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Inzaghi-Alex, intesa perfetta

 

Inzaghi

A Milanello si prepara la partita contro il Verona di domenica. Inzaghi dovrebbe fare a meno delle giocate e delle ripartenze di Menez a causa dell’infortunio dei giorni scorsi. Mentre il francese sta lavorando a parte e in palestra nella remota possibilità di recuperare in extremis per poi partire dalla panchina, Bonaventura è pronto a scendere in campo dal primo minuto. In porta ci dovrebbe essere ancora Abbiati dato che Diego Lopez non ha ancora superato al 100% dallo stiramento alla coscia rimediato contro il Parma. In difesa confermata la coppia di giganti Rami e Alex.

Il difensore ex PSG ha descritto la sua avventura con la maglia rossonera attraverso le pagine di Tutto Sport: “Sono felice. Il mio obiettivo era quello di approdare in un grande club come il Milan. Sapevo bene che avrei dovuto lavorare molto di più rispetto al passato perché in Italia c’è un’attenzione diversa”. Il rapporto con Inzaghi? “Molto positivo, si lavora di più sia sotto l’aspetto tattico, che sotto quello fisico. Non mi ero mai allenato così tanto. Inzaghi ha una voglia di vincere incredibile. Non molla mia, pensa al calcio tutto il giorno”. Sulla difficoltà difensiva: “Ci sono stati degli errori individuali e di squadra. Stiamo lavorando per avere una buona intesa tra noi centrali, ci vuole tempo ma siamo sulla strada giusta”.

U21: A Reggio Emilia l’Italia si gioca l’Europeo

DiBiagio

Appuntamento importante a Reggio Emilia per la nazionale U21 di Gigi Di Biagio. Gli azzurrini si giocano l’Europeo di categoria, ultimo ostacolo la Slovacchia di Galad. Per vincere e staccare il pass per l’Europeo Di Biagio si affida al reparto avanzato comporto da Belotti supportato da Battocchio, Bernardeschi e Berardi.

Queste le probabili formazioni:
Italia (4-2-3-1): Bardi; Zappacosta, Bianchetti, Rugani, Sabelli; Viviani, Baselli; Berardi, Bernardeschi, Battocchio; Belotti. A disp.: Leali, Antei, Biraghi, Crisetig, Molina, Benassi, Longo. All: Di Biagio
Slovacchia (4-2-3-1): Rusov; Mazan, Teixeira, Ninaj, Pauschek; Lobotka, Lasik; Hirosovsky, Duda, Schranz; Zrelak. A disp.: Le Giang, Hudak, Skvarka, Bukata, Valjent, Paur, Mihalik. All: Galad

C’era una volta il numero 10

 

Roberto-Baggio

Il numero 10 è uno di quelli più pesanti da portare. Il peso di una maglia che conta e che simboleggia l’uomo in più di una squadra, quel giocatore che con una sola giocata poteva farti vincere la partita e regalarti i tre punti. Sono ben impressi nei tifosi italiani le pennellate dei vari Roberto Baggio, Dejan Savicevic, Alex Del Piero o Roberto Mancini; giocatori di un altro pianeta, che infiammavano le folle e che al toccare della palla erano sempre accompagnati dalle urla stupite del pubblico. Ora, a distanza di qualche anno, ci troviamo di fronte ad un’evoluzione del numero 10 per eccellenza. Da giocatore simbolo di una squadra, il 10 si è trasformato in semplice “gregario”, uno di quelli in grado di fare buone cose ma non magico e unico come il 10 di una volta.

Basta scorrere le rose della serie A per capire che, a parte l’eterno Francesco Totti e l’Apache Carlitos Tevez, le altre squadre del nostro campionato sono prive di un campione con la C maiuscola con addosso la numero 10. Il Milan è l’esempio più lampante di questo cambio di rotta, con la maglia che fu dei vari Savicevic, Boban e Seedorf, che è finita sulle spalle di Keisuke Honda, giocatore sì di buone qualità, ma che indossa la numero 10 solo e soltanto per puro scopo commerciale. Ma oltre al giapponese ci sono i vari Kovacic (Inter), Ederson (Lazio) e Kristicic (Sampdoria), altri esempi che dimostrano che il ruolo del numero 10 è cambiato e che praticamente non esiste più.

Le eccezioni, come già accennato, si chiamano Totti e Tevez; gli unici due veri fuoriclasse con indosso la pesante maglia numero 10. Uno, che come il vino più invecchia e più diventa buono, l’altro arrivato in Italia da ribelle e diventato autentico uomo spogliatoio della Juventus. È nei gol di Totti e Tevez che regna ancora la “bellezza” del numero 10. Una bellezza che ad oggi appare sbiadita, sfocata e triste, proprio come il nostro calcio italiano.

 

foto tratta dal web

Pellè-gol, l’Italia vince ma non convince (0-1)

Antonio Conte

L’Italia scende in campo a Malta, l’obiettivo è vincere e possibilmente convincere dopo la vittoria non certo entusiasmante di Palermo.

A Malta contro i locali allenati dall’italiano Ghedin, prova opaca offerta dagli azzurri decisa dall’esordiente Pellè, bravo a girare a rete in mischia da vero centravanti. Per il resto gara non entusiasmante con l’Italia incapace di mettere alle corde Malta. Manovra macchinosa e attacco poco incisivo. Dal 26′ della prima frazione azzurri in superiorità numerica per l’espulsione di Mifsud per fallo su Florenzi, rosso forse eccessivo. Risultato che poteva esser più rotondo, nonostante la prova non brillante degli azzurri. I legni negato la gioia del gol a Pellè e Candreva.

Nella ripresa dentro Giovinco per cercare di vivacizzare l’Italia, il piccolo attaccante della Juve si rende protagonista di qualche buona giocata ma il risultato resta fermo sullo 0 a 1. Nel finale rosso anche per Bonucci per fallo da ultimo uomo. Espulsione che costringerà il difensore della Juve a saltare la prossima gara contro la Croazia.
MALTA-ITALIA 0-1
Malta (3-5-2): Hogg; Agius, Camilleri, Alex Muscat; Paul Fenech, Mintoff (27′ st Baldacchino), Failla (48′ st Bezzina), Briffa, Rowen Muscat; Mifsud, Schembri (40′ st Cohen). A disposizione: Haber, Vella, Grioli, Zach Muscat, Kristensen, R. Fenech, Pisani, Scicluna, Farrugia. All. Ghedin
Italia (3-5-2): Buffon; Darmian, Bonucci, Chiellini; Candreva, Florenzi (14′ st Aquilani), Verratti, Marchisio, Pasqual; Pellé (31′ st Ogbonna), Immobile (20′ st Giovinco). A disp: Sirigu, Perin, Ranocchia, De Sciglio, Parolo, Poli, Pirlo, Destro, Zaza. All. Conte
Arbitro: Hategan (Romania)
Marcatori: 23′ Pellé

Berlusconi suona la carica: “Obiettivo l’Europa”

Berlusconi

Il lunedì milanista si apre con una bella ventata di ottimismo. A portarla in casa Milan è il tifoso numero uno: il Presidente Silvio Berlusconi, che rilascia una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport annunciando il futuro societario e rivelando qualche aneddoto: “Per quest’anno l’obiettivo è l’Europa ma io sogno la finale di Champions 2016 a Milano. Un voto Pippo Inzaghi? Otto al tecnico e un bel 7 alla squadra”. Il Presidente ha poi fatto una battuta anche su Balotelli: “Ricordo che era stato acquistato contro il mio parere”.

Sul rapporto tra Barbara Berlusconi e Galliani: “Tra loro c’è armonia, una fusione tra esperienza e innovazione. Barbara potrà essere il futuro presidente, la vedo sempre più impegnata e appassionata. Sta svolgendo un grande lavoro e Casa Milan che ha voluto, progettato e realizzato è la sede di Club più bella al mondo. Per quanto riguarda il nuovo stadio vedremo, incontrerò Thohir e ne discuteremo. Io sono innamorato di San Siro”.

Juventus-Roma ha fornito ancora spunti importanti per la moviola in campo e il numero uno milanista, a differenza del suo ex allenatore Allegri, non disdegna questa soluzione: “Moviola in campo? Meglio tardi che mai. Io l’avevo proposta vent’anni fa”. Infine alla domanda su Tevez risponde così: “Non ho mai preso in considerazione una sua militanza al Milan”.