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Pareggio tra Empoli e Milan (2-2)

Bacca

Squadre che scendono in campo con le formazioni annunciate; nell’Empoli assenti Costa e Paredes squalificato, mentre Saponara riprende il suo posto in regia. Nel Milan Mihajilovic conferma la squadra di domenica scorsa con Niang e Bacca in attacco. Si inizia subito con un’azione pericolosa di Bonaventura al secondo minuto, ma Skorupski para. Bel numero al sesto minuto di Saponara, che si gira in un fazzoletto, ma non trova nessuno pronto alla deviazione. Al nono vantaggio Milan con il solito Bacca, lanciato dalle retrovie da Antonelli, il colombiano di collo destro batte Skorupski. Buon Milan adesso che da circa dieci minuti comanda il gioco, al minuto ventisei gran sinistro al volo di Bonaventura ma il portiere si distende e para. A sorpresa l’Empoli pareggia al minuto trentadue con Zielinski che trafigge Donnarumma con un tiro sotto le gambe. Al minuto quaranta il portiere rossonero interviene in due tempi su Maccarone, adesso bella partita con continui rovesciamenti di fronte.

Il secondo tempo si apre con il vantaggio del Milan con Bonaventura che dopo un rimpallo in area trafigge il portiere di casa di sinistro. Al minuto 54 il Milan reclama un rigore per un tocco di Maiello, ma l’arbitro non interviene. Al minuto 55 esce Maiello ed entra Croce. Tra il cinquantanovesimo ed il sessantunesimo vengono ammoniti Honda per un fallo su Mario Rui, e poi Saponara e Montolivo. Un minuto dopo l’Empoli pareggia con Maccarone che tocca da distanza ravvicinata e batte il portiere rossonero. Al minuto 68 esce Niang ed entra Balotelli, mentre Maccarone lascia il posto a Livaja. Adesso la squadra Toscana si fa arrembante ed il Milan rischia di subire il terzo gol da Zielinski al minuto 78, tiro che esce di un niente. Al minuto 86 tiro di poco alto di Buchel ma Donnarumma controlla. Al minuto 87 entra Boateng ed esce Honda, mentre nell’Empoli Zielinski lascia il posto a Krunic. Dopo quattro minuti di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. 2 a 2 con qualche polemica, l’Empoli reclama per il vantaggio di Bacca viziato da fuorigioco, al Milan manca un rigore. Un pari che ci può stare arrivato al termine di un bel match giocato a viso aperto.

Empoli (4-3-1-2): Skorupski; Laurini, Tonelli, Barba, Mario Rui; Zielinski (42′ st Krunic), Maiello (9′ st Croce), Buchel; Saponara; Pucciarelli, Maccarone (25′ st Livaja). A disp.: Pugliesi, Pelagotti, Camporese, Cosic, Bittante, Zambelli, Dioussè, Mchedlidze, Piu. All.: Giampaolo
Milan (4-4-2): Donnarumma; Abate, Alex (1′ st Zapata), Romagnoli, Antonelli; Honda (41′ st Boateng), Bertolacci, Montolivo, Bonaventura; Bacca, Niang (22′ st Balotelli). A disp.: Abbiati, Calabria, Livieri, De Sciglio, José Mauri, Poli, De Jong, Kucka, Luiz Adriano. All.: Mihajlovic
Arbitro: Russo
Marcatori: 8′ Bacca (M), 32′ Zielinski (E), 3′ st Bonaventura (M), 16′ st Maccarone (E)
Ammoniti: Barba, Saponara (E), Honda, Montolivo, Balotelli, Romagnoli (M)

Lazio, Pioli: “Europa possibile. Contro il Chievo si gioca solo per la vittoria”

Pioli

Pioli

E’ uno Stefano Pioli particolarmente carico quello che si presenta alla conferenza stampa pre-partita. Domani Lazio-Chievo significherà molto per la sua squadra. Queste le parole del tecnico laziale.

“Le sconfitte portano sempre ripercussioni. La Coppa Italia era un nostro obiettivo. Ma prendiamo anche il positivo dalle sconfitte, ad esempio la consapevolezza di poter rimontare in campionato. Dobbiamo tornare protagonisti e rimanere concentrati. Il nostro obiettivo è quello di centrare la qualificazione all’Europa League”.

Sul match di domani. “C’è solo un obiettivo: la vittoria. La sconfitta dell’andata fa ancora male, dobbiamo vendicarla. Domani giocherà Cataldi davanti alla difesa. E’ un calciatore intelligente, è cresciuto molto e domani avrà l’occasione giusta per dimostrarlo. Hoedt ha avuto un problema, valuterò le giuste alternative in difesa. Il Chievo cercherà di venire qui per fare la partita, ma dovremo farla noi con una gran prestazione tecnica”.

Inter, Mancini: “Questione chiusa con Sarri. Pensiamo al Carpi”

Roberto Mancini

Mancini

Roberto Mancini, allenatore dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita interna contro il Carpi. Ai nerazzurri manca la vittoria in campionato da un paio di giornate e Mancini lo sa, i suoi ragazzi stanno lavorando duramente per tornare a riprendersi almeno il secondo posto in classifica, sperando in un passo falso della Juve contro la Roma. L’allenatore dell’Inter chiede ai suoi giocatori la stessa grinta e tenacia avuta in settimana, in Coppa Italia, contro il Napoli: “Con il Carpi sarà una delle partite più dure, perché pensi che sia facile ma non lo è. Dobbiamo assolutamente tornare a vincere, serve grande partita dall’inizio e grande concentrazione come a Napoli”. Mancini non è poi voluto tornare nuovamente sulla questione Sarri.

Di seguito la conferenza stampa di Mancini come riportata da sportmediaset.it

In arrivo sei partite in quindici giorni. Come state?
“Stiamo bene, siamo in forma. Saranno tutte partite importante. Verranno usati tutti i giocatori”.

Commento finale per chiudere l’argomento Sarri.
“È stato fatto un comunicato, questione chiusa”

Situazione Guarin: andrà ancora in tribuna?
“A Napoli in tribuna perché pensieroso. Ieri si è allenato bene. Non c’è nulla di nuovo, sarà a disposizione”.

Jovetic meglio senza Icardi. Giocheranno insieme?
“L’importante è riuscire a vincere. Prima o poi troveranno l’intesa”.

Cosa deve mettere in campo la squadra?
“Con il Carpi sarà una delle partite più dure, perché pensi che sia facile ma non lo è. Dobbiamo assolutamente tornare a vincere, serve grande partita dall’inizio e grande concentrazione come a Napoli”.

Tra diffidati e stanchi, come funzionerà il turnover?
“Abbiamo due turni infrasettimanali e la partita di domenica: valuteremo a seconda delle situazioni. Diffidati? Pazienza, non si vince o perde per un
giocatore che manca”.

Avete consapevolezza di poter stare lassù?
“Passaggio a vuoto tra Lazio e Sassuolo che non ci voleva: errori che abbiamo pagato. Dobbiamo recuperare. La consapevolezza dobbiamo averla, nessuno ci ha dominato ad eccezione della Fiorentina in una partita strana”.

A Napoli con quattro attaccanti: mentalità e qualità.
“Giocando con molti giocatori offensivi è anche meglio. Stiamo costruendo una squadra nuova, ma nelle partite bisogna sapere anche difendere”.

Avete degli attaccanti che si sacrificano come Eto’o nel 2010.
“Eto’o aveva grande esperienza, aveva forza. Noi non abbiamo Eto’o. Abbiamo un giocatore come Ljajic che lo fa bene e lo fa benissimo. Ci sono giocatori che si sacrificano, anche Perisici e altri”.

A fine stagione potrebbe pensare di lasciare l’Inter per il disamore verso il calcio italiano?
“Vorrei raggiungere Herrera come numero di panchine all’Inter, non penso ad andarmene”.

Yaya Touré?
“Durante il mercato può accadere di tutto. È un grandissimo giocatore e lo sarà per diversi anni, ma in questo momento è inutile parlare di una cosa impossibile”.

È vero che rifiuterebbe la Nazionale per la presenza di Tavecchio e Lotito’?
“Non sono mai stato avvicinato per la Nazionale né in passato né ora. Non li conosco. Se avessi una preclusione sarebbe sbagliato perché non conosco bene Tavecchio”.

Come sta Felipe Melo?
“Sta bene, non ha problemi”.

Miranda gioca o siccome è diffidato starà fuori?
“Una partita la salterà. Non so quale, magari viene ammonito e salta la successiva. Ma una non la giocherà”.

Le voci sul suo futuro.
“Non c’è niente, pensiamo all’attualità e al prossimo anno. Poi vedremo”.

Lavezzi: quante volte l’ha provato a prenderlo e cosa darebbe all’Inter (a gennaio o a giugno)?
“Provai sia all’Inter che al City. Non credo sia possibile adesso, ma forse a giugno. È un giocatore vero, valido, può dare una mano ad una squadra come la nostra, nel prossimo campionato. Adesso non penso venga, ma l’anno prossimo ci può aiutare sicuramente”.

Via Vidic, parte Ranocchia. Prenderete un centrale?
“Se Ranocchia andrà alla Samp come sembra, se troveremo qualcosa di valido prenderemo un centrale che ci dia garanzie. Sennò useremo D’Ambrosio e Medel”.

Sci alpino. Storica impresa di Peter Fill a Kitzbuehel

sci
Gran colpo dell’azzurro Peter Fill che conquista la storica discesa libera di Kitzbuehel con il tempo di un minuto, 52 secondi e 37 centesimi. Secondo posto per l’elvetico Beat Feuz, staccato di 37 centesimi, terzo l’altro svizzero Carlo Janka, a 0,65 secondi.

Soddisfazione immensa dunque in casa Italia.Fill ha saputo condurre a perfezione gli sci, entrando nella famosa stradina con una velocità che nessun altro dei suoi avversari ha saputo replicare. Attimi di paura che hanno tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati al traguardo ed a casa per le cadute di Streitberger, Reichelt e Svindal. Per fortuna l’airbag, innovazione di questa stagione, ha funzionato a perfezione.

Lontani dai primi Paris, Heel ed Innerhofer.

Tra le donne ennesima perla dell’americana Lindsey Vonn. La regina del circo rosa ha colto la decima vittoria a Cortina d’Ampezzo aggiudicandosi la discesa su una grande Larisa Yurkiw, seconda a soli 28 centesimi. Terzo gradino del podio per la svizzera Lara Gut, a 67 centesimi. L’elvetica mantiene la testa della generale per una manciata di punti, respingendo l’attacco della Vonn.

Quinta un’ottima Johanna Schnarf. Restando in casa Italia buon nono posto per Verena Stuffer. A punti Francesca Marsaglia (16esima), Elena Curtoni (21esima), Nadia ed Elena Fanchini (23esima e 24esima), Sofia Goggia (27esima) e Daniela Merighetti (28esima).

Champions League, riparte la caccia al Barcellona

 Messi
Martedì 16 febbraio tornerà il grande calcio europeo “targato” Champions League, il trofeo più ambito non solo a livello continentale, ma anche a livello globale. Dopo aver lasciato la fase a gironi, ora la “coppa dalle grandi orecchie” entra nella sua “fase calda” con gli ottavi di finale e, di conseguenza, le partite ad eliminazione diretta.
 
I campioni uscenti sono gli spagnoli del Barcellona, che hanno battuto lo scorso 6 giugno per 3 a 1 la Juventus all'”Olympiastadion” di Berlino. Per il club catalano si è trattato del quinto successo nella manifestazione in otto finali disputate, mentre per il club italiano era arrivata la sesta sconfitta su otto  disputate.
 
Lo scorso 14 dicembre si sono tenuti i sorteggi a Nyon per gli accoppiamenti delle otto partite che si giocheranno in partite di andata e ritorno, con il primo match in casa della squadra arrivata seconda nel proprio girone. Le partite di andata si giocheranno il 16, il 17,  il 23 ed il 24 febbraio. I match di ritorno si giocheranno due settimane dopo.
 
L’Inghilterra e la Spagna sono le Nazioni più rappresentate, con tre squadre ciascuna (Chelsea, Manchester City e Arsenal;  Real Madrid, Atletico Madrid e Barcellona), con due squadre ci sono la Germania (Wolfsburg e Bayern Monaco) e l’Italia (Juventus e Roma). La Francia, il Portogallo, l’Ucraina, i Paesi Bassi, la Russia ed il Belgio hanno rispettivamente una squadra a rappresentarli (Paris Saint Germain; Benfica; Dynamo Kiev; PSV Eindhoven; Zenith San Pietroburgo; Gent).
Le partite di questi ottavi di finale saranno Paris Saint Germain-Chelsea e Benfica-Zenith San Pietroburgo; Gent-Wolfsburg e Roma-Real Madrid; Arsenal-Barcellona e Juventus-Bayern Monaco; PSV Eindhoven-Atletico Madrid e Dynamo Kiev-Manchester City.
 
Il capocannoniere della manifestazione attualmente è Cristiano Ronaldo del Real Madrid con undici reti, seguito da Robert Lewandowski del Bayern Monaco con sette e Artem Dzjuba dello Zenith con sei.
 
Il primato di continuità spetta all’Arsenal, che per la tredicesima volta ha superato la fase aironi e si appresta a diventare (ancora una volta) una delle sedici squadre più forti d’Europa. Un primato di continuità che rende la squadra allenata da Arsène Wenger, che siede sulla panchina dei Gunners dal 1996 (altro record di longevità) una delle mine vaganti di questa Champions League. La prima volta che i londinesi approdarono alla fase a gironi di Champions League era la stagione 1998/1999, mentre negli ottavi i biancorossi londinesi sono una certezza dalla stagione 2003/2004. 
 
Se l’Arsenal è un abitué, una novità assoluta è il Gent. Campioni del Belgio per la prima volta, il Koninklijke Atletiek Associatie Gent (questo è il suo nome per intero, abbreviato anche in KAA Gent) è la terza squadra belga dopo Club Brugge e Anderlecht a spingersi così avanti nella ex Coppa dei Campioni. Il Gent era nel girone con Zenith, Valencia ed Olympique Lyonnaise: i belgi si sono classificati secondi con quattro punti in più degli spagnoli e cinque in meno di Witsel e compagni. Anche i tedeschi del Wolfsburg sono, nel loro piccolo, una novità, in quanto sono alla prima volta agli ottavi, ma alla seconda partecipazione alla Champions League (fase a gironi, stagione 2009/2010, da campione di Germania).
 
Sulla carta, le partite più affascinanti sono quelle tra Arsenal e Barcellona, Juventus e Bayern Monaco e Paris Saint Germain-Chelsea, ma anche le altre cinque possono avere un certo interesse.
La finale si terrà sabato 28 maggio alle ore 20:45 a Milano, allo stadio “Meazza”. Per la quarta volta, la finale unica si terrà nello stadio meneghino (le altre furono nel 1965, nel 1970 e nel 2001) e per la nona volta l’atto finale si terrà in uno stadio italiano (quattro volte all'”Olimpico” di Roma; quattro a san Siro ed una a Bari, allo stadio “san Nicola”). In tre casi una squadra italiana è arrivata in finale in uno stadio nostrano: lo score finora è di due vittorie (1965 Inter contro Benfica; 1996 Juventus a Roma contro l’Ajax) ed una sconfitta (1984, Roma contro il Liverpool).
 
Che la “road to Milan” entri nel vivo allora. E buona Champions a tutti!