Juve in finale di Champions, Napoli in finale di Europa League. E’ questa la speranza di partenopei e calcio italiano, orgogliosi di tornare a fare la voce grossa in campo internazionale. La squadra di Benitez deve segnare almeno un gol a Dnipro per rimediare al contestato 1-1 di sette giorni fa al San Paolo, e i giocatori per farlo non mancano di certo. Agli ucraini, sconfitti in casa dall’Inter nella fase a gironi del torneo, basterebbe lo 0-0 per volare a Varsavia, sede del match che assegna il titolo il 27 maggio.
Entrambi gli allenatori sceglieranno il 4-2-3-1. Pochi dubbi tra le fila degli azzurri, la cui difesa sarà composta da Maggio, Albiol, Britos e Ghoulam con Andujar in porta. Diga di centrocampo formata da Jorginho (o Inler) e David Lopez alle spalle dei trequartisti Insigne, Hamsik e Callejon. Ovviamente il puntero sarà Gonzalo Higuain. Probabile panchina per Gabbiadini e Mertens, che potranno dare il loro contributo a gara in corso.
Boyko in porta tra i padroni di casa, mentre la linea difensiva vedrà Fedetskiy, Douglas, Cheberyachko e Matos. A centrocampo Kankava e Fedorchuk, con uno tra Luchkevych e Matheus sulla trequarti assieme a Rotan e Konoplyanka. Kalinic punta.
09/09/2006, Rimini vs Juventus (4-4-2): Buffon, Birindelli, Kovac, Boumsong, Chiellini, Marchionni (32’st Camoranesi); Paro, Giannichedda (17’st Bojinov), Nedved, Del Piero (40’st Palladino), Zalayeta. 9 anni fa la Juventus scendeva in campo così a Rimini, nella prima partita del campionato di serie B. Solo qualche mese prima l’Italia diventava campione del mondo sotto il cielo di Berlino. Poi l’Inferno, Calciopoli, la serie B e i 30 punti di penalizzazione. L’inizio della fine. Nonostante questo giocatori del calibro di Buffon, Nedved, Camoranesi, Trezeguet, e Del Piero decidono di continuare a vestire la maglia della “Vecchia Signora”, sperando un giorno di rivivere serate come quella di ieri.
Di quei cinque campioni solo Buffon è rimasto. La Juventus torna a sedersi ad un tavolo di €1000, dopo 12 anni dall’ultima volta: finale di Champions a Manchester persa contro il Milan di Carlo Ancelotti ai rigori. Quella era un’altra squadra, forse più forte ma con meno di grinta di quella rinata nel 2012 con l’avvento di Antonio Conte. Un grazie va anche a lui se la Juve potrà volare a Berlino. Il tecnico leccese è stato uno degli artefici della rinascita juventina: nessuno avrebbe mai pensato che dopo due settimi posti, sarebbero arrivati tre scudetti consecutivi. Conte ha ritrasmesso la voglia di vincere ad un gruppo che veniva da campionati anonimi. L’unica pecca è stato il percorso europeo, con una finale di Europa League mancata per un soffio e prestazioni in Champions League che rimarcavano il gap tra la Juventus e gli altri top club europei. Poi è arrivato quell’ormai famoso 15 luglio: Conte rassegna le dimissioni tra l’incredulità generale e la dirigenza bianconera chiama Allegri. Scoppia il delirio.
Moltissimi tifosi, se non tutti, pensavano già che quest’anno non si sarebbe vinto niente, nell’opinione di tutti doveva essere una stagione fallimentare. Il popolo juventino contro Allegri, il tecnico esonerato da qualche mese dal Milan. Il primo giorno alla Juventus di sicuro il tecnico livornese non lo dimenticherà mai: insulti, pugni contro la macchina che lo accompagnava a Vinovo e zero fiducia nei suoi confronti. Allegri aveva solo un modo per conquistare i tifosi: continuare a vincere. Oggi siamo al 14 maggio e anche il più scettico degli juventini non può che fare i complimenti ad Allegri perchè più di così fino ad adesso non poteva fare: scudetto vinto, finale di Coppa Italia e finale di Champions League.
E pensare che gli obiettivi della società per quest’anno erano rivincere il campionato e superare la fase a gironi in Champions. Paradossalmente la squadra di Allegri ha incontrato più difficoltà nel girone che dagli ottavi in poi. Indimenticabile rimarrà la notte di Dortmund dove si è vista una Juventus stellare che ha fatto inorgoglire tutto il calcio italiano. Con il Monaco la prestazione è stata meno convincente, la paura ha incominciato a giocare brutti scherzi nelle gambe dei giocatori che vedevano il traguardo delle semifinali di nuovo vicino, anche qui dopo 12 lunghi anni.
E poi la grande sfida, quella dove devi dimostrare di poter essere tra le prime due squadre più forti d’Europa. Barcellona, Bayern Monaco o Real Madrid: per arrivare a Berlino, una delle tre bisognava “buttarla” fuori. Al sorteggio sono usciti i campioni d’Europa e del Mondo in carica: andata a Torino, ritorno al Bernabeu. In Spagna già esultavano, l’undicesima era un po’ più vicina. 5 maggio 2014, una data che già di per sé agli juventini porta bene. A Torino arrivano i Galacticos. Pronti via, l’ex Morata fa esplodere lo Juventus Stadium. La porta di Brandeburgo era un po’ più vicina. CR7 però rimette tutto in parità. Per andare al Bernabeu un po’ più tranquilli serviva almeno il 2-1 che la Juve trova, trasformando un calcio di rigore con Tevez. Gioia alle stelle e Allegri sempre più nel cuore dei tifosi. 13 maggio 2014, anche questa una data molto dolce per il popolo bianconero: il 13 maggio 2012 infatti Del Piero alza il cielo il primo scudetto dopo calciopoli e quella sarà anche la sua ultima partita con la maglia della Juventus a Torino, dopo 19 anni.
Ma torniamo a ieri sera. Bastava un pareggio per andare in finale. Chiellini commette un’ingenuità e regala un calcio di rigore ai Blancos: CR7 si presenta dal dischetto e non sbaglia. A fine primo tempo la Juve era eliminata. Poi… ancora una volta Morata, il ninho cresciuto proprio nel Real Madrid, trova il goal che vale la finale. Il cielo è bianconero sopra Madrid. Si vola a Berlino.
Si giocherà mercoledì 20 maggio la finale di Coppa Italia tra Juve e Lazio. Inizialmente prevista per il 7 giugno la sfida si giocherà invece il 20 maggio per permettere alla Juventus di preparare al meglio la finale di Champions League in programma il 6 giugno a Berlino. Solo quattro giorni prima del derby contro la Roma, gara fondamentale per la corsa al secondo posto, i biancocelesti di Pioli si giocheranno la Coppa Italia contro la Juve.
MADRID SPAGNA 13-MAGGIO 2015-CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015 REAL MADRID-F.C. JUVENTUS NELLA FOTO ESULTANZA JUVE PER IL PAREGGIO
MADRID SPAGNA 13-MAGGIO 2015-CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015 REAL MADRID-F.C. JUVENTUS NELLA FOTO ESULTANZA JUVE PER IL PAREGGIO
Impresa della Juventus di Massimiliano Allegri, che grazie al pari per 1-1 in casa del Real Madrid, si qualifica per la finale di Champions League di Berlino contro il Barcellona. Un ritorno storico per i bianconeri, che ritrovano un posto tra le migliori due d’Europa dopo dodici anni dall’ultima volta (finale tutta italiana contro il Milan). Al Bernabeu il Real Madrid va in vantaggio al 23′ con un calcio di rigore di Ronaldo, ma la Juventus non ci sta e al 57′ trova la rete qualificazione grazie all’ex Morata, abile a spedire in rete un bel servizio di Pogba.
PRIMO TEMPO – Al Bernabeu partono forti i padroni di casa, che si affacciano dalle parti di Buffon dopo soli 35 secondi, con un colpo di testa di Bale che si perde alto sopra la traversa. Cinque minuti e ci prova Benzema per i merengues, approfittando di un colpo di testa a vuoto di Bonucci, ma il suo tiro da ottima posizione finisce ancora alto. La Juventus tiene bene il campo, ma fatica ad affacciarsi dalle parti di Casillas. Al 10′ prima fiammata di Cristiano Ronaldo, con una punizione dai trenta metri, che deviata da Vidal termina la sua corsa alta di poco sopra la traversa. Al 13′ primo squillo degli uomini di Allegri con Vidal, che ci prova da fuori col sinistro, con Casillas attento a respingere in tuffo. Al 17′ si riaffaccia in avanti il Real con una bella giocata di Isco, che però poi conclude con un pallonetto che non crea problemi a Buffon. Passano però tre minuti e stavolta arrivano i problemi per il portierone bianconero, che è costretto agli straordinari su una bordata dai 30 metri di Gareth Bale. Al 22′ però, ecco la doccia fredda per la Juventus, con Chiellini che entra in modo irruento su James Rodriguez. Eriksson assegna il rigore e per Ronaldo è un gioco da ragazzi segnare la rete del vantaggio merengues. Il gol del vantaggio abbatte la Juventus, che rischia di capitolare in un paio di occasioni. Al 29′ il Real spreca un ottima ripartenza 3 contro 2, mentre un minuto dopo è Benzema a chiamare Buffon alla parata in tuffo. I ritmi calano e si arriva sul finale di primo tempo, quando gli uomini di Ancelotti vanno ancora vicini al vantaggio, prima con un tiro di Ronaldo fuori di poco e poco con un bel tiro ravvicinato di Benzema, che Buffon respinge con un grande intervento.
SECONDO TEMPO – La ripresa parte con la Juve più pimpante rispetto alla prima frazione. Al 51′ ci prova Marchisio per i bianconeri, ma il suo tiro scivola ampiamente sul fondo. Due minuti e ci prova Marcelo per il Real, ma anche stavolta la mira non è delle migliori. Al 57′ la Juventus si riaffaccia in avanti e trova la rete del pareggio. Azione concitata in area madrilena e palla che carambola verso Pogba, che di testa svetta e serve Morata. L’attaccante scuola blancos controlla e col sinistro fulmina Casillas, non del tutto esente da colpe. Il pareggio scuote il Real Madrid, che si getta in avanti alla ricerca della rete di un eventuale supplementare. Al 62′ occasionissima per Bale dopo un bello scambio Isco-Marcelo, ma il gallese sotto porta manda fuori di poco. Al 67′ ci prova James Rodriguez per i merengues, ma il suo tiro si perde di poco alto sopra la traversa. Al 69′ la Juventus va vicina alla rete del vantaggio con Marchisio, che ben liberato da Marchisio, trova sulla sua strada la grande risposta in tuffo di Casillas. Al 73′ nuovo pericolo in area bianconera con Bale, che di testa a due passi da Buffon, manda alto. Due minuti e ci prova ancora di testa il gallese per il Real, ma anche stavolta la palla termina sul fondo. Le squadre si allungano, la Juventus riesce a limitare le ripartenze dei merengues che non riescono ad impensierire Buffon. All’88’ incredibile chance per chiudere il match della Juventus con Pogba, che da posizione ravvicinata, calcia malamente addosso a Casillas.
Manca pochissimo al ritorno della semifinale di Champions League tra Real Madrid e Juventus, la partita più importante dell’anno per i bianconeri, che non cercano altro che un passaggio del turno tutt’altro che impossibile dopo il 2-1 dell’andata.