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Inter, Mancini: “Mourinho? Capita. La Juventus come una Mercedes”

Roberto Mancini

Mancini

Il tecnico dell’Inter capolista Roberto Mancini parla alla vigilia della sfida che vedrà i nerazzurri impegnati a San Siro contro la Lazio. Il tecnico jesino ha parlato di Juve, mercato e… Mourinho. Di seguito la conferenza stampa come riportata da mediaset:

Settimana di festa, di brindisi e di complimenti. Sei preoccupato per l’euforia?
“No spero che non abbiamo perso concentrazione. Lazio squadra con dei valori, anche se ha un momento difficile”.

Ora avete consapevolezza che l’Inter è una delle favorite per lo scudetto?
“No, le prime tre saranno Juventus, Napoli e Roma o Fiorentina sono le favorite. Loro pensano il contrario, ma a noi non interessa”.

Se l’Inter è una Cinquecento, la Juve che macchina è?
È una Mercedes, una station wagon.

Testa già alle vacanze?
No, i giocatori partiranno il giorno dopo, non c’è questo pericolo.

Se vincete, sarà impresa, capolavoro o miracolo?
Quando vinci non è mai facile. Non è un problema che ci poniamo, il nostro obiettivo è un altro.

Cosa serve per vincere?
Dovremo essere perfetti perché la Lazio ha dei valori e si può riprendere in ogni momento.

Cosa manca all’Inter?
Dobbiamo migliorare. È diverso prendere la squadra in corsa rispetto ad inizio stagione. È stato un vantaggio valutare la squadra l’anno scorso, ci è servito per quest’anno.

La Juve va più piano, ma il vostro lavoro è stato grande.
L’Inter era undicesima, non era normale. Ci sono annate sfortunate o di ricostruzione, ma credo che l’Inter dovrebbe stare in alto.

Inter: grosso feeling tra squadra e tifosi. È un vantaggio?
Per raggiungere qualcosa di importante tutte le componenti che ruotano attorno al club devono essere in sintonia e avere una buona connessione. Se c’è armonia penso che possa essere di aiuto, perché poi quando perdi e ci sono momenti di difficoltà è bello avere un gruppo forte, unito.

Si aspettava che la Juve ritrovasse in poco tempo la propria identità pur con le cessioni dei big?
“Hanno fatto una serie di vittorie importanti: negli anni passati ha sempre vinto con grandi distacchi. I nuovi giocatori ci hanno messo un po’ per conoscersi, ora sono in sintonia e la squadra va”.

Soddisfazione e delusione dell’anno?
“La soddisfazione è essere riusciti a risalire così velocemente da posizioni non consone all’Inter. La delusione? Il menisco che mi sono fatto ieri mattina…”.

Quanti ne cambia a gennaio?
“Nove-dieci? No no, sono troppi. Al momento nessuno”.

Inter aiutata dalle poche partite giocate rispetto alle altre?
“Sì, abbiamo potuto lavorare in settimana e abbiamo potuto correggere tante cose”.

L’Inter è la squadra meno italiana della A: è un ambiente strano?
“È da anni che è così, ormai i giocatori che sono qui sono qui da tempo. Non hanno difficoltà di inserimento. È difficile trovare una squadra di soli italiani”.

Nagatomo vuole rimanere all’Inter, lo può accontentare?
“Noi ci troviamo benissimo con Yuto: è un grande professionista, è sempre allegro anche quando non gioca, è sempre pronto quando gioca. È un bravo giocatore che se vuole rimanere ci fa piacere. Nel mercato invernale non verrà venduto, poi a giugno si vedrà”.

Brozovic: quanto è importante tecnicamente e tatticamente?
“È giovane, eravamo sicuri delle sue potenzialità. Sta diventando molto bravo, sta trovando il gol che ha nel sangue. Corre molto, giocatori come lui che entrano e sono subito pronti sono fondamentali”.

A gennaio sono previste “telefonate” di mercato?
“Se non abbiamo problemi con qualcuno che vuole andare via per giocare, penso non faremo niente”.

L’Inter fa fatica con le grandi ma vince con le piccole…
“Filotto prima del derby? Magari. Riprenderemo ad Empoli e non sarà semplice. Ma dobbiamo pensare a domani. Il girone di ritorno sarà difficilissimo. Abbiamo tutti gli scontri diretti fuori casa al ritorno, certo se si fanno sempre punti con le medio piccole è fondamentale per arrivare in altro. Poi bisogna fare punti negli scontri diretti”.

L’importanza dei tifosi nerazzurri.
“Quando sono tanti e fanno il tifo, la squadra rende molto di più. Avere tanti tifosi a San Siro si sente molto”.

Trapattoni, Lippi, Sacchi, Ancelotti e Capello: chi ha lasciato di più il segno e perché?
“Sacchi e Trap hanno cambiato il calcio italiano, gli altri hanno vinto tantissimo, sono i migliori degli ultimi 40 anni. Difficile dirne uno”.

Qualcuno ha già chiesto di essere ceduto?
“No, no”.

L’esonero di Mourinho, cosa ne pensa?
“Mourinho? Va messo in preventivo se fai l’allenatore. Ma non conosco la storia. Il Chelsea non stava andando bene, ma non era il mio interesse di ogni giorno”.

Formazione, quanti ne rivela oggi?
“Handanovic, Miranda, Murillo e Medel, gli altri non li so. Il quinto? Brozovic”.

La Lazio?
“Squadra forte, competitiva. La classifica non rispecchia il valore della squadra”.

Dovevano arrivare Salah-Eder, sono arrivati Ljajic e Jovetic. Quanto è contento?
“Si sono ambientati, sono contento. Ljajic ne parlavamo già da maggio”.

Calleri: pensa possa essere già pronto per l’Inter?
“È già diverso: gioca nel Boca, ad un certo livello. Se arrivasse in Italia adesso avrebbe bisogno di ambientarsi, ha età ed esperienza”.

Tra Biglia e Candreva chi toglierebbe alla Lazio e chi farebbe comodo all’Inter?
“Sono giocatori che fanno la differenza, anche Anderson. Biglia è fondamentale, è giusto giochino tutti”.

Roma, Garcia: “Esonero? Io non mollo…”

Garcia

Rudi Garcia, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita interna contro il Genoa. I giallorossi stanno attraversando un periodo che definirlo “nero” è dir poco, l’allenatore francese è sempre più sulla graticola partita dopo partita e la quasi totalità dei tifosi lo vorrebbe fuori da questo progetto. Un momento, dunque, difficile per la squadra capitolina e per il suo allenatore, che contro il Genoa si gioca il suo futuro: “Non ci penso, conosco le regole del gioco ma non è un problema – dice il francese in conferenza -. Io sono motivato e non mollo”.

Di seguito la conferenza stampa di Garcia come riportata da sportmediaset.it

Che partita sarà a livelo ambientale?
“Noi dobbiamo fare in modo di dimostrare la nostra voglia. L’obiettivo è vincere questa partita e sappiamo che non ci sono partite facili in serie A. Sono in difficoltà come noi, ma non abbiamo altro obiettivo che prendere i tre punti. Vincere è l’unica soluzione che abbiamo”.

Sarà la sua ultima partita?
“Non ci penso, ho altre battaglie da portare avanti come vincere domenica. Conosco le regole del gioco ma non è un problema. Credo in questi ragazzi, sono sereno e combattivo. E’ vero, abbiamo fallito in Coppa Italia, questo è un punto nero della stagione. Ora dobbiamo dare tutto domenica. In questa partita ci servirà carattere e personalità”.

Sente la società vicina? Perché si è arrivati a questo punto?
“Perché dopo l’8 novembre non abbiamo più vinto. Fino al derby andava tutto bene. La vera cosa negativa, il vero fallimento è l’eliminazione contro una squadra di Serie B. Siamo agli ottavi di Champions, in campionato ci siamo ed è ancora tutto aperto. Il problema è aver perso un’opportunità importante in Coppa Italia, in un momento in cui non potevamo permettercelo. Ora dobbiamo fare di tutto per arrivare nei primi due posti per qualificarci in Champions, questo è il nostro obiettivo”.

Sente la società vicina?
“Parlo ogni giorno con Walter e Mauro. Ogni giorno prendo delle decisioni e abbiamo le soluzioni. Nel calcio serve solo vincere e niente altro”.

Ha responsabilità?
“Ovviamente ho la mia parte di responsabilità. Io me la assumo. In questo momento non è facile per i giocatori giocare all’Olimpico e non è un caso che facciamo meglio in trasferta. Noi non possiamo fare nulla sul fatto che ci manca l’appoggio del nostro pubblico. Non è un alibi, ma ci manca avere un po’ di spinta”.

E’ lei il problema?
“Quando non mi sentirò più utile, mi farò da parte. Ma sono motivato, le soluzioni le troveremo, a gennaio se serve cambieremo qualcosa. Io non mollo”.

Sul gap con le altre.
“Sono contento della rosa che ho a disposizione. C’era una pressione importante in Champions quest’anno perché dovevamo superare il girone, questo ci ha mangiato energia mentale e fisica. Ci è mancato anche il capitano per diverse partite. Il grande fallimento rimane la Coppa Italia perché è il modo più veloce per arrivare a un trofeo. Siamo a tre punti dal secondo posto e non è niente. Serve una vittoria e voglio prenderla già da domani”.

Sulla situazione dopo il ko contro lo Spezia.
“Lavoriamo tutti insieme e non ho niente da dire. Sono contento dei miei rapporti con i dirigenti. E’ normale che difenda i miei giocatori. La fiducia è fondamentale e se possono essere più tranquilli è meglio. Il problema sono le partite come contro l’Atalanta e lo Spezia. Devo spingere questa squadra per fargli capire che può fare grandi cose, come ha fatto in passato”.

Sulle soluzioni.
“Ci sono delle cose da cambiare, non sono stupido. Magari il ritmo degli allenamenti, vediamo. Abbiamo una difesa molto giovane e alcuni di loro devono crescere per fare esperienza. Siamo a dicembre e spero che qualcosa abbia capito la squadra”.

I giocatori cosa le hanno detto? Il mercato?
“Ho fiducia totale in Walter. Non ho le informazioni di Walter, ma siamo sempre in contatto. Vedo più lui che alcuni membri della mia famiglia. Invece sullo spogliatoio sapete che per me è un luogo sacro. So come si prendono le decisioni, è il mio mestiere. Abbiamo uno staff di qualità e gli avvisi dei giocatori possono essere importanti. Abbiamo tanti giocatori importanti, come Morgan e Daniele e sicuramente ne dimentico tanti altri. Possiamo fare meglio, ma la base è tornare a fare bene domenica”.

Juventus, Allegri:” Ora bisogna consolidare la classifica”

Juve

Allegri

Non abbassare la guardia. Ecco cosa chiede Massimiliano Allegri ai suoi ragazzi per l’ultima gara prima della sosta a Modena contro il Carpi. Le sei vittorie consecutive in campionato saliranno a sette (record personale per il tecnico) solo se la squadra avrà un approccio propositivo e determinato alla gara, senza lasciarsi sopraffare dalla superficialità dinanzi ad un avversario sulla carta abbordabile.

“Domani bisogna vincere per forza, altrimenti rischiamo di buttare all’aria tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Sarà come la prima di campionato o il ritorno in campo dopo sosta: una sfida che può nascondere trabocchetti ed insidie; comunque io sono fiducioso: domani sarà una questione di responsabilità, la squadra è cresciuta in personalità e nell’approccio alle gare. È normale che le nostre avversarie abbiano iniziato a preoccuparsi.”

Sulla lotta scudetto, il tecnico toscano non i sbilancia e si complimenta col collega Mancini:” L’Inter sta facendo un grande campionato. Ha una rosa importante, un allenatore di esperienza e il vantaggio di non giocare le coppe.”

Sulla formazione di domani:” Stanno tutti bene, gli unici indisponibili sono Pereyra e Lemina. Rugani non so se giocherà, ma in coppa ha dato dimostrazione di grande affidabilità. Caceres in questi mesi è mancato molto alla Juve. Ho la formazione già in testa eccezion fatta per qualche dubbio a centrocampo e sugli esterni”.

Tirando le somme del 2015 il ricordo non può che andare alla sera di Berlino:” È stata una stagione ricca di soddisfazioni ma sono passate, anche se rimarranno nella storia della Juve. Se penso a un episodio dell’anno passato mi viene in mente la finale di Champions contro il Barcellona. Ho ancora davanti agli occhi l’immagine di Tevez al limite dell’area con la palla nei piedi, era un match ball”.

Mourinho dice no alla Roma

mourinho

La Roma vuol cambiare guida tecnica, questo sembra ormai il pensiero della dirigenza giallorossa. Secondo quanto riportato da Sky il club capitolino avrebbe contattato l’ormai ex tecnico del Chelsea Josè Mourinho per proporgli di prendere il posto di Garcia. Risposta negativa da parte dello special one, e offerta respinta.

L’Inter pensa in grande: obiettivi Candreva e Biglia

CandrevaQuello dell’Inter non deve essere solo un exploit momentaneo! La squadra guidata da Roberto Mancini vuole a tutti i costi mantenere la testa della classifica e giocarsi fino all’ultimo lo Scudetto 2015/2016. Per rendere tutto più “semplice” però, serviranno innesti di qualità nella prossima sessione di mercato.

A soli dodici giorni da gennaio, gli obiettivi primari della dirigenza nerazzurra sono due: Candreva e Biglia. Difficilissimo arrivare ad entrambi i calciatori della Lazio, ma l’Inter conta di mettere sul piatto un’offerta irrinunciabile per Lotito, che dovrebbe comprendere anche il cartellino di Andrea Ranocchia, qualora il calciatore dovesse rifiutare il Bologna.

Per la parte cash non basteranno le uscite (in prestito) di Dodo e Gnoukouri, ma è probabile che venga sacrificato uno tra Brozovic e Guarin, calciatori non ritenuti fondamentali da Mancini e che vantano parecchi estimatori in giro per l’Europa.