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Coppa Davis, Storico Murray!

Tennis

Non sono bastati i 13mila sostenitori del Flanders Expo di Gand a trasformare la favola della matricola Belgio in realtà. Una favola che si è infranta all’ultimo atto contro la Gran Bretagna dell’indomabile Andy Murray, capace di vincere tutti gli 11 match giocati in questa stagione con la maglia della propria nazionale. Una zuppiera che mancava da 79 anni, quando a conquistarla fu il grande Fred Perry nel 1936, ricordato da tutti come l’inventore del famoso marchio d’abbigliamento ma che è stato uno dei grandissimi del tennis.

“Non avevo mai provato un’emozione simile.” Queste le parole del britannico al termine del match che ha portato il terzo e decisivo punto della finale battendo il belga David Goffin con il punteggio di 63 75 63 in 2 ore e 54 minuti. Nei momenti chiave della partita si è vista una crescita notevole del numero 2 del ranking mondiale, che ha sfoderato tutto il suo repertorio, fatto di incredibili recuperi e passanti in corsa. Il numero uno belga ha comunque il merito di lottare fino alla fine, dimostrando grande tenacia e grande cuore, che non sono bastati per piegare il vero vincitore di questa Coppa Davis. Murray: un cognome, una certezza. La Gran Bretagna conquista l’insalatiera e festeggia il suo idolo indiscusso.

Lazio ko anche ad Empoli, decide Tonelli (1-0)

KloseCrisi nera della Lazio, certificata dalla sconfitta di Empoli contro una squadra corsara, quella di Giampaolo, che continua a stupire per qualità e continuità di prestazioni dopo il pareggio strappato a Firenze.

Pioli, dopo la vittoria in Europa League (almeno quella), cerca di cautelarsi e scende in campo ad Empoli con un accorto 4-4-1-1 che vede Djordjevic unico terminale offensivo spalleggiato da Milinkovic-Savic, schierato con misteriosa insistenza nel ruolo di trequartista, e Lulic preferito ad Anderson per dare copertura. Il piano di gioco però deve essere subito accartocciato e buttato dalla finestra quando Tonelli incorna perfettamente al 5′ un corner di Paredes. Poche emozioni ma tanta intensità nel resto della prima frazione con l’Empoli che lascia sfogare la reazione della Lazio senza scomporsi, per poi dare l’impressione di poter diventare pericoloso ogni qual volta il pallone si muove dalle parti degli insicuri difensori laziali.

La Lazio della ripresa è invece una delle migliori degli ultimi tempi, padrona del campo e rabbiosa a tratti, specialmente dal 12′ quando Felipe Anderson e Klose rilevano Radu e Milinkovic per una Lazio superoffensiva. L’Empoli tiene con fatica, trema a lungo ma con equilibrio, che si sgretola in due occasioni dove però ci pensa l’arbitro a fischiare: al 66′ per un fallo di Klose su Skorupski e all’88’ ancora a Klose per un fuorigioco di Matri, probabilmente giusto. L’ultimo brivido al 95′ su una botta di Parolo uscita di pochissimo.

Niente da fare però. Il fischio finale certifica la crisi della Lazio di Pioli, che adesso dovrà correre ai ripari per rimettere in piedi una situazione imprevedibile soltanto qualche settimana fa.

 

Roma, è notte fonda. L’Atalanta passa all’Olimpico (0-2)

DzekoLa Roma ritorna in campo dopo la serata da incubo di Barcellona affrontando un’Atalanta che rischia di essere un avversario molto insidioso. Il pensiero di tutto l’ambiente è rivolto alla scorsa stagione quando l’imbarcata contro il Bayern Monaco ebbe ripercussioni devastanti. Rudi Garcia, sempre più al centro della critica e fischiato al momento del suo ingresso in campo, si affida a tre dei suoi senatori: De Sanctis, Castan e De Rossi ritrovano posto in squadra e dovranno cercare di condurla alla vittoria così da scacciare subito le premesse di una crisi. Restano fuori Szczesny, Rudiger e Keita.

L’Atalanta, dal canto suo, scende a Roma con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà la traballante retroguardia capitolina grazie alle sue micidiali ripartenze. Edy Reja si affida a Maxi Moralez e al Papu Gomez per innescare il capitano German Denis, di nuovo titolare dopo il forfait di Pinilla. I nerazzurri però sono a secco da tre partite racimolando un solo punto in tre gare.

Primi minuti con una Roma molto contratta che sembra ancora non essersi scrollata di dosso lo choc della notte catalana. La prima fiammata però è proprio dei giallorossi al decimo: incursione di Iturbe che lascia il pallone a Dzeko che dal limite dell’area non impensierisce Sportiello.

Al 17’ la Roma sfiora il vantaggio: su una ripartenza dei capitolini, Florenzi innesca Pjanic che entra in area e scarica in porta ma Sportiello è pronto alla respinta in angolo.
Dopo una ventina di minuti soporiferi ci sono un paio di lampi romanisti: prima Dzeko di controbalzo spedisce di poco alto su assist di De Rossi e poi Iturbe, dal limite dell’area, alza di poco il tiro sopra la traversa.

Poi come spesso accade alla Roma, alla prima occasione avversaria, l’Atalanta passa: a cinque dal termine Digne perde malamente palla al limite dell’area e il Papu Gomez non lascia scampo a De Sanctis con un tiro a giro dal limite dell’area.
Il primo tempo finisce con i nerazzurri di Reja in vantaggio per 1 a 0 con i padroni di casa che escono sotto una bordata di fischi.

Il secondo tempo riprende senza sostituzioni e al 52’ la Roma sfiora il pareggio: su angolo di Florenzi sfiora Paletta ma Cigarini, sulla linea salva la propria squadra. I giallorossi ci provano ma in maniera confusionaria con l’Atalanta che ha alzato un muro davanti a Sportiello a difesa del prezioso vantaggio. Al 60’ De Sanctis salva la Roma: un colpo di testa di Kurtic lancia Moralez in netto fuorigioco ma Calvarese, ed i suoi assistenti, non vedono nulla. Per fortuna della squadra di casa il numero 11 ospite viene ipnotizzato da De Sanctis che evita il raddoppio.

I giallorossi appaiono nervosi e sembrano privi di idee e di mordente: non certo il viatico ideale per cercare il pareggio contro la compagine di Reja. Un secondo tempo incanalato sulla mediocrità di una Roma che non ha creato il minimo pensiero ai bergamaschi i quali raddoppiano anche: su un contropiede micidiale, Gomez, viene steso in area da Maicon che viene espulso da Calvarese. Dal dischetto Denis non lascia scampo a De Sanctis.

La Roma, che doveva farsi perdonare la pesante sconfitta contro il Barcellona, crolla senza attenuanti e si appresta a vivere una settimana di passione in attesa del trittico di fuoco formato da Torino, Bate Borisov e Napoli. Ciò che lascia più basiti è il silenzio assordante che si ode sul prato dell’Olimpico. Nel finale da segnalare le due espulsioni di Stendardo e Grassi nell’Atalanta. Nonostante le smentite di rito, a questo punto tutto può accadere dalle parti di Trigoria.

ROMA (4-3-3) All. Garcia 5
De Sanctis 6; Florenzi 5.5 (dal 70’ Maicon sv), Manolas 5.5, Castan 6, Digne 5.5; Pjanic 5, De Rossi 6, Nainggolan 5.5; Iturbe 5.5, Dzeko 5.5, Iago Falque 5 (dal 61’ Sadiq 5.5)
ATALANTA (4-4-2) All. Reja 6.5
Sportiello 6; Raimondi 5.5, Stendardo 5, Paletta 6, Brivio 5.5; Grassi 5.5, Cigarini 5.5 (dal 71’ Migliaccio), Kurtic 6.5; Moralez 6, Denis 6, Gomez 6.5 (dall’88’ Cherubin sv).
Arbitro: Calvarese 5
Ammoniti: Stendardo (A), Grassi (A), Sportiello (A), Cigarini (A), Torosidis (R)
Espulsi: Maicon (R), Stendardo (A), Grassi (A)

ph: Rea/Komunicare

Formula 1 Gp Abu Dhabi: Nico Rosberg chiude con un acuto. Terzo Raikkonen

Ferrari

Ferrari

Nell’ ultimo GP stagionale Nico Rosberg precede il suo compagno di squadra Lewis Hamilton ed il ferrarista Raikkonen. Stupenda rimonta di Sebastian Vettel, che si ferma soltanto ai piedi del podio. Ottima la strategia usata dalla Ferrari, che ha permesso al tedesco di recuperare 12 posizioni.

Nico Rosberg vince dunque la terza gara consecutiva. Da quando la matematica ha consegnato il mondiale ad Hamilton, Nico ha messo in fila 3 pole position ed altrettante vittorie, alimentando ancor di più il rammarico per aver sprecato alcune gare a metà stagione.

TOP TEN

1 – Nico Rosberg (GER, Mercedes)
2 – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes) a 8 secondi
3 – Kimi Raikkonen (FIN, Ferrari) a 19 secondi
4 – Sebastian Vettel (GER, Ferrari) a 43 secondi
5 – Sergio Perez (MEX, Force India)
6 – Daniel Ricciardo (AUS, Red Bull)
7 – Niko Hulkenberg (GER, Force India)
8 – Felipe Massa (BRA, Williams)
9 –Romain Grosjean (FRA, Lotus)
10 – Danil Kvyat (RUS, Red Bull)

Intanto Maurizio Arrivabene traccia un primo bilancio stagionale: “Siamo stati da dieci e lode, adesso siamo una squadra. Kimi ha meritato il podio di oggi, quest’ anno ci siamo saliti spesso. La Mercedes ha meritato di vincere, ora il nostro obiettivo è superarli. Non è detto che ci riusciremo, ma faremo di tutto”.

Slalom speciale Aspen: pronto riscatto di Mikaela Shiffrin

sciMikaela Shiffrin si fa perdonare dai propri tifosi dopo l’ uscita in gigante. La giovane statunitense domina il primo dei due slalom speciali in programma ad Aspen staccando addirittura di 3 secondi e 7 decimi la slovacca Veronika Zuzulova. Terzo gradino del podio conquistato dalla svedese Frida Hansdotter.

Prova maiuscola dunque per l’ americana, che va a togliere la leadership della classifica generale ad una buona Federica Brignone, capace di qualificarsi alla seconda manche partendo con il pettorale numero 64. La stella azzurra ha continuato ad attaccare, incappando in un errore subito dopo l’ ultimo intermedio, chiudendo comunque al 28° posto. Pochi i punti rimediati, ma ottime indicazioni, mentalità e soprattutto posizioni scalate per quanto riguarda la classifica di slalom.

Fuori dalle prime 15 Chiara Costazza, 16esima, ed Irene Curtoni, 18esima. Stasera si replica con un nuovo slalom.