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Brasile 2014: Messi trascina l’Argentina. Klose da record

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Qualificazione raggiunta per l’Argentina, che soffre da matti contro il piccolo Iran ma che riesce a vincere grazie ad una magia al 91′ del solito Lionel Messi. Partita brutta quella dell’albiceceleste, con zero spunti e tanta sofferenza con gli uomini di Queiroz che meritano ma che alla fine si inchinano alla giocata del giocatore più forte del Mondo. Tanta sofferenza per gli uomini di Sabella che rischiano anche di capitolare per ben due volte nella ripresa (due grandi interventi di Romero su Ghoochannejhad al 52′ e Dejagah al 67′) ma che poi si affidano al numero 10 per eccellenza che al 91′ si accentra e lascia partire un fendente mancino che fulmina l’incolpevole Haghighi. Per un’Argentina che si qualifica, c’è una Bosnia che saluta la sua prima esperienza mondiale. Gli uomini di perdono per 1-0 contro la Nigeria, che dal canto suo torna prepotentemente in gioco per una possibile qualificazione agli ottavi visto (basterà non perdere contro l’Argentina).

Rispetto alla gara contro l’Argentina la Bosnia appare molle e imballata anche se recrimina per una rete annullata a Dzeko per fuorigioco inesistente. La rete decisiva arriva al 29′ del primo tempo con la Nigeria che sfonda grazie ad Odemwingie, bravo a trafiggere Begovic con un destro di prima intenzione. Stop anche per la Germania di Loew, che dopo l’esordio super contro il Portogallo, sbatte contro il Ghana che in gabbia i teutonici sul 2-2. La partita si sblocca nella ripresa quando Goetze al 51′ porta in vantaggio i tedeschi con una deviazione su cross di Mueller. Passano quattro minuti e il Ghana pareggia con Andre Ayew, che insacca di testa un grande cross di Afful. Al 63′ gli africani vanno in vantaggio grazie ad Asamoah Gyan, che approfitta di un passaggio perfetto di Muntari per battere Neuer. Al 69′ Loew si gioca la carta Klose, ed un minuto dopo il panzer laziale lascia il segno con una deviazione sottoporta dopo il colpo di testa di Howedes. Per Klose la gioia è doppia, visto che con questa rete raggiunge Ronaldo in testa ai migliori marcatori mondiali con 15 reti (in quattro mondiali dal 2002 al 2014).

Brasile 2014, un Mondiale ricco di sorprese

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E’ il giorno degli interrogativi, dei dubbi, delle paure e delle incertezze in casa azzurri. L’Italia ieri ha perso contro la Costa Rica, ma ha perso senza giocare, senza mai entrare realmente in partita, chiusa da una difesa avversaria ferma e attenta, troppo prevedibile in attacco e mai incisiva. A mancare, discorsi tattici a parte, sono stati i suoi uomini di talento, quelli che avrebbero dovuto fare la differenza, quelli da cui ci si aspetta quel qualcosa in più, che sarebbe bastato eccome contro un avversario che non è di certo apparso irresistibile. Poi i subentrati, le riserve, che erano chiamate a dare la sterzata giusta in un momento di difficoltà, e che invece non sono riusciti a mettersi in evidenza, mai, da Cassano,Insigne a Cerci nel finale, mai determinanti, mai pericolosi. L’Italia calcistica ancora una volta rimane appesa ad un filo, guardando la classifica la sconfitta non è neanche così amara da digerire, contro l’Uruguay martedì prossimo, basterà anche un pareggio, ma il gioco espresso è il lontano parente di quello offerto dalle nazionali che negli anni ci hanno fatto sognare. Prandelli, forse idolatrato troppo presto per la vittoria contro l’Inghilterra, altra vittima illustre di questo Brasile 2014, adesso deve rimboccarsi le maniche, deve fare quadrato, deve badare al sodo, e soprattutto non deve più commettere errori. L’altra faccia della medaglia però, ed è giusto darle il giusto merito, è la Costa Rica.

La squadra che a detta di tutti era la meno forte del girone di ferro, è a punteggio pieno, ha stupito tutti, battendo prima l’Uruguay e poi l’Italia, con un gioco semplice, senza strafare, stando attenti in difesa e sfruttando le ripartenze e soprattutto le disattenzioni avversarie. Si gode questo piccolo miracolo, in attesa della prossima partita e nella speranza di continuare a far impazzire l’intera nazione centroamericana come aveva già fatto 24 anni fa, ironia della sorte, proprio in Italia. In serata vittoria bella e convincente della Francia, 5-2 alla Svizzera, a segno nel primo tempo Giroud, Matuidi e Valbuena. Nella ripresa i galletti vanno addirittura sul 5-0 grazie ai gol di Pogba e Benzema, nel finale gli elvetici rendono meno pesante il passivo grazie alle marcature di Dzemaili e Xhaka. Nell’altra partita vittoria 2-1 dell’Ecuador contro l’Honduras, doppietta di Valencia per gli ecuadoregni dopo che Costly aveva illuso i biancoblu. Oggi spettacolo assicurato in Brasile, alle 18 ore italiana tornerà in campo l’Argentina di Messi contro l’Iran, mentre alle 21 sarà di scena il derby tra i due Boateng, Germania-Ghana. Chiude la giornata Bosnia- Nigeria, delle tre, forse, la partita più aperta, in cui può davvero succedere di tutto.

La Roma ha in mente Cuadrado

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Cuadrado, si sa, è più che un obiettivo per la Roma, e i giallorossi sarebbero pronti a fare anche un sforzo economico maggiore del previsto per regalare a Garcia l’asso colombiano, ma da qui a pensare però, che la trattativa è già avviata ce ne passa. Ieri, nelle ore del pomeriggio, si era fatta forte l’ipotesi che il giocatore fosse in dirittura d’arrivo nella capitale, la notizia ha fatto il giro di radio, siti internet e redazioni di giornali, la Fiorentina non poteva restare a guardare e ha immediatamente risposto tra le righe.

“La Fiorentina smentisce categoricamente le voci relative a un accordo avvenuto con la Roma per la cessione di Cuadrado — recita il comunicato — La società, a tutela del suo patrimonio e dell’immagine stessa, diffida chiunque dal diffondere notizie false e tendenziose, riservandosi il diritto di agire presso gli organi competenti”. Una reazione forse un po’ esagerata, ma che non spegne definitivamente le voci di mercato. Cuadraro, è certo, ha chiesto alla Fiorentina di essere ceduto, si sta guardando intorno, e in queste ore sta valutando le tante offerte che gli stanno arrivando. La Fiorentina, come è normale che sia, non vuole privarsi di uno dei suoi giocatori migliori, ma la tempo stesso conosce bene le dinamiche del mercato e non potrà trattenere a lungo un giocatore che ha intenzione di andarsene. Si aspetterà la fine del mondiale comunque, la Roma è alla finestra, pronta a fare una follia, il prossimo anno i giallorossi vogliono continuare a stupire, e soprattutto vogliono far bella figura nell’Europa che conta. Un calciatore come Cuadrado, oltre che dal piano tecnico, porterebbe anche entusiasmo tra i tifosi che, conoscendo la piazza romana, inizierebbero subito a sognare.

Lotito: “La Lazio tornerà in Europa”

Ancora un comunicato di Lotito in casa Lazio, il patron biancoceleste ormai ci sta abituando a questo tipo di comunicazione e ogni giorno detta le linee per quella che sarà la Lazio del prossimo anno: “L’obiettivo della società è sempre stato quello di costruire una squadra competitiva e di altissimo livello: le aspettative dei tifosi non saranno in alcun modo disattese. Rafforzeremo la squadra. Infatti stiamo lavorando con costanza e determinazione per l’acquisto di calciatori che costituiranno il punto di partenza per un nuovo progetto vincente. Un punto dev’essere chiaro: dal prossimo anno l’obiettivo è tornare alle competizioni europee e avere un posto di rilievo”.

La Lazio quindi vuole tornare in Europa e lo vuole fare subito., gli obiettivi sono sempre quello che ormai da giorni circolano nell’ambiente biancoceleste. Uno su tutti è il centrocampista offensivo dello Sparta Praga Hausber. Il giovane calciatore si dice pronto a mettersi alla prova in una grande squadra e verrebbe volentieri nella capitale. “M’ispiro a Nedved, lui è stato un grande, un esempio per tutti noi. Mi piacerebbe venire a Roma, la Lazio è una grande squadra e mi permetterebbe di giocare in uno dei campionato più bello e difficili del mondo, la serie A”.

La Lazio è in attesa, sta aspettando di capire le reali intenzioni del club ma anche la decisione del Parma su Parolo. Il primo nome infatti che ha fatto Pioli è quello del calciatore della nazionale e degli emiliani, il Parma sta prendendo tempo, nella speranza di alzare il prezzo durante i mondiali, ovviamente Lotito non vuole aspettare e al tempo stesso cercherà di non deludere, come ha detto, i suoi tifosi.

Brasile 2014: Francia versione monstre. L’Ecuador torna in corsa

Nella giornata del flop italiano contro la Costa Rica, non stecca la Francia di Didier Deschamps, che anche nella seconda partita del girone dimostra di poter essere una di quelle nazionali che potrà dire la sua in tutta la competizione. La Svizzera affonda con un pesante 5-2, un risultato che premia lo strapotere transalpino e la grande forma di Karim Benzema, autore di un’altra partita sontuosa. Partita subito in discesa con il colpo di testa di Giroud, che al 17′ porta la Francia in vantaggio. Un minuto e un errore di Behrami favorisce il contropiede francese orchestrato da Benzema e rifinito da Matuidi per la rete che mette in ghiaccio la vittoria dei galletti. Al 31′ Djourou stende in area Benzema, ma dal dischetto lo stesso attaccante del Real Madrid si fa ipnotizzare da Benaglio. Il tris comunque è solo rimandato di qualche minuto, visto che al 40′ Valbuena fa calare il sipario sul match. Il secondo tempo è la fiera del gol, con la Francia che allunga sul 5-0 (reti di Benzema al 67′ e Sissoko al 73′) e la Svizzera che nel finale si prende la scena con un uno-due firmato Dzemaili (81′) e Xhaka (87′) che serve solo a rendere un po’ meno amara la sconfitta.

Nello stesso girone della Francia sorride l’Ecuador, che raggiunge la Svizzera in classifica con la vittoria per 2-1 in rimonta sull’Honduras. Allo stadio Arena de Baixada di Luis Suarez vanno in vantaggio al 31′ con Costly, bravo a superare Guagua e a battere col mancino Dominguez, ma il pareggio degli ecuadoriani arriva un minuto dopo con Enner Valencia, lesto ad insaccare una deviazione di Figueroa. La rete del match arriva al 65′ ancora grazie all’attaccante del Pachuca Valencia (3 gol in due partite) che con uno stacco perentorio spedisce il pallone alle spalle di Valladares.