Home Blog Pagina 10598

La Roma sogna lo scudetto, il prossimo ostacolo si chiama Inter

La Roma sogna lo scudetto

La Roma cala la cinquina e risponde in maniera netta e perentoria alle dirette concorrenti. I giallorossi archiviano la pratica Udinese in appena nove minuti mostrando solidità mentale e di gioco, lanciando un segnale preciso a Napoli, Inter e Fiorentina. La Lazio, unica delle compagini di testa ad uscire sconfitta dal turno infrasettimanale, paga nuovamente il suo mal di trasferta lasciando all’ex Edy Reja ed all’Atalanta tre punti pesantissimi. A questo gruppo manca la Juventus, uscita a pezzi dalla trasferta contro il Sassuolo e distante undici punti dalla vetta: i bianconeri hanno tutte le capacità per poter rientrare  in gioco ma l’impressione è che la partenza contemporanea di Pirlo, Vidal e Tevez abbia privato i Campioni d’Italia della spina dorsale non solo tecnica ma anche di personalità.

Dieci giornate, 23 punti, 25 gol fatti: la compagine giallorossa allestita da Rudi Garcia sembra essere una macchina da guerra, soprattutto in attacco, difficile da fermare. Il continuo cambio di ruolo, a seconda degli interpreti che vengono scelti, non sta dando punti di riferimento agli avversari che si trovano spesso in balia delle volate capitoline. Salah, Iago Falque, Florenzi, Digne, il ritrovato Gervinho e da ieri sera forse pure Maicon, sono una batteria di esterni di qualità come poche ve ne sono in Italia: aver poi un giocatore come Edin Dzeko che apre le difese o lancia i compagni negli spazi aiuta non poco il gioco della Roma.

Già, Edin Dzeko. L’attaccante bosniaco, finora un solo gol in campionato, è stato il vero valore aggiunto della compagine giallorossa: la sua presenza, al sua personalità, il suo portarsi sempre dietro due difensori ha liberato il resto dei compagni che sfruttano al meglio l’oscuro, e prezioso lavoro, del numero nove. Come affermato da Garcia ieri sera i gol di Dzeko arriveranno ed allora le quotazioni della Roma non potranno che crescere ulteriormente.

In attesa del big match di sabato sera a San Siro contro l’Inter, Pjanic e compagni si godono il ritorno di uno dei grandi vecchi di questa squadra, Maicon. Il terzino brasiliano ha dimostrato che, quando è in forma, su quella fascia ancora non ce ne è per nessuno: dovesse continuare così Garcia avrebbe una ulteriore freccia al suo arco  da poter sfruttare nella lunga cavalcata verso il titolo.

L’ex dell’Inter è solo uno dei big che i giallorossi stanno aspettando con ansia: oltre agli altri due grandi vecchi, Totti e Keita presumibilmente pronti dopo la sosta dell’8 novembre, tutti a Trigoria non vedono l’ora di poter riammirare sul prato verde Castan e Strootman. Quando poi saranno tutti a disposizione allora si che certi sogni, oggi non detti ma ai quali tutti pensano, potrebbero diventare realtà…

Milan in ripresa, ora serve continuità

Milan

Milan

Il Milan sembra esser riuscito ad invertire la rotta, ieri sera un’altra vittoria utile per il morale e per la classifica. Donnarumma è ormai una certezza, il giovane portiere 16enne alla seconda da titolare ha dimostrato di meritare la maglia da titolare, una scommessa al momento vinta da Mihajlovic.

Il tecnico serbo si è ripreso il Milan, il momento nero sembra alle spalle, ora necessario trovare continuità di risultati per scalare la classifica. L’obiettivo Europa da raggiungere e il pubblico amico da riconquistare al 100%. Il Milan sta tornando, il Diavolo è tornato a far punti, momento nero definitivamente alle spalle? La parola al campo.

Top e Flop, Maicon e Higuain da applausi

 Calcio - Serie A 2015/2016 - Napoli 28/10/2015  Ciro Sarpa ©

Calcio – Serie A 2015/2016 – Napoli 28/10/2015
Ciro Sarpa ©

Nuovo turno di campionato, torna la nostra rubrica top e flop. Protagonista della giornata il brasiliano Maicon, il terzino brasiliano della Roma sembra tornato ai livelli del giocatore capace di conquistare il triplete con l’Inter. Sempre da 9 in pagella il centravanti del Napoli Higuain, delude Dybala, in ombra nella gara persa dalla Juve col Sassuolo.

TOP

MAICON, torna sugli scudi il laterale brasiliano. Incantano le sue scorribande come non si vedevano da anni. Sforna un assist e un gol che permettono alla Roma di archiviare il capitolo Udinese già dopo 10 minuti. Non lo si vedeva in campo da circa un mese, circolavano le solite voci legate a una vita extracalcistica non certo regolare. Ma il buon Maicon zittisce tutti, proprio mentre esulta e dimostra di esserci sia fisicamente che mentalmente. Il tecnico Garcia ritrova un elemento fondamentale per la cavalcata in campionato, un’ottima alternativa. Non sarà di certo così tutte le partite, ma di sicuro i tifosi giallorossi si accontenteranno anche di poche decine.

FEDERICO DIONISI, è lui il vero mattatore del Matusa. Nonostante non riesca a segnare, regala due assist al bacio per Ciofani e Sammarco. Un’ottima interpretazione del ruolo, capisce che per vie centrali non troverà vita facile e si defila. Dimostra di saperci fare anche fuori dall’area di rigore, da apprezzare il pallone nel finale per il gol decisivo. Al 94° è bravo a resistere al contrasto, poi rasoterra fornisce un pallone invitante e forte al punto giusto. Una vittoria contro una diretta concorrente per la salvezza, e ancora 3 punti ottenuti tra le mura amiche. La salvezza del Frosinone passerà necessariamente dal Matusa, con un Dionisi così sarà ancora più fattibile.

GONZALO HIGUAIN, impossibile non premiarlo ancora. Il Pepita mette a segno il 12° gol in 9 partite. I numeri parlerebbero già da soli, ma l’argentino non si accontenta. Ci mette la solita tenacia e grinta, negli ultimi tempi anche il ruolo di leader in campo. E’ ancora lui a sbloccare il match contro il Palermo, con un destro secco e preciso che batte senza possibilità di respinta l’incolpevole Sorrentino. Il suo gol indirizza la partita secondo binari più consoni ai partenopei, che da lì in poi non rischiano più di tanto. Del bomber argentino sorprende la concretezza, raramente lo si era visto così implacabile sotto rete. Da 5 partite il Napoli vince, molto del merito è proprio dell’ex Real Madrid.

FLOP

PAULO DYBALA, stavolta il folletto argentino stecca alla grandissima. Prestazione senza acuti, non si nota mai in attacco. Non riesce a galoppare come ci aveva abituati appena 3 giorni fa. Era stato senza dubbio il più positivo in casa contro l’Atalanta, il tecnico infatti lo riconferma titolare. Di nuovo in coppia con Mandzukic, ma i due sembrano altri giocatori rispetto all’ultima uscita. Restando sull’ex Palermo ci viene da pensare che appena ci si aspetti qualcosa di più, senta la pressione di una maglia che forse sono ancora troppo per un ragazzo di 21 anni.

STEFANO PIOLI, entra di diritto tra i nostri Flop. Il tecnico laziale non riesce a porre fine a un ruolino inguardabile in trasferta. Anche contro l’Atalanta i suoi vanno in vantaggio, poi si lasciano trascinare nella fossa dagli avversari che dimostrano più voglia di vincere. Le colpe dell’allenatore ci sono ed evidenti, una squadra non può essere schiacciasassi in casa e materasso in trasferta. Serve un cambio di tendenza, altrimenti i sogni di Champions (palesemente più alla portata dello scudetto) vanno a sfumare lungo il cammino. La Lazio appare timida e disorganizzata appena mette piedi fuori dall’Olimpico. Forse bisogna lavorare più sulla mentalità che sulla tattica, ma sicuro serve farlo in fretta.

ALEX FERRARI, non merita un votaccio ma purtroppo nel calcio conta il risultato. E il giovane sfortunato difensore del Bologna, interviene in maniera maldestra nel finale. Spalanca così l’autostrada a Ljajic che serve Icardi tutto solo in mezzo all’area. Un gol, 3 punti e automaticamente 0 agli emiliani. Il terzino destro gioca anche bene per tutta la durata del match, appare sempre concentrato e concede poco ai diversi avversari che gli si palesano davanti. Ma l’errore nel finale è da codice penale,liscia il pallone, come già detto i dettagli fanno la differenza.

ph: Sarpa/Komunicare

La rivincita del sor Claudio Ranieri

Ranieri

Ranieri

La decima giornata di Premier League, giocata sabato scorso, ha sancito la crisi del Chelsea di José Mourinho, con i Blues quindicesimi in classifica dopo la sconfitta nel derby di Londra contro il West Ham: 1 a 2 ad Upton Park, quinta sconfitta in campionato e con lo Special one in crisi di risultati, identità e a rischio esonero. Il turno ha anche visto il pareggio a reti bianche tra le due squadre di Manchester, con i Citizens ora in testa a pari punti con l’Arsenal.

Al terzo posto si issano gli Hammers, a pari punti con lo United. Al quinto posto, ad un punto dal quarto che varrebbe l’accesso ai preliminari di Champions League a maggio, c’è una squadra che lo scorso anno si è salvata nelle ultime giornate e, nonostante sia una delle più vecchie squadre inglesi, ha avuto anche un passato in Championship (serie B) ed in League One (Lega Pro inglese): il Leicester City, The Foxes. Il Leicester City è l’espressione di una città di 285.000 abitanti (più grande di Venezia, per intenderci), Leicester, sita nel cuore dell’Inghilterra nell’East Midlands, nota per aver dato i natali al bassista dei Queen John Deacon, a due membri dei Dire Straits, ai Kasabian ed ai leggendari Peter Shilton e Gary Lineker. Nato nel 1884, il Leicester City (Leicester Fosse fino al 1919) ha in bacheca tre coppe di Lega inglesi (1964, 1997, 2000), due finali perse della stessa (1965, 1999) ed un Charity Shield, alzato al cielo nel 1971, ma ha giocato oltre sessanta stagioni nella seconda serie inglese.

La squadra è un mix di giocatori di esperienza e giovani di forte interesse e da cinque anni è di proprietà di Vichai Raksriaksorn, imprenditore thailandese a capo di una società leader nell’ambito dei duty free asiatici, la King Power International Group, main sponsor della squadra. Il tycoon è uno degli uomini più ricchi del suo Paese e ha deciso di acquistare il Leicester City per portarlo ai vertici del calcio anglosassone, o comunque toglierlo dall’anonimato in cui ristagnava da tempo. Parlando di uno degli allenatori più vincenti degli anni duemila come Mourinho, non si può non parlare dell’attuale tecnico del Leicester City, una vecchia conoscenza del calcio italiano che ai tempi ha gettato le basi per il Chelsea vincitutto di Roman Abramovič, Claudio Ranieri. Il tecnico testaccino è arrivato lo scorso luglio nel Leichestershire al posto del dimissionario Nigel Pearson tra lo scetticismo dei tifosi e degli addetti ai lavori.

Ora, con i foxes in zona “Europa che conta”, la tifoseria biancoblu’ stravede per il suo tecnico. Ranieri ha firmato un triennale ed è tornato ad allenare in Premier League a distanza di undici anni dal suo addio a Stamford Bridge: ironia della sorte, Abramovič, nel 2004, sostituì proprio il tecnico classe 1951 con lo Special one, vincitore della Champions League con il Porto. Nei suoi quattro anni con i Blues, Ranieri vinse al primo colpo un Charity Shield e nella sua ultima stagione arrivò secondo in campionato e per la prima volta portò la squadra in semifinale di Champions League. Il tecnico romano, nel suo curriculum, conta altre panchine all’estero: le due esperienze al Valencia (Coppa di Spagna, Coppa Intertoto, Supercoppa europea), all’Atletico Madrid (esonero), al Monaco (vittoria due anni fa della Ligue 2 e secondo posto l’anno successivo) e alla guida della Nazionale della Grecia. Il rapporto con la selezione ellenica terminò lo scorso anno a seguito del pessimo cammino degli ex Campioni d’Europa nella qualificazioni europee. Grazie al “miracolo Ranieri”, il Leicester City ora può sognare in grande, cancellando anni e anni di amarezze, facendo stropicciare gli occhi ai suoi tifosi, che fino ad oggi potevano vantare solo qualche vittoria nei derby contro le altre squadre dell’East Midlands ed anonimi campionati. Lo scorso anno i foxes, che avevano in squadra Esteban Cambiasso, si erano classificati al quattordicesimo posto, costruendo la salvezza in primavera, inanellando, ad un certo punto, sette vittorie ed un pareggio in otto giornate, grazie anche alla vena realizzativa dell’argentino Leonardo Ulloa e alle parate di Kasper Schmeichel, figlio del celebre Peter.

Ovviamente, Claudio Ranieri ha anche tra le mani una buona squadra che ha nei suoi pilastri gli ex “italiani” Gökhan Inler e Yohan Benalouane. Gli ex Napoli ed Atalanta si uniscono ai vari Robert Huth, Riyad Mahrez, Jeffrey Schlupp, Shinji Okazaki, Danny Drinkwater, Marc Albrighton e Nathan Dyer. Ma il giocatore in più a disposizione di Claudio Ranieri si chiama “Jamie” di nome e “Vardy” di cognome. Classe 1987, da tre anni veste la maglia del Leicester City dopo aver giocato in passato anche nella sesta serie con Stocksbridge, Halifax Town e Fleetwood Town. Ed invece il ragazzo di Sheffield è riuscito a portare il Leicester City in Premier League in due stagioni a suon di reti e ora, con una media esatta di una rete a partita, si è tolto lo sfizio di essere convocato con la Nazionale inglese (con il quale ha debuttato nelle qualificazioni europee subentrando ad un certo Wayne Rooney), il suo valore di mercato è vicino ai sei milioni di euro e su di lui pare abbia messo gli occhi il Liverpool del neo tecnico Jürgen Klopp..

E pensare che solo quattro anni fa il suo cartellino costava poco più di 30 mila euro. Ranieri ha portato grinta e visione di gioco dalle parti dello “Stadium”, tanto da perdere finora solo una partita (contro l’Arsenal alla settima giornata per 2 a 5 in casa) e compiendo rimonte impensabili: chiedere all’Aston Villa, alla quinta giornata, che vinceva 2 a 0 a meno di venti minuti dal termine ma Vardy e compagni prima hanno pareggiato e poi hanno segnato il gol vittoria all’89’ di gioco; al Tottenham ed al Bournemouth che sognavano i tre punti ed invece il Leicester City li ha agguantati clamorosamente. E sugli spalti dello stadio di casa si intona da qualche tempo anche il celebre ritornello de “Nel blu dipinto di blu”, in onore di questo coach che sta facendo sognare e divertire allo stesso tempo e che non si pensava facesse così bene, soprattutto. Ranieri è spesso intervistato dai giornali, ma non si sbilancia mai dicendo che il campionato è ancora lungo. Del resto, non si ricorda mai una parola fuori posto da parte dell’ex tecnico di Fiorentina, Juventus, Roma ed Inter (tra le tante).

Un signore fuori e dentro il campo, come sempre. Siamo sicuri che Claudio Ranieri, un po’ troppo bistrattato dal calcio italiano negli ultimi tempi, invece sia contento di questa sua esperienza che non solo lo ripaga dei sacrifici fatti, ma che ha ribadito il fatto che in terra d’Albione i tecnici nostrani sono fra i migliori d’Europa. Del resto quando era al Chelsea lo soprannominarono tinkerman, l’aggiustatore. Er sor Claudio, uomo timido e schivo ma capace di far giocare chi allena, siamo sicuri da qua a maggio, con il suo Leicester City, farà vedere tanti green mice ai suoi avversari.

Juve, la resa dei conti. Allegri a rischio?

Allegri

Ieri sera vertice d’urgenza tra Allegri e la dirigenza. Dopo la bruttissima prestazione di ieri sera contro il Sassuolo, al termine della partita è stato convocato un vertice tra Marotta e l’allenatore bianconero.

La dirigenza ha voluto spiegazione sul motivo della brutta prestazione offerta ieri sera dalla squadra, e si è convenuto che da oggi la squadra andrà in ritiro fino al giorno del Derby. Sono volate parole durissime, tra il tecnico e la dirigenza, a questo punto Allegri e’ in bilico è molto dipenderà dal risultato del derby di sabato sera. Oltretutto Buffon intervistato al termine della partita ha commentato così la prestazione di ieri sera: “Fa male all’anima vedere la propria squadra , che non capisce l’importanza della gara. A 38 anni sono stufo di fare figure da pellegrino”.

Parole che pesano come macigni, che si sia rotto qualcosa in spogliatoio?  Ieri sera alla squadra e’ mancato tutto, voglia di lottare, intensità  e soprattutto il gol, nonostante le occasioni create il pallone  non vuole proprio saperne di entrare. Dybala, Morata, Zaza e Mandzukic ieri sera non hanno creato nessuna occasione da rete, si ricordano solamente un tiro di Pogba e d uno di Cuadrado che hanno impensierito l’estremo difensore del Sassuolo. Troppo poco tutto ciò, per poter pensare almeno di risalire in posizione Europa League. Oggi la squadra si ritroverà in un Hotel a Torino in ritiro punitivo; previsto oggi faccia a faccia con la squadra e doppia seduta di allenamento.