E’ intervenuto in esclusiva a SportPaper.it Vincenzo D’Ippolito, agente di Diego Laxalt, esterno in forze al Genoa ma di proprietà dell’Inter. La situazione del giovane ex Bologna sembra essere in via di definizione secondo la formula del riscatto a favore del Grifone.
LegaPro, presentazione diciassettesima giornata
L’ultima giornata del girone d’andata del campionato di LegaPro che ha già visto laurearsi campione d’inverno nel girone B la Spal propone i suoi big match a Bassano dove arriverà una delusa Reggiana, ad Ancona che in crociera’ il Siena, ed a Foggia dove arriverà la Juve Stabia.
Ma andiamo nel dettaglio girone per girone.
Girone A
Il big match come abbiamo detto si gioca a Bassano, riuscirà il fantasista Iocolano a trascinare i giallorossi alla vittoria contro la delusa Reggiana?
Se vogliono raggiungere la promozione questa è una partita determinante per i giocatori di Patron Rosso, che sono alla ricerca di un difensore e di un attaccante esterno, ma i Reggiani distanti sei punti venderanno cara la pelle, bomber Arma è pronto a dare un dispiacere alla squadra veneta.
La capolista Cittadella invece riceverà l’ottimo Sud Tirol, che ha nella difesa il suo punto di forza avendo subito fino ad ora 17 reti. I Veneti comunque con il loro nuovo acquisto Bonazzoli dovrebbero riuscire a sconfiggere gli avversari ed a laurearsi campioni d’inverno.
Lo splendido fino ad ora Alessandria riceverà il Padova del nuovo allenatore Pillon che dopo il suo avvento ha dato una scossa all’ambiente facendo inanellare ai bianco scusati due vittorie ed un pari a Bassano.
I Grigi, dal canto loro, vorranno portare a casa i tre punti, se vorranno cullare sogni di promozione.
Altra partita importante si gioca a Pavia, dove i padroni di casa guidati dal nuovo tecnico Brini attendo la Feralpi Salo’che con il nuovo allenatore Diana promosso dalla berretti ha portato un poker di vittorie in Riva al Garda portando la squadra nelle posizioni che contano.
Completano il turno Pro Piacenza-Lumezzane, Albinoleffe-Mantova, Cuneo-Cremonese, ProPatria-Renate, Giana Erminio-Pordenone.
Girone B
Il big match del girone B vedrà opposto l’Ancona, che si trova al quarto posto, ed il Siena del nuovo allenatore Carboni.
Squadra Dorica solida e senza fronzoli, ma che se vogliono sperare in un posto al sole hanno bisogno di qualche ritocco, toscani invece un po’ anonimi, con grandi potenzialità che sono alla ricerca di un posto nei Playoff.
La capolista Spal sarà in trasferta in Toscana contro il Tuttocuoio di Mister Lucarelli, che proverà a fermare gli Estensi con una squadra che ormai non è più sorpresa ma certezza del girone. Di contro i Ferraresi, con il nuovo acquisto Schiavon proveranno a mantenere i quattro punti di vantaggio sulla Maceratese.
La squadra di Bucchi farà visita ad un Santarcangelo in cerca di punti salvezza e che in casa risultano temibili.
La terza forza del campionato il Pisa riceverà la Pistoiese di Alvini, che naviga nei bassifondi della classifica ed è alla ricerca di punti salvezza.
Ma i Gattuso Boys, trascinati da Varela e dai nuovi acquisti Bindi e Makris
Con molta probabilità riusciranno a portare a casa i tre punti per continuare a sperare ancora nella promozione.
Completano la giornata L’Aquila-Lupa Roma, Savona-Prato, Teramo-Pontedera, Arezzo-Rimini ed il derby Carrarese-Lucchese.
Girone C
La partita di cartello si gioca a Foggia dove i Satanelli attendono la fin qui deludente Juve Stabia. Mister De Zerbi ed il suo frizzante 4-3-3 Zemaniano riusciranno ad avere la meglio sui campani che hanno la sindrome pareggite? Match non facile per i rossoneri, ma con il recupero di Floriano a sinistra, avranno sicuramente una marcia in più. Le Vespe invece sperano nel recupero di Arcidiacono, Ripa e Maiorano per cambiare marcia.
La capolista Casertana farà visita alla Paganese, che sperano nel recupero del fantasista Caccavallo per sperare in una salvezza anticipata.
Il Benevento gioca in casa contro l’Akragas di Legrottaglie e non dovrebbero avere grossi problemi a portare a casa i tre punti, così come il Lecce di Braglia che sarà impegnata in casa dell’ultima in classifica la Lupa Castelli.
Concludono la giornata Ischia-Cosenza, Andria-Catania, Melfi-Catanzaro, Messina-Martina Franca e Monopoli-Matera.
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Real Madrid, esonerato Benitez! Si scalda Zidane
Non è ancora ufficiale, ma poco ci manca: Rafa Benitez non sarà più l’allenatore del Real Madrid. Florentino Perez ha deciso di esonerare il tecnico spagnolo dopo soli 5 mesi di gestione sulla panchina dei Blancos. Il pareggio di ieri contro il Valencia, si va ad aggiungere alla lunga lista di insuccessi contro le altre big spagnole, compresa la batosta con il Barça, e a un rapporto non idilliaco con buona parte dello spogliatoio madrileno. Il feeling inesistente con Ronaldo e la gestione di Isco e Rodriguez, sono altri fattori che hanno portato il presidente Perez a prendere questa decisione.
Come rivelato da Marca, l’ufficialità dovrebbe arrivare in serata, con la squadra che passerà sotto la gestione di Zinedine Zidane, attualmente alla guida del Real Madrid Castilla, la squadra filiale del Real militante in Segunda Division B. Santiago Solari sarà il vice del francese.
Dalla curva al campo, da Zenga a Donnarumma. Calciatori tifosi…
Le storie, prima di tutto. Sì, i gol, le vittorie, i colpi di tacco e le rovesciate, ma a toccare le corde più intime del cuore dei tifosi sono le storie che accompagnano quel pallone che rotola sul prato verde. Storie e protagonisti. Storie, protagonisti e passioni, che dopo Maldini, Zanetti e Totti sembrano sempre più difficili da scovare.
Già, oggi si cambia maglia a suon di milioni e basta una doppietta come si deve a infiammare le folle, ma le bandiere sono tutt’altra cosa. Protagonisti, dicevamo, che se indossano i guantoni da portiere sono particolarmente accattivanti. Quello del portiere, infatti, è un ruolo di un’unicità incredibile che sprigiona fascino da ogni tuffo plastico. Se sbaglia un attaccante, qualche fischio e poco male: il 9 può rifarsi con gli interessi alla prossima azione.
Se invece, per esempio, un portiere sbaglia un’uscita in una semifinale di un mondiale giocato in casa sono dolori, specie se un attaccante tipo Caniggia la tocca di testa e la rete si gonfia. Spiace partire sempre da qui quando si parla di Walter Zenga e infatti da Napoli, stadio San Paolo, teatro dell’uscita a vuoto più dolorosa passiamo velocemente a viale Ungheria, Milano, dove l’Uomo Ragno ha imparato a rotolarsi e a volare per afferrare palloni vaganti. Da viale Ungheria a San Siro il passo è breve, al netto di una gavetta sempre utile in giro per l’Italia. Ed eccolo lì, Walter Zenga, a saltare insieme ai tifosi della Curva Nord – la sua Curva Nord – dopo aver buttato all’indietro la visiera del cappellino.
Erano i tempi dei grandi portieri italiani: Pagliuca, Tacconi, Marchegiani, Peruzzi, poco prima Giovanni Galli e Tancredi. Era una scuola d’eccellenza e se ci avessero detto a quei tempi che un giorno in Italia avrebbero spopolato i portieri brasiliani ci saremmo fatti grasse risate. Non si è abbattuto nemmeno dopo l’erroraccio a Italia ’90, Walter Zenga. Non ha mai chiesto scusa al popolo come si deve e per questo è stato criticato ma in lui c’era una caratteristica fondamentale che ogni portiere deve avere: l’animo leggero e sfrontato, quasi incosciente, che permette all’estremo difensore di ripartire con il sorriso anche dopo la papera più goffa. In questo senso il pensiero va, oggi, a Gigi Donnarumma, sedicenne fenomenino che Mihajlovic ha gettato nella mischia all’improvviso per difendere la porta del Milan. Si chiama Gigi, come Buffon, quello che tutti indicano come il miglior portiere della storia del calcio, uno che di elogi ne ha ricevuti a miliardi ma ha dovuto fare i conti anche con le critiche alle quali ha sempre risposto con portieristica leggerezza.
Come Zenga, anche Donnarumma è rossonero dentro e ha preferito il Diavolo all’Inter, perché al cuor non di comanda. Vola e ben impressiona il giovanotto che potrebbe diventare il portiere del Milan per i prossimi vent’anni, Mino Raiola permettendo. E’ il suo anno, potrebbe essere una storia bellissima. Lo attendiamo tutti al varco, o meglio alla papera clamorosa in cui tutti i portieri, prima o poi, incappano. Perché la differenza tra un buon portiere e un grande portiere è tutta lì, nelle spallucce sorridenti dopo l’errore e nella parata strepitosa pochi minuti dopo. In fondo, viene da pensare, la verità è che un portiere non deve mai prendersi troppo sul serio.









