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Juve, contro il Genoa per sognare. Out Khedira

Allegri

 

Allegri

Brutta tegola per Allegri e la Juve l’infortunio di Khedira che ne avrà per una ventina giorni e salterà il match contro il Napoli è l’andata contro il Bayern Monaco a Torino. Il centrocampista tedesco peserà e non poco nell’economia del gioco, considerato che negli ultimi tempi aveva preso in mano il centrocampo bianconero con la sua azione difensiva non disdegnando anche incursioni in area che lo avevano portato a segnare due gol consecutivi. Lo staff dei medici non ne forzerà il rientro, ma si farà il possibile per impiegarlo almeno nell’andata di Champions.

Per la sfida di oggi contro il Genoa possiamo ipotizzare per questa sera una formazione con Buffon in porta, Rugani, Bonucci e Barzagli, a centrocampo il trio Sturaro, Marchisio, Pogba, sulle fasce Cuadrado ed Evra che rientra dalla squalifica, mentre ci sarà ballottaggio in attacco tra Dybala e Zaza, che giocheranno in coppia con Morata.

Gasperini invece orfano di Perotti, schiererà dal primo minuto Cerci mentre a centrocampo ballottaggio Rigoni-Dzemaili, in panchina saranno presenti i nuovi acquisti Matavz, Gabriel Silva e Fiamozzi.

Statistiche
Le due squadre a Torino si sono incontrate 55 volte con 42 vittorie bianconere, 10 pari e tre vittorie del Grifone.

La Juve ha vinto otto degli ultimi match giocati contro il Genoa.

L’ultima vittoria rossoblu risale al campionato 1990/1991 e fini’ 1-0 con rete di Skuhravy.

I bianconeri hanno la miglior difesa del campionato con 15 reti subite, e negli ultimi 5 match ne hanno subita una. Il Genoa sta attraversando un buon momento ed ha subito solo una rete negli ultimi quattro incontri.
La vittoria più larga risale al 1933 ed il match si concluse con un 8-1.

Probabili formazioni:

Juve (3-5-2). Buffon, Rugani, Bonucci, Barzagli, Cuadrado, Sturaro, Marchisio, Pogba, Evra, Morata, Zaza.

Genoa (4-3-3) Perin, Munoz, Izzo, Burdisso, Ansaldi, Rincon Rigoni, Laxalt, Cerci, Pavoletti, Suso.

Milan a Palermo in cerca di conferme

Bacca_LuizAdriano
Milan in campo questa sera a Palermo, i rossoneri cercano conferme contro i rosanero. La vittoria nel derby ha portato entusiasmo in casa rossonera, una vittoria al Barbera rappresenterebbe un ulteriore passo avanti verso… l’Europa.
Mihajlovic conferma la coppia d’attacco Niang-Bacca, ancora panchina per Balotelli.
Le probabili formazioni:
Palermo (4-3-3): Sorrentino; Struna, Gonzalez, Goldaniga, Lazaar; Hiljemark, Jajalo, Cristante; Quaison, Vazquez, Gilardino.
A disp.: Alastra, Vitiello, Andelkovic, Pezzella, Morganella, Rispoli, Cionek, Chochev, Balogh, Djurdjevic, Trajkovski, Bentivegna. All.: Tedesco
Milan (4-4-2): Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, Antonelli; Honda, Kucka, Montolivo, Bonaventura; Bacca, Niang.
A disp.: Abbiati, Livieri, Calabria, Alex, Simic, De Sciglio, José Mauri, Poli, Menez, Boateng, Bertolacci, Balotelli. All.: Mihajlovic

Inter in cerca di riscatto, contro il Chievo torna Icardi

Icardi
Inter in campo questa sera a San Siro contro il Chievo di Maran, ai nerazzurri serve una vittoria scacciacrisi. Inter senza Mancini, squalificato, in panchina ci sarà Silvinho. Qualche novità nell’11 interista, in attacco torna Icardi, in coppia con l’argentino agirà Eder con Perisic a far da collante tra centrocampo e attacco, un 4-3-3 atipico. In mediana si rivedrà Kondogbia, possibile sorpresa Gnokouri in ballottaggio con Brozovic.
Le probabili formazioni:
Inter (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Telles; Brozovic, Medel, Kondgobia; Eder, Icardi, Perisic.
A disp.: Carrizo, Berni, Nagatomo, Santon, Juan Jesus, Felipe Melo, Gnoukouri, Biabiany, Jovetic, Palacio, Manaj, Ljajic. All.: Silvinho
Chievo (4-3-1-2): Seculin; Sardo, Dainelli, Cesar, Gobbi; Rigoni, Castro, Radovanovic; Birsa; Inglese, Mpoku.
A disp.: Bressan, Confente, Spolli, Costa, Frey, Darmian, Cacciatore, Pinzi, Pellissier. All.: Maran

Tifo di frontiera

Novara_tifosi

Piccolo viaggio nei campi di calcio minori dove i tifosi emozionano gli stadi.

Prendo spunto da immagini viste in TV su alcune partite di Legapro e serie D in cui ho visto stadi pieni, gran tifo al contrario di molti stadi di Serie A che appaiono vuoti e freddi, a volte quasi spettrali dove si intravede molte volte qualche spettatore far capolino dalla nebbia.

Sembra quasi che ci sia una inversione di tendenza dei tifosi che abbandonano i grandi palcoscenici per tifare e sostenere la squadra del loro piccolo centro. Questa tendenza è più accentuata dalla Toscana in giù, dove il tifo è più caldo; Pisa media spettatori 6000, domenica per Foggia-Benevento più di 10000 tifosi ed anche a Caserta stadio pieno ai limiti della capienza per l’altro blog match Casertana-Lecce.

Addirittura a Gravina per la Finale di Coppa d’Eccellenza più di 2000 spettatori hanno assiepato gli spalti del piccolo impianto, con un tifo ed una coreografia degni della Champions League.

Al contrario per esempio a Chievo, Udine, Carpi molte volte a stento si raggiungono cinque/seimila presenze, si salvano la Juventus che registra molte volte il sold out, Napoli che guida la classifica, Firenze, Genova, Bergamo, mentre a Milano incredibilmente Il PiccoloTeatro ha fatto più abbonamenti di San Siro.

Ma perché accade cio’?
Sicuramente parte delle colpe sono da addossare alla vetustita’ di molti impianti sportivi, si sono adeguati in pochi, da prendere d’esempio lo Juventus Stadium e il Dacia Stadium di Udine.

Altra motivazione è il caro biglietti, che considerando il periodo di crisi in molti non possono permettersi di andare allo stadio. Mentre in Serie A per andare in curva si spendono dai 15 ai 50€ per i big match, nelle serie minori con 10€ si entra, si tifa e a volte si mangia gratis. Sì perché alcune tifoserie organizzano dei banchetti con prodotti locali che offrono ai tifosi ospiti in segno di benvenuto. Ma anche una grossa fetta di colpa e’ da addossare alla famigerata tessera del tifoso, che volente o nolente bisogna avere almeno per andare in trasferta ed a cui molte tifoserie sono avverse.

Sì perché in curva appaiono striscioni che recitano ‘No tessera’, lo zoccolo duro di alcune tifoserie segue la squadra in casa ma non in trasferta perché non vuole aderire a questa forma di controllo. L’ avvento di questa misura ha si aiutato al controllo delle tifoserie, ma dall’altra parte ha tolto la libertà a chiunque di seguire la squadra del cuore.

Ma nonostante questo i supporters si sbizzarriscono in un tifo caldo, colorite coreografie, anche nei campetti di periferia, perché ciò ti fa appartenere a una tribù, a una famiglia, ti fa vivere tutta la settimana in tensione aspettando la partita seguente per potersi di nuovo aggregare e tifare alla stadio.
Ma non è tutto oro che luccica, perché gli scontri tra tifoserie sono presenti, e proprio perché si è in serie minori c’e’ meno supporto da parte delle autorità e gli ultras si trovano a contatto fuori dagli stadi, proprio come è successo poco tempo fa ad Andria dove i tifosi del Lecce giunti sul posto per assistere al match, si sono scontrati con i baresi acerrimi nemici che li aspettavano nella pineta adiacente.

Un pò come succede nel film Hooligans, dove addirittura i rivali si incontrano in un dato giorno ad una data ora per suonarsele di santa ragione, proprio perché fuori dallo stadio sarebbero controllati. Ecco perché stiamo assistendo ad un tifo di frontiera, anche se per molti quella frontiera è valicabile.

Prima Salah, poi El Shaarawy: Roma avanti contro il Sassuolo (0-2)

Mohamed Salah

SalahLa vittoria contro il Frosinone di sabato scorso ha parzialmente rilanciato le ambizioni della Roma che, al Mapei Stadium, cerca altri tre punti per proseguire la propria risalita.