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Tennis, Federer in coppia con la Hingis a Rio 2016

Tennis

 

Roger Federer ha risposto presente. Il campione svizzero, dopo aver titubato qualche mese sull’invito propostogli dall’ex numero 1 mondiale, ha ceduto al pressing della sua connazionale ed insieme parteciperanno al doppio misto delle Olimpiadi di Rio 2016. La medaglia olimpica in singolare e doppio misto sono due tasselli che il campione di Basilea vorrebbe colmare, arricchendo ancora di più il suo vasto palmarès. Nel doppio maschile Roger sarà affiancato da Stanislas Wawrinka, detentori dell’oro olimpico a Pechino 2008, mentre Martina Hingis sarà spalleggiata dalla giovanissima Belinda Bencic, sua allieva.

Entusiasta il commento del capitano di Coppa Davis della Svizzera, Severin Luthi: «Vincere tutte le medaglie d’oro sarebbe un sogno ma con coppie così sognare non è proibito».

La Svizzera può sognare…

Scudetto, è l’anno dell’Inter?

Mancini

Sei anni dopo il Triplete, l’Inter potrebbe sfruttare nuovamente il fattore M. Prima Mancini, e poi Mourinho, furono infatti gli artefici della Golden Age morattiana che, di fatto, si concluse il 22 maggio del 2010 con la conquista della Champions League da parte di Zanetti e compagni. La prima era del Mancio portò tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiana un bilancio che eguagliò quello del Mago Herrera sebbene i trofei del tecnico di Jesi fossero stati conquistati tutti in territorio italiano. Il divorzio traumatico a fine del 2008 però non ha mai intaccato il rapporto tra Mancini e l’ambiente interista ed oggi sembra che ci siano i presupposti di una nuova primavera nerazzurra.

Dopo quattro anni dominati dalla Juventus, in questa stagione il campionato italiano non ha un padrone e l’Inter, costruita in toto da Mancini, appare come una delle più serie candidate alla conquista del titolo. Iniziato il torneo nelle retrovie dei pronostici, la Beneamata ha pian piano scalato posizioni sia nelle considerazioni degli addetti ai lavori che nella classifica tanto da ritrovarsi, dopo 15 giornate, da sola in testa alla classifica. È vero che il vantaggio sulle rivali è il minimo sindacale, Fiorentina, Napoli, Roma e Juventus sono lì, però è vero che i nerazzurri stanno dando dimostrazione di una solidità ed una compattezza che nessuno, oggi, sembra possedere in serie A. Non sono un caso le 8 partite vinte per 1 a 0: Medel e soci quando passano in vantaggio quasi mai vengono ripresi, è accaduto solo a Palermo, e questo è sintomo di una grandissima tenuta mentale e fisica. Inoltre di fronte ad Handanovic si erge una vera e propria muraglia invalicabile: dai due centrali, Miranda e Murillo, alla cerniera di centrocampo formata via via dai vari Medel, Felipe Melo, Brozovic, Kondogbia, Guarin.

L’Inter, non è un segreto, non ha fuoriclasse assoluti come era nella prima era manciniana oppure come posso avere le dirette concorrenti, da Higuain a Pogba, da Pjanic a Dybala ma, come detto, è granitica e, cosa fondamentale, è una squadra. Ogni calciatore che scende in campo dà tutto per la causa, che siano 90 oppure dieci minuti: emblematici i casi di Ljajic, Biabany, lo stesso Palacio fino allo scorso anno titolare inamovibile. Fa sorridere pensare che Roberto Mancini, da giocatore uno dei più estrosi e spettacolari della storia del calcio italiana, sia diventato pragmatico e concreto una volta indossati i panni dell’allenatore. Nessuna compagine guidata in panchina dall’ex numero 10 di Samp e Lazio ha mai brillato per spettacolarità (anche se quando hai in squadra contemporaneamente Ibra, Zanetti, Stankovic, Figo, Adriano, Maicon è difficile che lo spettacolo non venga fuori da solo) ma il concetto di squadra, il concetto di puntare tutti verso un unico obiettivo, la solidità mentale sono sempre stati il marchio di fabbrica di questi gruppi.

Altro fattore che potrebbe risultare determinante nella corsa al titolo è rappresentato dal fatto che i nerazzurri non sono impegnati in Europa: se da un lato questo è uno smacco per la compagine meneghina alla lunga potrebbe rivelarsi un vantaggio nei confronti delle quattro concorrenti dirette, tutte ancora in corsa nei tornei continentali.

Tutto perfetto in casa nerazzurra quindi? No, non è certo così perché anche l’Inter ha i suoi difetti a cominciare dalla difficoltà a recuperare quando si trova in svantaggio: contro la Fiorentina è incappata in una giornata nerissima mentre contro il Napoli è stata si sfortunata alla fine ma all’inizio i partenopei hanno fatto ballare non poco Handanovic e soci. C’è da risolvere il problema di Icardi, fermo a soli 4 gol e più volte accomodatosi in panchina, e gli esterni di difesa non sono certo all’altezza del resto del reparto arretrato.

Correzioni da fare in corso d’opera, e sulle quali Mancini sta lavorando ogni giorno, ma che non tolgono all’Inter il ruolo di seria candidata allo scudetto. Udinese, Lazio, Empoli e Sassuolo sono le squadre da affrontare prima della fine del girone di andata quando si traccerà un primo bilancio della stagione. Una stagione iniziata in sordina ma che, grazie al fattore M, potrebbe avere un finale ricco di gloria e successi…

Juve pronta per il Siviglia

Juve

Bianconeri con i cerotti anche questa sera a Siviglia, l’emergenza è a centrocampo, Allegri ha a disposizione solo Sturaro, Marchisio e Pogba. Infatti tralasciando gli infortunati, anche se disponibili mancheranno Asamoah e Padoin che non sono. Stati inseriti nella lista Champions, quindi poche alternative possibili e centrocampo già fatto. Stasera, inoltre mancherà anche Mandzukic e Morata ha la grande occasione di partire titolare e di dimostrare,anche se non serve, le qualità che possiede in coppia con Dybala.

La squadra che scenderà in campo sarà con il modulo 3-5-2, con Buffon in porta, in difesa il trio Barzagli, Bonucci, Chiellini, a centrocampo Lichtsteiner, Sturaro, Marchisio, Pogba, Alex Sandro. L’attacco sarà formato dalla coppia Dybala-Morata, con Zaza in panchina pronto ad entrare in Caso di necessità.

Statistiche

Mai così male il Siviglia come quest’anno in Europa, infatti ha perso quattro partite del girone in Champions.

La Juve è ancora imbattuta in Champions, e non perde fuori casa in Europa dal 2014. In Spagna i bianconeri hanno un bilancio di tre vittorie, cinque pareggi e 14 sconfitte.
Le due squadre si sono incontrate per la prima volta in Europa, nella partita d’andata che si è conclusa con il punteggio di 2-0 a favore dei bianconeri.

Esclusiva – Pistocchi: “Crisi Roma? Tutti colpevoli…”

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La Roma non trova la vittoria dal derby dell’otto novembre scorso: da allora, due sconfitte e altrettanti pareggi tra campionato e coppa hanno sollevato non poche polemiche intorno ad una squadra che, mercoledì sera, si giocherà l’accesso agli ottavi di Champions League contro il BATE Borisov.

Roma, devi vincere. Lazio, Lippi smentisce: “Non allenerò la Lazio”

Lippi

A Trigoria si pensa fortemente alla partita di Champions League contro il Bate Borisov per scacciare tutte le paure e i malumori creati negli ultimi tempi, ma soprattutto per scacciare la paura, all’allenatore francese, di un suo eventuale esonero. Oltre ad aver confermato, almeno per il momento, Rudi Garcia, il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini ha parlato anche del momento del club giallorosso: “Potevamo fare meglio a Torino ma sono amareggiato dal rigore inesistente. Adesso pensiamo al BATE”. Quella che andrà in scena domani in occasione della seconda giornata di Champions League sarà la seconda sfida in assoluto nella competizione tra BATE Borisov e Roma, dopo la tara dell’andata conclusasi 3-2 per i bielorussi.
Il ritorno dovrà essere assolutamente diverso dall’andata perché l’imperativo in Casa Roma è uno solo: vincere!

A Formello, Stefano Pioli cerca di spronare i suoi dopo l’ennesima batosta della stagione. Una Lazio che sta attraversando un periodo di crisi totale da almeno 4-5 giornate. Ma l’aria, a Formello, è più pesante dentro che fuori. Una volante della polizia controlla il perimetro del centro sportivo, forse si temono contestazioni. Ma dei tifosi non c’è nemmeno l’ombra. Ieri sera, alle 19, è scattato il terzo ritiro stagionale, il tecnico biancoceleste riprende gli allenamenti senza rumori esterni. Chiede alla squadra un moto d’orgoglio, di ripartire: “Cerchiamo una soluzione. Dobbiamo fare più movimento”.
Smentita intanto dallo stesso Marcello Lippi, l’ipotesi che lo vedeva come prossimo allenatore della Lazio. L’ex allenatore della Nazionale italiana continua a ribadire: “Io alla Lazio al posto di Pioli? Ogni settimana mi danno a Madrid, in Spagna, o in Italia – spiega ai microfoni di Radio 2 – Appena ho detto che volevo rifare calcio, mi accostano ad ogni squadra in difficoltà. Ma non mi ha contattato nessuno”.