Home Blog Pagina 10447

Napoli, calciomercato per la capolista

Rulli

Sarri
Con l’apertura del calciomercato invernale la squadra partenopea sta cercando di rafforzare il proprio organico per competere su tutti e tre i fronti, vale a dire Europa League, Tim Cup e Campionato. Il Napoli ha individuato in Herrera il centrocampista ideale per irrobustire il reparto mediano, tanto che il direttore sportivo Pierpaolo Marino ha avanzato un’offerta da 18 milioni di euro più 2 di bonus per accaparrarsi le giocate del messicano, di proprietà del Porto. Visto il prezzo stabilito dalla squadra portoghese (circa 30 milioni di euro), bisognerà aspettare nelle prossime ore il responso dell’entourage per il susseguirsi della trattativa.

Altro obiettivo di mercato è il difensore Maksimovic, che andrebbe a fortificare una difesa sempre più collaudata. Un innesto interessante viste le caratteristiche del giocatore: 1,93 x 82kg, il che significa una prestanza fisica notevole che andrebbe ad aggiungersi ai titolari Albiol e Koulibaly. Il Torino è consapevole di non voler negare una vetrina così importante al giocatore serbo, quindi la svolta è dietro l’angolo, che sia a gennaio o a giugno non ha importanza.

Zuniga ai titoli di coda?
Zuniga è pronto a lasciare la casacca azzurra ed indossare la maglia rossoblù. Nella giornata odierna il terzino sosterrà le visite mediche prima di firmare il contratto con e dopo aver sistemato le pratiche burocratiche, sarà a tutti gli effetti un giocatore del Bologna. Il colombiano avrà così l’occasione per rilanciarsi, dopo l’ultima stagione travagliata in cui era stato messo fuori dal progetto partenopeo.

Calciomercato, lo straniero non sempre è un affare

Bacca_LuizAdriano

Puntare sugli italiani, pescare dalle categorie inferiori, valorizzare i giovani. Tanti buoni propositi, testimoniati dalle riforme sulle limitazioni alle rose iscrivibili in Serie A, ma smentiti alla pratica da sessioni di mercato che vedono i giocatori stranieri assoluti protagonisti, in modo eccessivo e spesso deleterio. Stranieri strapagati, arrivati nell’entusiasmo di tifosi che, nella gran parte dei casi, li hanno visti giocare pochissime volte ma semplicemente nulla possono di fronte al fascino esotico di un cognome che sembra fatto per essere stampato sulle maglie, decisamente più di un Saponara qualunque.

E’ decisamente il caso dell’Inter, storica regina del mercato oltreconfine. Tra i tanti acquisti estivi, spiccava il 22enne Geoffrey Kondogbia per compiere il salto di qualità verso la lotta al terzo posto e non solo: l’Inter in realtà può vincere il titolo, ma più “nonostante Kondogbia” che non grazie a lui. Siamo certi che il ragazzo sia giocatore dal sicuro avvenire (non v’è dubbio per chi, come me, lo ammirò nel Mondiale Under-20 vinto nel 2013 accanto a Pogba e Veretout nel centrocampo transalpino), piuttosto la perplessità sta nel ritenere che tifosi e forse società abbiano scambiato un mediano di rottura con eccelsi mezzi fisici e atletici, che difficilmente può giocare in un centrocampo con Melo e Medel, per una mezzala completa in grado di coniugare egregiamente la fase offensiva (quello nel Monaco lo faceva semmai Moutinho, ed è un velato consiglio per tutte le squadre di A). Il giocatore va valorizzato in altro modo, ma è quantomeno discutibile spendere 31 milioni + bonus travisandone le caratteristiche.

Discutibile almeno quanto l’acquisto di Montoya, in prestito ad un milione con diritto di riscatto fissato a 7: non abbiamo mai avuto dubbi che esistano in Italia, pur senza abbondanza nel ruolo, terzini validi e meno costosi di chi nel Barça ha collezionato appena 45 presenze in 5 anni nella Liga. Strano anche l’affare Jovetic: è sempre stato una seconda punta, quindi è difficile farlo coesistere con Icardi e Perisic e non sembra il profilo di giocatore utile nel turnover o quando c’è bisogno di cambiare modulo. Non ci sentiamo invece di bocciare gli acquisti di Telles, Melo e Perisic, pur forse sopravvalutati.

Più attenti al campionato nostrano Milan e Juventus. I primi fanno debuttare in A solo i due attaccanti Bacca e Luiz Adriano, sulla cui media gol (comunque positiva) influisce la pochezza dei centrocampisti atti a costruire palle utili per i due terminali. Luiz Adriano ha già pronte le valigie per regalare al Milan quantomeno una plusvalenza che, spera Bacca, possa contribuire all’arrivo di un faro a centrocampo più luminoso di cui anche il colombiano, solo a sprazzi quello di Siviglia, può beneficiare. La Juve, sempre mantenendo alto il numero di italiani e continuando mirabilmente a puntare sui giovani, ha messo mano al portafogli per stranieri come Mandzukic, Alex Sandro e Lemina. Indubbio il valore e l’esperienza del primo, da valutare la consistenza del terzo (per cui il diritto di riscatto è piuttosto alto, ma ad ora il prestito è gratuito), più che rivedibile invece la valutazione data dell’esterno brasiliano arrivato dal Porto (sempre abile ad ottenere il prezzo più alto possibile per i suoi gioielli). La sensazione, che magari verrà smentita nei fatti, è che 26 milioni siano davvero troppi per un giocatore che si avvicinava alla scadenza del contratto e che, almeno difensivamente, non sembra pronto per la Serie A e la maglia della Juventus, pur con sicuri margini di miglioramento.

Assodato in casa Roma che per 4 milioni più 9 per il riscatto, in Italia si trovava di meglio di Antonio Rudiger (19 presenze su 34 l’anno scorso allo Stoccarda), nei confronti del quale sembrerebbe di sparare sulla croce rossa (specie perché in casa c’era Romagnoli, giovane, italiano, talentuoso, pronto, prodotto del vivaio). Decisamente deludente l’apporto di Dzeko, arrivato a cifre comunque vantaggiose considerata la caratura del giocatore: la sensazione è che la sua mollezza concorra al suo scarso rendimento, principalmente dovuto, però, al (non) gioco della Roma di Garcia che in nessun modo valorizza la presenza di un attaccante con le sue caratteristiche.

Difficile giudicare l’apporto dei tanti giovani stranieri arrivati alla Lazio in estate: Milinkovic-Savic è l’unico stabilmente titolare, in ragione dei 10 mln spesi per il suo cartellino, pur in un ruolo, quello di trequartista, in cui non è abituato a giocare. Desaparecidos il canterano Patric e il talento inquieto Morrison; buon inizio in cui ha fatto intravedere le grandi promesse per il futuro per Ricardo Kishna, pur ai margini adesso per la concorrenza di Candreva e Anderson; grosse perplessità su Hoedt, il più impiegato di questi, sulle cui qualità va riservato un giudizio dopo averlo visto accanto ad un vero difensore di sicuro affidamento che possa guidarlo (vedi De Vrij).

Ha indovinato praticamente tutto il Napoli, tranne le scommesse dall’estero: Nathaniel Chalobah ha il profilo dell’ottimo talento, ma allora perché il prestito secco? Chiriches era arrivato per aggiustare una difesa sgangherata che invece ha trovato la sua stabilità con gli stessi interpreti della scorsa stagione grazie al lavoro di Sarri.

Tutto da sottoscrivere per la Fiorentina, che allo stesso modo ha un po’ toppato gli arrivi stranieri, fatta ovvia eccezione per Kalinic: smentite, per ora, le grandi attese intorno a Mario Suarez che paga gli equilibri tattici trovati da Sousa senza di lui. Solo sprazzi del miglior Błaszczykowski, complici i soliti infortuni. Fuori dai radar Gilberto e Verdù.

Insomma, lo straniero (specie dai campionati esteri) sembra pagare sempre di meno e se servono conferme, chiedere agli esempi opposti di Empoli e Verona: i primi sorpresa del campionato puntando sui giovani, sul settore giovanile e su ragazzi provenienti dalle serie inferiori, i secondi ultimi in classifica puntando su giocatori sul viale del tramonto (tantissimi peraltro) e scommesse estere dalla dubbia riuscita (Winck, Helander, Tupta, Souprayen).

Lazio, calciomercato per ripartire

Calciomercato Lazio Mazraoui Vojvoda

Tare

Dopo Bisevac e Ronaldo Pompeu (centrocampista ex Empoli ufficializzato nella giornata di ieri), Tare lavora per portare in biancoceleste altri tasselli importanti per rincorrere il gruppone della zona europea. Per la difesa, il nome caldo delle ultime ore è quello di Doria. La Lazio si era già interessata al giocatore tempo fa e ora pare essere tornata alla carica. Il brasiliano è di proprietà del Marsiglia e, al momento, è in prestito in Spagna al Granada. L’offerta è con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 3 milioni.

Un altro difensore con cui ci sono stati dei contatti è Jemerson dell’Atletico Mineiro, ma il cartellino da 7 milioni scoraggia la Lazio.

In attacco è stato proposto Quagliarella, in uscita dal Torino, no secco di Lotito.

Mercato Milan tra addii e nuovi arrivi

Galliani

Galliani

Grande colpo i mercato in uscita quello che ha chiuso nella giornata di ieri Adriano Galliani per la cessione definitiva di Luiz Adriano in Cina, allo Jiangsu Sainty. I rossoneri riceveranno 14 milioni di euro per l’attaccante brasiliano, quasi il doppio di quanto speso 6 mesi fa per prelevarlo dallo Shakhtar Donetsk.

La punta cresciuta nel club ucraino non è mai riuscita a far breccia nel cuore dei tifosi rossoneri né in quello di Sinisa Mihajilovic; le 18 presenze collezionate in questo girone d’andata, impreziosite da soli 3 gol, hanno mostrato un giocatore non solo fuori forma ma anche totalmente fuori dal gioco della squadra.

A questo punto la società rossonera si trova con un tesoretto da poter spendere che sarà con grande probabilità reinvestito al più presto in un centrocampista di caratura internazionale. I due nomi più caldi nelle ultime ore sono quelli di Fellaini e Witsel.

Per quanto riguarda il primo, Galliani aveva già sondato il terreno con il Manchester United per ottenere un prestito oneroso magari con diritto di riscatto; il club inglese, tuttavia, è disponibile a cedere il belga soltanto a titolo definitivo partendo da una base di 20 milioni. Base che potrebbe alzarsi di molto se si scatenasse un’asta europea sul centrocampista ex Everton.

Witsel, invece, è una vecchia conoscenza del mercato milanista, il quale spesso si è concentrato su questo elemento senza mai riuscire a portarlo a Milanello. Stavolta la situazione appare leggermente diversa: il prezzo del giocatore potrebbe abbassarsi rispetto all’ultima sessione di mercato, arrivando a una cifra intorno ai 20-22 milioni di euro. A quel punto, però, bisognerebbe trovare l’accordo col giocatore il quale, lontano dalla prospettiva Champions, potrebbe preferire altre destinazioni.

IN COPPA ITALIA VIETATO SBAGLIARE CONTRO IL CARPI

Intanto, però, mentre la società cerca rinforzi sul mercato, la squadra prepara il quarto di finale di Coppa Italia che si giocherà questa sera contro il Carpi.
Per Mihajilovic ormai esiste un solo risultato possibile: la vittoria. Per approdare alla semifinale il tecnico serbo si affiderà a giocatori d’esperienza quali Abbiati, Alex, Antonelli. A centrocampo Montolivo torna titolare al fianco di Kucka, in grande spolvero. Bonaventura e Boateng probabili esterni mentre in attacco potrebbe trovare posto dall’inizio Mario Balotelli, anche se la coppia favorita per ora è quella composta da Bacca e Niang.

Di fronte un Carpi che se la giocherà a viso aperto, consapevole di essere già arrivato in fondo per le proprie potenzialità. Spazio a qualche seconda linea come Martinho, Marrone e Pasciuti, fresco di record (ha segnato con la maglia del Carpi in tutti i campionati dalla D alla A).

Probabili formazioni:
Milan (4-4-2): Abbiati; De Sciglio, Alex, Romagnoli, Antonelli; Boateng, Kucka, Montolivo, Bonaventura; Bacca, Niang. All.: Mihajlovic

Carpi (4-4-1-1): Brkic; Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo, Letizia; Pasciuti, Cofie, Marrone, Martinho; Lollo, Lasagna. All.: Castori

Calciomercato: Jiangsu Suning pazzo di Guarin e Gervinho

Gervinho

Gervinho

Il club cinese dello Jiangsu Suning fa sul serio, non solo Luiz Adriano, altri due protagonisti della serie a nel mirino. Obiettivi di mercato il romanista Gervinho e l’interista Guarin, Jiangsu Suning pronto a tutto per assicurarsi i due jolly. Per l’interista si parla di 15 milioni di euro per il cartellino e una mega offerta da 6 milioni per il colombiano.

Per quanto riguarda Gervinho si parla di una richiesta di 10 milioni di euro a stagione da parte dell’esterno romanista, cifra importante che in ogni caso non sembra spaventare la dirigenza del club cinese.

Gervinho e Guarin con Luiz Adriano allo Jiangsu Suning? Si attendono novità nelle prossime ore.