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Inter, botta e risposta Ausilio-Wanda Nara. Quale futuro per Icardi?

Il ds dell’Inter Ausilio risponde per le rime a Wanda Nara, moglie procuratore di Mauro Icardi, dichiarando il capitano dell’Inter incedibile. Pronta la controreplica della signora Icardi. Queste le parole di Wanda Nara riportate da sportmediaset: “Se arrivasse una squadra che offre 50 milioni, e ce ne sono, con un ingaggio adeguato per Icardi, Mauro valuterebbe l’idea di andare via. Oggi non si sente valorizzato nella sua crescita. L’Inter non può chiedere il doppio per il suo cartellino e non adeguarne l’ingaggio. Ecco perché può andare via”.

Wanda Nara aggiunge: “Sono contrariata perché non si dà il giusto valore a un giocatore come Icardi. Per restare all’Inter abbiamo rifiutato diverse offerte con ingaggi molto più importanti di quello attuale. Ma se da un anno all’altro l’Inter valuta Mauro il triplo è giusto che questa importanza gli venga riconosciuta anche con l’adeguamento dell’ingaggio promesso. Gli era stato garantito e non abbiamo avuto problemi ad aspettare”

Serie B, Lotito vuole una Salernitana al top

Serie B

Dopo le ultime dichiarazioni di Lotito a Salerno si sogna, già alcuni rinforzi sono arrivati in granata, e per Sannino sono in arrivo altre sorprese, e’ aperta la caccia a Munari e Rosina che in caso di esito positivo della trattativa consegneranno alla Salernitana l’oscar del Calciomercato.

Poco lontano da Salerno, ad Avellino arriva il centrocampista Biadaoui che ha sottoscritto un contratto biennale con opzione per íl terzo. Il Carpi ha in uscita L’attaccante Lasagna che l’anno scorso ha dato dispiaceri in serie ad alcune big, su di lui c’e’ il Milan che però non ha fretta di concludere, mentre in Emilia potrebbe arrivare Comi.

Il Pisa dopo aver messo sotto contratto Longhi ex Sassuolo, adesso è alla caccia di Ardemagni ex Atalanta ma ultima stagione è trascorsa a Perugia. Il Trapani dopo aver ceduto Scognamiglio al Pisa, sta per concludere per il difensore dell’atalanta Kresic, mentre la Ternana tenta il doppio colpo Menconi ex Novara e Jelenic del Livorno. Il Cesena pensa a Laribi che arriverebbe in Romagna in prestito dal Palermo, mentre l’Avellino tenta il colpo Sansone dal Bari. Infine lo Spezia pensa a Leandro Greco del Verona, ma il nodo è l’ingaggio di 700 Mila euro troppo alto per i parametri della serie cadetta.

Mercato Juve, la settimana della verità

Marotta

Dopo la delusione di ieri sera è la sconfitta in finale contro il Portogallo Pogba puo’ pensare alla sua prossima stagione, restare in bianconero o trasferirsi a Manchester? L’accordo con il giocatore c’e’ con uno stipendio annuale offerto dai Red Devils di 15 milioni di euro, resta da convincere la società bianconera sulla eventuale vendita, ma di fronte ad un’offerta di 123 milioni di euro bonus compresi, chiunque tentennerebbe. Le prossime ore saranno quelle decisive per la definizione dell’affare, ed in caso di risposta positiva da Torino, il club di Corso Galileo Ferraris avrebbe una plusvalenza monstre che userebbe per la campagna di rafforzamento della squadra.

Il primo rinforzo sarà il croato Pjaca che ha dato il suo assenso al,suo procuratore per definire il passaggio con i colori bianconeri, per una cifra che tra bonus e cartellino si aggirerebbe intorno ai 30 milioni di euro. Ancora pochi giorni ed il gioiellino della Dinamo Zagabria si trasferirà a Torino, dove avrà sì molta concorrenza in mezzo al campo ma siamo sicuri che le sue doti faranno sì che si ritagli un posto da protagonista.

Vista l’emergenza a centrocampo che vedrà assente almeno fino ad Ottobre Marchisio, e Khedira che rientrerà a settembre, mancano almeno due giocatori, uno potrebbe essere Andre Gomes già trattato nei mesi scorsi dal Valencia, e a sorpresa anche Gotze potrebbe raggiungere Torino con il gradimento di Allegri che così avrebbe il suo trequartista.

Parabéns Portugal

Juventus - Cristiano Ronaldo trattativa

A distanza di dodici anni, finalmente ce l’ha fatta: il Portogallo è campione d’Europa. Se nel 2004 i lusitani persero l’Europeo casalingo contro la Grecia (allora) dei miracoli, ieri sera a Saint Denis è stata la Francia a perdere il torneo organizzato in casa propria e perso davanti a 80 mila spettatori, di cui poco più di diecimila portoghesi.

Non avrà vinto la squadra più forte di tutto l’Europeo, ma senza dubbio ha vinto il collettivo “più collettivo”. Ha vinto il Cuore portoghese contro una Francia ricchissima di qualità e di quantità, ma il calcio, a volte lo sport più ingiusto di tutti, ha premiato il coriaceo Portogallo del Ct Fernando Santos, capace di vincere una sola partita in tutta la manifestazione nei novanta minuti (la semifinale contro il Galles), vincendone due nei supplementari (contro la Croazia agli ottavi e la finale) ed una ai rigori (i quarti contro la Polonia). Oltre ad avere pareggiato tre partite su tre nel girone eliminatorio e venendo ripescato come una delle migliori terze.

Doveva essere il trionfo di Cristiano Ronaldo in campo, è stato il trionfo di CR7…dalla panchina: uscito al 25′ per un brutto fallo subito dieci minuti prima da Payet non punito da Clattenburg, il campione di Funchal ha stretto per qualche minuto i denti per poi arrendersi ed accasciarsi a terra, tra le lacrime. Nei supplementari è stato il “secondo” di Santos: incitava i compagni, dettava gli schemi e i movimenti, contestava le scelte dell’arbitro. Alla fine, dopo il triplice fischio, tutti i compagni si sono gettati addosso al loro capitano come dire “ti abbiamo regalato la Coppa”. E Nani, colui cui Ronaldo a terra legò al braccio la sua fascia di capitano, al momento della premiazione ha ceduto all’attaccante del Real Madrid l’onore di alzare al cielo di Saint Denis la prima “coppa Henri Delaunay” della storia portoghese. Come ha fatto il Barcellona a Berlino il 6 giugno 2015 con Xavi entrato in campo nell’ultimo quarto d’ora di gioco: onore ai grandi, quindi.

Per la prima volta in un Europeo, il Portogallo è riuscito a sconfiggere la Francia, visto che nei due precedenti, datati 1984 e 2000, i rossoverdi persero ai supplementari contro i transalpini.

E’ stata la vittoria di Rui Patricio, migliore in campo e autore di parate decisive, e di Pepe, uscito stremato dalla partita e capace nel contenere le incursioni di Griezmann, Payet e Giroud (anche se Gignac ha preso il palo con il numero 3 lusitano per terra al 91′); di José Fonte, un vero baluardo, e di Joao Mario, un centrocampista che in più occasioni ha fatto ammattire i francesi; di William Carvalho e di Raphael Guerreiro, autore di una punizione (inesistente) calciata magistralmente che è andata a sbattere all’incrocio dei pali; della giovane promessa Renato Sanches, di Adrien Silva e di Cedric, fino ai più famosi Nani e Quaresma al carneade Eder. E proprio l’attaccante nativo di Guinea Bissau (e portoghese da cinque anni) è stato la vera intuizione del Ct Santos: facendolo entrare al minuto 79 al posto di Renato Sanches, l’attaccante classe 1987 è diventato l’eroe di Saint Denis con un gran gol di destro dai 25 metri che non ha lasciato scampo a Hugo Lloris. Ci voleva un attaccante puro per far vincere al Portogallo finalmente il suo primo trofeo internazionale, visto che la Nazionale lusitana da più di venti anni non riesce ad esprimere un attaccante di peso e lo stesso Cristiano Ronaldo “nacque” come centrocampista esterno.

E la Francia? I transalpini hanno sprecato molte occasioni trovando davanti a loro un Rui Patricio in formato mundial ma hanno gettato alle ortiche la possibilità di vincere il terzo Europeo come Germania e Spagna. Dopo aver sconfitto Repubblica d’Irlanda, Islanda e Germania, i ragazzi di Deschamps si sono arresti solo al minuto 109 ad un bolide di un attaccante di 190 centimetri e possono recriminare per il palo colpito da Gignac da posizione ravvicinata nel primo minuto di recupero dei tempi regolamentari.

Tra i più vivi in casa blues senza dubbio Hugo Lloris, Moussa Sissoko ed Antoine Griezmann, mentre non sono stati pervenuti né Dimitri Payet né, soprattutto, Paul Pogba. E proprio il numero 15 della Francia è stato il più deludente di tutta la finale, la partita che poteva consacrarlo: abulico dal gioco, troppe “finezze” in campo fini a loro stesse e partita pessima per lui. Se per il Brasile si è parlato di Maracanazo e di Mineirazo, per i “cugini d’Oltralpe” si può parlare di SaintDenisazo.

C’è il rammarico nel vedere ancora una volta Griezmann perdere una finale: dopo quella di Champions League a Milano, ora anche quella di Parigi anche se il “piccolo diavolo” è il capocannoniere di questo Europeo ed il suo nome entrerà negli annali della manifestazione.

E’ il trionfo di Fernando Santos, allenatore poco appariscente ma capace di prendersi rischi di un certo calibro (far entrare un attaccante che aveva giocato mezzora in tutta la manifestazione che poi ha deciso la gara) ma dettati da un’intelligenza tattica senza eguali. Dopo un’infinità di panchine tra Portogallo e Grecia (tra cui quella della Nazionale prima di Claudio Ranieri), una grandissima rivincita per l'”ingegnere” arrivato sulla panchina del Portogallo due anni fa dopo la sconfitta contro l’Albania che avrebbe potuto estromettere gli iberici da questo Europeo. Uomo serio e per nulla mediatico, la vittoria di Saint Denis è la giusta ricompensa per un signore del 1954 che ha tra i suoi meriti quello di aver creato un gruppo vincente.

Ma la prima pagina di questo Europeo spetta tutta a lui, CR7. Già campione d’Europa con il Real Madrid, nessuno si aspettava che potesse alzare anche la “Delaunay” visto che la Seleção das Quinas è sì una squadra forte, ma non ha nulla a che vedere con la qualità delle squadre di club europee. Dopo un avvio shock con il rigore calciato sul palo contro l’Austria sullo 0 a 0 e con la sola doppietta contro l’Ungheria al terzo incontro del girone, Ronaldo si è preso sulle spalle il Portogallo e lo ha trascinato fino alla finale, segnando un gol mostruoso contro il Galles (si è alzato a 242 cm colpendo di testa e segnando) e ha seminato assist a iosa. Finale meritata per il più forte giocatore europeo. La sorte invece gli è stata beffarda perché se piangeva (ma di rabbia) il 4 luglio 2004 a Lisbona dopo l’amarissima sconfitta contro la Grecia, dodici anni dopo il campione di Funchal ha pianto prima per il dolore e per il fatto di non giocare i restanti sessantacinque minuti (più altri trenta) della partita e poi per la gioia di aver regalato al suo popolo un trofeo internazionale. Ma CR7 è riuscito a trasformare le lacrime in rabbia ed incitamento verso i compagni che hanno realizzato un qualcosa che giusto un mese fa era impensabile. In pochi hanno centrato nello stesso anno Champions ed Europeo (prima di lui Luis Suarez, Hans van Breukelen, Ronald Koeman, Berry van Aerle, Gerald Vanenburg, Wim Kieft, Nicolas Anelka e ora anche il compagno di squadra Pepe): lui c’è riuscito e ora diventata il candidato numero 1 a vincere il prossimo Pallone d’oro, vista la stagione deludente dell’eterno rivale Messi. Di coppe e premi individuali, la bacheca del giocatore portoghese e piena: ora è entrato nella leggenda del calcio mondiale. E vederlo incitare e “dare di matto” accanto a Santos lo ha reso un capitano vero. Ora per lui le meritate vacanze e poi dovrà iniziare la riabilitazione, visto che un primo responso medico ha stabilito che l’atleta di Funchal ha subito una lesione al collaterale del ginocchio sinistro.

Ora alla Seleção das Quinas spetterà l’onore, insieme alla Germania campione del Mondo in carica, di rappresentare la Uefa (e quindi l’Europa) alla prossima Confederations Cup, l’appuntamento che precede di un anno il Campionato del Mondo, trofeo mai vinto dal Portogallo e dove ha raggiunto come massimo il terzo posto in Inghilterra nel 1966.

Per il resto, onore al Portogallo vincitore del suo primo trofeo internazionale. Con buona pace dei vari Eusebio, Futre, Rui Costa e Figo.

Si scalda il mercato dell’Inter

Ausilio
Ausilio ph KeyPress

INTER-JOAO MARIO? CLARO QUE SÌ!  – Una sorpresa dopo l’altra per il numero dieci del Portogallo, attuale giocatore dello Sporting Lisbona. Già in questo giorni si vociferava un suo accordo con i nerazzurri sui 25 milioni di euro, adesso dopo la vittoria degli Europei con la sua nazionale, si parlerebbe di un rilancio tra i 35/40 milioni di euro proprio per il portoghese. Il giocatore pare che abbia già accettato la prima trattativa, rifiutando anche altre squadre tra cui l’Atletico Madrid, il rilancio avrà avuto un ruolo di conferma delle intenzioni serie dell’Inter, con lo zampino del Suning, soprattutto sbaragliando la concorrenza. Da 25 milioni a circa 40 milioni (35+bonus), un offerta del genere convincerebbe chiunque. In nazionale e nel campionato portoghese ha convinto tutti, in Serie A è un profilo che già piace, insieme a Renato Sanches e William Carvalho, il secondo un “Nuovo Toure Yaya” e il primo neo campioncino scuola Benfica.
IDEA KEYTA BALDE DIAO – L’Inter non su ferma qui, ora avrebbe inserito nella lista dei desideri il senegalese classe ’95, che arriva da un grande periodo di crescita, tra Lazio e nazionale. Già ad inizio campionato tra la Lazio e il talento ex Barça si erano avute frizioni, dovute allo scarso impiego in prima squadra, già li si era inserita l’Inter presentando un offerta, rifiutata però dalla società biancoceleste. Ora tutto è cambiato? Adesso il ragazzo piace praticamente a tutta la Serie A, la sua attuale squadra si trova nel caos più totale, sia con i tifosi sia tra i giocatori, con le previste partenze di altri aquilotti. Ritorno di fiamma insomma per il giovane Keyta che aspetta un offerta, l’Inter è tra le pretendenti, il presidente Lotito attenderà con ansia l’offerta migliore.