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Punto Serie B: Bari e Cagliari alzano la voce nei posticipi

Cagliari

Serie B: Il 14° turno della serie cadetta prevedeva due interessanti posticipi. Vittoria importantissima per il Bari di Nicola. I pugliesi piegano il Livorno nel finale per 1-0 grazie ad un gol di Maniero giunto a pochi minuti dal termine. Match nervoso con le espulsioni, per somma di gialli, di Vergara per i toscani, e Gentsoglous per i padroni di casa. Bari che balza al secondo posto e fa sognare i propri tifosi.

Continua e sembra inarrestabile la marcia del Cagliari. La capolista stende l’ Ascoli per 3-0 allungando a più 4 sulle dirette inseguitrici. Un micidiale uno-due nel primo tempo, con le reti di Giannetti e Joao Pedro su rigore, segna il match, chiuso definitivamente nella ripresa dalla seconda doppietta consecutiva sempre di Joao Pedro. Vola la squadra di Rastelli, che ringrazia anche le prodezze di Storari, portiere extralusso per questa categoria.

Intanto, poche ore dopo la sconfitta di Novara, lo Spezia ha esonerato Bjelica, mettendo sotto contratto Di Carlo. Tifosi infuriati dopo l’ allontanamento del tecnico croato. La calda tifoseria spezzina indignata specialmente in seguito al comportamento in campo di alcuni giocatori.

Formello, via al ritiro della Lazio verso l’Europa League

Lazio_Auronzo

Periodo complicato per la Lazio, che domenica all’Olimpico non è andata oltre il pareggio contro il Palermo dell’ex Ballardini. Più del gioco espresso, a infastidire la società è l’atteggiamento dei giocatori, considerati poco decisi e concentrati per risalire una classifica al di sotto delle aspettative. Così, ieri sera è iniziato il ritiro punitivo imposto a tutta la rosa, scesa in campo questa mattina agli ordini di un deluso Stefano Pioli.

Come riporta LaLazioSiamoNoi.it, dopo mezz’ora di riscaldamento in palestra i ragazzi sono stati sottoposti ad esercitazioni tecniche su cross e tiri in porta per poi affrontarsi in una partitella a campo ridotto. Tutti presenti ad eccezione di De Vrij, Mauri e Onazi, sicuri assenti giovedì nella gara di Europa League contro il Dnipro, mentre Konko ha svolto soltanto lavoro in palestra.

Proprio contro la squadra ucraina ci si aspetta una reazione, la prova convincente che metterebbe una seria ipoteca sul primo posto del girone, attualmente occupato dai biancocelesti a +3 sul Saint-Étienne. Rispetto a domenica cambieranno molti titolari: quasi certi del posto Berisha e Radu, dovrebbe esserci dall’inizio anche Mauricio oltre ai soliti ballottaggi nel reparto offensivo.

Uno tra Matri e Klose sarà il centravanti, supportato da Antonio Candreva (partito dalla panchina contro il Palermo e autore del gol dell’1-1 su rigore) e, probabilmente, Ricardo Kishna, sebbene non sia da escludere il possibile impiego dal primo minuto di Keita Baldé e Felipe Anderson. Di sicuro sulle scelte di Pioli inciderà l’abnegazione mostrata dai singoli in questi giorni di ritiro.

Legabasket ottava giornata: Brusca frenata di Pistoia. Milano riaggancia i toscani

Basket

basket_pallone

La regoular season non trova ancora delle squadre padrone. L’ EA7 Milano, dopo le batoste di Eurolega, riesce a ritrovare il sorriso sul parquet amico battendo l’ Umana Venezia con il punteggio di 87-65. Match comandato con autorità dall’ inizio alla fine. Gentile ed Hummels con 19 punti i top scorer.

Colpaccio esterno di Cantu’, che al termine di un incontro equilibratissimo sbanca il PalaMaggiò di Caserta piegando la Pasta Reggia per 71-73. Hodge, autore di 20 punti, particolarmente ispirato.

Nel primo posticipo del lunedi’ Sassari dilaga letteralmente contro una spenta, almeno in chiave difensiva, Pesaro. Un 106-80 che fa rumore, e proietta i sardi a meno 2 dalla vetta. Solito show di Logan con 21 punti, ma prova offensiva di squadra a dir poco eccellente con ben 5 giocatori in doppia cifra.

Infine da annotare l’ inatteso crollo della capolista Pistoia, che cede di schianto a Cremona per 82-66. Partita dominata dai lombardi che già nel primo quarto, concluso con il punteggio di 26-15, mettono le cose in chiaro, per poi amministrare il vantaggio nel corso degli ulteriori 3 quarti. Vitali, 17 punti, il migliore dei suoi in fase realizzativa.

RISULTATI OTTAVA GIORNATA

Grissin Bon Reggio Emilia – Dolomiti Energia Trentino 69-65
Openjobmetis Varese – Obiettivo Lavoro Bologna 82-75
Sidigas Avellino – Enel Brindisi 83-81
Manital Torino – Betaland Capo d’ Orlando 69-71
Pasta Reggia Caserta – Acqua Vitasnella Cantu’ 71-73
EA7 Emporio Armani Milano – Umana Reyer Venezia 87-65
Banco di Sardegna Sassari – Consultinvest Pesaro 106-80
Vanoli Cremona –Giorgio Tesi Group Pistoia 82-66

CLASSIFICA

Milano, Pistoia 12
Venezia, Sassari, Trento, Reggio Emilia, Cremona 10
Varese, Brindisi, Capo d’ Orlando 8
Cantu’, Avellino, Caserta 6
Pesaro, Torino, Bologna 4

Vedi Napoli e poi… segna Higuain

Higuain
 
Vedendo la classifica di Serie A dopo la tredicesima giornata, l’Inter è prima con 30 punti, con un +2 su Napoli e Fiorentina: milanesi e partenopei ai gironi di Champions League e gigliati a giocarseli con i play-off, se il campionato finisse ora.
Se l’Inter è completa e muscolare (ma gioca un calcio per nulla spettacolare) e Nikola Kalinić sta trascinando un bella e sorprendente Fiorentina (ma con forti problemi di turn over), il Napoli di Maurizio Sarri è la squadra, non solo tra le tre di testa, che  sta giocando meglio e che sta impressionando di più. E la vittoria di domenica nel lunch match contro un Hellas Verona in crisi di tutto, è stato un segnale chiaro e forte  al campionato: il Napoli vince e convince, ha un “Pepe” Reina che non prende gol da oltre 460′, ha una difesa che chiude tutti gli spazi agli avversari, un centrocampo che vive della qualità di Jorginho, Allan e Hamsik e davanti spazio a gente del calibro di Lorenzo Insigne, Dries Mertens, Manolo Gabbiadini, Josè Maria Callejon e Gonzalo Higuain. Se il belga e l’ex sampdoriano sono out per infortunio e l’attaccante di Motril quest’anno ha un rapporto conflittuale con il gol in campionato (zero reti in tredici giornate per lui finora), il tandem d’attacco partenopeo si compone del ragazzino di Frattamaggiore ed del bomber argentino.
Se il folletto con sulle spalle in numero 24 è indiscutibile ed insostituibile (vero Benitez?) e sta giocando la sua migliore stagione in massima serie (sei reti per lui sin qui), un discorso a parte merita Gonzalo Higuain, il vero ed indiscusso top player del nostro campionato e, ad oggi, capocannoniere con dieci reti. Per l’ottava stagione consecutiva finirà la stagione in doppia cifra in classifica, dimostrandosi un marcatore davvero implacabile.
Nato in Francia, a Brest, in quanto il padre Jorge allora militava nella locale squadra bianco-rossa, il “pipita” è il puntero che ha rimpiazzato nel cuore, e nell’anima dei tifosi partenopei, Edinson Cavani, l’ultimo giocatore del Napoli a vincere la classifica marcatori in Serie A.
I supporter napoletani, calorosi e sempre dalla parte di chi li fa sognare, sperano che questa sia la stagione giusta, quella del tanto agognato terzo scudetto, riportando il tricolore in città dopo venticinque anni di attesa. Ed il “san Paolo” spera nella verve di Sarri e dei suoi ragazzi di far sognare una città che vive di calcio più di tutte in Italia, grazie anche al contributo del loro attaccante argentino.
Arrivato in Europa nel gennaio 2007, dopo aver giocato per due stagioni e mezzo nel River Plate, è il Real Madrid ad accoglierlo a braccia aperte dopo aver superato la concorrenza dei maggior top team (danarosi) europei. A Madrid, Higuain inizia ad ingranare solo dopo un anno e mezzo, complice il fatto che Fabio Capello e Bernd Schuster gli preferiscano Raul e Ruud van Nistelrooij, ma lui non si piegato e non appena poteva, la metteva dentro: la stagione 2009/2010 lo vide andare in rete ben ventinove volte in stagione tra campionato e coppe con la vittoria, in camiseta blanca, di tre Liga, due Supercoppe spagnole ed una Coppa di Spagna, segnando anche il gol numero 700 del Real nella massima competizione europea ed entrando nel giro Nazionale allora allenata da Diego Armando Maradona, un nome che a Napoli vale quanto quello di san Gennaro.
Non appena si viene a sapere che il “pipita” avrebbe potuto lasciare la Castiglia nell’estate 2013, in Europa si scatena una vera e propria asta che vede in pole position l’Arsenal. La squadra londinese farebbe carte false per prendere l’attaccante ex River Plate, ma, colpo di scena, l’attaccante firma un quinquennale con l’ambizioso Napoli di Aurelio De Laurentiis che da alle merengues 37 milioni di euro (l’acquisto più caro della storia del Napoli) e al giocatore viene assegnato la maglia numero 9, appartenuta negli anni ’80 ad Antonio Careca. Higuain lasciò la Spagna dopo aver segnato qualcosa come 121 reti in 264 partite, quasi tutte in Liga. Ed i tifosi napoletani iniziarono a gongolare, sperando che la vena realizzativa del “pipita” continui anche dalle parti di Fuorigrotta.
E la loro speranza è stata ripagata, in quanto Higuain ha segnato con la maglia azzurra 65 reti, assestandosi all’undicesimo posto tra i cannonieri di sempre della squadra del “ciuccio” e con l’intenzione di salire, gol dopo gol, questa speciale classifica. Cercando di essere più freddo dagli undici metri rispetto ad oggi.
Higuain è l’attaccante che farebbe comodo a tutti i tecnici: forte fisicamente, dotato di un senso del gol spiccatissimo unito ad una dose di altruismo molto forte visto che se non segna, fa segnare i compagni (Insigne ringrazia, per l’appunto) e se necessita torna anche a centrocampo, involandosi poi verso la trequarti avversaria. Facendo la gioia non solo dei tifosi del “san Paolo”, ma anche di quelli che lo hanno nelle proprie squadre al fantacalcio.
E a quasi 28 anni (e 226 gol reti segnate in carriera) tutto è dalla sua parte: la strana coppia con Insigne ha portato in dote al Napoli sedici reti, i 2/3 del totale finora, ed entrambi sono andati a segno domenica in un “Bentegodi” che ha potuto solo levarsi il capello dinnanzi al Napoli di Sarri che, partito a bassi regimi ad inizio stagione (sei punti nelle prime cinque gare ed Emilia indigesta con la sconfitta contro il Sassuolo alla prima giornata ed il pareggio con il neopromosso Carpi alla quinta a Modena), ora sta macinando bel gioco, ottime giocate e punti su punti, tanto da essere in striscia positiva dalla seconda giornata. E per quanto riguarda l’Europa League, il Napoli, anche grazie alle reti del suo numero 9, può già guardare ai sedicesimi di finale. Ed è proprio il numero 9 con la clausola rescissoria più precisa di un miracolo di san Gennaro (94 milioni 736 mila euro), a a fare la differenza.
Gonzalo è un vero trascinatore, ogni volta che tocca la palla ha sempre un raddoppio di marcatura e il più delle volte lascia i difensori sul posto, involandosi verso la porta dove quasi sempre gonfia la rete. Insomma, Higuain tesoro ma soprattutto “oro di Napoli”. E con un presidente-produttore cinematografico come de Laurentiis, questo aggettivo calza proprio a pennello.
Il “pipita” sembra, nonostante la stazza (184cm x 82kg) e la sua barba, un ragazzo grezzo e risoluto, invece è un ragazzo umile, sereno e che gioca a calcio per passione. E pazienza se un tifoso (o presunto tale) argentino lo abbia sbeffeggiato fuori da un locale la scorsa estate dopo aver sbaglio il rigore decisivo in Copa America contro il Cile. Prendersela con Higuain significa prendersela con il giocatore più forte che ha avuto il Napoli dai tempi di Maradona (senza nulla togliere a Cavani), un attaccante che non si discute ma che grazie alle sue reti sta portando gli azzurri campani a lottare, una volta per tutte, per lo scudetto.
E fa sorridere che la migliore stagione Higuain la stia vivendo con un allenatore poco appariscente come Maurizio Sarri, un ex bancario innamorato del calcio arrivato tra molti scetticismi l’estate scorsa visto che arrivava dai buonissimi risultati di Empoli ma che era a digiuno di serie A medio-alta e di Europa. Ed invece l’occhialuto tecnico di origine fiorentina ma nato casualmente a Napoli, con il suo bel gioco sta trasformando il Napoli in una squadra coriacea e ben messa in campo, pronta a lottare per il titolo e non più per le “coppette”. E qua sul discorso tituli, Higuain è stato categorico: il Napoli lotterà fino alla fine per vincere scudetto ed Europa League, mentre il suo mister, uno che vola basso sempre e comunque, ha già detto che l’obiettivo sarà il terzo posto. Parole scaramantiche dette in una città che ha fatto della scaramanzia la sua caratteristica peculiare.
La prova del nove per il Napoli, e per Higuain stesso, arriverà lunedì prossimo al san Paolo quando (calcio di inizio alle ore 21) ci sarà lo scontro al vertice contro l’Inter di Mauro Icardi. Una partita da dentro e fuori per le due squadre: chi perde, perderà una ghiottissima occasione di dare un segnale al campionato. “Partita da tripla” quindi, come si direbbe nel linguaggio del totocalcio. Le due squadre arrivano entrambe da vittorie convincenti ed entrambe non giocheranno il turno europeo, in quanto la partita Bruges-Napoli potrebbe non giocarsi visto lo stato di allerta sul terrorismo che sta vivendo il Belgio. Quindi cariche, rilassate e pronte a darsi battaglia cercando di portare a casa l’intera posta.
Ma sarà anche la partita di Gonzalo Higuain, in cerca di una consacrazione definitiva nella città che ama il calcio più visceralmente di qualunque altra in Italia, e per una classifica marcatori che vuole vincere a tutti i costi. E visto che i napoletani cono campioni del Mondo di cabala, il Napoli ha vinto lo scudetto al terzo campionato di Maradona. Cavani non ce l’ha fatta. Higuain è arrivato a Fuorigrotta nel campionato 2013/2014. Se si fanno due conti…

La Juve si prepara per il Manchester City

Juve calciomercato

Juve_Torino

Degna del miglior Tom Cruise, la squadra bianconera sta preparando al meglio il match di domani contro gli inglesi con un solo obiettivo, vittoria e primato nel girone. Ieri a Vinovo doppia seduta di allenamento, hanno lavorato a parte gli infortunati tra i quali Khedira, Evra ed Hernanes che saranno assenti domani sera. Gli esami effettuati ieri per il brasiliano hanno evidenziato un infortunio muscolare alla coscia che lo terrà fuori dai campi di calcio per almeno tre settimane.

Allegri propenderà per il 4-3-3, in difesa Bonucci sarà titolare, Sturaro sarà impiegato a centrocampo mentre in attacco ci saranno Cuadrado, Morata e Dybala. Proprio l’argentino è il giocatore più in forma della squadra, e sarà quello che dovrà fornire assist a Morata che finalmente sarà impiegato nel suo ruolo a centro area, e non sulla sinistra come più volte accaduto recentemente.

Gli inglesi invece arriveranno a Torino con non pochi problemi, non saranno del match Kompany e David Silva entrambi infortunati, la loro assenza pesa parecchio, lo si è visto sabato nel match perso a domicilio per 4-1 contro il Liverpool. La difesa è apparsa vulnerabile, ed il centrocampo senza idee, si è salvato solo l’attacco con il solito Aguero, ma con Navas, De Bruine e Sterling schierati assieme il City èsembrato troppo vulnerabile. Per questo Pellegrini adotterà sicuramente uno schieramento più cauto domani sera.

Il programma dei bianconeri prevede oggi pomeriggio alle 15,15 la rifinitura, alle 18,15 conferenza stampa pre partita con protagonisti Allegri e Marchisio.