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Juventus, Nedved: “Magari vinciamo in rimonta come nel 2002”

nedved

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Non è stato di certo esaltante l’avvio di campionato della Juventus che, tuttavia, si sta pian piano ritrovando e ha cominciato a ridurre il gap che la distanziava dalla capolista.

E’ apparso sotto questo punto di vista molto fiducioso Pavel Nedved che, a margine del Turkish Airlines Football Legends European Golf Championship, ha dichiarato: “Io non sono affatto preoccupato del momento che sta affrontando la squadra, la società ha costruito una grande rosa. Non dobbiamo pensare allo scudetto in questo momento, siamo una squadra forte e sapremo reagire, adesso siamo in difficoltà ma ne usciremo, per ora non dobbiamo guardare la classifica.

Sarebbe bello vincere lo scudetto come nel 2002, quella volta trionfammo all’ultima giornata, penso che una cosa del genere si potrebbe ripetere anche in questa stagione.“

Nedved si è poi soffermato anche sul campione di questa Juve, Pogba: ”Paul è giovane, gli dico spesso che deve essere meno bello ma più concreto ed efficace per il bene della squadra. Per quanto mi riguarda, in società è tutto tranquillo, non ho mai pensato di lasciare il club. Il lavoro che ho fatto con la Federazione della Repubblica Ceca mi è servito molto, sono stato felice di aver aiutato la mia Nazionale, ma non ho mai avuto alcun tipo di problema con la Juventus”. Su Caceres: ”Martin ha sbagliato, la società ha preso la giusta decisione. Quando rientrerà in rosa? Non lo sappiamo ancora”.

Per quanto riguarda il lavoro sul campo, quest’oggi riprenderanno gli allenamenti alle in vista della gara con l’Inter; 15 i nazionali assenti per le qualificazioni europee. Rientra in gruppo Claudio Marchisio oltre all’ormai riarruolato Asamoah.

Milan, cambio di modulo in vista?

Mihajlovic

Mihajlovic

Secondo quanto riferisce questa mattina Il Giornale, sono principalmente due le colpe della società in questa crisi del Milan: il club rossonero è infatti tornato ad investire molto sul mercato, ma non ha preso né un leader carismatico (Ibra lo sarebbe stato), né un grande trequartista. A questo va aggiunto il fatto che molto probabilmente un giocatore di prospettiva come Romagnoli andava affiancato ad un difensore molto bravo ed esperto, non certo uno come Zapata che negli ultimi anni ha dimostrato di avere delle prestazioni altalenanti.

Il giornalista Carlo Pellegatti ha parlato della posizione di Sinisa Mihajlovic, finito nel mirino della critica dopo l’ennesima sconfitta in campionato: “Non crediamo che il Milan cambi il quarto allenatore in due anni, dopo sette giornate di campionato. Diventerà importante l’amichevole di Monza, in programma giovedì: Mihajlovic potrebbe cambiare qualcosa, magari passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2”.

Roma tutto genio e sregolatezza

Garcia

Ciò che salta immediatamente all’occhio, dopo la prestazione fornita dalla Roma a Palermo, è quanto questa formazione sia, in tutto e per tutto, genio e sregolatezza. I capitolini, e con loro Rudi Garcia, hanno mostrato a tutti che facendo le cose semplici, giocando con cattiveria agonistica e con la testa, non ci sono campi o formazioni che non si possano battere. Almeno in Italia, in Europa la faccenda cambia e di molto.

Domenica pomeriggio Garcia ed i suoi ragazzi hanno disputato un primo tempo praticamente perfetto, con un Pjanic sontuoso e sempre più leader giallorosso, un Gervinho di nuovo devastante ed una maturità calcistica che è nelle corde della rosa romanista. Poi, come spesso accade, la seconda frazione ha visto una squadra perdersi e commettere errori banali, figli anche di alcune mancanze che, alla lunga, potrebbero rischiare di costare grosso. Non è un caso, infatti, che da quando De Rossi si sia spostato in difesa manchi completamente lo schermo davanti alla retroguardia; a ciò si aggiunge il fatto che il capitano giallorosso, essendosi adattato da poco nel nuovo ruolo, commette errori nei quali un difensore di ruolo difficilmente incapperebbe.

Ovviamente la colpa non è di Daniele, il quale anzi si applica ogni giorno e si dimostra sempre pronto a dare una mano alla causa, ma è normale che il solo Manolas non può reggere la baracca da solo. Certo l’intuizione di spostare Pjanic centrale ha giovato a tutta la squadra ma ora bisognerà capire bene chi sarà il compagno del colosso greco da qui al prosieguo della stagione. Rudiger infortunato, Gyomber non pervenuto nella retroguardia e Castan che immalinconisce in panchina: il dubbio che forse uno tra Yanga Mbiwa e Astori si sarebbe dovuto tenere inizia ad insinuarsi. Se non altro perché già erano parte del gruppo e conoscevano gli schemi di gioco. La speranza, ovviamente, in casa Roma è di rivedere il prima possibile in campo Leandro Castan: con il Guerriero nell’undici titolare ne gioverebbe non solo la difesa ma tutta la squadra.

Intanto i giallorossi sembra abbiano ritrovato il miglior Gervinho, quello del primo anno di Rudi Garcia, l’uomo in grado non solo di saltare l’uomo ma di segnare con regolarità, dote questa che non è mai stata uno dei cavalli di battaglia dell’ivoriano. In attesa del ritorno, e dell’esplosione, di Edin Dzeko la Roma si gode il ritorno del giocatore africano che da indesiderato è diventato indispensabile.

La rinascita capitolina però passa inevitabilmente anche per le mani del suo tecnico. Rudi Garcia, sotto accusa dopo la batosta in Champions, ha cercato di rimettere in rotta la barca giallorossa che sembrava allo sbando. Per natura l’ambiente romano, e romanista nello specifico, passa facilmente dalle stelle alle stalle, e viceversa, in un batter d’occhio. Stavolta però bisognerà cercare di dare continuità al gioco ed ai risultati perché ,dopo la pausa per la Nazionale, i giallorossi saranno chiamati ad appuntamenti cruciali sia in campionato che in Europa, appuntamenti che diranno molto sul futuro sia del tecnico transalpino sia di Pjanic e compagni. Garcia sembra essersi ripreso la Roma: ora sta a lui dimostrare che la vittoria di Palermo non sia stata un fuoco di paglia.

La speranza, neanche troppo nascosta, a Trigoria è di arrivare a febbraio con la squadra ancora in corsa per tutti gli obiettivi: questo perché, facendo i debiti scongiuri, c’è un signore olandese che piano piano sta già correndo sui prati del fortino romanista e smania dalla voglia di rientrare in campo. E se dovesse rientrare anche solo al 50%, le azioni giallorosse schizzerebbero in alto come non mai negli ultimi tre anni…

ph: Komunicare.it

MotoGP: a Motegi si infiamma la caccia al titolo

MotoGP Mugello

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Il prossimo Gran Premio del Giappone enfatizzerà ancor di più la lotta in casa Yamaha tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. I due si sfideranno sul circuito che darà molte indicazioni sul nominativo del prossimo campione del mondo. Messo in archivio il GP di Aragon, grazie al quale l’ iberico ha rosicchiato 9 punti al centauro di Tavullia, impegnato in un gran duello con Pedrosa, il circo delle due ruote sbarca in terra nipponica. Queste le prime impressioni degli attesi protagonisti.

“Devo cercare di ottenere il massimo senza commettere errori”, commenta subito Rossi. “Quella di Motegi è una pista che mi piace molto. In passato ho fatto tante buone cose ed anche l’ anno scorso mi sono comportato bene, ma Lorenzo è stato piu’ forte di me ed ha vinto. Per questo dovrò dare tutto me stesso, dato che ho solo 14 punti di vantaggio. Sembrano molti, ma in realtà sono pochi”, conclude il dottore.

Jorge Lorenzo rassicura tutti in vista della prossima gara, dopo l’ infortunio alla spalla rimediato in allenamento la scorsa settimana che lo ha costretto a partire per il Giappone con un tutore. “Sto bene, ho soltanto un po’ di dolore, ma correrò senza problemi. Ho buoni ricordi qui. Siamo pronti all’ ennesima battaglia. Speriamo di fare bene e rendere la corsa al mondiale ancora piu’ serrata. Quest’ anno la lotta al titolo è davvero avvincente”.

Lazio: terzo posto e tanta voglia di sognare

Pioli

Oltre alla Fiorentina, la Lazio è sicuramente una delle belle sorprese di questo avvio di campionato: i ragazzi di Stefano Pioli attualmente sono terzi in classifica con 15 punti, a tre dalla vetta e a +1 sui cugini della Roma.

E’ presto parlare, ma la Lazio da brutto anatroccolo estivo si sta trasformando in un cigno. Dimenticata la batosta del “San Paolo” del 20 settembre (5 a 0 contro il Napoli), la Lazio ha fatto bene in Europa League (un pareggio ed una vittoria, contro il Saint Etienne) ed è alla terza vittoria consecutiva in campionato, con lo stadio “Olimpico” che ha portato 12 dei quindici totali e che non viene violato dal derby del 25 maggio scorso. Stefano Pioli ha senza dubbio molto merito per essere riuscito a plasmare una squadra in crisi sotto ogni punto di vista a squadra temibile.

In campo i tre giocatori decisivi sono stati Lucas Biglia, Ricardo Kishna e Keità: l’argentino, che pareva lontano dall’Italia in estate, oltre ad aver preso la fascia di capitano, si sta dimostrando un giocatore fondamentale, con il vizio del gol (già due reti finora) e per di più decisivo; l’olandese nonostante la giovane età pare già un leader e anche grazie al suo apporto la Lazio sta volando in classifica; lo spagnolo, da separato in casa in estate, sta diventando prezioso per l’attacco e per la squadra.

Per Pioli le buone notizie non finiscono qua, in quanto dopo la sosta (la Lazio giocherà contro il Sassuolo al “Mapei Stadium”) potrebbero tornare convocabili sia Miroslaw Klose (out dal secondo tempo dell’andata contro il Bayer Leverkusen) che Stefan de Vrij, infortunatosi oltre un mese fa in Nazionale.

In merito alla pausa Nazionali, in casa Lazio si fa il tifo per Etrit Berisha che tra Armenia e Serbia cerca lo storico pass per Euro2016 con la Nazionale dell’Albania. Nel complesso, saranno dodici i laziali impegnati con le rispettive nazionali. E nella Serbia potrebbe debuttare anche trovare spazio Sergej Milinković-Savić, che alla prima convocazionE con i “grandi” potrebbe giocare fin dal primo minuto. Le altre selezioni nazionali ad usufruire di giocatori laziali saranno Nigeria (Onazi), Italia maggiore (Candreva e Parolo) ed Under21(Cataldi Albania (Berisha), Argentina (Biglia), Brasile e Australia olimpiche (Felipe Anderson e Chris Ikonomidis), Bosnia Erzegovina (Senad Lulić), Paesi Bassi Under21 (Ricardo Kishna e Wesley Hoedt).

Alla ripresa, Parolo e compagni andranno a far visita al Sassuolo, sperando anche di tornare a fare punti anche in trasferta e continuare (perché no?) a sognare.