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Qual è la vera Inter?

Mancini

Solo pochi giorni fa si parlava di Inter da scudetto, di rosa completa allenata da un vincente. In poche ore si è passati a squadra senza logica e da rinforzare, giudizi contrastanti da valutare con attenzione. L’Inter di Mancini è una squadra totalmente rinnovata, tanti nuovi innesti ed un 11 perfetto ancora da individuare. Molti dei nuovi, su tutti Kondogbia e Perisic, ancora non stanno mostrando il meglio di loro stessi. Nonostante tutto l’Inter è lì, in vetta alla classifica insieme alla Fiorentina.

Qualche vittoria striminzita ottenuta con un pizzico di fortuna, qualche colpo di genio di Jovetic, ma l’Inter è lì. Le avversarie stentano, Juve, Milan e in parte Roma sembrano avere forse qualche problema in più rispetto ai nerazzurri. Un campionato fino ad ora strano e livellato verso il basso che permette ai nerazzurri di sognare, le cinque vittorie consecutive pesano e si sentono. Forse nessun supporter nerazzurro e nessun addetto ai lavori avrebbe immaginato un’Inter in vetta alla classifica in questo momento della stagione.

Qual è la vera Inter non si sa, il bel gioco come dice Mancini arriverà. Le prossime sfide contro Sampdoria e Juventus saranno un ulteriore prova d’esame. Inter da scudetto o… squadra da rivedere? La risposta al campo.

Si sgonfia l’Inter, poker Fiorentina (1-4)

Fiorentina

A San Siro sfida tra la capolista Inter e la sorprendente Fiorentina di Paulo Sousa. Inizio da dimenticare dei nerazzurri di Mancini, Handanovic controlla male un pallone da rinviare con semplicità e commette fallo da rigore su Kalinic, dagli 11 metri trasforma Ilicic. L’Inter prova a reagire ma è ancora la Fiorentina a trovare la via del gol. Reparto difensivo nerazzurro schierato a sorpresa a tre che soffre, ne approfitta alla grande Kalinic che sfrutta le amnesie nerazzurre e al 18′ raddoppia.

Inter frastornata e pubblico che inizia a mugugnare. Ancora Kalinic protagonista al 23′, è il tris della Fiorentina. Inter alle corde, fase difensiva da rivedere. Inter costretta a giocare in 10 per l’espulsione rimediata da Miranda per fallo da ultimo uomo proprio sullo scatenato Kalinic. I nerazzurri di Mancini provano a reagire, Felipe Melo e Medel provano a trascinare i compagni ma il risultato non sorride ai colori nerazzurri. Icardi prova a riaprire la gara, al minuto 60 l’argentino accorcia, palla di testa che si stampa sul palo, ancora Icardi recupera palla e deposita in rete. L’Inter ci crede e cerca il 2 a 3, ma la serata si conferma da dimenticare, è ancora Kalinic a sfruttare un’altra sbavatura difensiva, Santon non è impeccabile e l’attaccante viola trova la tripletta personale, il poker viola.

Inter da rivedere raggiunta in vetta alla classifica proprio dalla Fiorentina.

ph: Scali/Komunicare

La Lazio torna a vincere, a Verona 2 a 1 firmato Biglia-Parolo

Biglia

Allo stadio Bentegodi, il Verona cerca il suo primo successo stagionale. La formazione di Mandorlini è ancora a secco di vittorie, solamente le matricole Carpi e Frosinone hanno fatto peggio degli scaligeri in questo inizio di stagione. La Lazio di Pioli ha invece ritrovato il successo battendo il Genoa, ma non riesce più a produrre il bel gioco ammirato l’anno scorso, e cerca quest’oggi il primo gol in trasferta della stagione.

La gara resta ferma sullo 0-0 fino alla metà del primo tempo: l’avvio premia gli ospiti, che pur senza concludere con grande regolarità hanno impensierito la difesa di Mandorlini, “aiutata” dalle decisioni rivedibili dell’arbitro Giacomelli: un fallo su Milinkovic-Savic al limite ed un possibile rigore su Felipe Anderson sono gli episodi che hanno fatto arrabbiare la panchina biancoceleste. Si fanno sentire le assenze in avanti per la squadra di casa, che sono privi di un riferimento centrale. Il gol arriva tuttavia inaspettatamente a sfavore della squadra di Pioli che si fa sorprendere su calcio piazzato battuto da Viviani sul quale si avventa Juanito Gomez che colpisce la traversa ma favorisce il tap-in di Helander, al primo gol con la maglia dell’Hellas.
Dopo un ottimo tentativo di Felipe Anderson che sfiora l’incrocio arriva il pareggio laziale: Lucas Biglia torna al gol su calcio di rigore procurato da Keita Balde, entrato da poco al posto di Djordjevic.
La gara dunque ritorna sulla parità con la Lazio alla forsennata ricerca del vantaggio.
Un paio di occasioni per Mauri e un’altra botta da fuori di Anderson ravvivano il secondo tempo della gara.
Quando mancano ormai pochi minuti alla fine del match é Milinkovic-Savic a procurarsi il calcio di punizione che Parolo realizza magistralmente trovando il 2-1 per la squadra ospite.
Pioli riesce così a scacciare i fantasmi di un’ulteriore sconfitta e dimostra che la Lazio sta tornando ai livelli dello scorso anno. Mandolini invece vede sfumare via tre punti che avrebbero portato il suo Verona fuori dagli abissi della classifica.
Verona-Lazio 1-2 tabellino commenti pagelle 27 settembre 2015
Verona (4-3-3): Rafael 5,5; Pisano 5,5, Helander 6,5, Moras 6,5, Souprayen 5,5; Greco 6 (61′ Bianchetti 6), Viviani 6, Hallfredsson 6 (77′ Matuzalem 6); Sala 5, Gomez 6 (54′ Wszolek 6), Jankovic 6. A disp.: Coppola, Gollini, Winck, Albertazzi, Zaccagni. All.: Mandorlini
Lazio (4-2-3-1): Marchetti 6; Basta 6, Mauricio 4, Gentiletti 5, Lulic 5; Parolo 6,5, Biglia 6,5; Felipe Anderson 6,5 (81′ Hoedt sv), Milinkovic-Savic 6, Kishna 5,5 (61′ Mauri 6); Djordjevic 5 (61′ Keita 6,5). A disp. Berisha, Guerrieri, Radu Patric, Braafheid, Morrison, Cataldi, Onazi. All.: Pioli
Marcatori: Helander (V), Biglia (L), Parolo (L)
Espulso: Mauricio (L)
Ammoniti: Hallfredsson (V), Lulic (L)

MotoGP, assolo di Jorge Lorenzo

MotoGP Mugello

moto

La penisola iberica porta fortuna ad un suo figlio. Jorge Lorenzo domina il GP di Aragon ed accorcia le distanze nel mondiale tra se e Valentino Rossi. Il campione di Tavullia chiude al terzo posto, alle spalle di un ritrovato Daniel Pedrosa. Sciagurato Marc Marquez, ancora una volta finito nella ghiaia. Quinto ritiro per il detentore del titolo. Buon quarto posto per Andrea Iannone, davanti al compagno di squadra Andrea Dovizioso, capace di rimontare ben 8 posizioni dalla partenza.

Veniamo alla gara. Pronti via e Lorenzo brucia Marquez in partenza. Nel corso del primo giro Dovizioso con la sua Ducati risale già di ben 6 posizioni. Marquez si riprende la seconda piazza superando un arrembante Iannone ma nella tornata successiva pecca di irruenza entrando troppo forte alla curva 2. Lo spagnolo perde il posteriore e finisce fuori gioco, ammettendo le sue colpe poco dopo . Lorenzo ringrazia e pian piano scava un solco di 3 secondi tra se e gli inseguitori. Alle sue spalle si crea un terzetto composto da Pedrosa, Rossi (bravo a disfarsi subito di Espargaro) e Iannone, che però perde terreno alla distanza. A 13 giri dal termine purtroppo esce di scena Danilo Petrucci, fino a quel punto ottimo nono. Il circuito tortuoso di Aragon fornisce pochi tratti in cui poter abbozzare un attacco.

Pedrosa inoltre è un ottimo staccatore ed il dottore utilizza svariati giri per studiare il punto giusto in cui tendere l’ assalto alla seconda posizione. Ai meno 5 inizia la bagarre. Rossi ci prova una, due, tre volte, finendo largo e consentendo a Pedrosa di ripassarlo. Peccato non aver avuto un Pedrosa cosi’ per tutta la stagione. Lo spettacolo è di quelli non per deboli di cuore. Intanto Lorenzo vola verso un’ importantissima vittoria. Ancora tentativo di Valentino ai meno 2, ancora largo. L’ ultimo giro è emozionante. Rossi entra, stavolta tiene, ma Dani non molla, e dopo qualche curva si infila. Il dottore lotta, va leggermente oltre il cordolo e perde quasi mezzo secondo. Finita? Per niente. In mezzo giro Rossi recupera tutto, e cerca un sorpasso ai limiti della fisica. Pedrosa tiene, Lorenzo vince in carrozza, Vale finisce terzo e vede il suo vantaggio assottigliarsi di 9 lunghezze, con il suo compagno di squadra adesso staccato di soli 14 punti.

Queste le prime 5 posizioni della classifica finale:

1- Jorge Lorenzo (ESP, Yamaha)
2- Daniel Pedrosa (ESP, Honda)
3- Valentino Rossi (ITA, Yamaha)
4- Andrea Iannone (ITA, Ducati)
5- Andrea Dovizioso (ITA, Ducati)

Hamilton vince a Suzuka, terzo Vettel

Gp Austria

Vettel

La Ferrari l’ aveva detto rilasciando un comunicato: “Piedi per terra”. La Mercedes, con l’ ottava doppietta stagionale sveglia i tifosi del cavallino dal sogno mondiale. Lewis Hamilton beffa in partenza il suo compagno di squadra Nico Rosberg, spedendolo addirittura sull’ erba e facendogli perdere 2 posizioni a vantaggio di Vettel e Bottas, e domina il GP nipponico. Per il campione del mondo si tratta del secondo successo sullo storico circuito giapponese, dell’ ottava sinfonia stagionale e della 41esima in carriera, come una leggenda chiamata Ayrton Senna.

Buona la rimonta di Rosberg, anche grazie all’ aiuto dei meccanici del suo box. Il tedesco infatti con il secondo pit stop supera il connazionale Vettel guadagnando il secondo gradino del podio ad oltre 18 secondi da Hamilton.

In casa Ferrari c’ è comunque ottimismo dato che questa pista per le monoposto attuali è davvero ostica. Ancora podio per Sebastian Vettel, e quarto posto per un buon Kimi Raikkonen. Rammarico per il teutonico che ammette di non aver spinto al massimo la sua vettura durante il pit stop di Rosberg: “Forse potevo fare di piu’ in quel giro, ma le gomme erano al limite”, ha dichiarato via radio.

Da segnalare il nono posto del giovane Verstappen. Il 17enne impreziosisce una gara abbastanza noiosa con sorpassi audaci e spettacolari.

Queste le prime 10 posizioni:

1- Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)
2- Nico Rosberg (GER, Mercedes) a 18.964
3- Sebastian Vettel (GER, Ferrari) a 20.850
4- Kimi Raikkonen (FIN, Ferrari) a 33.768
5- Valteri Bottas (FIN, Williams) a 36.746
6- Niko Hulkenberg (GER, Force India) a 55.559
7- Romain Grosjean (FRA, Lotus) a 1:12.298
8- Pastor Maldonado (VEN, Lotus) a 1:13.575
9- Max Verstappen (NED, Renault) a 1:35.315
10- Carlos Sainz (ESP, Renault) ad un giro

Classifica piloti:

Lewis Hamilton 277
Nico Rosberg 229
Sebastian Vettel 218
Kimi Raikkonen 119
Valteri Bottas 111