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Inter, Thohir presente al ‘Moratti’

Thohir

Inter in campo nella penultima seduta settimanale, la prima al gran completo dopo il rientro dei nazionali. Il tecnico Roberto Mancini ha lavorato sulla parte atletica e tattica, svolgendo le prove generali in vista della partita contro la Juventus. Subito dopo l’arrivo in Italia, il presidente ErickThohir si è recato al centro sportivo ‘Angelo Moratti’, dove c’è in programma un meeting con la dirigenza. Non mancherà, ovviamente, anche un incontro con lo staff tecnico e la squadra.

Intanto le ultime di formazione dell’Inter. Secondo Sport Mediaset, per il big match dell’ottava giornata di Serie A contro la Juventus, Roberto Mancini potrebbe lasciare in panchina il centrocampista francese Geoffrey Kondogbia con Felipe Melo, Medel e Guarin ad agire sulla mediana. In difesa il ballottaggio riguarda la corsia sinistra: Juan Jesus è in vantaggio su Alex Telles per una maglia da titolare.

Milan, Mihajlovic: “Scelte tattiche e tecniche soltanto mie. Non so se cambierò modulo”.

Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic, coach del Milan, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della difficilissima trasferta di Torino contro i granata. Il Milan ha bisogno di una scossa, lo sa Sinisa, e lo richiede anche il Presidente Berlusconi. Il tecnico serbo ha poi ribadito in conferenza stampa che le scelte tecniche sono soltanto sue e non provengono dal Presidente rossonero.

Di seguito la conferenza stampa come riportata da sportmediaset:

Col Torino sarà più importante l’atteggiamento o la tattica?

“E’ importante tutto, ma la cosa più importante è la testa. Sicuramente usciremo fuori da questa situazione. Ci vuole carattere, convinzione”.

Sul modulo.
“Non c’è un modulo che ti fa vincere o perdere partite. In queste settimane ho letto tante cose, compreso che la società ha chiesto di cambiare modulo. Non è vero. Io parlo con Berlusconi e Galliani, ma le scelte tattiche e tecniche dipendono solo da me. In questo momento abbiamo bisogno di più compattezza e protezione. Ma non abbiamo portuto lavorare con i giocatori perché c’era la pausa. Se non si va in campo con l’atteggiamento giusto, non c’è modulo che tenga. Col 4-3-1-2 ci sono diversi problemi. Non so se ora è il momento giusto per cambiarlo. Vedremo e poi decideremo. Siamo partiti col 4-3-1-2 perché è nel dna del Milan. Ma ci sono problematiche che si sono viste, valuteremo bene le cose e vedremo cosa c’è da fare”.

Cosa deve fare il Milan per vincere a Torino?
“Il Milan per vincere deve giocare da Milan. Ventura è uno dei più bravi allenatori d’Italia, un insegnante di calcio. Ha la fortuna ma soprattutto il merito di essere in quella piazza da diversi anni. Sappiamo come poterli mettere in difficoltà, speriamo di riuscire a metterlo in pratica”.

Sui 5 gol subiti l’anno scorso con la Sampdoria contro il Torino.
“Ogni partita fa storia a sé, abbiamo preso tre gol sui calci piazzati. Sono partite che capitano, non dovrebbero mai succedere ma succedono ogni tanto. Nonostante il grandissimo campionato l’anno scorso, sono capitate delle giornate così”.

Invidia Ventura per il tempo datogli dal Torino?
“Se alleni il Milan non puoi invidiare nessun allenatore al mondo. E’ diverso lavorare in una società grande rispetto a una meno grande. So che nel primo caso viene dato meno tempo che nel secondo. Se qualcuno dice che mollo, non mi conosce. Io non mollo mai, vado avanti fiducioso e sereno, uscirò da questa situazione”.

E’ possibile che la squadra non abbia recepito la sua grinta?
“I miei giocatori quando vanno in campo hanno sempre cercato di fare le cose per bene. Poi è vero, psicologicamente siamo deboli. Nel primo tempo con il Napoli abbiamo fatto bene, poi gli episodi e gli errori individuali hanno causato il risultato così rotondo per il Napoli. Risultato comunque giusto. Dobbiamo rimboccarci le maniche. La Lazio, per esempio, in due partite ha preso 9 gol, poi hanno vinto 3 partite consecutive e ora sono terzi in classifica”.

Su come si vive una sconfitta in Italia.
“Questo fa parte della mentalità degli italiani, io non vedo niente di strano. A me piace la pressione che c’è in Italia, è stimolante. Sappiamo che noi siamo i primi responsabili di tutto, non si guarda il lavoro, ma solo i risultati”.
Sulle condizioni di Balotelli.
“Gli infortuni fanno parte del nostro lavoro. Lui ha un po’ di pubalgia e sente ancora un po’ dolore, spero che da lunedì rientri con il gruppo”.

Sulla pressione in queste due settimane.
“Io ho smesso di fare l’allenatore in nazionale perché mi piace vivere la pressione quotidiana. Ho passato qualche giorno in famiglia, poi sono tornato qua e ho fatto ciò che mi piace, ovvero lavorare”.

Sulla mancanza di carattere e voglia.
“Io sono convinto che loro vadano in campo cercando di fare il massimo. Non tutti abbiamo lo stesso carattere ed è anche difficile trasmetterlo. Io li guardo tutte le settimane e lavorano bene. Poi, sicuramente, come tutti i giocatori, qualcuno dà di più e qualcuno di meno, dipende dal momento”.

Sulla scelta di cambiare modulo dopo la pausa per le nazionali.
“Chi ha detto che cambiamo modulo? Vediamo domani, non so se è il caso di cambiare”.
Sulle diverse alternative.
“Può capitare nel corso della partita di cambiare, come abbiamo fatto a Udine con il 4-4-2 e abbiamo vinto. Con il Napoli abbiamo fatto la stessa cosa, ma non abbiamo fatto bene. Con i giocatori che abbiamo possiamo fare altri moduli rispetto al 4-3-1-2, come il 4-3-3 e il 4-4-2”.

Sulle sconfitte senza reazione.
“Non è vero che non c’è mai stata reazione. Partendo dalla Fiorentina sicuramente potevamo fare meglio dopo essere andati sotto di un uomo e di un gol, con l’Inter abbiamo preso un palo, con il Genoa abbiamo avuto diverse occasioni. Poi, è vero, non siamo mai riusciti a segnare”.

Un aggettivo per questi 4 mesi di Milan.
“Stimolante”.

Su Honda che ha segnato 8 gol in 11 partite con il Giappone.
“Anche l’anno scorso ha segnato 7 gol nelle prime 6 partite. Le sue dichiarazioni? Io chiarisco con Honda al massimo le cose tecniche, se vuole la società se ha delle cose da chiarire le chiarisca, ma non mi riguardano”.

Roma, contro l’Empoli ancora fiducia a Gervinho

gervinho

Rudi Garcia non rischierà Edin Dzeko: è quanto emerge dagli ultimi allenamenti della Roma prima del match di domani contro l’Empoli di Giampaolo.

Speciale Champions League, sognando Milan2016

Milan-Betis

Champions League

Una corsa lunga undici mesi. Una corsa che si concluderà il prossimo 28 maggio a San Siro e che è iniziata lo scorso 30 giugno con le prime tre partite dei turni preliminari. La Champions League, giunta all’edizione numero 61, è ormai una competizione che dura quasi tutto l’anno e che vede coinvolte le migliori squadre del vecchio Continente.

Quest’anno, per la nona volta, l’atto conclusivo si svolgerà in Italia, a Milano: la Scala del calcio ospiterà la finalissima per la quarta volta dopo il 1965, il 1970 ed il 2001. In quelle edizioni trionfarono l’Inter, il Feyenord e il Bayern Monaco: di queste formazioni solo i bavaresi hanno la possibilità di bissare il successo essendo l’unica, tra le tre, a prendere parte alla competizione. I rossi guidati da Pep Guardiola sono una delle favorite, se non la favorita assoluta, per alzare al cielo la Coppa con le orecchie. Negli ultimi sei anni, infatti, i teutonici hanno centrato tre finali, con una vittoria nel 2013, e due semifinali: insomma solo una volta Muller e soci sono finiti fuori tra le prime quattro. I numeri da soli non bastano per vincere la Champions ma nelle prime uscite i ragazzi di Pep Guardiola hanno evidenziato una solidità mentale, fisica e tecnica impressionante. Nonostante sia in attesa dei recuperi di Benatia, Badstuber, Ribery e Goetze, il Bayern non sta accusando flessioni e questo è un avvertimento per tutte le concorrenti.

Attualmente forse solo le due regine di Spagna, Barcellona e Real Madrid, potrebbero contrastare il Pep – Team. I blaugrana, detentori del trofeo, dispongono probabilmente dell’attacco più forte ed imprevedibile del mondo ma non hanno una rosa così qualitativamente ampia come i bavaresi. L’innesto di Arda Turan ed Aleix Vidal, a gennaio, sicuramente aumenterà le quotazioni di Messi e compagni ma l’impressione è che i ragazzi di Luis Enrique dovranno sudare non poco per conservare il titolo conquistato lo scorso 6 giugno a Berlino.

Il Real Madrid, dal canto suo, sta cercando di assimilare i nuovi dettami tattici di Rafa Benitez ma quando si ha a disposizione gente come Cristiano Ronaldo, James Rodriguez, Bale e Benzema, appare evidente come sia molto più semplice risolvere i problemi che si pongono di fronte al proprio cammino. I blancos, usciti in semifinale lo scorso anno contro la Juventus, puntano a migliorarsi ma il feeling che c’era con Carlo Ancelotti ancora non è nato con l’ex tecnico del Napoli: a lungo andare, se le cose non dovessero migliorare, questa situazione potrebbe pesare sugli esiti finali della stagione.

Le compagini inglesi non appaiono, ad oggi, in grado di poter lottare per la vittoria finale: il Chelsea è alle prese con i problemi legati a Mou; l’Arsenal ha esordito con due sconfitte; le due compagini di Manchester, City e United, continuano ad essere una potenza in Premier ma in Europa viaggiano a corrente alternata. Così come non sembra in grado di arrivare fino in fondo il PSG di Ibrahimovic e Cavani.

E le italiane? Juventus e Roma hanno iniziato il cammino in modo diametralmente opposto. Due vittorie su due per Pogba e compagni, contro Manchester City e Siviglia; un pareggio prestigioso, contro il Barcellona, ed una sconfitta rovinosa, contro il Bate Borisov, per i giallorossi. Entrambe, ovviamente, puntano a diventare delle mine vaganti nel corso del torneo ma nessuna delle due appare in grado di poter contrastare le tre grandi favorite. È vero che lo scorso anno la Juventus arrivò in finale eliminando il Real Madrid ma oggi le cose sono molto cambiate e la partenza di tre pezzi cardine come Pirlo, Vidal e Tevez peserà non poco sulla campagna europea dei Campioni d’Italia. La Roma, invece, ha come obiettivo il passaggio del turno ma la sconfitta in Bielorussia ha complicato i piani dei capitolini: la doppia sfida con il Bayer Leverkusen determinerà, probabilmente, il destino continentale dei giallorossi.

Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid lanciano dunque la caccia alla Champions con tutte le altre a rincorrere le tre battistrada. Le inglesi e il PSG sognano il colpaccio ma Juventus e Roma, se dovessero presentarsi a febbraio al top della condizione, puntano a dire la loro. In fondo Milano potrebbe diventare più vicina del previsto…

MotoGP Philipp Island libere: Lorenzo attaccato a Marquez, staccato Rossi

MotoGP Mugello

moto

MotoGP: Primi riscontri cronometrici per quanto riguarda il terz’ultimo atto di questo avvincente campionato di Moto GP. In Australia occhi puntati ancora una volta sul duello in casa Yamaha tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Il dottore deve difendere a denti stretti i 18 punti che lo separano dal maiorchino. Intanto, nelle prove libere del venerdi, spunta Marc Marquez, che stacca di appena 50 millesimi Lorenzo. Soltanto nono Rossi, che spesso nelle prove e nelle qualifiche si è nascosto cercando di concentrarsi sul passo di gara.

“18 punti possono essere tanti come pochi. E’ da inizio stagione che lottiamo punto a punto con Jorge. E’ fantastico, ma anche molto difficile. Qui in Australia sarà un’ altra battaglia. Tra di noi c’ è grande rispetto”, spiega Valentino.

“Sono successe tante cose, ma ora siamo alle ultime 3 gare. Devo assolutamente vincere se voglio recuperare ed essere campione a Valencia. Questa pista è meravigliosa perché si trova anche in una location fantastica. Ci sono curve veloci dove ci si diverte anche. Rossi? E’ normale un po’ di tensione, ci stiamo giocando il mondiale”, commenta Jorge.

Domani vi aggiorneremo opo le prove ufficiali con risultati e commenti dei protagonisti.