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Derby, accoltellati due tifosi della Roma

LaziovsRoma

Tremende notizie arrivano dall’Olimpico, dove si sta giocando il derby che vale una stagione tra Lazio e Roma. Due tifosi giallorossi, infatti, sono stati accoltellati presso il lungotevere Thaon di Revel da tifosi biancocelesti poche ore prima del match. Pare che a scatenare il tutto sia stata una piccola rissa. Il 118 ha trasportato i feriti, di 31 e 38 anni, al policlinico Gemelli. Ora sono in codice rosso.

 

Lazio vs Roma, le formazioni ufficiali

LaziovsRoma

Derby Lazio vs Roma, le formazioni ufficiali:

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti; Basta, De Vrij, Gentiletti, Lulic; Parolo, Biglia; Candreva, Mauri, Felipe Anderson; Klose. All. Pioli. A disp.: Berisha, Strakosha, Braafheid, Ciani, Mauricio, Onazi, Cavanda, Ledesma, Pereirinha, Cataldi, Keita, Djordjevic.

ROMA (4-3-3) – De Sanctis; Torosidis, Manolas, Yanga Mbiwa, Holebas; Keita, De Rossi, Nainggolan; Ibarbo, Totti, Florenzi. All. Garcia A disp. Skorupski, Lobont, Balzaretti, Maicon, Cole, Astori, Paredes, Pjanic, Ucan, Pellegrini, Sanabria, Doumbia, Ljajic, Iturbe.

Inter, a spesa dal City. Milan, tutto su Ancelotti

Inter e Milan, testa già al prossimo campionato. La stagione deludente delle due milanesi obbliga le rispettive società a guardare al mercato per tentare di tornare a grandi livelli.

Juventus vs Barcellona: Road To Berlin

Wojciech Szczesny

Buffon

Il countdown verso la finale di Champions League ha inizio: mancano 12 giorni al grande giorno, al giorno di Juve e Barcellona. Una finale che il popolo bianconero aspettava da tempo e che ritrova dopo 12 anni d’assenza. Saranno oltre 20 mila i tifosi juventini a Berlino, ma saranno molti di più quelli che resteranno tagliati fuori, a causa di prezzi proibitivi e logiche di vendita incomprensibili: discutibile la priorità data agli abbonati e l’inefficienza del sito del tour operator, perennemente in tilt.

La Juventus, dal canto suo, vorrà raggiungere il 6 Giugno calcando la corrente di un clima molto disteso, col morale alle stelle, due trofei già in tasca e la voglia di giocarsi la partita della vita, senza troppe pressioni addosso. Il Barça, d’altronde, è una squadra fenomenale, con pochi punti deboli e una marea di fuoriclasse; sarebbe da sconsiderati andarsi a giocare una partita a viso aperto contro l’undici blaugrana. Allegri, che ai catalani ha già fatto male in passato, sa che sarà fondamentale avvicinarsi al match clou con meno tensione possibile e parecchia attenzione, da riversare soprattutto alla fase difensiva, che sarà costantemente messa alla prova dai funamboli allenati da Luis Enrique. La difesa dei Campioni d’Italia, però, rischia di dover fare a meno di Andrea Barzagli, alle prese con una lesione di primo grado al retto femorale. Dal recupero del centrale di Fiesole dipenderà anche lo schieramento in campo dei bianconeri, ancora indecisi se adoperare il 3-5-2 del passato contiano, o il 4-3-1-2 integrato progressivamente nel corso della stagione da Max Allegri.

Null’ultimo anno più volte è stato puntualizzato il cambiamento dalla Juve di Conte a quella di Allegri, una squadra meno aggressiva, ma più tecnica e meno prevedibile. Ciò che è rimasto immutato, però, è la straordinaria fame di vittorie, che ha permesso a questa rosa di agguantare il quarto Scudetto di fila, a cui si aggiungono la Coppa Italia e la finale di Berlino. Lo dimostra anche questo finale di stagione, in cui i bianconeri, nonostante le tante seconde linee, non si sono risparmiati, superando con facilità squadra ben più motivate come Inter e Napoli.

La fame, però, non basta. Per rendere reale il sogno triplete ci vuole anche una certa dose di fortuna. Fortuna che la Juve ha già avuto quest’anno, sorteggiando squadre abbordabili come Borussia Dortmund e Monaco, che gli hanno permesso di crescere ed esprimere appieno il valore di questa rosa, capace poi di avere la meglio sui campioni in carica del Real Madrid.

Dall’altra parte, invece, troviamo il Barcellona, una squadra per la quale sono stati ormai spesi tutti gli aggettivi possibili. Dopo aver asfaltato il Bayern dell’ex mentore Guardiola, nulla pare più impossibile per Messi e compagni. Con una finale di Copa del Rey da disputare tra pochi giorni, anche gli azulgrana concorreranno per il triplete, l’ennesimo della loro storia recente. Come fermarli? Difficile dirlo. L’unico vantaggio dei bianconeri, sarà quello di partire da sfavoriti, da outsider, proprio come l’Italia del 2006, che a molti, da Lippi a Buffon, ricorda molto questa Juve, sia per i valori messi in campo che per il percorso (da Dortmund a Berlino); non ci resta che sperare che questo paragone sia di buon auspicio…

Napoli, aria di rivoluzione

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Doveva essere la stagione del riscatto per il Napoli, doveva essere la stagione che avrebbe sancito che la squadra di Aurelio de Laurentiis sarebbe stata una delle rivali più accreditate per la vittoria dello scudetto, doveva essere la stagione della consacrazione europea. Doveva essere tante cose questo Napoli, ma alla fine non è stato praticamente nulla.

La sconfitta di sabato pomeriggio contro la Juventus da tempo campione e con in testa la parola “Berlino” ha tracciato il solco: il Napoli il prossimo anno disputerà l’Europa League, a meno che la Lazio non perda oggi contro la Roma e quindi il tutto sarà rinviato al prossimo turno, che vedrà proprio Napoli e Lazio confrontarsi a Fuorigrotta. Un conto è giocare in Europa ed un altro conto è il non giocarci, ma il club azzurro quest’anno ha fallito su tutti i fronti con una squadra che poteva ambire a molto di più.

Era il 27 agosto ed il Napoli era già fuori dalla Champions League: disputare i gironi era l’obiettivo minimo, ma non quelli di Europa League. E a parte la vittoria in Supercoppa contro la Juventus ai rigori questa stagione è da considerarsi insufficente, visto anche come si è usciti con il Dnipro in semifinale di Europa League.

I tifosi partenopei hanno visto la loro squadra crollare a Bilbao, contro un avversario non impossibile da battere, ma che ha avuto il fattore campo determinante (il Torino, più debole di questo Napoli, lo ha battuto però), il sabato di Pasqua contro la Roma, un risultato che ha estromesso i ragazzi di Benitez dal pensare in grande e poi l’eliminazione contro il Dnipro. Se quella partita si dovesse rigiocare cento volte il Napoli la vincerebbe 101, ma al “San Paolo” è bastato il gol di Jevhen Selezn’ov per mandare a ramengo i sogni europei napoletani.

Domenica il Napoli chiuderà in casa e siamo sicuri che ADL tirerà un solco e la società potrebbe ripartire da zero dal 1° luglio.  Quasi sicuramente Rafa Benitez (che dieci anni fa oggi esatti alzava la Champions ad Istanbul con il Liverpool) non sarà più l’allenatore: i nomi caldi per il suo successore sono quelli di Siniša Mihajlović, che benissimo ha fatto a Genova sponda Doria, e Vincenzo Montella, che nonostante una stagione altalenante e qualche sconfitta di troppo ha portato la Fiorentina a qualificarsi ancora per l’”Europa del giovedì”. A quaranta giorni dall’apertura delle trattative, per la panchina del Napoli si parla anche di Walter Zenga, del loco Bielsa e di Roberto di Matteo. I nomi saranno sempre tanti da oggi all’apertura delle trattative, del resto Napoli è una piazza che attira perchè la dirigenza ogni stagione regala al proprio tecnico grandi nomi e la certezza di lottare per scudetto ed un piazzamento europeo. Ma tra la “certezza di lottare”e e la “certezza di qualificarsi” passa molto mare.

Anche il direttore sportivo Riccardo Bigon potrebbe cambiare aria: si parla di Verona per lui, tra le squadre interessate a cambiare il “direttore dei lavori”.

Ma l’occhio del ciclone è contro il tecnico di Madrid: difensivista, poco incisivo, “piangina”. Ma un conto è giocare un campionato con Michu (mai visto), Koulibaly e Jorgihno, un conto farlo con Gonalons, Fellaini, Mascherano o Mario Suarez, richiesti espressamente da lui. E qui la colpa passa a de Laurentiis. Insomma, il classico cane che si morde la coda. Rafa Benitez, in compenso, piace al Real Madrid e piace in Premier.

Il calciomercato dalle parti di Castelvolturno potrebbe essere interessante: si vocifera che Gonzalo Higuain e José Maria Callejon vogliano disputare l’Europa che conta ma quell’”Europa” il Napoli non gliela potrà garantire e quindi sui due attaccanti (27 reti in due quest’anno) si sono mosse le grandi d’Europa, dalla Juventus all’Atletico Madrid all’Arsenal.

Sicuramente il nuovo (se ci sarà) ds dovrà pensare a rafforzare pesantemente il pacchetto difensivo, da oltre tre stagioni l’anello debole di questa squadra votata troppo all’attacco. In entrata è dato per scontato il ritorno di Pepe Reina (era necessario farlo andare a fare il secondo di Neuer a Monaco?) . Si parla anche di Jan Vertonghen del Tottenham, del colchonero João Miranda e dell’olandese Stefan de Vrij. Solo nomi, ma nulla più.

Pare vicino l’accordo con l’Empoli per Mirko Valdifiori: per il 29enne centrocampista di Lugo una chance importantissima, ma servirà al Napoli a fare il salto di qualità?

Il prossimo dovrà essere il campionato della definitiva consacrazione di Lorenzo Insigne. Si spera che una squadra all’altezza possa fare esplodere definitivamente il piccolo attaccante classe 1991.

I tifosi del Napoli vogliono una squadra competitiva e non più solo promesse.