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Juventus, missione Champions League

Allegri

Allegri

Archiviata la terza vittoria consecutiva in campionato, da ieri la Juventus si allena a Vinovo con l’obbiettivo di battere il Manchester City mercoledì sera a Torino. La missione è possibile, considerando che gli inglesi sabato scorso hanno perso in casa 4 a 1 da un redivivo Liverpool, perdendo così il primato in Premier a discapito del sorprendente Leicester di Ranieri.

Si è salvato il solo Aguero autore tra l’altro del gol della bandiera, difesa inguardabile, Pellegrini avrà molto da lavorare in questi tre giorni. Quindi buone notizie per Allegri, ma cattive notizie arrivano dall’infermeria bianconera; sono out Evra, Hernanes, Khedira e Caceres che lavoreranno a parte. Evra, uscito al 28 minuto del primo tempo, ha subito una distorsione alla caviglia sinistra, Hernanes ha avuto un problema al muscolo dell’addio gore destro, mentre Khedira è rimasto fermo per il vecchio infortunio alla coscia destra.

Evra sarà sostituito da Alex Sandro, autore tra l’altro sabato sera di una buona prestazione, fornendo altresì l’assist del vantaggio a Dybala. L’assenza di Hernanes a questo punto sarà quella che peserà meno a livello di formazione, visto che contro i rossoneri ha offerto una deludente prestazione. A questo punto la formazione con il trequartista sarà probabilmente accantonata e si andrà avanti o con il 4-3-3, o con il solito 3-5-2.

Mercoledì prevediamo la difesa a quattro con Buffon in porta, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini ed Alex Sandro in difesa. a centrocampo Sturaro, Marchisio e Pogba. L’attacco sarà guidato da Morata con Cuadrado e Dybala ai suoi fianchi.

Oggi è prevista doppia seduta di allenamento a Vinovo, martedì rifinitura ed in serata conferenza stampa pre-partita.

Nel calcio conta ‘solo’ il risultato? Storia di vincenti…

Mancini
Roberto Mancini - ph: Leonard Berisha/KeyPress

Mancini

La concretezza o l’estetica? Il gioco bello e arioso a discapito anche del risultato o la vittoria come unica via assoluta? Una diatriba che va avanti da sempre, nel mondo del calcio, e probabilmente non troverà mai un vero vincitore o un punto d’incontro.

Un vecchio detto, nel football americano, afferma che l’attacco fa vendere i biglietti ma la difesa fa vincere le partite. Probabilmente Roberto Mancini, ma prima di lui i vari Lippi, Capello, lo stesso Mourinho, ne ha fatto un dogma visto che l’Inter di quest’anno, partita con la Fiorentina a parte, praticamente non incassa gol. Fortuna? Imprecisione degli avversari? Forse. Ma ridurre l’annata che Icardi e compagni stanno disputando solo a questi dati sarebbe riduttivo. Il Mancio, dopo i primi sei mesi per riprendere contatto con l’ambiente interista, ha imposto i suoi dettami, partendo proprio dalla retroguardia: per chi era abituato ai vari Maicon, Samuel, Lucio (o Materazzi) e Chivu c’era bisogno di un revisione totale. Così la coppia formata da Miranda e Murillo sono diventati il bunker dietro ai quali si erge la diga Handanovic: loro tre, insieme ad una cerniera mediana formata, via via, dai vari Medel, Felipe Melo, Brozovic, Kondogbia, sono il segreto di una formazione prima in classifica e che, per la solidità sinora mostrata, non sembra aver punti deboli.

La compattezza dell’Inter però è stata messa in difficoltà solamente una volta: dalla spumeggiante Fiorentina di Paulo Sousa. I viola sono gli unici che sono riusciti a passare in vantaggio contro i nerazzurri per poi dilagare nel corso del match. Ed ecco che allora torniamo alla domanda iniziale: spettacolo o concretezza? Kalinic e compagni stanno impressionando in Italia, sebbene abbiano avuto delle battute a vuoto non ultima la prima frazione di ieri contro l’Empoli, ma non altrettanto in Europa dove serve un approccio diverso. Il Napoli si basa quasi esclusivamente sul suo tridente delle meraviglie, Insigne-Higuain-Callejon, e su un Reina strepitoso. La Roma, decisamente fragile nel reparto arretrato, ha però il miglior attacco della serie A con la capacità di mandare in gol chiunque.

Zeman o Capello? Wenger o Mourinho? Il dibattito resta aperto e il punto di incontro probabilmente non si troverà mai. O forse sì: ma i Sacchi e i Guardiola non nascono certo tutti i giorni…

Inter, poker contro il Frosinone e primato in classifica (4-0)

IcardiL’Inter non lascia spazio alle sorprese e nel posticipo della tredicesima giornata di Serie A domina il Frosinone con il punteggio di 4-0.

Serie A: Vola il Napoli di Sarri, frena la Fiorentina

HiguainIl Napoli di Sarri continua a dare spettacolo, sia in casa che in trasferta. Questa volta è toccato al Verona raccogliere ben 2 palloni dalla propria porta. Una vittoria pulita, di un Napoli che vince e fa sorridere e divertire i tifosi partenopei. Un Napoli, che neanche a dirlo, sempre più nel segno del Pipita Higuain si lancia ambizioso verso la vetta della classifica
La viola va sotto per 2 reti a 0 nel primo tempo, ma nella seconda frazione di gioco agguanta il pareggio, grazie ad un superlativo Nikola Kalinic che si ripete due volte nel giro di 15 minuti. La Fiorentina rischia anche di vincere la partita, andando vicinissima al terzo gol sempre con il solito Kalinic (la traversa gli nega la gioia della tripletta personale). Un punto comunque che permette alla squadra di Firenze di portarsi in vetta alla classifica insieme al Napoli, in attesa, ovviamente dell’Inter.

Brutta partita per la Lazio invece, che sprofonda in una crisi nera, non è una sconfitta contro il Palermo ma poco ci manca. I biancocelesti agguantano il pari soltanto grazie ad un rigore trasformato da Candreva nella ripresa, per il resto squadra senza gioco e senza identità. Vittorie casalinghe di Udinese e Genoa che battono rispettivamente Sampdoria e Sassuolo (quest’ultima al cardiopalma grazia ad un gol dell’ex Pavoletti al 94’). Vittoria esterna del Torino che torna a vincere finalmente dopo 6 partite contro l’Atalanta grazie al gol di Bovo su assist di Baselli. Infine, vince in trasferta anche il Chievo, a Modena contro il Carpi, decidono i gol nel primo tempo di Inglese e Meggiorini.

Stasera il posticipo (ore 20:45), in scena allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, tra Inter e Frosinone. Con una vittoria i nerazzurri si porterebbero in vetta da soli, staccando di due lunghezze Napoli e Fiorentina.

RISULTATI 13esima GIORNATA
Bologna 2 – 2 Roma (14’ Masina (B), 52’ Pjanic (R), 72’ Dzeko (R), 87’ Destro (B))
Juventus 1 – 0 Milan (65’ Dybala)
Verona 0 – 2 Napoli (67’ Insigne – 73’ Higuain)
Atalanta 0 – 1 Torino (52’ Bovo)
Carpi 1 – 2 Chievo (8’ Inglese (C), 14’ Meggiorini (C), 61’ Gamberini (autogol))
Fiorentina 2 – 2 Empoli (18’ Livaja (E), 27’ Buchel (E), 56’ Kalinic (F), 61’ Kalinic (F))
Genoa – Sassuolo (51’ Rincon (G), 90+4’ Acerbi (S), 90+5’ Pavoletti (G))
Lazio 1 – 1 Palermo (21’ Goldaniga (P), 70’rig. Candreva (L))
Udinese 1 – 0 Sampdoria (34’ Badu)

CLASSIFICA
Napoli, Fiorentina 28
Inter 27 *
Roma 27
Sassuolo 22
Juventus 21
Milan 20
Lazio 19
Torino, Atalanta 18
Chievo, Sampdoria, Genoa 16
Empoli, Palermo, Udinese 15
Bologna 13
Frosinone 11
Carpi, Verona 6

Lazio e Palermo si dividono la posta 1-1

CandrevaNella partita degli “ex” Lazio e Palermo si dividono la posta 1-1 e alla rete di Goldaniga risponde Candreva su rigore. Mister Pioli – che è stato allenatore dei siciliani-, reduce da tre sconfitte, si affida a Basta, Hoedt, che prende il posto di Mauricio, al fianco di Gentiletti centrali di difesa e Lulic. A centrocampo Milinkovic, Biglia e Parolo. Al centro dell’attacco Djordjevic con Keita sulla sinistra, F. Anderson sulla fascia opposta. Mister Ballardini – che nella stagione 08-09 ha occupato la panchina della Lazio – all’esordio cambia faccia al Palermo proponendo il 4-3-1-2 con Brugman alle spalle di Gilardino e Vazquez. Partono subito all’attacco i padroni di casa costruendo azioni pericolose con Milinkovic, con Sorrentino che devia in angolo, e Anderson che perde il duello con Lazaar. I siciliani tentano di metabolizzare il cambio di modulo e al 21’ passano in vantaggio con Goldaniga che sfrutta un innocuo tiro di Lazaar e insacca alla destra di Marchetti. I biancocelesti rispondono con le conclusioni di Djordjevic e Milinkovic, di poco alto, e nuovamente con l’ennesima combinazione tra le punte laziali che costruiscono un buon pallone per i piedi di Biglia che non finalizza. Sorrentino devia in angolo la conclusione di Gentiletti.

La ripresa si apre con il gol annullato a Hoedt per fallo di confusione. Poco dopo sono gli ospiti a rendersi pericolosi con la coppia Giladino-Brugman che libera Chochev ma il bulgaro conclude su Marchetti. Pioli tenta di cambiare ritmo inserendo Matri e Candreva per Djordjevic e Anderson ma sono sempre i rosanero più efficaci con Chochev che in un paio di occasioni si porta vicino al raddoppio. Nel momento di maggiore sofferenza della Lazio, con Gilardino vicinissimo alla marcatura, arriva il pareggio al 24’ su rigore decretato dall’arbitro Celi per un maldestro intervento di Hiljemark su Lulic e calciato da Candreva nell’angolo basso a destra di Sorrentino. Doppia sostituzione per Ballardinini con Rigoni e Trajkovski al posto di Gilardino e Hiljemark. Marchetti si conferma migliore in campo compiendo un miracolo su Rigoni. I padroni di casa provano la conclusione con il tiro di Keita che termina alto. Ulteriori sostituzioni con Kishna al posto di Keita e di Rispoli per Struna. Ultima occasione per la Lazio con il colpo di testa di Kishna, su ottimo cross si Basta, che termina a lato. Al termine della gara fischi dello scarso pubblico, circa 15.000, presente all’Olimpico. Con il pareggio casalingo odierno la Lazio raggiunge quota 19 punti in classifica e Mister Pioli “festeggia” la 200esima panchina in serie A.