Home Blog Pagina 11005

Inter sconfitta dall’Udinese, sorride Stramaccioni (1-2)

Nuova Inter, vecchi problemi. La cura Mancini sembra non dare i risultati sperati, dopo un derby incoraggiante arrivano i passi falsi in stile… Inter di Mazzarri. A San Siro contro l’Udinese nuova sconfitta nerazzurra, questa volta a sorridere è l’Udinese degli ex nerazzurri Stramaccioni e Stankovic.

Inter che parte bene, nerazzurri padronti del gioco e vicini al gol in più occasioni, occasione migliore sui piedi di Kovacic ma la traversa nega il gol al croato. Rete del vantaggio che arriva nel finale di primo tempo con Icardi che sfrutta al meglio un assist di Guarin.

Nella seconda frazione l’Inter prova a raddoppiare ma in attacco non è lucida, Palacio in ombra non sembra riuscire a tornare quello dei tempi migliori. Inter che subisce il pari, gran gol di Fernandes e nerazzurri costretti a ripartire dall’1 a 1. L’Inter prova a reagire ma è ancora l’Udinese a sfruttare le sbavature interiste. Palacio sbaglia clamorosamente una palla semplice e regala un assist al bacio a Thereau, il giocatore subentrato al posto del capitano Di Natale sfrutta il regalo dell’argentino e batte Handanovic per il 2 a 1 dei friulani. Nerazzurri che tentano il tutto per tutto per trovare almeno il pari, dentro Osvaldo e successivamente Bonazzoli e D’Ambrosio ma il risultato non cambia. Nuova sconfitta e Inter da rivedere, il presente è più nero che azzurro, a Mancini e alla dirigenza interista il compito di trovare la strada giusta per invertire la rotta. Il terzo posto è sempre più lontano.

Il Milan perde col Genoa (1-0). Scoppia il caso Torres

Torres

Il Milan cade a Genova contro il grifone di Gasperini, un gol di Antonelli condanna i rossoneri. Il Genoa vince e conquista il terzo posto, continua a stupire la squadra del Gasp. Un brutto stop quello del Milan, deludono i big, da Honda a El Shaarawy rossoneri spenti e poco propositivi. Un ko che brucia, reso ancora più nero dal caso Torres.

Lo spagnolo resta 90′ in panchina, dimenticato da Pippo Inzaghi che al centravanti ex Chelsea preferisce Pazzini e Niang. Inzaghi minimizza ma Torres ormai è un caso.

 

La Lazio vince a Parma, decidono Mauri e Felipe Anderson (1-2)

Nella super frazionata 14° giornata la Lazio ritrova il gol dopo 250 minuti di astinenza e vince 1-2 a Parma. L’ex Pioli si affida in difesa Braafheid, Radu, De Vrij e Basta, a centrocampo Lulic, Biglia e Parolo. Djordjevic vince il ballottaggio con Klose al centro dell’attacco supportato da Mauri e F. Anderson. Mister Donadoni schiera Iacobucci in porta, con la difesa a tre con Santacroce, Lucarelli e Costa. A centrocampo Rispoli, Josè Mauri, Lodi, Galloppa e Gobbi. Reparto avanzato composto dalla coppia Cassano – Palladino. Gli ospiti nei primi minuti colpiscono la traversa con una punizione di Biglia. L’arbitro Guida, su segnalazione del guadalinee, annulla il gol dei ducali realizzato da Gobbi per fuorigioco di Cassano. Anche la squadra di Pioli coglie la traversa su una conclusione al volo di Palladino. I biancocelesti governano la partita ma il gioco e le occasioni da rete scarseggiano. Braafheid si infortuna e lascia il campo a Cana. In una rara azione offensiva al 44’ il Parma passa in vantaggio su colpo di testa di Palladino. Solo due minuti dopo la Lazio pareggia su azione confusa con un tocco sotto misura di Mauri.

Dopo aver interrotto il digiuno del gol in campionato – durato 250 minuti – la squadra capitolina al 13’ della ripresa passa in vantaggio. Un clamoroso errore della difesa ducale libera Djordjevic, che appoggia all’accorrente Felipe Anderson che realizza di piatto destro. Nella Lazio Keita subentra a F. Anderson e nel Parma Mendes all’infortunato Santacroce. Il padroni di casa attaccano a ma non riescono ad impensierire i biancocelesti. Continuano i cambi con Acquah che sostituisce Galoppa e poco dopo Klose subentra a Djordjevic. Fischiatissimo l’ultimo cambio di Donadoni che introduce Belfodil al posto di Josè Mauri. La squadra ducale, fisicamente esausta, non riesce ad impensierire la squadra ospite. Il team di Mister Pioli dopo tre giornate di astinenza torna a vincere. Continua il lungo periodo nero degli emiliani, che dovrebbero cambiare proprietà passando nelle mani di una cordata russo-cipriota, con firma dell’accordo prevista per giovedì.

Pari in rimonta per il Napoli, l’Empoli spreca troppo (2-2)

benitez_01

Al San Paolo il Napoli ospita l’Empoli, per gli azzurri di Benitez l’imperativo è vincere e puntare al terzo posto che vale l’Europa che conta. Partenopei che soffrono più del previsto contro i toscani, azzurri costretti ad accontentarsi del pari raggiunto in rimonta. L’Empoli si porta infatti sul 2 a 0 al San Paolo grazie alle reti messe a segno da Verdi e Rugani, i ragazzi di Benitez accusano il colpo e i tifosi napoletani perdono il sorriso.

Nella ripresa il Napoli riesce a riportarsi in partita e a raggiungere un pari quasi insperato grazie alle reti messe a segno da Zapata e De Guzman. Un punticino per il Napoli che continua a non convincere, spreca troppo l’Empoli vicinissimo al colpo in trasferta.

Roma, obiettivo Champions League

Garcia

La Roma perde la grande occasione. Dopo il pari tra la Fiorentina e la Juventus l’intero ambiente giallorosso aspettava la gara interna col Sassuolo per ridurre lo svantaggio, avvicinarsi ai rivali bianconeri e rendere ancora più avvincente questa lotta per il vertice della classifica. Ma la sera dell’Olimpico è stata nera, nerissima. Poteva essere disastrosa se Ljajic non avesse acciuffato il pareggio al 92′ dopo che la squadra di Garcia era andata in doppio svantaggio già nel primo tempo, grazie alla doppietta di Zaza, con la complicità di De Sanctis e dell’intera difesa romanista. Per come s’era messa, la Roma guadagna un punto, vista anche l’inferiorità numerica per l’espulsione di Daniele De Rossi.

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca ai tifosi della Roma che già pregustavano di avvicinarsi ai rivali bianconeri. Adesso torna la champions, la Roma deve affrontare il City senza fare calcoli, per proseguire l’avventura europea e riprendersi dalla delusione del match di ieri. Non sarà facile perché lo inglesi sono una grande traduzione ma scenderanno a Roma senza Aguero, fondamentale per l’economia di gioco del Manchester. La Roma ha bisogno di un’inversione di tendenza immediata, se vuole mantenersi ad alti livelli non si può permettere di concedere punti e partite agli avversari.