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Lazio, la Curva Nord attacca Lotito e difende Pioli

Lazio

“La situazione insostenibile che stiamo vivendo ha dei responsabili ben precisi, mentre le conseguenze le subiscono, da sempre, i tifosi”. Questo il Comunicato della Curva Nord durante la trasmissione “I Laziali Sono Qua” prima della contestazione di Formello come riportato da lalaziosiamonoi.

Prima di tutto – prosegue – la società, figlia di un presidente che si permette di insultare non gli ultras, ma tutto il popolo Laziale e che, regolarmente, disattende il promesso salto di qualità. Dopo undici anni possiamo affermare, con assoluta certezza, che dietro questo comportamento c’è un presidente in malafede che merita di restare solo. Al secondo posto la squadra colpevole, oltre che di scarso impegno, di non essersi mai schierata al fianco di una tifoseria colpita da una repressione senza precedenti. Tifoseria che, durante tutta la scorsa stagione, le era stata vicino dentro e fuori lo stadio. Inoltre abbiamo dovuto ascoltare, dopo sei mesi di silenzio e indifferenza, un nostro giocatore lamentarsi della scarsa affluenza di pubblico (il riferimento è a Marchetti, ndr), come se vivesse su un altro pianeta, mentre il capitano della Juventus, Gigi Buffon, manifestava solidarietà e vicinanza ai tifosi della Lazio per la situazione che stanno vivendo. Per quanto riguarda il Mister ci dispiace vederlo protagonista di un film, purtroppo, già visto. Ennesima vittima sacrificale usata per nascondere le nefandezze altrui. Dignità e Amore non vanno mai calpestate, insultate e ingannate. Dal canto nostro continueremo a tifare, soltanto in trasferta, per la nostra gente e per la nostra maglia, consapevoli, comunque, che chi la indossa non merita l’affetto di questo meraviglioso popolo.
Ultras Lazio Curva Nord”.

Fantacalcio, consigli per la sedicesima giornata

Higuain

Fantacalcio: Sedicesima giornata di campionato, massima attenzione perché il primo match sarà Sabato alle ore 15, quindi formazioni anticipate. Ora i consigli per i nostri appassionati.

GENOA – BOLOGNA
Ansia per Perotti, che al momento non è sicuro di recuperare per problemi muscolari. Lazovic e Figueiras proveranno a colmare l’eventuale assenza. Si anche a Rincon e Ansaldi. Fuori Gakpè e Laxalt.
I rossoblù perdono Giaccherini (3 settimane out). Ma possono vantare un Destro in formissima, ben supportato dal trio di centrocampo composto da Donsah-Diawara-Taider. Fuori Morleo e Mounier.
PALERMO – FROSINONE
Ultima chance, altrimenti devastanti saranno le conseguenze in casa rosanero. Torna Vazquez, già questa è un’ottima notizia. Sfrutteranno le imbucate dell’argentino sia Chocev che Hiljemark. Dubbi su Gila, che avrà parecchi occhi su di sé.
Mister Stellone recupera Dionisi che farà coppia con Ciofani, noi preferiamo il primo. Le giocate pericolose arriveranno dai piedi di Soddimo, che cercherà di premiare i vari Paganini e Gori. No a Sammarco e Rosi.
SASSUOLO – TORINO
Assenti Peluso,Magnanelli e Berardi, li sostituiranno Longhi,Laribi e Floccari. Ma i protagonisti dovrebbero essere altri, come Defrel e Missiroli. Bene il giovane Pellegrini. In difesa Acerbi si conferma leader.
Un solo cambio fuori Peres dentro Zappacosta. In attacco meglio al momento Belotti. In mediana Baselli e Acquah i più in forma. Per la difesa Bovo pericoloso anche in attacco. No a Quagliarella e Vives.
UDINESE – INTER
Dovranno faticare parecchio i friulani per trovare spazi. I più intraprendenti potrebbero risultare Bruno Fernandes e Aguirre. Sempre temibile Thereau. Bene Widmer, meno Edenilson. Fuori Wague.
La velocità di Biabiany e la tecnica di Ljajic, al momento sono le armi più affilate. Proverà Icardi a sfruttare entrambe. Si anche a Telles, nome buono per la difesa. Escluderei Perisic.
CHIEVO – ATALANTA
Solito dubbio tra Inglese e Paloschi, dovrebbe spuntarla il secondo che potrebbe anche regalare qualche gioia. Da sfruttare Castro e Birsa sugli esterni. Nella retroguardia Dainelli una certezza, meno Frey.
Arrivederci al 2016 per Pinilla. Ci sarà Denis che insieme a Gomez saranno i più pericolosi. Giù di tono Moralez e Kurtic. Da apprezzare Raimondi e De Roon.
EMPOLI – CARPI
Occasione per tornare al gol con Saponara e Maccarone sugli scudi. Sempre più leader Paredes in mediana. Davanti a Skorupski, bene Tonelli e Mario Rui. Rinuncerei a Buchel e Costa.
Conferme per il modulo che ha fermato il Milan. Dubbi su chi affiancherà Borriello, favorito Lasagna. L’ex Roma è senza dubbio l’uomo più pericoloso. Bene Martinho e Lollo, da evitare Cofie e Gagliolo. Si a Letizia, anche se adattato a sinistra.
MILAN – HELLAS VERONA
Avanti con due punte centrali, con Bacca e Luiz Adriano, noi stavolta scegliamo il brasiliano. Si agli uomini di fascia come Niang e Bonaventura. Dietro eviterei Alex e Romagnoli, a rischio con un rapace come Toni. Uomo decisivo potrebbe essere Kucka.
Ancora tanti infortuni per Delneri, che si affida a Toni. Lo supporteranno Sala sull’esterno e Viviani dal centro. Troppo “leggero” Siligardi, così come Greco. In difesa Moras il più deciso.
NAPOLI – ROMA
Le lacune difensive giallorosse, mandano a nozze i vari Higuain e Insigne. Meno invece Hamsik e Jorginho. No a Albiol, più adatto Koulibaly. In porta Reina ottimo ma a rischio l’imbattibilità.
Il passaggio in Champions non appiana le critiche intorno agli uomini di Garcia. In match del genere uomini come Dzeko e Pjanic dovrebbe far la differenza. Scegliamo pure Salah, nonostante i pochi minuti nelle gambe. No a Rudiger e Florenzi.
JUVENTUS – FIORENTINA
Confermatissimi Dybala e Mandzukic, in questa occasione ispira di più il croato. Si agli uomini di fatica come Sturaro e Lichsteiner. Meno Alex Sandro e Marchisio. Nel terzetto difensivo è Barzagli il nostro prescelto.
La fantasia di Ilicic e Bernardeschi potrebbe essere decisiva. Più in ombra Kalinic e Borja. Si a Vecino. Fuori per nostra scelta Alonso e Tomovic.
LAZIO – SAMPDORIA
Serve una scossa per cominciare a risalire in campionato. I nuovi Kishna e Savic, insieme a Biglia sembrano quelli a cui sta più a cuore questa situazione. Ombre su Klose e Candreva. Dietro scegliamo Basta, evitando i centrali al momento da codice rosso.
Dovrebbe rivedersi Muriel di fianco a Eder, proprio il colombiano con la sua velocità potrebbe causare problemi. No a Soriano (dubbi sulla tenuta psicologica dopo l’aggressione). L’esperienza di Barreto e freschezza di Christo come buone armi. No a Fernando e Regini.

La solitudine dei numeri 9

Icardi

Icardi

Il mestiere del bomber, del goleador, del famoso numero 9 è un mestiere strano, particolare, a volte anche ingrato. Non per niente è all’esatto opposto di quello del portiere, ruolo altrettanto scomodo e che ti fa stare lì da solo, dove hai tutto da perdere e nulla da guadagnare.

La storia del centravanti è questa, fatta di solitudine, a volte di battaglie difficili, una sorta di Don Chisciotte in lotta contro tutto e tutti e capita che spesso, come al personaggio di Cervantes, il finale non riservi la gloria sperata. Purtroppo è una vicenda amara ma reale: tu ti puoi dannare l’anima quanto vuoi, puoi fare a sportellate, cercare di aprire spazi per i compagni, fare anche il lavoro sporco ma se non svolgi il tuo unico ed imprescindibile dovere, quello di bucare la rete avversaria, sarai vittima della critica, delle occhiate irrisorie di difensori e portieri e, in certi casi, dei fischi dei tifosi.

Il bomber è il giocatore simbolo nell’immaginario collettivo, il finalizzatore di una manovra corale, colui in grado di cambiare le sorti di una partita sebbene, negli ultimi anni, Messi e Cristiano Ronaldo abbiano radicalmente cambiato le regole: fantasista uno, esterno offensivo l’altro, hanno mostrato al mondo del calcio come si possano convogliare in maniera superlativa due ruoli nello stesso atleta.

Ma tralasciando queste due “anomalie” il lavoro del numero 9, come si diceva, deve essere uno ed uno soltanto, fare gol. Per un Higuain ed un Kalinic che sono la fortuna, ed il punto di riferimento, di Napoli e Fiorentina, ci sono alcuni colleghi che, almeno fino a questo momento, si sono persi tra le lande desolate delle aree avversarie. Ognuno, ovviamente, ha motivazioni diverse ma da Icardi a Dzeko, da Bacca a Destro, i giocatori che avevano infiammato in estate le rispettive platee, oggi stanno attraversando un tunnel che sembra non avere via di uscita.

Mauro Icardi, capocannoniere lo scorso anno e fresco di fascia da capitano nell’Inter, sembra pagare più del dovuto la nuova filosofia nerazzurra: gol ridotti all’osso, gioco essenziale e manovra offensiva che non riesce a coinvolgere in pieno il bomber argentino. Le quattro reti segnate sinora sono un misero bottino per un atleta abituato a ben altri numeri. Mancini ha dichiarato che Maurito farà 20 gol: sarà anche vero ma le panchine di quest’anno però fanno sorgere più di qualche interrogativo.

Dalla Pinetina a Milanello, la distanza è irrisoria. Qui, nel quartiere rossonero, risiede Carlos Bacca, strappato al Siviglia per oltre 30 milioni di euro: ai Rojiblancos, il cannoniere colombiano ha regalato due Europa League in altrettanti anni in cui ha vestito la casacca della compagine Andalusa. In rossonero Bacca era partito bene ma ad oggi è fermo a quota cinque nella classifica marcatori ed è vittima di un involuzione tecnico-tattica che sta mettendo in difficoltà sia Mihajlovic che il Milan.

Milano è stata la terra degli esordi, e degli ultimi sei mesi della scorsa stagione, di Mattia Destro: il numero 10 del Bologna è infatti cresciuto nelle giovanili dell’Inter prima di far ritorno sotto la Madonnina nel gennaio 2015 ma stavolta dalla parte rossonera. Lasciata Roma non senza polemiche, il bomber di Ascoli Piceno ha voluto rilanciarsi all’ombra delle Due Torri ma fino ad ora, forse anche sentendo il peso di una maglia pesante come quella di Roby Baggio, non ha rispettato le attese iniziali. Le ultime partite però, soprattutto la doppietta al Napoli, sembrano essere un segnale di risveglio: ma il vero problema di Destro, da sempre, è caratteriale.

Da un bomber giallorosso ad un altro. Edin Dzeko era stato accolto a Fiumicino come un messia, il giocatore che mancava dai tempi di Gabriel Omar Batistuta. Il gol alla Juventus, alla seconda giornata, sembrava essere l’inizio di una splendida storia d’amore. L’infortunio a Frosinone, l’involuzione del gioco romanista, un lavoro sporco e logorante finalizzato a mandare in gol tutti i compagni hanno fatto sì che il connazionale di Pjanic si sia fermato ad appena tre gol realizzati, di cui due su calcio di rigore. Un bottino magro per un giocatore che sia in Germania che in Inghilterra ha sempre trovato la porta con facilità.

Problemi tattici o di gioco, ostacoli di natura caratteriale o di involuzione tecnica: i problemi possono essere di varia natura e di solito tifosi ed addetti ai lavori sono comprensivi. Ma se il tuo mestiere è quello di fare gol, allora a pochi importerà delle tue difficoltà. E ti ritroverai solo. Almeno fino a quando la rete avversaria non verrà gonfiata nuovamente…

Milan, Berlusconi a Milanello

Berlusconi

Il Milan è atteso in campionato dalla sfida contro il Verona, match previsto per domenica pomeriggio in quel di San Siro.

La squadra rossonera è reduce dal deludente pareggio contro il Carpi e, proprio contro gli scaligeri, deve ripartire la rincorsa per il terzo posto, obiettivo dichiarato ad inizio stagione dall’ad Adriano Galliani.

Al fine di dimostrare la piena sintonia che intercorre tra la dirigenza rossonera e il tecnico Sinisa Mihajlovic, nella giornata odierna è giunta una gradita sorpresa a Milanello: il presidente Silvio Berlusconi è atterrato al centro sportivo con il suo elicottero intorno alle 12.30.

Berlusconi ha incontrato gli sponsor e, dopo l’arrivo della figlia Barbara, ha cominciato il pranzo societario; il presidente del Milan, in seguito, ha salutato la squadra e ha intrapreso un breve discorso motivazionale in vista del match contro il Verona. La piena sintonia tra il presidente e il tecnico Sinisa Mihajlovic è stata dimostrata con un discorso avutosi tra i due durato 15 minuti e terminato con l’abbraccio finale.

L’incontro del presidente rossonero si è concluso con la rituale foto di gruppo nella quale Berlusconi ha voluto al suo fianco Mario Balotelli.

Proprio Supermario sembra aver recuperato dalla pubalgia che lo teneva lontano dai campi di gioco dalla sesta giornata di campionato. Il giocatore, dunque, potrebbe essere inserito nella lista dei convocati per la gara contro il Verona ma risulta difficile un suo impiego dal primo minuto; probabile che Mihajlovic gli conceda gli ultimi 10 minuti per poi inserirlo come titolare nell’ultima sfida dell’anno contro il Frosinone.

Lazio & Roma, le contestazioni continuano…

Allison Roma

Roma
Periodo molto delicato per le due squadre romaniste che si ritrovano circondate da un malcontento generale, viste le due partite imbarazzanti, rispettivamente contro St. Etienne e Bate Borisov. La Roma ha superato il girone di Champions League pareggiando 0-0 contro la modesta squadra bielorussa e uscendo a testa bassa sotto i fischi dell’Olimpico. Da un po’ di tempo va di moda scaricare le responsabilità sul tecnico Garcia, che sta sbagliando moltissimo; i tifosi se la sono presa con i giocatori, regalando loro cinquanta chili di carote; Walter Sabatini ha dato via giocatori che in questo momento stanno dimostrando la loro classe (vedi Ljajic) e ha pensato fossero sufficienti innesti di basso calibro (Rudiger, Gyomber), ma così non è stato. Sbagliano i tifosi a fischiare una squadra senza identità vista contro il Bate Borisov oppure ha sbagliato il presidente Pallotta ad affidarsi a un management che finora non ha portato né trofei, né gente all’Olimpico, né il tanto sbandierato nuovo stadio?

E mentre la tifoseria romanista regala ai giocatori le carote, sulla sponda laziale i tifosi depositano davanti ai cancelli di Formello dieci sacchi di letame e striscioni contro la dirigenza biancoceleste. Una contestazione forte, ma giustificata dopo le cinque sconfitte e un pari in campionato. Il pareggio contro il St. Etienne e quindi il passaggio ai sedicesimi di finale di Europa League non ha placato gli animi dell’intera tifoseria, che ha messo sotto accusa l’intera squadra e il presidente Lotito.
Giuste le contestazioni da parte dei tifosi o sarebbe meglio supportare la propria squadra in questi periodi delicati? A voi lettori l’ardua sentenza…