Se una parte di Milano, quella nerazzurra, si gode il primato e sogna in grande, dall’altra sponda del naviglio Mihajlovic sembra avere diversi problemi a cui far fronte: il suo Milan esce dalla trasferta di Torino con zero punti e ben poche convinzioni.
Top e Flop della giornata, tutti ai piedi di Kalinic
Terminata la 13a giornata di campionato, che ha sentenziato un’Inter prima in solitaria e una Juve in costante recupero. Ma andiamo ad analizzare i protagonisti della giornata nel dettaglio.
TOP
NIKOLA KALINIC, inizia dalla panchina nella sfida contro l’Empoli in virtù del turn-over. Sousa lo richiama e lui si fa trovare subito pronto acciuffando il pareggio con una doppietta. Sfiora più volte il terzo gol, ma forse sarebbe stato troppo anche per lui. Si riscopre bomber implacabile e uomo decisivo in una Fiorentina che continua a giocare un campionato di vertice. L’ex Dnipro mette a segno l’ottavo e nono centro in serieA, si conferma ben inserito in un gruppo che sta sorprendendo da inizio del torneo.
JONATHAN BIABIANY, scegliamo l’ex Parma come uomo copertina dell’Inter primatista. Il laterale francese dopo i problemi di cuore riscontrati un anno fa, sembrava aver messo fine alla sua carriera. Ma proprio come i nerazzurri si sta riprendendo quello che gli appartiene a suon di ottime prestazioni. Sblocca subito il match contro il Frosinone, che poteva complicarsi, con un rapido tap-in. Poi continua a macinare su quella fascia a cui per troppo tempo aveva dovuto rinunciare, per questo il Mancio lo preferisce anche a Perisic.
MATTIA DESTRO, nel nubifragio di Bologna sfodera una prestazione da vero gladiatore. Lotta costantemente contro due colossi come Manolas e Rudiger, uscendone spesso vincitore. Riesce a far salire la squadra con diverse sponde per i compagni. Si vede poco sotto porta, ma nel momento opportuno si fa trovare pronto. Scaglia in porta tutta la rabbia che aveva in corpo , battendo il portiere giallorosso per il pareggio definitivo. L’esultanza testimonia quanto Mattia abbia sofferto questo brutto periodo, nessuna mancanza di rispetto per i suoi ex compagni, ma semplicemente gioia. Da menzionare anche Giaccherini, autore di un’ottima gara dove nel finale si procura il rigore siglato poi dal compagno.
FLOP
BERARDI/PEROTTI, entrano di diritto in classifica tra i Flop della giornata. Una follia da parte di entrambi che priva i propri club del loro miglior giocatore. Prima l’attaccante del Sassuolo commette un’ingenuità, scalciando Ansaldi da terra. Una reazione sconsiderata e inopportuna, anche in virtù di un’azione che ormai si era conclusa. Dall’altra lo scatto di nervi dell’argentino del Genoa, che si infiltra in una situazione che minimamente lo riguardava. Comincia a rissare con chiunque, senza ragione. Si ritrovano entrambi fuori dal campo dopo appena 40 minuti, ora sarà da capire quante giornate gli costeranno questi gesti.
JUAN MANUEL ITURBE, ennesima occasione sciupata dal talento ex Verona. Nel pantano di Bologna era davvero difficile giocare, ma da lui ci si attendeva di più. E’ mancata la grinta, la voglia di emergere e ne è uscita una prestazione insufficiente. Su un campo del genere la sua velocità doveva essere l’arma in più, specialmente contro difensori non certo velocissimi. Invece ennesima dimostrazione di una maturità ancora da raggiungere, mister Garcia e non solo comincia ad averne abbastanza.
ROBERTO CRIVELLO, da rivedere la sua prestazione nel teatro di San Siro. Sbaglia tutto quello che può, si fa sorprendere nell’occasione di due dei 4 gol subiti. Le reti di Murillo e Brozovic arrivano da due disattenzioni del terzino ciociaro. Purtroppo dobbiamo constatare che il suo ambientamento nel massimo campionato è ancora da definire. La squadra di certo non fa meglio, cercando di resistere ma subito il match si mette male e la partita si indirizza su piani decisamente più consoni ai nerazzurri.
Lazio, Pioli salta l’allenamento. Tecnico a colloquio con Tare
Il tenico della Lazio Stefano Pioli ha saltato l’allenamento mattutino dei biancocelesti, allenatore a colloquio con il ds Igli Tare. Il momento della Lazio non è certo dei migliori, il patron Lotito ha spedito la squadra in ritiro fino alla gara di Europa League, la società non avrebbe gradito l’atteggiamento della squadra, risultati negativi e un trend da invertire in fretta. Nelle prossime ore si attendono aggiornamenti.
Inter capolista, Zanetti chiama Pirlo: “Andrea? Non si sa mai…””
L’Inter si gode la vetta della classifica pensando al prossimo match che vedrà i nerazzurri opposti al Napoli e al mercato. I nerazzurri sono soli in vetta grazie al poker rifilato al Frosinone, tre punti importanti per la classifica e per il morale. La mano di Mancini si vede, la squadra inizia ad esser solida, la nuova difesa capitanata dalla coppia Murillo-Miranda convince, Handanovic è una garanzia e… con il ritorno al gol di Icardi sognare in grande è possibile.
Nel prossimo turno in programma Napoli vs Inter, un vero match scudetto, una prova del nove da non sottovalutare per i nerazzurri di Mancini. In attesa di novità dal mercato, si torna a parlare di Pirlo, l’ex capitano Zanetti commenta così le voci che vorrebbero l’ex Juve in nerazzurro: “Questa rosa sta dimostrando di essere già pronta per fare bene, se ci saranno delle opportunità saremo pronti a intervenire, con un occhio anche al fair play finanziario, al quale teniamo tantissimo. Pirlo è un grandissimo campione: andrebbe bene a qualsiasi squadra, ma al momento non è un giocatore dell’Inter. Potrebbe diventarlo da gennaio? Non si sa mai, bisognerebbe chiederlo a Piero Ausilio”.
Atp World Tour Finals 2015, Djokovic polverizza Federer in 1 ora e 20’
Sovrano indiscusso di questo 2015 da incorniciare, Novak Djokovic ottiene il suo 5° Masters in carriera, il quarto consecutivo ( record assoluto ) e chiude la stagione con 82 vittorie e solo 6 sconfitte. Il numero 1 del tennis mondiale si rende protagonista di una prova impeccabile sbarazzandosi dello svizzero con il punteggio di 6-3 6-4, mostrando una grande tenuta sia fisica che mentale.
Nel primo set, a condannare il 34enne di Basilea, è stato un break subito nel quinto game, che l’ha costretto invano a rincorrere e cederlo per sei giochi a tre. Il secondo set è stato più equilibrato, con Federer che ha alzato l’asticella dei vincenti e mischiato le carte al suo avversario, con tante discese a rete e colpi da vero campione. Ma non è bastato al pluricampione svizzero che, con un doppio fallo, consegna lo scettro all’indomabile 28enne di Belgrado. Un dominio incontrastato quello del serbo che entra di diritto tra le stagioni più incredibili e indimenticabili della storia del tennis Open. Riuscirà a ripetersi nuovamente e a battere nuovi record? A Novak Djokovic l’ardua sentenza…








