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Roma, ecco Digne. Suggestione Totti-Dzeko con la Juve

Garcia

E’ fatta, Lucas Digne è a Roma. Per ufficializzare il suo approdo in giallorosso bisognerà aspettare l’esito delle visite mediche che effettuerà questo pomeriggio alle ore 18, ma su tutto il resto non ci sono più dubbi: prestito oneroso a 1.5 milioni con diritto di riscatto a 16.5. Rudi Garcia ha il terzino sinistro che voleva e punterà a schierarlo già domenica contro la Juventus.

Quella contro i bianconeri sarà una sfida fondamentale per il campionato appena iniziato considerando i passi falsi di entrambe le protagoniste nella prima giornata. Lazio, Inter e Fiorentina hanno vinto e perdere ulteriore terreno da loro non sarebbe una buona premessa in vista della ricca stagione da affrontare. Secondo La Gazzetta dello Sport, per sconfiggere i Campioni d’Italia l’allenatore francese starebbe valutando la possibilità di lanciare dal primo minuto Totti e Dzeko supportati da Mohamed Salah, apportando una variazione tattica che in pochi avevano pronosticato. In caso contrario, ovvero di conferma del 4-3-3 con due ali veloci, salgono le quotazioni di Iago Falque, entrato solo nel secondo tempo a Verona.

Rifiuta l’ipotesi del prestito di Uçan il Fenerbahce: la Roma aveva parlato con il Bologna per la cessione a titolo temporaneo del centrocampista classe ’94, ma il club turco ha negato l’affare. Il prossimo giugno la società capitolina dovrà decidere se riscattare il ragazzo o farlo tornare alla sua squadra di appartenenza.

Napoli, ultimi botti di mercato in difesa e a centrocampo

Maurizio Sarri

Sarri

La partenza del Napoli di Sarri è stata tutto l’inverso di ciò che ci saremmo aspettati. Non solo una sconfitta, ma anche tanta confusione e soprattutto l’idea di una squadra ancora incompleta. Lo sa Sarri e lo sa la società, servono ancora due colpi importanti per completare la rosa. In particolare servono un centrale di difesa e un centrocampista.

Per il reparto difensivo è necessario un calciatore che dia garanzie e che sia capace di fare da spalla sia a Chiriches che ad Albiol. Dopo aver provato invano per Maksimovic, il Napoli ha ripiegato su Heurtaux e Oikonomou. I due rispecchiano in pieno le caratteristiche ricercate dagli azzurri, sono ancora giovani e conoscono il calcio italiano. Su Thomas Heurtaux c’è l’interesse di molte squadre, l’ha ammesso anche Franco Soldati, presidente dell’Udinese, ma il francese non partirà per pochi spiccioli. La società friulana non ha necessità di vendere e nonostante ci sia il desiderio di lanciare in pianta stabile Molla Wague (sostituto naturale dell’ex Caen), non ci saranno sconti. Servono 10 milioni per strapparlo ai Pozzo.

Più o meno la stessa cifra che il Bologna chiede per il greco Oikonomou. Ieri sera a Taormina, Giuntoli e Corvino hanno discusso per molto tempo del promettente centrale, ma l’offerta del Napoli al momento non supera i 6 milioni.

Per il centrocampo Sarri ha chiesto un alternativa di lusso ai tre titolari. Piace Juraj Kucka del Genoa, ma non c’è stato ancora nessun contatto, né con i rossoblù, né con l’entourage dello slovacco.

È stato già effettuato, invece, un primo sondaggio per Mario Lemina, giovane centrocampista del Marsiglia, su cui ha messo gli occhi anche la Juventus. La duttilità del francese adattabile sia come interno che come vertice basso del rombo, pare aver convinto gli uomini mercato azzurri a puntare su di lui.

Welcome back, Balotelli. Dimostra che sei ancora SuperMario

Balotelli

Mario Balotelli è un nuovo giocatore del Milan: questa mattina l’attaccante ha effettuato le visite mediche, diventando ufficialmente rossonero. O meglio, ritornando ad esserlo.

Come cantava Antonello Venditti “certi amori non finiscono/fanno dei giri immensi/e poi ritornano/amori indivisibili, indissolubili, inseparabili”, per Balotelli questa è la seconda esperienza con la maglia del Milan, avendoci già giocato tra il 31 gennaio 2013 ed il 25 agosto 2014, quando passò al Liverpool. Da allora, la discesa nel baratro: un post Mondiale brasiliano con un Balotelli strafottente ed una stagione con i Reds davvero pessima (una sola rete segnata in campionato e tre nelle coppe), con prestazioni imbarazzanti tanto da spingere coach Brendan Rodgers, stufo di lui e del suo poco impegno mostrato alla causa, a metterlo addirittura ai margini della squadra. Ai margini proprio lui, uno degli attaccanti più forti di questi anni Dieci, calciatore idolatrato dalle masse per le sue reti e per le sue non-esultanze dopo una marcatura, ma altrettanto ‘odiato’ per i suoi comportamenti fuori dal campo. E’ stato definito  “arrogante”, “viziato”, “ignorante” e da non convocare più in Nazionale, un giocatore da cedere al peggior nemico.

L’affare Balotelli è un’operazione nata in quanto Zlatan Ibrahimovic, il vero sogno milanista (sopratutto dei tifosi) non si muoverà da Parigi. SuperMario rincalzo (milionario) di Ibra: il giocatore di origine ghanese arriva a Milanello con la formula del prestito secco annuale da 2 milioni e 250mila senza obbligo di riscatto euro per il Milan. Liverpool e rossoneri pagheranno all’atleta, al 50%, l’ingaggio.

E pensare che Balotelli, croce (tanta) e delizia (altrettanto) del calcio italiano, era considerato da tutti il messia del nostro calcio e grazie ad Adriano Galliani, ricomincia l’ennesima vita (calcistica) di SuperMario, che a 25 anni, al limite della “gioventù calcistica”, ritorna in serie A per ridare un senso alla propria carriera, cercando di non cadere in quella spirale che potrebbe trasformarlo in uno dei tanti giocatori incompiuti. L’amministratore delegato, intervistato dai giornali e dai media nazionali, si è lasciato andare ad un laconico “ultimo treno” per lui: o Balotelli farà bene quest’anno, tornando ai suoi standard, o di lui si potrà solo parlare passato, calcisticamente parlando.

A Balotelli potrebbe fare bene la cura Mihajlovic: il tecnico serbo è noto per essere un motivatore e di non essere uno che le manda a dire. Anzi. E si dice che sia stato proprio l’allenatore rossonero tra i primi ad accelerare la trattativa per portare al Milan il giocatore, soprattutto dopo averlo incontrato sabato a Firenze. Ironia della sorte: proprio nel capoluogo toscano, parte della tifoseria viola aveva scritto un murales contro il possibile arrivo di SuperMario in riva all’Arno.

Siniša Mihajlovic in tempi non sospetti (era il 30 gennaio 2008), allora vice allenatore dell’Inter, chiese a Roberto Mancini di far giocare dal primo minuto quel ragazzone che tra la Primavera nerazzurra e la Coppa Italia “dei grandi” stava facendo vedere cose importanti. E Mario quella sera, grazie alla fiducia datagli da “Miha”, mandò avanti praticamente in semifinale da solo l’Inter in Tim Cup contro la Juventus: nasceva SuperMario ed i giornali iniziarono a parlare di questo attaccante di origine ghanese, nato a Palermo un mese dopo la fine di “Italia ’90” ed adottato da una famiglia bresciana in tenera età.

Il rapporto Balotelli-Mihajlovic non si è mai interrotto da allora, tanto che la scorsa stagione si era parlato di un approdo del giocatore alla Sampdoria, squadra allora allenata dal mister serbo. La stessa Samp, in questa sessione di calciomercato, sembrava interessata a riportare lei in Italia l’ex Citizens e farlo giocare in attacco con un altro Italian bad boy, Antonio Cassano. Blucerchiati battuti dal Milan, almeno nelle trattative di mercato.

Mihajlovic, uno papale papale, si dice abbia detto a SuperMario che al Milan dovrà essere il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire dal campo di allenamento e che dovrà dare sempre il massimo, altrimenti gli farà trovarele valigie fuori da Milanello. Il giocatore, definitosi cambiato da quando è diventato padre e dopo la morte del suo padre adottivo poche settimane fa, ha assicurato al tecnico del Milan di essersi rinsavito, di essere pronto a mettersi in gioco e che non lo deluderà, tanto da aver promesso di cambiare il suo look, tagliandosi la famosa cresta, diventata per motivi di sponsor parte dei suoi scarpini da gioco.

Balotelli ora non ha più alibi, non ha più tempo da sprecare, è un uomo con tante responsabilità e dovrà giocarsi tutte le carte per prendersi la maglia da titolare che ora spetta alle due nuove punte acquistate a luglio dal Milan (Carlos Bacca e Luiz Adriano) che certo non si faranno da parte per fargli spazio.

Il giocatore dovrà cercare di far dimenticare i suoi comportamenti spesso inadeguati, soprattutto fuori dal campo. C’è da dire che il (si presume) nuovo numero 45 milanista, nella sua seppur breve carriera, non ha mai fatto in modo di non essere preso come cattivo esempio: la maglia gettata a terra al termine di Inter-Barcellona di Champions, gli spari in centro a Milano, il fuoco appiccato nel bagno della sua casa di Manchester durante una festa, la freccette tirate contro i ragazzini del City, i litigi con i compagni e con Mancini, le numerose espulsioni per gesti violenti in campo, l’assenza (ai tempi) all’incontro con il Ministro dell’integrazione Cecile Kyenge, i vari tweet. Però Balotelli è quello che si è preso spesso e volentieri insulti razzisti di tutti i tipi che lui ogni volta riusciva a zittire con reti e giocate di classe. Non a caso alcune riviste americane di grido (non giornaletti di provincia che hanno poco seguito), lo hanno incoronato due anni fa come uno dei gli uomini più influenti del Mondo, diventando uomo-copertina di un celebre settimanale sportivo newyorkese. O dall’altra parte dell’oceano sono tutti ammattiti o qua in Italia con ci si rende conto della forza del personaggio. E tutti i tifosi milanisti sperano che con le sue giocate, mai banali, possa portare il Milan nuovamente in Europa.

Bentornato in Italia Mario, bentornato in serie A. Ora sta a te decidere il tuo futuro. Sei abbastanza grande per prendere in mano (ancora una volta) la tua carriera e dimostrare di non essere il re dei calciatori sopravvalutati.

ph: Morini/Komunicare.it

Lazio, contro il Leverkusen vietato sbagliare

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Pioli

In casa Lazio si prepara la delicata trasferta di Leverkusen. La sfida in terra tedesca è troppo importante per il futuro della squadra biancocelesti: entrare in Champions significherebbe visibilità, incassi, possibilità di giocare ad altissimi livelli.

Da Formello emergono segnali per un 3-4-3, Mauricio sembra aver superato i problemi, si fa largo l’ipotesi Onazi. Ancora fuori Marchetti ed ovviamente Klose e Djordjevic ai quali si aggiunge il capitano Lucas Biglia.

Servirà ancora Keita lì davanti, mentre Kishna scalpita e dopo l’ottima prova contro il Bologna potrebbe insidiare il posto a Felipe Anderson. Mercato: l’ultimo nome è quello di Mauro Matos, centravanti classe ’82 del San Lorenzo, 5 reti in 19 partite.

Inter, Lavezzi si avvicina. Perisic o Lamela?

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L’Inter pensa alla prossima sfida che vedrà i nerazzurri impegnati sul campo del Carpi. Nel frattempo gli uomini mercato nerazzurri capitanati da Piero Ausilio spingono per concludere in fretta le ultime operazioni di mercato

In entrata si parla di Lavezzi, l’accordo tra il club nerazzurro e l’entourage del calciatore argentino sembra esser stato raggiunto, la palla passa ora al Paris Saint Germain. Sempre arenata la pista Perisic, l’Inter non vuol rischiare di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e torna alla carica per Lamela.

Per quanto riguarda il mercato in uscita si è parlato nelle ultime ore del possibile passaggio di Juan Jesus alla Roma, il club giallorosso è interessato al centrale brasiliano, nelle prossime attesa novità.