Dopo aver archiviato la sconfitta contro la Lazio di Stefano Pioli, in casa Interc’è chi si domanda sui possibili rinnovi ed acquisti del calciomercato invernale.
Top e Flop, diamo i voti ai protagonisti della serie A
Ultima puntata dell’anno 2015 per la nostra fortunata rubrica di Top e Flop. A voi i migliori e i peggiori, secondo la nostra redazione, della giornata. Approfittiamo dell’occasione per augurarvi Buone Feste dalla redazione di sportpaper.it
TOP
MASSIMO MACCARONE, si conferma in un grandissimo stato di forma. Seconda doppietta consecutiva che permette ai suoi di festeggiare un Natale con il sorriso in virtù di un’ottima classifica. Stavolta si scatena in quel di Bologna, prima una stupenda azione da lui iniziata e conclusa con un tocco preciso al volo. Nel secondo da attaccante di primo pelo, inzuccando in rete il cross di Pucciarelli su un bel contropiede. Sono 7 le marcature in campionato, tutte o quasi decisive per i punti, a solo 3 lunghezze dal bottino dello scorso campionato.
MARIO MANDZUKIC, corre lotta e ha cominciato anche a segnare. Smentisce gli scettici che lo vedevano già come un acquisto sbagliato. Il croato si sta rivelando decisivo come e quanto Dybala, a suo in di reti. La vittima è il Carpi, che dopo aver spaventato i bianconeri, deve soccombere ai colpi dell’ex Bayern. I numeri cominciano a fare la voce grossa, con 9 gol in 18 partite, una media di 1 ogni 2 quindi. Tanti fondamentali in big match oppure in situazione che rischiavano di diventare scomode, la doppietta di Sabato ne è l’ultimo esempio.
ANTONIO CASSANO, vogliamo premiare l’apporto del barese. Nel match casalingo contro il Palermo è lui a portare i suoi alla vittoria. Montella nel momento difficile si affida a lui come unica punta, e Antonio lo ripaga alla grande. Si piazza in mezzo ai reparti dei rosanero, con compiti di regista avanzato. Lui si cala alla perfezione, bravo quando c’è da tenere il pallone, sublime quando deve servire i compagni. Un giocatore ritrovato almeno sul piano mentale, su quello fisico purtroppo c’è ancora molto da fare. Ma la qualità tecnica gli permette di supportare e compensare qualsiasi mancanza.
FLOP
FELIPE MELO, come non “premiarlo” per la prestazione contro la Lazio. Inizia il match e subito si capisce che sarà una serata storta per il brasiliano. Mancini addirittura pensa alla sostituzione dopo appena ’15. Scorrono i minuti e non si contano gli errori di impostazione, vedi occasione in pallonetto sprecata da Candreva. Nel finale però arriva il magic moment, prima frana su Milinkovic-Savic di spalle e causa il rigore del sorpasso laziale. Qualche minuto dopo decide di mettere il suo marchio di fabbrica sul match, zampata sulla spalla a Biglia. In una zona del campo inutile e in un momento dove la rimonta nerazzurra poteva ancora essere possibile.
EDIN DZEKO, ecco un altro protagonista in negativo del week-end. Il bomber bosniaco chiude l’annus horribilis, con la prova peggiore di tutta la sua carriera. Come al solito è confinato negli spazi più remoti dell’attacco giallorosso, lasciato solo contro tutti. Lotta e si sacrifica, ma poi davanti alla porta non riesce a essere lucido. L’occasione che gli capita quasi a porta vuota, è l’emblema del suo momento, ci si mette anche Munoz con un salvataggio miracoloso. Ma la beffa arriva quando viene atterrato in area, il rigore poteva anche starci ma l’arbitro non abbocca. Lui non ci sta e lo manda chiaramente a quel paese, rosso e doccia anticipata.
MARTEN DE ROON, occasione mancata per il promettente centrocampista olandese dell’Atalanta. Nel match contro la Juventus va chiaramente in apnea, sbagli spesso l’appoggio e non si segnale per nessuna giocata degna di questo nome. In casa aveva spesso messo il suo timbro nelle vittorie atalantine, ma contro i bianconeri dimostra che le qualità ci sono ma serve ancora tempo. Il ritmo e la tecnica degli avversari non gli permettono di esprimersi al meglio. Rimandato
Milan, la resurrezione di Mihajlovic
Il Milan torna dal “Matusa” con tre punti in tasca, al termine di una partita combattutissima. Il primo tempo in realtà ha visto il gruppo di Mihajlovic commettere i soliti errori, e lo svarione difensivo tra Alex e Romagnoli ha concesso il vantaggio al Frosinone. Nella ripresa invece si è vista un’altra squadra, più convinta e determinata. È stato proprio il coraggio a premiare i rossoneri a fine gara con il punteggio di 2-4. Il gol del pareggio di Abate ha dato la carica agli uomini di Sinisa, che sulle ali dell’entusiasmo ne hanno realizzati prima altri due con Bacca e Alex, poi dopo la solita dormita su calcio piazzato e il gol di Dionisi, hanno saputo reagire una seconda volta, infilando per la quarta volta Leali, con Bonaventura. La partita era assolutamente da condurre in porto, visto i due pareggi consecutivi con Hellas Verona e Carpi, il Milan non poteva permettersi l’ennesimo passo falso.
Certo, forse c’è un po’ di rammarico per quei punti persi contro le ultime squadre del campionato, ma come ha anche ribadito Galliani “la vittoria di Genova in Coppa Italia, è stata una svolta importante per questo gruppo, che adesso è più unito che mai”. D’altronde il Milan non vinceva la gara prima di Natale da tre anni, ed è anche la prima volta quest’anno che la squadra rimonta dopo essere passata in svantaggio.
Il Mian non ha raggiunto ancora la sua reale dimensione, può fare molto di più e nel girone di ritorno si dovrebbero vedere dei meccanismi più delineati, dopo aver capito che il modulo adatto alla squadra è il 4-4-2. Proprio in questo senso il mercato sarà improntato alla ricerca di rinforzi per migliorare l’attuale sistema dii gioco, anche se Galliani smentisce l’arrivo di un big, o meglio “un big arriva solo se parte un big” testuali parole dell’amministratore delegato rossonero. Sicuramente il primo ad arrivare sarà Boateng, la prima cessione sarà quella di Suso, ma è solo l’inizio.
Riscatto Lazio, i biancocelesti ritrovano il sorriso

Vince e convince. La Lazio torna a proporre gioco e ritrova uno dei suoi big, Antonio Candreva, ma soprattutto ritrova un gruppo che poteva sembrare apparentemente perso.
I biancocelesti non trovavano i tre punti in trasferta dalla partita contro l’Hellas Verona, troppo per una squadra con ambizioni europee.
Dopo la qualificazione ai quarti di finale in Coppa Italia di giovedì, arriva la sofferta vittoria ai danni della compagine nerazzurra, prima a 36 punti. La Lazio si riaffaccia nella parte sinistra della classifica e riassapora la bellezza della vittoria in campionato. I meriti passano per i piedi dei ritrovati Konko, Biglia e del già citato Candreva. Un gruppo ritrovato, un mister che vuole riaffermarsi e una squadra che vuole dimostrare tanto: la strada pare quella giusta.
Juve in piena corsa scudetto
La notizia più bella dopo la vittoria a Carpi per i bianconeri è arrivata ieri sera da San Siro, con l’inaspettata sconfitta dei neroazzurri che così permette alla truppa di Allegri di arrivare a meno tre dalla vetta. Alzi la mano chi se lo sarebbe mai aspettato ad Ottobre? La rincorsa è iniziata a fine Ottobre dal Vittorioso Derby contro il Toro e si è conclusa ieri a Carpi con la settima vittoria consecutiva, a meno cinque vittorie dal record di Conte. Ieri elogi al centrocampo con un gran Pogba ritornato ai suoi livelli, ed alla coppia Dybala-Mandzukic che ormai si intende a meraviglia, con il croato ritornato quel cecchino implacabile che si è fatto conoscere a Monaco.
Pessima invece, soprattutto con Bonucci la prova della difesa che ha permesso ai padroni di casa troppe azioni pericolose, che potevano alla fine buttare al vento una vittoria meritata. In effetti Borriello è stato messo in condizione di segnare il gol del vantaggio locale, ricordiamo la sciagurata autorete di Bonucci ed il quasi pari di Lollo allo scadere, con compresa nel biglietto la sfuriata di Allegri in panchina in versione Incredibile Hulk. Una squadra che vuol vincere non può permettersi il lusso di offrire delle semplici azioni da gol, per questo al rientro il tecnico con molta probabilità si metterà a lavoro per ovviare a questa mancanza.
A questo punto il sogno del quinto scudetto consecutivo appare reale, ma occorre continuare su questa strada e non perdere la strada maestra che a fatica è stata ritrovata, anche se non sarà facile perché Napoli, Inter, Fiorentina e Roma sono lì a braccetto pronte a mettere il bastone tra le ruote alla squadra bianconera.








