Luiz Adriano è carico, desideroso di esser protagonista in rossonero. Il nuovo attaccante del Milan si presenta e… chiama Ibrahimovic. Queste le parole riportate da sportmediaset: “Non vedo l’ora di mettermi a disposizione del mister. Pato? E’ un grande amico che qui ha fatto bene, uno stimolo. Giocare con Bacca ed Ibra?Sarebbe bello, sono due grandi giocatori. Ho scelto questo club per la sua storia, per quello che ha fatto nel calcio. Fisicamente sto bene”
Icardi: “Devo molto a Mancini. Quanto corre Kondogbia…”
Il Mondo del Calcio dice addio a Ghiggia
Il Dio del calcio spesso si diverte a giocare con il destino, con le date, con le ricorrenze. Se ce n’è una di data che per gli amanti del football, quello vero intenso e sanguigno, non è, e non sarà mai come le altre quella è il 16 luglio. Già, perché il 16 luglio del 1950 è avvenuto il più grande dramma calcistico di un’intera nazione, il celebre maracazo, la sconfitta cioè del Brasile padrone di casa nella finale del mondiale contro l’Uruguay.
200 mila persone disperate per colpa di un giovane calciatore uruguagio, un ventiquattrenne di Montevideo che, sessantacinque anni dopo, proprio in quello stesso giorno ci ha abbandonati, Alcides Ghiggia, morto proprio nel giorno in cui cadeva la ricorrenza della partita che lo ha reso immortale. Per chi è nato nell’ultima parte del secolo scorso Ghiggia è un ricordo in bianconero di qualche cassetta o filmato dell’epoca, di una storia su un libro o di un racconto di qualche genitore, un ricordo romantico però, magico, di un calcio che non si è vissuti ma che, anche a distanza di anni, è stato così forte da rimanere indelebile nella memoria di tutti, di ogni amante di questo meraviglioso gioco. Già, perché, le immagini, i libri , i racconti di quel maracanazo, un brivido lo hanno fatto venire per forza a chi ancora oggi si emozione per una palla che s’infila sotto il sette o per una sovrapposizione.
Ghiggia è stato l’ultimo ad andarsene di quel calcio, di quel pallone di cuoio, delle magliette di lana, dei numeri cuciti a mano e delle gradinate gremite. Nella sua carriera, oltre al glorioso 16 luglio 1950 ha militato molto in serie A, nella Roma, dove ha giocato per ben otto stagioni realizzando 19 gol in 201 presenze e vincendo la coppa delle fiere, e nel Milan, poche presenza, solo quattro , ma nell’anno in cui i rossoneri hanno vinto il campionato. Un uomo che nei suoi ottantotto anni di vita ha fatto veramente di tutto, ci ha lasciati nella sua casa in Uruguay, dopo esser caduto in povertà e ricordato solo dai grandi amanti del calcio, proprio per quel 16 luglio, per quell’incubo inflitto ad un intera nazione, il Brasile, che non l’ha mai del tutto dimenticato e superato.
Ghiggia ultimamente era stato inserito nella hall of fame della Roma, riconoscimento che lo aveva riempito di orgoglio e di gioia, essere ancora ricordato dopo tanti anni, ma si sa, i grandi campioni come lui sono eterni, sono immortali.
foto tratta dal web
Roma e Lazio, mercato in standby
Si sta per chiudere la prima parte del ritiro della Lazio ad Auronzo di Cadore. Con la partita di domani contro il Vicenza, la squadra di Pioli saluterà le tre Cime di Lavaredo e continuerà la fase di avvicinamento alla sfida di Supercoppa contro la Juve. A proposito dei bianconeri, l’edizione odierna de La Stampa riporta di un’offerta che la Vecchia Signora avrebbe fatto alla Lazio per Felipe Anderson: 25 milioni più Isla. I biancocelesti avrebbero rifiutato, mentre i bianconeri hanno immediatamente smentito.
Capitolo Roma: secondo il Corriere della Sera, l’Aston Villa potrebbe essere interessato a Ljajic. La società giallorossa valuta il giocatore intorno ai 14 milioni. Gli stessi inglesi, sarebbero interessati anche a Mattia Destro che, nonostante i rumors da diverse settimane sulla sua partenza, è ancora alle dipendenze di Garcia. Intanto continua la tournè in terra australiana. Totti apre a Dzeko: “È un top player, spero arrivi”.
Juventus, Götze o Draxler per la trequarti
Incassati quasi 40 milioni per la cessione di Arturo Vidal al Bayern Monaco (37 + 3 di bonus), la Juventus è ripartita alla caccia del trequartista richiesto da Max Allegri. Al momento sono due i nomi che circolano negli ambienti bianconeri ed entrambi portano in Germania.
Il primo è Mario Götze, che potrebbe fare il percorso inverso rispetto a Vidal. L’ex Borussia non si trova benissimo con Guardiola che, come “denunciato” tempo fa dal suo procuratore, non gli dà mai spazio nelle partite maggiormente rilevanti. Ora con l’arrivo di Douglas Costa dallo Shakhtar Donetsk, gli spazi per il giovane tedesco dovrebbero ridursi ulteriormente. La Juve sta cercando di studiare la formula adatta: o un prestito biennale con obbligo di riscatto o un acquisto immediato con diritto di recompra per i bavaresi (formula alla Morata).
L’alternativa parla la stessa lingua di Götze ed è Julian Draxler dello Schalke 04. Draxler è un pupillo di Paratici che lo segue da quattro anni. Dei vari nomi accostati alla Juve (Ozil, Isco, Oscar e lo stesso Götze) è il più economico. Lo scorso anno, infatti, è stato fermo a lungo a causa di un infortunio e di conseguenza i bianconeri cercheranno di strapparlo a una cifra nettamente inferiore rispetto ai 45 milioni della clausola rescissoria. Nella giornata di ieri c’è stato un primo contatto tra la società di Gelsenkirchen e un intermediario della Juve. L’offerta si baserebbe su un prestito con obbligo di riscatto legato alle presenze, proprio per tutelarsi dalle sconosciute condizioni fisiche del gioiellino di Gladbeck.










