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Inter sconfitta, la Lazio passa a San Siro (1-2)

CandrevaSeconda sconfitta stagionale per l’Inter che deve arrendersi per 2-1 ad una Lazio aggressiva e molta concreta. Mancini sorprende tutti ancora una volta e lascia Ljajic in panchina per far spazio a Biabiany, tra i più in forma nelle ultime partite. Icardi al suo posto in attacco, confermato Montoya in difesa. Pioli deve invece fare a meno dell’infortunato Klose e in avanti si affida a Matri supportato da Candreva e Felipe Anderson.

Lazio subito aggressiva fin dalle prime battute di gioco e al 5′ si porta in vantaggio con un destro preciso di Candreva da fuori area su schema da corner, Handanovic resta immobile vedendo la palla depositarsi in rete.L’ Inter cerca con timidi tentativi di impensierire gli avversarsi ma fatica a trovare spazi a causa della compattezza e solidità della squadra biancoceleste. Al 43′ occasione per la squadra di Pioli, sempre più padrona del campo, che per poco non sfiora il raddoppio su un’ottima percussione di Anderson, vanificata da un tiro alle stelle di Candreva. La peggior Inter stagionale cede per il momento il passo ad invece la migliore Lazio dell’anno, che ha dominato per lunghi tratti questo primo tempo.

La seconda frazione si apre con una grande risposta di Berisha sul siluro di Alex Telles al 54′, che non trova il gol del momentaneo pareggio. Al 56′ Mancini cerca la svolta inserendo Ljajic e Brozovic per i deludenti Jovetic e Biabiany. Al 61′ arriva il pareggio interista: un pallone perfetto di Perisic per Icardi, che parte sul filo del fuorigioco e batte Berisha con grande freddezza. La scossa tanto attesa dei nerazzurri non arriva, che faticano sempre più a creare occasioni pericolose. Nei cinque minuti finali succede di tutto: all’ 85′ la Lazio si porta in vantaggio con Candreva che, prima si fa parare un rigore concesso da Mazzoleni, poi sulla ribattuta trova il tap-in vincente. Espulsi nel recupero sia Melo che Milinkovic-Savic.
Passo falso dell’Inter che resta comunque in testa alla classifica. Lazio che si rialza da un periodo negativo e Pioli può tirare un sospiro di sollievo…

Inter (4-2-3-1): Handanovic; Montoya, Miranda, Murillo, Telles; Felipe Melo, Medel; Perisic, Jovetic (13′ st Brozovic), Biabiany (13′ st Ljajic); Icardi. A disp.: Carrizo, Juan Jesus, Dodò, Kondogbia, Palacio, Guarin, Santon, D’Ambrosio, Nagatomo, Manaj. All.: Mancini.
Lazio (4-3-3): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Milinkovic-Savic, Biglia, Parolo; Candreva, Matri (29′ st Djordjevic), Felipe Anderson (38′ st Keita). A disp.: Guerrieri, Matosevic, Patricio, Braafheid, Mauri, Onazi, Cataldi, Prce, Oikonomidis. All.: Pioli
Arbitro: Mazzoleni
Marcatori: 4′ Candreva (L), 16 st Icardi (I), 42′ st Candreva (L)
Ammoniti: Biglia (L), Biabiany (I), Milinkovic-Savic (L), 47′ st Candreva (L)
Espulsi: Melo (I) per gioco pericoloso, Milinkovic-Savic per doppio giallo (L)

Sci alpino. Hirscher si prende l’Alta Badia. Trionfo Brem in Val d’Isere. Male l’Italia

sci

Domenica di Gigante per il circo bianco. In Alta Badia successo per Marcel Hirscher. L’ austriaco precede un ottimo Henrik Kristoffersen di 19 centesimi, ed il transalpino Victor Muffat-Jeandet, in testa al termine della prima manche. Gran rimonta di Ted Ligety, nelle retrovie dopo la prima discesa, risalito fino ai piedi del podio.

Per gli italiani altra battuta d’ arresto. 11° Roberto Nani, 13° Florian Eisath, 15 ° Manfred Moelgg. Positivo Max Blardone. Il veterano azzurro, partito con il pettorale numero 56, si qualifica e chiude al 22° posto. A punti anche Tonetti, 24°.

Capitolo donne. Lara Gut, dopo la vittoria in Combinata ed in Discesa, porta a casa punti pesanti anche in Gigante. L’ elvetica chiude al secondo posto, pari merito con Nina Loeseth, dietro una brillantissima Eva-Maria Brem. Quarta la tedesca Rebensburg, quinta Pietilae-Hoelmner.

Per quanto riguarda le azzurre registriamo la prima prova opaca di squadra in gigante. Delle 10 alla partenza se ne sono qualificate soltanto 5. Nella seconda manche sono finite fuori dal tracciato Marta Bassino, Nadia Fanchini e Federica Brignone. Quest’ ultima viaggiava su ottimi tempi.

Da segnalare però l’ ottimo sesto posto di una sempre più convincente Sofia Goggia. 16esima Irene Curtoni.

Poker Milan a Frosinone (2-4)

Bacca

Il Milan si congeda da questo 2015 con una vittoria di rimonta sul Frosinone, la prima in stagione. Dopo un primo tempo da incubo, mister Mihajlovic è riuscito a dare la scossa ai suoi, parsi rigenerati una volta rientrati dal tunnel degli spogliatoi. Match concluso con un pirotecnico 2-4. Sugli scudi un sempre ottimo Bonaventura, autore dell’ ultima rete e di una prestazione solida.

Donnarumma è impegnato dagli attaccanti frusinati sin dai primi minuti. Dall’ altra parte anche il suo collega Leali è costretto a vari interventi in apertura di incontro. Il risultato si sblocca al 19’ quando Dionisi imbecca Ciofani, scattato sul filo del fuorigioco, che trafigge l’ incolpevole estremo difensore rossonero. La reazione del Milan è confusa, senza scossoni termina la prima frazione.

Miha non cambia uomini, ma riesce a far cambiare mentalità ai propri ragazzi. Al 50’ è subito pareggio. Azione in velocità con Honda che serve Abate. L’esterno rossonero a tu per tu con Leali non sbaglia. Appena 5 minuti dopo è Bacca che porta in vantaggio i suoi su assist al bacio di Bonaventura. Il Frosinone si disunisce, ed al 77’ Alex incorna di testa nell’ area piccola da corner. Il difensore del Milan è lasciato colpevolmente solo dai padroni di casa. Ma il Frosinone reagisce, ed a pochi minuti dal termine Soddimo pennella una punizione sulla testa di Dionisi, che non sbaglia. Il Milan però non va in panico, gestisce bene gli ultimi palloni chiudendo la contesa al 93’ con un contropiede finalizzato da Bonaventura.

Vince dunque il Milan, che con questi tre punti tira un sospiro di sollievo dopo i passi falsi con Carpi e Verona.

FORMAZIONI

Frosinone (4-4-2): Leali, M. Ciofani (90’ Longo), Diakité, Blanchard, Pavlovic; Tonev (63’ Paganini), Sammarco, Gori (72’ Chibsah), Soddimo; D. Ciofani, Dionisi. A disposizione.: Zappino, Crivello, Russo, Frara, Gucher, Carlini, Castillo, Ajeti, Bertoncini. Allenatore: Stellone

Milan (4-4-2): Donnarumma, Abate, Alex, Romagnoli, De Sciglio; Honda, Bertolacci, Montolivo, Bonaventura; Niang (80’ Luiz Adriano), Bacca (90’ Poli). A disposizione.: Abbiati, Livieri, Antonelli, Calabria, Rodrigo Ely, Mexes, Zapata, Josè Mauri, Cerci. Allenatore: Mihajlovic

Roma, vittoria scacciacrisi. Garcia è salvo…

garcia

La Roma chiude il 2015 ospitando un Genoa in crisi tanto quanto i giallorossi. Capitolini che giocano in un Olimpico praticamente deserto e con l’incognita di quale condottiero ritroveranno al termine delle vacanze natalizie. Nonostante le parole di rito, infatti, Rudi Garcia è sulla graticola e forse neanche una vittoria lo porterebbe a salvare la panchina romanista. Intanto oggi, dopo l’incredibile eliminazione contro lo Spezia in Coppa Italia, il tecnico francese ritrova i fidati Gervinho e Nainggolan.

Non è certo migliore la situazione di Gasperini: il suo grifone è scivolato fino ai limiti della zona retrocessione e un altro passo falso potrebbe aprire scenari inimmaginabili in casa rossoblù. I liguri si presentano a Roma senza i due pezzi da novanta dell’attacco, Pavoletti e Perotti, e con una formazione molto accorta.

La gara non inizia nel migliore dei modi poiché all’annuncio delle formazioni i padroni di casa vengono fischiati sonoramente dagli spettatori presenti. Primi quindici minuti senza emozioni con la Roma che gioca impaurita e timorosa in ogni azione. Il Genosa, dal canto suo, si appresta a giocare di rimessa affidandosi soprattutto a Laxalt. Prima emozione al 19’ quando un cross dalla destra di Florenzi viene incornato da De Rossi che manda il pallone poco alto sulla traversa. Al minuto 35 di una partita surreale, non c’è stata di fatto nessuna emozione e l’unico sussulto è dato dallo spicchio di Curva Sud che intona cori dopo molte settimane di silenzio.

La gara si sblocca incredibilmente al 42esimo: su un cross di Digne sporcato dalla difesa genoana, il pallone si impenna e Florenzi al volo trafigge Perin. Il numero 24 giallorosso corre poi ad abbracciare Rudi Garcia seguito da tutti i compagni. La prima frazione di gioco si conclude con la Roma in vantaggio per uno a zero in virtù del gol di Florenzi in chiusura di primo tempo.

Dopo un minuto della ripresa la Roma va vicino al raddoppio: spunto di Salah sulla destra ma il diagonale dell’egiziano finisce di poco a lato. Al 48’ però il Genoa risponde: tiro da fuori di Rincon e Szczesny devia in angolo. La gara sembra accendersi: calcio d’angolo dalla destra, cross di Florenzi e Gervinho, da solo, liscia incredibilmente l’impatto con la palla.
Al 70’ la Roma va vicina al raddoppio: Dzeko lancia Nainggolan sulla destra e poi vola in area a riprendere il cross del ninja ma il pallone viene respinto dalla difesa genoana.
Al 75’ contrasto tra Munoz e Dzeko in area: il difensore genoano va a muso duro contro l’attaccante bosniaco che protesta troppo vigorosamente con Gervasoni il quale estrae il cartellino rosso. Il bilancio disciplinare della Roma inizia a farsi pesante soprattutto in vista della gara con il Chievo: mancheranno per squalifica Nainggolan, Pjanic e Dzeko. All’89’ c’è la bella favola di Sadiq: il giovane attaccante della Primavera giallorossa incorna alla perfezione un cross di Vainquer e sigla il raddoppio giallorosso. Primo gol per lui in serie A. La Roma vince dopo oltre un mese e mezzo ma il destino di Garcia si saprà solo nelle prossime ore.

ROMA (4-3-3) All. Garcia 6
Szczesny 6; Florenzi 6, Manolas 6, Rudiger 6, Digne 6; Pjanic 5 (dal 64’ Iago Falque 5.5), De Rossi 6, Nainggolan 6 (dall’88’ Vainquer sv); Salah 6 (dall’81’ Sadiq 6), Dzeko 5, Gervinho 5.5
Genoa (4-5-1) All. Gasperini 5.5
Perin 5.5; Izzo 5.5, Munoz 6, De Maio 6, Ansaldi 5.5 (dal 56’ Pandev 5); Capel 5 (dal 46’ Lazovic 5.5), Rincon 6, Tachtsidis 5.5 (dal 63’ Cissokho 5), Ntcham 5.5, Laxalt 5.5; Gakpé 5.
Arbitro: Gervasoni 5
Ammoniti: Laxalt (G), Nainggolan (R), Florenzi (R), Pjanic (R),
Espulsi: Dzeko (R)

La Juventus doma il Carpi in rimonta ed aspetta le altre (2-3)

Mandzukic

Continua a vincere la Juventus che passa al Braglia battendo il Carpi con il risultato di 2-3. I bianconeri di mister Allegri rispondono all’ iniziale vantaggio dei padroni di casa e mettono in cascina altri tre punti, importantissimi nella rincorsa all’ Inter, di scena stasera nel posticipo contro la Lazio.

Allegri sceglie Evra, sull’ out sinistro, e conferma la coppia d’ attacco Dybala-Mandzukic. Dopo le iniziali schermaglie passa a sorpresa il Carpi. Borriello salta Bonucci ed infila Buffon con il destro. Gol pregevole. La reazione dei campioni d’ Italia è veemente. Mandukic, dopo un tiro di Dybala ribattuto, si libera di un avversario con un sombrero, freddando poi l’ incolpevole Belec. I bianconeri, dopo il pareggio, prendono in mano il match e mettono una costante pressione sulla difesa della neo-promossa. Al 41’ Evra pennella ed ancora il croato va in rete grazie ad uno stacco imperioso. Si va al riposo con la Juventus avanti 2-1.

Nel secondo tempo pronti-via e la Juve piazza il terzo colpo. Lancio col contagiri di Marchisio, Pogba è solo davanti a Belec e non sbaglia. Al 57’ Barzagli esce per un problema alla coscia. Entra Rugani che si vede annullare un gol qualche minuto dopo. Allegri poco più tardi fa rifiatare Dybala mandando in campo Morata. La partita si avvia verso la fine con la Juventus padrona del campo, ma nel recupero i si assiste ad un clamoroso calo di tensione degli ospiti. Bonucci al 92’ interviene su un cross innocuo mettendo la palla alle spalle di Buffon. Un minuto dopo Lollo spreca la clamorosa palla del 3 pari. La partita finisce con un Allegri furibondo che scaraventa la giacca sul prato del Braglia.

La Juventus in ogni caso chiude il 2015 mandano un ulteriore segnale alle avversarie per la corsa scudetto. I bianconeri sono tornati a far paura.

FORMAZIONI

Carpi (4-4-1-1): Belec; Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo, Gabriel Silva; Letizia, Cofie (70’ Bianco), Marrone, Di Gaudio (54’ Lasagna); Lollo; Borriello (66’ Mbakogu). A disposizione: Brkic, Matos, Spolli, Lazzari, Pasciuti. Allenatore: Castori

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli (57’ Rugani), Bonucci, Chiellini; Cuadrado (83’ Lichsteiner), Khedira, Marchisio, Pogba, Evra; Dybala (68’ Morata), Mandzukic. A disposizione: Neto, Rubinho, Caceres, Alex Sandro, Asamoah, Padoin, Sturaro, Hernanes, Zaza. Allenatore: Allegri