell’attaccante calabrese in forza al Sassuolo ed il motivo è semplice: da timido bomber di provincia, il numero 25 neroverde si sta imponendo come uno degli attaccanti italiani più forti di questi ultimi anni. E nelle prime quattro partite stagionali del club modenese, Berardi ha già realizzato cinque reti (quattro in Europa League ed una in campionato), servito un assist e finora ha già segnato 50 gol in campionato tra cadetteria e massima serie da quando veste la maglia della squadra rivelazione del calcio italiano di questi ultimi anni.

L’attaccante di Cariati ha realizzato la prima rete del Sassuolo in una manifestazione europea (gol del pareggio contro il Lucerna nel match di andata) e ha successivamente segnato con una semplicità devastante (doppietta agli svizzeri nel match di ritorno e gol del vantaggio al “Mapei Stadium” contro la forte Stella Rossa Belgrado), fino ad arrivare al gol-vittoria (su rigore) contro il Palermo nella partita di domenica sera al “Barbera” che sono valsi ai di Francesco boys i primi tre punti in classifica.

Che questa sia la stagione della definitiva consacrazione di Domenico Berardi? Ci sarà da scommettere, perché “Mimmo” sono cinque anni che è sulla breccia sassolese e ne sta diventando il leader silenzioso. E con il nuovo corso di Giampiero Ventura alla guida della Nazionale, in occasione dell’amichevole contro la Francia a Bari del 1° settembre e del match di qualificazione ai Mondiali russi contro Israele di quattro giorni dopo, Domenico sarà sicuramente convocato e potrebbe anche giocare, anche se in attacco avrà molta concorrenza.

La convocazione sarebbe la ciliegina sulla torta della carriera di questo ragazzo che fino a sei/sette anni fa giocava quasi per diletto ma che una “convocazione” da parte del fratello-studente fuori sede a Modena in una partita di calcetto ha cambiato la vita: da “tappabuchi” a leader di questa nouvelle vogue di giovani calciatori italiani che vede tra gli altri anche i vari Bernardeschi, Locatelli, Mandragora, Sensi, Dimarco, Donnarumma e Cataldi. E proprio questi ultimi due hanno lasciato il segno anche loro nella prima giornata del campionato.

Domenico Berardi non lo conosciamo solo ora: è un attaccante mancino che gioca a destra, è forte fisicamente e ha un passo che fa fare al marcatore di turno i cosiddetti straordinari. Ha un sinistro al fulmicotone e ha un potenziale mostruoso. Mister di Francesco non può che dormire sogni tranquilli.

Berardi, farà sorridere, è ancora in fase di evoluzione: sono pochi i giocatori di 22 anni ad aver segnato trentanove reti in Serie A, ha ancora ampissimi margini di miglioramento e ha la possibilità di diventare l’attaccante italiano di riferimento per i prossimi dieci anni. Per fare ciò, l’attaccante cosentino dovrebbe migliorarsi dal punto di vista caratteriale e mentale, perché se segna con una media elevata, al pari colleziona molti cartellini: complessivamente, 48 gialli e sei rossi per un attaccante, di 22 anni, sono un’enormità e questo è, forse, il suo unico, ma pesante, limite.

A parte il carattere fumantino, Berardi ha del potenziale e non a caso sono tre anni che sulle sue tracce c’è la Juventus che, dopo aver portato a Vinovo l’ex gemello del gol Simone Zaza, vorrebbe fargli indossare la casacca bianconera. Qualche settimana fa si era anche parlato di un suo passaggio all’Inter, ma per ora “Mimmo” ha giurato amore e fede alla causa sassolese. Un domani si vedrà.

Ed il fatto di giocare in una piazza tranquillissima come quella di Sassuolo non può che fargli bene: la provincia, da sempre, svezza i migliori calciatori italiani diventandone il loro trampolino di lancio per il salto di qualità definitivo. E proprio la società del patron Squinzi ha in rosa molti altri giovani promettenti ed indirizzati verso un futuro roseo (e ci si augura…azzurro): da Antei a Pellegrini, da Sensi a Mazzitelli, da dell’Orco a Politano, da Sbrissa a Fontanesi.

I tifosi neroverdi non possono che esse contenti di aver una squadra giovane e con molta prospettiva, guidata da un giovanissimo che ha i colpi degni di giocatori più grandi ed esperti di lui.

Siamo al 24 agosto, l’estate è in procinto di finire e Domenico Berardi sta diventando davvero grande. Tutti gli italiani vogliono che diventi grande non solo di età, ma anche come calciatore. C’è un Mondiale da conquistare ed un Sassuolo da mantenere nelle posizioni alte della massima serie e con tanta voglia di girare l’Europa il più possibile.

I numeri della Serie A

La prima giornata di campionato e’ gia’ alle spalle, analizziamo cifre e numeri della serie A .
La Roma ha la maggiore percentuale di possesso palla con 74,2%, mentre al secondo e terzo posto ci sono squadre che non ti aspetti, Genoa al secondo con 71,1% al terzo l’Atalanta con 70,7%. I giallorossi hanno dominato l’Udinese soprattutto nel secondo tempo con un 4-2-4 da urlo, il Genoa sorprende ma Juric gia’ l’anno scorso a Crotone stupiva, Cagliari annichilito soprattutto nell’ultima mezz’ora. La squadra di Gasperini invece nonostante la sconfitta ha dominato la Lazio che ha giocato di rimessa, tattica che ha dato i suoi frutti, visto che le marcature sono state quattro.

Il numero di passaggi completati vede il Napoli con 556, Atalanta 519 e Roma con 508 con Juve e Genoa che seguono da vicino. La squadra piu’ fallosa e’ la Sampdoria, 32 i falli commessi, segue il Torino con 20, al contrario l’Atalanta e’ quella che ne ha commessi meno con 5. Interessante e’ vedere quante volte i giocatori si scambiano la palla, da qui si capisce dove l’azione ha inizio, o la predilezione degli attacchi squadra per squadra.

In Genoa-Cagliari Gentiletti e Laxalt si sono scambiati il pallone 39 volte, Burdisso e Izzo 36 volte , capiamo quindi che Juric voglia possesso palla, inizio del gico dalla difese con passaggi fitti e catalizzatore delle azioni Laxalt. Il Crotone attacca maggiormente a sinistra con maggior numero di scambi tra Salzano, Ferrari e Martella,l’Atalanta ha puntato su Kessie’ che ha segnato due reti, gli scambi Conti-Kessie’ sono stati 26. La Juve predilige la fascia destra, scambi Dybala-Alves 43,, ma anche moli passaggi tra i tre difensori, sono loro quelli che iniziano la manovra e quelli che decidono se rallentare il ritmo. La Roma, fa altrettanto sulla destra, il nuovo acquisto Bruno Peres e’ l’uomo chiave dei passaggi.

Milan ai piedi di Carlos Bacca

Dato come prossimo trasferimento, soprsttutto verso Londra, Carlos Bacca ha sorpreso tutta la Serie A e ha regalato al Milan un ottima partenza di campionato. L’abbraccio tra Montella e il colombiano dopo il primo gol di quest’ultimo ha fatto vedere che in casa Milan una nuova sinergia sta prendendo forma, con l’attaccante sempre più al centro dei pensieri de “Aeroplanino” , che di esperienza li davanti ne ha e come. Altra conferma riguarda Niang, autore di due ottimi assist, e di ottima gestione della palla, in particolare al primo gol, è suo il lancio di 40 metri per Abate, che poi ha servito Bacca in area. Il giovane Niang così come Bonaventura possono diventare degli ottimi jolly. Ovviamente salvatore del match non poteva che essere il piccolo Gigio Donnarumma, con il suo rigore parato sul finale al connazionale Belotti. A 17 anni è già considerato un leader li dietro, un ‘piccolo Buffon’ aiutato dai suoi alfieri Romagnoli, Abate, Antonelli e Paletta. La strada è tanta da fare, ma al momento del rigore parato oltre ai tanti tifosi esplosi di gioia, si sorgeva Giampiero Ventura, riso amaro per quello che è stato il suo Toro, ma occhi lucidi per Gigio Donnarumma, e chissà se la nazionale non sia più vicina.
PER IL CENTROCAMPO SFUMA STAMBOULI
Il centrocampista non sembrerebbe destinato alla Serie A, prima del Milan si è mosso ilo Shalke 04. Galliani e il PSG non trovano l’accordo, ecco che allora si punta una vecchia conoscenza del calcio italiano: Pedro Obiang. L’ex Sampdoria e attuale centrocampista del West Ham, sembrerebbe essere ai margini del club, dopo l’esplosione di Kouyate, ormai padrone li a centrocampo e soprattutto del giovane Oxford. Il problema principale riguarda il costo del cartellino 6 milioni richiesti dagli Hummers, ma in casa Milan manca sempre la liquidità. Occhio quindi a Fiorentina e Toro che ahanno messo gli occhi space loro su Obiang.

Nuova Inter, vecchi problemi. Il punto sui nerazzurri

Il nuovo volto è sicuramente quello di De Boer che ha preso l’eredità di Mancini e contro il Chievo sembra aver già capito di che pasta sia fatta la Serie A e soprattutto la sua Inter. Iniziando dalla difesa: il tecnico ex-Ajax aveva speso parole importanti per Andrea Ranocchia, che con Mancini era vicino al trasferimento, ma che invece è sceso titolare alla prima di campionato, prestazione da dimenticare, ma non è il solo; D’Ambrosio e Nagatomo, gli stessi terzini dell’anno scorso praticamente, mono ancora da valutare, sicuramente si attende il rientro di Ansaldi sulla destra. Centrocampo troppo macchinoso: Kondogbia troppi errori, Medel sbaglia molto, cosa che l’anno scorso si è vista poco. Al primo gol dei clivensi, Birsa con una finta di tiro manda a terra D’Ambrosio e Ranocchia e insacca, al secondo gol , stessa finta, stavolta è Medel che ci casca, rasoiata a fil di palo e nulla per Handanovic. Li davanti invece il tridente offensivo deve ancora prendere forma: grande delusione per Icardi, poco cinico, così come Candreva, abituati ai suoi colpi alla Lazio, ci si aspettavano più cross e più velocità, soprattutto da Perisic, subentrato proprio a Candreva, in particolare il croato era stato uno dei più attesi dopo lo splendido europeo e precampionato. Tra i peggiori abbiamo anche Eder, rinato in nazionale grazie a Conte, ma che ora sembra essere tornato nella confusione. Gli unici a salvarsi sono davvero pochi: Handanovic, Miranda e Banega, tre leader senza esercito.
ERKIN, GIÀ FINITA? IDEA CRISCITO
L’avventura di Caner Erkin sembra essere finita sul nascere, le motivazioni sono poche e ipotizzabile che una sia De Boer, il quale ha chiesto la cessione del Turco.Secondo quanto riportato da ‘Skysport24’ l’attuale terzino dello Zenit sembrerebbe aver chiesto la cessione, destinazione? Serie A. In effetti Mimmo Criscito è da Tempo che non solca i campi italiani: l’Inter, ma anche il Napoli, sembrano essere state le prime a farsi avanti per l’esterno basso.