Finalmente un sospiro di sollievo per Stefano Pioli che può sorridere dopo la vittoria in Coppa Italia della sua Lazio contro l’Udinese.
La Vecchia Signora è tornata
Juve, nel mirino c’è il Carpi
La Juve di Allegri si allena a Vinovo con l’obiettivo di ottenere domenica contro il Carpi la nona vittoria consecutiva tra Campionato e Coppa Italia. A proposito di vittorie consecutive Allegri in serie A si è fermato a cinque quando allenava il Milan, c’e’ comunque da battere il record di Conte, che con la Juventus si è fermato per così dire a dodici vittorie consecutive.
I giocatori sono tutti in salute, manca all’appello Pereyra che una stagione sfortunata come questa non l’ha mai avuta, mentre i giocatori titolari in Coppa ieri hanno effettuato lavoro di scarico.
Ieri sera si e’ svolta la cena Natalizia della squadra presso il Royal Park i Roveri, tanti sorrisi e complimenti ai giocatori da parte della dirigenza bianconera capitanata da Andrea Agnelli.
Dopo la brillante prestazione nel Derby e’ stata rivista la posizione di Zaza, il giocatore e’ stato tolto dal mercato anche in considerazione della invidiabile media gol che è di uno ogni 75 minuti anche se ha giocato poco fino ad ora.
Riconsiderata anche la posizione di Rugani, la prestazione del ragazzo e’ stata buona, e si prevede che abbia un futuro radioso e da titolare nella squadra. A Gennaio Marotta, molto probabilmente farà solo un acquisto mirato, ma gli obbiettivi Gundogan ed Oscar sembrano al momento svanire, in quanto il primo è considerato incedibile dal Borussia Dortmund, ed il secondo non può essere tesserato in quanto extracomunitario.
Per completare la squadra manca comunque un forte centrocampista, l’idea last-minute e’ Rabiot del PSG anche se l’operazione non è semplice. Oggi prevista doppia seduta di allenamento e domani la solita conferenza stampa pre-partita.
Samp, è notte fonda: il Milan sbanca Marassi (2-0)
Roma in ritiro a Trigoria, Garcia sulla graticola
La Roma non sa più vincere. La squadra di Garcia non riesce più a mostrare quella brillantezza offensiva che tanto aveva fatto sognare i tifosi giallorossi, almeno fino alla debacle di Barcellona; e pensare che tra gli obiettivi stagionali della società capitolina figurava proprio il trionfo nella Coppa Nazionale.
Sul banco degli imputati è presente soprattutto il tecnico Garcia, che nelle partite più importanti ha sempre fallito e non è mai riuscito a rialzarsi.
La Roma, nella stagione precedente, aveva iniziato ottimamente in campionato, mostrando grandi capacità difensive e uno spiccato cinismo in fase realizzativa; tuttavia, in Champions League tali certezze vennero meno contro il Bayern Monaco, che si impose per 7 reti a 1 all’Olimpico. La squadra bavarese fece venire a galla tutti i problemi e le incertezze che fino ad allora sembravano non esistere. Dopo il disastro in Champions la squadra incominciò a trovare difficoltà anche in campionato, riuscendo a rialzarsi, soprattutto dal punto di vista psicologico, solamente a partire dal mese di febbraio, terminando il campionato al secondo posto in classifica, seppur con qualche brivido nel finale di stagione ( nelle utlime 4 giornate di campionato la lotta per il terzo e secondo posto era ancora aperta con Lazio,Napoli e appunto Roma).
Garcia, con la qualificazione matematica alla Champions League, in estate ha potuto ottenere qualche ritocco in più in fase offensiva. Difatti nel mercato estivo sono giunti alle porte di Trigoria l’egiziano Salah e l’ormai ex genoano Iago Falque, che potevano garantire al tecnico francese più velocità sugli esterni. Garcia, inoltre, ha potuto abbracciare anche il francese Digne, ai margini nel Psg, e il giovane centrale Rudiger , dimostratosi ancora non all’altezza per un campionato difficile come la Serie A. Inizialmente le idee del tecnico francese sembravano funzionare, tanto che la Roma all’inizio di stagione sembrava una perfetta macchina da guerra, con un attacco veloce e intraprendente e un centrocampo formato dagli inamovibili Pjanic-De Rossi-Nainggolan che garantivano un mix di solidità e fantasia. Tutte le certezze di questa squadra, tuttavia, sono venute meno il 24 novembre, data che i tifosi giallorossi difficilmente dimenticheranno: Barcellona-Roma, sfida valevole per il girone E di Champions League.
In Spagna Garcia voleva proporre una squadra che agisse in ripartenza e potesse mettere in difficoltà i catalani, scelta, questa, completamente sbagliata. Il Barcellona non permetteva alla Roma di ripartire, bensì dal primo all’ultimo minuto ha cercato sempre di mantenere palla, sfiancando in questo modo i giallorossi. Risultato finale? 6-1 per il Barcellona.
Successivamente alla debacle di Champions, la Roma ha mostrato ampi limiti tecnici anche in campionato, totalizzando la miseria di due pareggi e una sconfitta, oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia ai calci di rigore per mano dello Spezia (squadra che milita in Serie B e che occupa attualmente l’undicesimo posto in classifica).
La partita di domenica contro il Genoa rappresenta l’ultima spiaggia per il tecnico giallorosso, Rudi Garcia. In mancanza dei tre punti sarà inevitabile l’esonero: tra i papabili alla successione sono presenti i nomi dell’ex Luciano Spalletti (acclamato a gran voce dai tifosi giallorossi) e l’ex ct della Nazionale Marcello Lippi, quest’ultimo accostato più volte alla Lazio. Di oggi la decisione della società di mandare tutti in ritiro, giallorossi a lavoro a Trigoria fino alla sfida contro il Genoa. Squadra agli ordini di Garcia, per ora…









