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LegaPro tra nuovo presidente e Calciomercato

Spezia Frosinone

palloneFinalmente dopo mesi di commissariamento è stato eletto a stragrande maggioranza il nuovo Presidente della LegaPro che risponde al nome di Gabriele Gravina. Uomo d’esperienza, era proprio la persona che serviva per ridare vita a un movimento che era stato lasciato morire, dopo l’uscita di Tavecchio; il primo intervento sarà quello di sistemare la voragine finanziaria lasciata dalla vecchia gestione. Altre proposte saranno quella di portare il format dei tre campionati a 60 squadre ed allargare il numero delle partecipanti ai playoff.
Gravina prenderà pieno potere questa settimana è subito si metterà a lavoro per dar voce a questo movimento, che è anche trampolino di lancio per i giovani calciatori.
Nota curiosa da sottolineare è quella della tendenza in aumento di cambio della guida tecnica dei club; infatti al momento sono stati 21 le squadre che hanno cambiato allenatore.
Nel frattempo, le squadre hanno ricominciato la preparazione dopo la sosta natalizia, ci sono già movimenti di mercato e di seguito divisi per girone conosciamo le principali trattative in corso o già definite.

IL PUNTO SUI GIRONI DI LEGA PRO

Girone A

La squadra rivelazione dell’anno l’Alessandria che ha raggiunto i quarti di finale di Coppa Italia, al, momento non fa registrare movimenti di mercato, si cercano comunque di rinnovare i contratti di Vannucchi e Marras, mentre Loviso e Nordi che fino ad ora hanno fatto poche presenze chiedono la cessione, anche se la società farà di tutto per trattenerli.
Colpo del Cittadella che ha acquistato Bonazzoli dal Siena, in questa stagione 5 gol in 14 presenze.
Il Pavia acquista il terzino Grillo dal Pescara, primo tassello per il nuovo allenatore Brini.
La delusa Reggiana ha tesserato l’esterno Mignanelli con la formula del prestito dal Pescara, mentre in uscita c’è Giannone che ha richieste da Catania, Benevento ed anche da alcuni club della serie B.
Mantova iperattivo in questo scorcio con diverse operazioni concluse; preso Lo Bue dal Lecce, e Cristini e Marchi dal Pavia. In uscita Valerio Foglio che si accasa a Pavia.

Girone B

La capolista Spal cercherà di trattenere il gruppo vincente che si è creato ma nel frattempo ha acquistato Schiavon, mentre per fine mese rientrerà Gentile.
La sorpresa Maceratese allenata da Bucchi cercherà di mantenere la seconda posizione, si cercherà sicuramente un elemento di esperienza, nel frattempo l’attaccante Ganci ha risolto il contratto.
Il Pisa di Gattuso, dopo aver risolto i problemi societari è alla ricerca di elementi d’esperienza per tentare la scalata alla prima posizione. Già tesserato il portiere Bindi svincolato dal Siena, mentre Bacci fa il percorso inverso, interessamento per il centrocampista Greco Makris, già alle dipendenze di Gattuso nell’Ofi Creta. In uscita probabilmente gli attaccanti Lupoli e Frugoli.
L’ Ancona ha in uscita l’attaccante Sassano, Di Ceglie possibile sostituto mentre il Perugia e’ interessato al difensore Konate’. Possibile arrivo quello di Piscitella di proprietà della Roma dalla Pistoiese dove non trova spazio.
Il Siena ha concluso tre operazioni in uscita, Piredda, Guglielmi e Bindi.
Da segnalare l’interessamento da parte di Juventus e Cagliari per il centrocampista francese Gnaore’ in forza alla Carrarese.

Girone C

Scatenate sul mercato le prime della classe ed anche il Catania che vuol tentare la scalata per i playoff.
La Casertana ha acquistato Marano dal Benevento e Siqueira dal Latina.
Il Foggia ha rescisso con D’Allocco, sondaggio su Sansovini del Pescara, mentre ha quasi concluso l’acquisto dalla Salernitana di del centrale difensivo Lanzaro.
Il Lecce sonda per Dicuonzo dal Pisa e Baldanzeddu dal Latina, entrambi fedelissimi di Braglia. Interessamento per Davide Moro e Franco della Salernitana.
Il Benevento ha acquistato Walter Lopez dal Club Sol de America, trattasi di un esterno d’attacco. Duello con il Lecce per Moro della Salernitana, mentre si tenta il colpo Di Carmine dal Perugia.
Il Catania nonostante la penalizzazione, vuol tentare la scalata ai playoff e per questo il Ds Bonanno ha in preparazione colpi importantissimi. Monzon è in uscita, mentre si è creata un asse con il Novara per il trasferimento in Sicilia di Simone Pesce, e dei giovani Manconi e Schiavi.

Arsenal in testa alla Premier. Liga, pari nel derby della Catalogna

Ranieri

RanieriNella 20° giornata del campionato di Premier League, l’Arsenal sconfigge per 1-0 il Newcastle e si porta al vertice più alto della classifica.

Esclusiva, Foschi (ds Cesena): “Sensi? Con offerta importante può partire anche domani mattina”

Sensi‘Salvezza’ è la parola chiave del Cesena: sul campo, alla ricerca della permanenza in Serie B, ma soprattutto fuori, con la difficile situazione finanziaria che preoccupa sempre di più in vista del futuro societario.

Obiettivo Rio 2016: Federica Pellegrini scalda i motori

Federica Pellegrini

Pellegrini FedericaSempre più star fuori dalla vasca, i suoi outfit fanno farebbero invidia anche alle più importanti fotomodelle, Federica Pellegrini riesce comunque a restare campionessa in acqua. La 27enne di Mirano, già medaglia Olimpica ad appena 16 anni in quel di Atene, sarà indubbiamente una delle punte di diamante del contingente azzurro che volerà a Rio de Janeiro per i prossimi Giochi.

FEDERICA PELLEGRINI PRONTA PER I 200 STILE
Spauracchio per ogni avversaria nei suoi 200 stile, Federica nelle ultime stagioni ha svolto anche un importante lavoro di ausilio nelle staffette femminili, riuscendo a portare le sue compagne di squadra ad un livello inatteso fino a qualche anno fa. Straordinarie le vittorie agli Europei di Berlino 2014, e, qualche settimana fa, nella massima competizione continentale in vasca corta, svoltasi in Israele.

La “Divina” traina un movimento intero, grazie ai suoi straordinari successi. Nonostante alcuni momenti difficili della sua carriera, fatti di ansie e paure, la Pellegrini dal 2005 sale ininterrottamente sul podio Mondiale dei 200 stile, ed a Rio avrà un lotto di temibili contendenti, a partire dalla fenomenale Katie Ledecky, autentica dominatrice ai Mondiali di Kazan.

La nostra campionessa ha dimostrato in carriera di non temere il ricambio di avversarie, riuscendo a cogliere podi e vittorie pesanti anche in occasioni inizialmente avverse. In Brasile venderà cara la pelle, conscia di poter regalare ad un’intera nazione altre emozioni e, possibilmente, immense gioie, come quelle di Pechino 2008, quando divenne la prima italiana ad aggiudicarsi una medaglia d’oro nel nuoto, stabilendo, a 20 anni, anche il suo quarto record del mondo.

Sarà lei la nostra portabandiera nella cerimonia d’apertura? A fine gennaio il Presidente del CONI Giovanni Malagò scioglierà le riserve.

Messi, tra sogno (di mercato) e realtà (da numero uno)

Messi
 
Mercoledì 30 dicembre, la Liga spagnola ha messo in scena la diciassettesima giornata del girone di andata. Una delle partite più attese dell’intero turno è stata quella del “Camp Nou” che ha visto di fronte il Barcellona, fresco del titolo di Campioni del Mondo per club, contro il Real Betis Siviglia. I tifosi blaugrana hanno avuto modo di vedere, prima del fischio d’inizio, al centro del campo, i cinque trofei vinti nel 2015 dalla squadra allenata da Luis Enrique (titolo nazionale, Copa del Rey, Champions League, Supercoppa europea, Mondiale per club).
La partita ha avuto un’importanza particolare, in quanto è stato il 500° incontro disputato in carriera da Lionel Messi con la camiseta del Barcellona. Un’avventura iniziata il 16 ottobre 2004 allo stadio “Companys”, al Montjuic, nel derby con l’Espanyol,  con sulle spalle la maglia numero 30.
Da quel momento, la bacheca della pulga ha visto riempirsi di ben 26 titoli di squadra ed un Mondiale Under 20 nei Paesi Bassi nel 2005 ed un oro olimpico a Pechino tre anni dopo con la selezione argentina. Con, in aggiunta, la vittoria di quattro Palloni d’oro vinti consecutivamente, primo ed unico calciatore a riuscirci. E molto probabilmente, il prossimo 11 gennaio, al Gran gala FIFA di Zurigo, il capitano del Barcellona farà la manita di vittorie nel premio più ambito tra tutti i calciatori.
Una carriera indiscutibile per quello che è considerato, a torto o ragione, il più forte calciatore della storia del calcio mondiale. Davanti o dietro Diego Armando Maradona, in base ai punti di vista, e che solo la vittoria dell’Albiceleste nella Coppa del Mondo potrebbe consacrarlo sull’altare del più forte giocatore di sempre della storia del calcio.
Tornando alla partita di campionato, il Barcellona si è imposto per 4 a 0 con un iniziale vantaggio barcelonista con un autogol per poi dilagare con un gol dello stesso Messi e con la doppietta di Luis Suarez. La rete del dieci blaugrana è stata la sesta in stagione, la 425a con il Barcellona. Un gol ogni 1,18 partite. Numeri da record.
MESSI, 29 ANNI E NUMERI DA MARZIANO
Lionel Messi è nato a Rosario, nel Santa Fe, il 24 giugno 1987 e quest’anno compirà 29 anni, entrando in quella che è considerata dagli esperti la maturità calcistica. E fa specie che Messi abbia fatto…il Messi prima della “maturità” e visto che gli stessi esperti pongono il termine di questa “maturazione con” i 32 anni, chissà cosa potrebbe vincere ancora il capitano del Barcellona.
Messi è l’incubo di tutti i difensori, è la quintessenza del calcio, è il DRIBBLING con tutte le lettere maiuscole, è la magia sul rettangolo verde. E’ il capitano ed il cantore di un Barcellona-orchestra. E lo stesso club catalano si crogiola nel vedere che il più forte giocare del Mondo oggi in circolazione provenga dalla munifica Masia, il settore giovanile del club.
Quando “Leo” Messi è arrivato in Europa era il 2000, aveva 13 anni e dieci anni fa si iniziò a parlare del paragone (azzardato o meno) con Diego Armando Maradona: stessa provenienza geografica, stesse giocate, stessi dribbling, stessa grinta, stessa magia nel giocare a pallone, salvo uno stile di vita agli antipodi (ma chi ama il calcio sorvolerà su quest’ultimo particolare). Messi ha vinto molto di più del pibe de oro, ma Maradona ha vinto da solo la Coppa del Mondo nel 1986 e ha vinto da solo con il Napoli, mentre la pulga gioca in un contesto perfetto di campioni e gli manca solo la vittoria (almeno finora) della Coppa del Mondo. E se Maradona è stato incisivo anche con la Nazionale argentina, Messi non lo è stato altrettanto, arrivando secondo sia al Mondiale brasiliano che in due edizioni della Copa America.
Ma è con Cristiano Ronaldo che la sfida calcistica sta toccando cime forse mai raggiunte prima nel gioco del calcio. E da quando CR7 si è trasferito in Spagna (estate 2009), è nato una sorta di duello rusticano tra due modi diversi di interpretare il calcio e la vita di tutti i giorni: physique du rôle per il portoghese, semplicità e quasi banalità nell’affrontare un incontro per l’argentino; spavalderia e pavoneggiamenti vari per il ragazzo di Funchal, timidezza ma tanta concretezza per il ragazzo di Rosario; antipatico l’uno, più simpatico l’altro. Un solo punto li accomuna: la voglia di fare gol e continuare a fare ciò che a loro riesce meglio, giocare a calcio. 
Ma se Cristiano Ronaldo ha lasciato la natale isola di Madeira per andare a giocare prima nel Continente (Sporting Lisbona) per poi andare Oltremanica (Manchester United) e poi atterrare a Madrid, Messi è dal 2000 che “risiede” al Barcellona e da lì non si è mai mosso.
Tutti gli appassionati di calcio vorrebbero che, prima o poi, la pulga possa lasciare la Spagna ed approdare in un altro campionato ed in un’altra squadra. Un’ipotesi da fantacalcio, ma che da qualche tempo si dice possibile. Ma a che prezzo però?
A livello europeo, quindi mondiale escludendo la poco tecnica Major League Soccer americana, solo pochi club potrebbero permettersi le performance del giocatore argentino, in quanto il suo cartellino si aggirerebbe oltre i 200 milioni di euro. Senza contare che il suo “salario” dovrebbe essere almeno superiore a quello che il giocatore attualmente percepisce dal club catalano, 36 milioni euro lordi annui di solo ingaggi e senza contare le sponsorship, che lo catapultano a 65 milioni.. Numeri da capogiro che calzano a pennello per il giocatore più forte e completo di sempre.
Ma quali sarebbero queste presunte squadre che potrebbero accaparrarsi le gesta di Lionel Messi? 
In Spagna, le possibilità potrebbe avercele il Real Madrid, ma difficilmente le merengues spenderebbero così tanti soldi per il giocatore rivale del loro giocatore più forte, Cristiano Ronaldo. Ed è impossibile che il giocatore accetti di trasferirsi al club rivale per antonomasia del Barcellona. E pensare che CR7 è andato al Real Madrid in quanto il Barcellona avrebbe messo sul piatto meno dei 94 milioni investiti da Florentino Perez portarlo sulle rive del Manzanarre sette anni fa.
In Germania, il Bayern Monaco non è mai stato interessato all’acquisto (eventuale) di Lionel Messi. Neanche da quando Pep Guardiola, l’allenatore con cui Lione Messi è diventato l’attuale Messi, siede sulla panchina del club bavarese. E anche nel club tedesco i soldi non mancherebbero.
In Francia l’unica squadra che avrebbe le possibilità di accaparrarsi la “pulce” è il Paris Saint Germain. Il club parigino, dal 2011 nelle mani del ricchissimo imprenditore qatariota Nasser Al-Khelaïfi, in più occasioni ha manifestato interesse verso il giocatore. Le risorse economiche dei francesi sembrerebbero illimitate ed il club francese una volta pare (perché la certezza non c’è mai stata) avrebbe fatto pervenire al Barcellona una cifra vicina ai 250 milioni di euro, solo di cartellino. Il prossimo 30 giugno scadrà il contratto che lega Zlatan Ibrahimovic al club attualmente primo in Ligue 1 (e che probabilmente vincerà il suo quarto titolo consecutivo in primavera) e sicuramente sotto la Tour Eiffel arriverà un altro campione. Si parla di Messi, ma anche di Cristiano Ronaldo (stanco di Benitez ed infastidito di un possibile ritorno in Castiglia di Mourinho) e di Neymar, il qual vorrebbe spiccare il volo definitivo in Europa senza essere oscurato dall’astro di Messi nel Barça. Parigi ha sempre fatto sul serio nel discorso “acquisti”, vedremo se porterà in Francia, prima o poi, Lionel Messi.
In Inghilterra alcune squadre farebbero la fila per portarlo nelle loro rose. E a volerlo sono, ovviamente, società che hanno presidenti ricchissimi: il Chelsea, il Manchester United ed il Manchester City farebbero carte false (ma versando soldi veri) per il giocatore. Sono squadre che hanno alle spalle un’ampia copertura finanziaria: i Blues sono dal 2003 in mano al magnate russo Roman Abramovič; il Manchester United dal 2005 è in mano agli imprenditori americani Glazer;  il ManCity da quando è passato nelle mani dello sceicco emiratino Mansur (estate 2008), ha vinto il titolo in Premier dopo quarantaquattro anni di attesa nel 2012, bissandolo due anni dopo e viaggia a mille in Premier, ma in Champions League è ancora una incompiuta.
Parliamo di soldi allora: giusto un anno fa, Lionel Messi si diceva che fosse ai ferri corti con Luis Enrique e si vociferava di un clamoroso addio a fine stagione del numero 10 blaugrana. Il Chelsea fiutò la notizia e si disse abbia messo sul piatto 250 milioni, l’equivalente di quello offerto dal PSG, con un contratto di sei anni molto ricco a settimana. 
Il Manchester United metterebbe sul piatto il discorso “sponsor”: da questa stagione, i Red Devils hanno cambiato, dopo tredici stagioni, il loro marchio di sponsorizzazione tecnica, firmando un contratto decennale con la stessa marca di abbigliamento che sponsorizza, tra gli altri, anche i vice-Campioni d’Europa della Juventus, il Bayern Monaco, lo stesso Chelsea e la Nazionale argentina. Un affare da poco più di 90 milioni l’anno che potrebbero essere riversati nel conto corrente di Messi. Ma, come nel caso del Chelsea, la cosa sembra essere caduta nel dimenticatoio.
Ma sono i cugini del City a fare sul serio: se Josep Guardiola dalla prossima estate sarà l’allenatore degli Sky blues, perché non portare anche Lionel Messi alla sua corte, così da riformare la splendida coppia che ha fatto la storia del Barcellona? Il tutto con un ingaggio monstre di quasi 50 milioni di euro di ingaggio, 80 mila a settimana.
Pensandoci attentamente, questa notizia non dovrebbe essere la solita boutade di mercato: i due vanno d’amore e d’accordo; se Messi è Messi, come detto, lo deve proprio a Guardiola; la Premier è il campionato più bello del mondo ed il più internazionale del Pianeta. I presupposti ci sono, mancano solo i soldi veri e propri.
E in Italia? Inutile dire che anche nel Belpaese tutte le squadre vorrebbero Lionel Messi, anche quelle delle categorie inferiori. E pensare che la “leggenda” narra che Messi, nel lontano 2001, poteva venire a giocare nel nostro campionato, se non che il Como, allora presieduto da Preziosi, non avesse concretizzato il passaggio dell’allora quattordicenne “pulce” al club lariano per motivi fisici legati al giocatore.
Chi segue Messi da tanti anni saprà che la squadra che più di tutte ha voluto il giocatore è l’Inter. In particolare, l’allora patron nerazzurro, Massimo Moratti, si fece avanti concretamente nel 2004, con Messi prossimo al compimento della maggiore età. Il presidente nerazzurro propose al padre-procuratore del giocatore, Jorge, un contatto molto interessante. I Messi risposero “picche”, in quanto il Barcellona aveva fatto molto per la salute di Lionel, affetto sin da tenera età da una leggera forma di nanismo che avrebbe potuto bloccare la sua attività di calciatore, ed il giocatore aveva firmato più per riconoscenza verso il club che per soldi che la società catalana versava al giocatore al mese.
L’attuale Presidente della Beneamata, Erik Thohir, non disdegnerebbe l’arrivo di Messi, ma recentamente la sua è stata senza dubbio una battuta, in quanto l’Inter non avrebbe la possibilità di portare al “Meazza” il giocatore. Ed i tifosi dell’Inter, complici anche gli acquisti top della loro squadra negli ultimi venti anni, un po’ ci hanno creduto, ma poco dopo sono tornati con i piedi per terra e potranno vedere Messi solo in tv o se il Barcellona affronterà l’Inter in Europa.
Insomma, Messi come una moderna “bella di Torriglia” che tutti la vogliono, ma nessuno se la piglia. 
Cosa farà allora Lionel Messi alla scadenza naturale del suo contratto? Firmerà un altro contratto con il Barcellona (e magari chiuderà la carriera in Spagna) o deciderà di cambiare aria andando alla ricerca di quella cosa che ogni calciatore vuole, i nuovi stimoli?
Una cosa è certa, e non costa neanche un centesimo di euro: vedere Messi non smettere mai di giocare a calcio, deliziando ancora per tanti altri anni la scena calcistica mondiale. 
 
Punto. Così, semplicemente. In puro stile “Leo” Messi.