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Grande sfida al Franchi, la Fiorentina ospita la Juventus

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Big match al Franchi alle 20.45 tra la Fiorentina e la Juventus. Partita sempre tirata questa, quasi un altro derby per i bianconeri, vista la grande rivalità tra le due tifoserie. Sarà la 151^ sfida nella massima serie dalle due squadre, con 32 successi viola, 49 pareggi e 69 vittorie per la Vecchia Signora. La Juve è reduce da 4 vittorie di fila in campionato, viene dal derby vinto sul filo di lana contro i granata, vogliono continuare a tenere distanza la Roma, che ospita in casa il Sassuolo. Lo scorso anno la Juventus passò un pomeriggio d’inferno, nel quale Rossi e compagni trafissero quattro volte la porta di Buffon. Non si vuole rivivere quell’incubo, Allegri è categorico: “Questa partita vale più della sfida contro l’Atletico, alla quale penserò dopo Firenze. Niente cali”. Il tecnico, tuttavia, è soddisfatto della sua squadra: “Possiamo ancora fare meglio. Abbiamo inserito alcuni giovani di valore che costituiscono alternative importanti e puntelli per il futuro, mentre la vecchia guardia è anche disposta a mettersi in discussione”.

Occhio alla Fiorentina, squadra in ripresa e con giocatori di livello: “Ha trovato un suo equilibrio – spiega Allegri – a Firenze non è mai semplice, perché è una rivale storica della Juve”. Cambio di modulo per l’allenatore, anche in virtù del fatto dei grossi problemi fisici in difesa: si tornerà ad un 3-5-2. Centrocampo folto con Pirlo in cabina di regia al fianco di Vidal. Davanti, probabile panchina per Tevez, in calo nel secondo tempo del derby, si pensa a al giovane Coman dal primo minuto. Questa la formazione con cui stasera la Juventus dovrebbe scendere in campo: Buffon, Ognonna, Bonucci, Chiellini, Evra, Pogba, Pirlo, Vidal, Pereyra, Coman, Llorente. All. Allegri.

Juventus, scudetti e veleni

Scudetto

Scudetto

Parlare degli scudetti della Juventus con la successiva questione delle stelle sulla maglia equivale all’eterna polemica del popolo bianconero con il resto dei tifosi italiani e le istituzioni sportive”. Lo slogan “32 sul campo” diventa il motto bianconero, un vessillo da alzare ogni qualvolta venga attaccato l’orgoglio bianconero. La Juventus per 32 volte è arrivata davanti a tutti in campionato ma a seguito della tempesta Calciopoli gliene vengono riconosciuti ufficialmente 30. Un affronto per tutto l’ambiente della Vecchia Signora, che sente ancora propri e validi gli scudetti vinti nel 2004-2005 e 2005-2006, sotto la guida di Fabio Capello.

Seguirono violente polemiche, lo scontro con l’Inter, le accuse alla triade, le difese, la retrocessione in Serie B, il ritorno nella massima serie fino ai tre scudetti consecutivi targati Antonio Conte. La sensazione è che questa polemica possa andare avanti ancora per molto tempo, chi a difendere le proprie vittorie, chi a sventolare le sentenze di Calciopoli. Lo juventino parla di invidia, di accuse derivate dal fatto di essere la squadra che vinto di più in Italia. I contestatori, al contrario, accusano i bianconeri di non aver sempre vinto in maniera limpida e cristallina. Avrà mai una fine questa contesa?

Da Moratti a Thohir, l’Inter che cambia…

Da Moratti a Thohir, l’Inter è nel pieno di un cambiamento epocale, se consideriamo la storia recente interista, nella quale la famiglia Moratti ha investito denaro e passione per portare la squadra nerazzurra ai vertici del calcio nazionale ed internazionale. Quasi venti anni di presidenza, quella del figlio Massimo, che ha ripercorso la storia e le vittorie del papà Angelo. Una gestione passata per trionfi, polemiche e cadute. Calciopoli, le liti con la Juve, le lotte con la Roma per il tricolore, scudetti “di cartone”, Moratti ha vissuto in primissima persona tutto ciò. Ha sofferto, ha esultato, ha portato grandissimi nomi e meteore delle quali nessuno ricorda più le gesta e allenatori di assoluto valore. Cose da tifoso. Sì, perché in casa Moratti l’Inter è questione di vita, una grande passione, un amore viscerale. Probabilmente l’ex numero uno s’è fatto indietro anche a causa del troppo volersi concedere alla causa nerazzurra. Sicuramente la notte di Madrid, nel maggio 2010, in cui l’Fc Internazionale alzò al cielo la Champions League, rimarrà il ricordo più bello, indelebile, l’anno della tripletta entra di diritto nella storia del calcio mondiale. Probabilmente però con quei trionfi si chiuse un’epoca, un pezzo di storia dell’Inter.

Poi, cronaca dei giorni nostri, arriva il magnate indonesiano Thohir, simbolo di un calcio che sta inesorabilmente cambiando, il quale probabilmente non conosceva la storia dei Moratti, la storia dell’Inter e che, di sicuro, non ne è tifoso ai livelli morattiani. Tuttavia sembra che con il passare del tempo si stia appassionando a questa “pazza” squadra, a questi colori, a questa storia fatta di cadute e trionfi. Ha trovato Mazzarri, ha riportato Mancini, promette una grande Inter per il futuro. I tifosi ne apprezzano il profilo composto, determinato, mai urlato. Gli chiedono di riportare la squadra ad altissimi livelli, di non trascorrere altri anni nell’anonimato, “amala”, gli dicono sulle note dell’inno. Garante e collante tra società e tifosi può essere proprio l’ultimo arrivato, quel Roberto Mancini che dieci anni fa riportò l’Inter alla vittoria, spianandole la strada verso i trionfi di Mourinho. Un indonesiano che si appassiona al nostro calcio? Che può investire e vincere? Sì, all’Inter questi “miracoli” possono accadere.

Francesco Totti e quel sogno chiamato Scudetto

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Ci sono giocatori destinati a lasciare un segno nella storia del calcio. Giocatori come Javier Zanetti o Paolo Maldini, emblemi di due gloriose società come Inter e Milan, o come Francesco Totti, che a 38 anni suonati continua ancora a trascinare la Roma. Una storia eterna quella del capitano giallorosso, fatta di pochi trionfi ma pregna di un amore viscerale che lo ha legato per sempre alla sua amata città capitolina. Una vita fatta di dolori, di cadute, di infortuni ma anche di gioie estreme come l’aver riportato lo Scudetto a Roma o come il trionfo di Berlino con la Nazionale nel 2006. Ma tutto questo per Totti è il passato, perché il presente per lui si chiama ancora Roma. A 38 anni continua a fare gol, a trascinare i giallorossi alla vittoria con la stessa voglia di quando era ragazzo.

L’uomo in più di Garcia, quello a cui affidarsi nei momenti di difficoltà, perché Francesco Totti è il capitano che non molla mai. Il sogno nel cassetto del “pupone” è quello di chiudere la carriera regalando un nuovo Scudetto alla sua Roma, magari già da quest’anno, anche se la Juve appare un gradino sopra ai giallorossi. Senza dimenticare il sogno Champions League, con i giallorossi chiamati al risultato nell’ultimo e decisivo match contro il Manchester City per una qualificazione che potrebbe dare nuova verve ai sogni della Roma e di Totti. Intanto in vista del match contro il Sassuolo, Rudi Garcia recupera Yanga Mbiwa, mentre sono da valutare le condizioni di Maicon, che in mattinata si è allenato a parte.

Speciale Lega Pro, le sorprese non mancano

Nel girone A sempre in testa il Bassano, nel girone B Ascoli ancora solitario, nel girone C comanda la Salernitana.

GIRONE A

Il Bassano vince in rimonta a Venezia; vantaggio lagunare al 18 con Magnaghi, Bassano che non si da per vinto e pareggia con Maistrello, Nel secondo tempo i veneti segnano il 2-1 con Iocolano. Pavia al secondo posto momentaneo grazie alla vittoria al 87 sul campo del Renate; su un campo ai limiti della praticabilita’il Pavia segna nel finale con Ghiringhelli. Il Real Vicenza pareggia 3-3 in casa con la Torres in una partita ricca di colpi di scena. Vantaggio sardo all’ 8 con Mairino, pareggio dopo un minuto di Bruno. Nel secondo tempo segnano al 71 ed al 76 gli ospiti con Marchetti e Foglia; i biancorossi accorciano con il solito Bruno, pari insperato nel finale con Bardello.

Il Como si sbarazza del Lumezzane con un secco 2-0. vantaggio al 38 con Ganz, raddoppio al 66 con Defendi. Il Novara batte 1-0 il Mantova a domicilio nell’anticipo del venerdi’. L’uomo partita e’ Gonzales che firma il gol al 41 su passaggio di Bianchi.

GIRONE B

Rallenta il passo l’Ascoli che e’ bloccato in casa dalla bestia nera Grosseto; adesso i punti di vantaggio sull’Aquila sono tre. Gol tutti nella ripresa, vantaggio maremmano con Torromino con un tiro dal limite, pareggio al 85 di Altinier su assist di Perez.

L’Aquila non si ferma piu’ e batte anche la Pistoiese, ed infila la quinta vittoria consecutiva. Le reti: al 3 Sandomenico, raddoppio al 87 con Ceccarelli.

Il Pisa vince per 1-0 a Ferrara contro la Spal con rete di Rozzio a dieci minuti dalla fine; Toscani che in trasferta volano, al contrario delle partite casalinghe. Da segnalare le solite parate di Pelagotti ed il rigore sbagliato a due minuti dalla fine dai padroni di casa con Germinale.

Grande rimonta del Pontedera che supera 2-1 il Forli’ con due reti nel finale. Vantaggio ospite al 49 con Castellani, il Pontedera non ci sta, ed al 79 arriva il pareggio con Cesaretti. Nel finale Grassi trova l’inzuccata vincente.

GIRONE C

Bagarre d’alta classifica, la Salernitana resta in testa a + 2 sulla coppia Benevento Juve Stabia, a +3 sul lecce.

Prova di forza della Salernitana che vince con un netto 4-0 sul campo della Lupa Roma. Le reti sono di Trevisan (doppietta), franco e Gabionetta. Campani al momento soli al comando del girone.

La Juve Stabia batte 2-1 il Savoia. Succede tutto nella ripresa, reti di Di Carmine al 57, raddoppio di Bombagi al 66, rete della bandiera al 91 con Del Sorbo.

Il Benevento vince facilmente per 2-0 sul campo della derelitta Reggina., sempre piu’ in crisi di gioco e societaria. Le reti sono di Alfageme e Scognamiglio.

Il Lecce fatica per un tempo, ma batte 4-1 il Melfi. Vantaggio ospite al 41 con Berardino. I Giallorossi pareggiano subito grazie ad una papera del portiere ospite su tiro di Papini. Nella ripresa segnano al 47 Abruzzese, tris al 53 con il solito Moscardelli; poker al 87 con Bogliacino

MARCATORI

GIRONE A: 10 RETI BRUNO (REAL VICENZA)

GIRONE B: 10 RETI ARMA (PISA)

GIRONE C: 8 RETI CALIL (SALERNITANA)