Negredo primo rinforzo per il nuovo Milan targato Pippo Inzaghi? L’attaccante spagnolo in forza al City non è un punto fermo nel club inglese, motivo che potrebbe spingere il calciatore ad accettare il passaggio in rossonero. Operazione in ogni caso strettamente legata al futuro di SuperMario Balotelli, da tempo nel mirino dell’Arsenal di Wenger. Negredo rappresenterebbe il giocatore giusto per rinforzare il reparto avanzato del Diavolo.Trattativa che potrebbe presto decollare, il City si sarebbe già mosso per trovare una valida alternativa, strada che porta comunque a Milano ma sponda Inter. Obiettivo del Manchester City sarebbe infatti Mauro Icardi, da poco dichiarato incedibile dal club di Thohir, anche se nel calcio moderno come dice Raiola, mai dire mai…Negredo nel mirino del Milan di Inzaghi
Negredo primo rinforzo per il nuovo Milan targato Pippo Inzaghi? L’attaccante spagnolo in forza al City non è un punto fermo nel club inglese, motivo che potrebbe spingere il calciatore ad accettare il passaggio in rossonero. Operazione in ogni caso strettamente legata al futuro di SuperMario Balotelli, da tempo nel mirino dell’Arsenal di Wenger. Negredo rappresenterebbe il giocatore giusto per rinforzare il reparto avanzato del Diavolo.Trattativa che potrebbe presto decollare, il City si sarebbe già mosso per trovare una valida alternativa, strada che porta comunque a Milano ma sponda Inter. Obiettivo del Manchester City sarebbe infatti Mauro Icardi, da poco dichiarato incedibile dal club di Thohir, anche se nel calcio moderno come dice Raiola, mai dire mai…De Rossi: “Il Mondiale è un sogno”

Si avvicina la sfida che vedrà l’Italia in campo contro la Costarica, il centrocampista azzurro Daniele De Rossi parla del momento degli azzurri ma non solo. Tanti i temi trattati dal mediano romanista, dal Mondiale e il sogno vittoria passando per Totti.
Questa l’intervista integrale riportata da sportmediaset:
De Rossi, in questa Nazionale sei insostituibile? Cosa ne pensi?
“E’ un concetto sbagliato, per me e qualsiasi altro giocatore. Ci sono altri giocatori che possono fare quello che faccio io o anche meglio di me. Questi titoli non mi interessano. Mi piacciono i punti e quello che facciamo in campo”.
E’ il tuo terzo Mondiale. E hai detto: mi dispiacerà non giocare più con Pirlo
“Il Mondiale ti rimane dentro, lo vinci o lo perdi, ma il sentimento è questo Stai in camera con un compagno, Pirlo, per tanti anni e sono dodici. Il dispiacere c’è, ma non parliamo di questo”.
Non compari nei social network? Non ti piace esporti?
“Ci sono, ma con nomi di fantasia. Per comunicare con le persone a me care, quello che mi interessa. Mettere le mie faccende in pubblico non mi piace. E allora ci sono, ma in incognito”.
Perché dobbiamo temere la Costarica?
“Deve essere una paura sana, paura no, direi rispetto di una squadra che ha battuto l’Uruguay e ha individualità molto importanti. E poi il clima: loro sono più abituati di noi. E sono carichi. Noi non lo sottovalutiamo”.
Belinelli ha vinto il titolo Nba, primo italiano nella storia. Che cosa gli dici?
“Ho visto, io poi guardo tutti gli sport. Uno spettacolo. Sono tutte emozioni. Ha fatto qualcosa di storico, è un campione, ha trovato spazio nella Nba, ha trovato la sua dimensione. E’ una impresa sportiva e umana la sua, doppia vittoria. Grandissimo”.
Hai detto: non sono insostituibile. Però il 4-1-4-1 senza di te ci pare difficile.
“Thiago Motta lo fa bene quanto me, magari meno dinamico ed esplosivo, ma tatticamente meglio di me. Se lo chiedi a Pirlo o Verratti fai un buco nell’acqua, parlo del mio ruolo. Ma Thiago è un mediano difensivo di livello mondiale”.
Il modulo Italia è un po’ il tiki taka spagnolo?
“Il modulo Spagna e Barcelona è qualcosa di molto bello che il calcio ha visto e vive. Magnifico. Noi possiamo farlo, con le caratteristiche che abbiamo. E diventa un modulo interessante, visto il clima: il ritmo deve calare e dunque tenere la palla quando fa caldo diventa determinante, perché andare a prenderla agli avversari diventa difficile. Abbiamo un centrocampo forte, ma non da oggi: direi da molti anni. Questo mi sembra quello più ricco di giocatori diversi e complementari”.
La prima partita l’avete vinta perché il cetrocampo è stato determinante?
“Per tanti motivi. Abbiamo avuto un pizzico di fortuna, all’inizio. Potevamo subire un gol, e andare male. Poi abbiamo giocato bene a metà campo, in fase d’attacco, anche in fase difensiva”.
Facciamo tre punti con la Costarica. E poi?
“Se dovessimo vincere, saremmo quasi a posto in vista della qualificazione. Un giorno prima giocano Uruguay e Inghilterra”.
I bambini questa mattina, con voi all’allenamento. Che festa è stata?
“Io posso dire che qui in Brasile siamo stati accolti bene, benissimo. I bambini poi, hanno un entusiasmo contagioso. Il popolo brasiliano è meraviglioso, accoglienza stupenda. Credo che sia il Mondiale più bello e gioioso di sempre. Rapporti umani eccellenti. In albergo poi. Ci troviamo da Dio”.
Gli orari delle partite, che cosa ne pensi?
“Penso che a tutti i livelli, da noi in Italia e ai Mondiali, i problemi legati agli orari sono una cosa secondaria. In Italia giochiamo alle nove di sera a gennaio, col ghiaccio. Qui nel pieno pomeriggio con un caldo pazzesco. Accettiamo, andiamo avanti. Si potrebbe fare di meglio, ma contano tanti aspetti del problema, gli affari, il pubblico, le tivu. Il caldo c’è per noi e i nostri avversari”.
Si aspetta un Costarica simile a quello visto con l’Uruguay?
“Abbiamo visto solo pochi minuti, in diretta. Lo studieremo nelle prossime ore. Credo che giocheranno la stessa gara disputata contro i sudamericani”.
La squadra che l’ha colpita di più?
“Facile dire l’Olanda, cinque gol alla Spagna e se avessero avuto anche Strootman… Grande compattezza, e il solito grande allenatore, Van Gaal”.
Dove arriverà l’Italia in questo Mondiale?
“E’ sbagliato dirlo adesso, per noi e per tutti. Io credo che la Spagna farà un gran Mondiale, nonostante la sconfitta. E chi è andato bene al debutto, potrebbe cadere in qualche trappola”.
L’obiettivo minimo della Nazionale? E Totti in azzurro quale ruolo avrebbe avuto?
“In Germania abbiamo vinto e nessuno lo avrebbe pronosticato. Io direi che l’obiettivo minimo è la semifinale, ma lo dico un po’ così, perché poi dipende dagli accoppiamenti negli ottavi e nei quarti, non ha molto senso andare oltre una indicazione. Totti? Lui ha giocato con quattro o cinque generazioni di Roma diverse, e si è sempre trovato bene. In questa Nazionale, con questo gioco, con gente che sa farti arrivare il pallone pulito sui piedi, si sarebbe trovato molto bene”.
Che cosa mettere in campo contro la Costarica, prima di tutto?
“Come con l’Inghilterra, la Costarica è squadra molto fisica. Far valere la nostra identità”.
Pirlo, come lo definisci?
“Un esempio. In tanti anni di tante partite e tanti successi, non ha mai sbagliato nemmeno un comportamento. La gente nel Mondo lo adora”.
De Rossi e la Nazionale. Quando finirà?
“Non lo so. Mi sento ancora giovane e forte, la Nazionale mi esalta. Faccio gli scongiuri, la maglia azzurra a me piace tantissimo e fino a quando sarò in grado di onorarla la onorerò”.
Inter-Jovetic, matrimonio possibile

Grandi novità in casa Inter con il Manchester City che ha aperto ad una possibile cessione in prestito di Stevan Jovetic. L’ex fantasista della Fiorentina è reduce da una stagione tutt’altro che da ricordare con la maglia dei Citizens e proprio per questo potrebbe far ritorno in Italia per rilanciarsi. Con l’ok del City, ora bisogna convincere il giocatore montenegrino, che a differenza della società vorrebbe rimanere in Inghilterra per tentare di imporsi con la maglia dei citizens. La situazione è da monitorare perché nelle prossime ore ci potrebbero essere importanti novità su Jovetic.
Sul fronte centrocampo continuano i contatti col Rubin Kazan per M’Vila e col Qpr per Mbia, mentre per quanto riguarda Behrami c’è da trovare l’accordo con De Laurentiis che chiede non meno di 11 milioni di euro. Intanto si allontana dai nerazzurri Hugo Campagnaro, che dopo una sola stagione sembra sempre più orientato ad andarsene. Il giocatore piace a Fiorentina ed Athletico Madrid, ma per una decisione finale c’è bisogno di aspettare la fine del Mondiale con il giocatore impegnato con l’Argentina nell’avventura brasiliana.
Juventus, futuro tra Sanchez e Candreva?

Con un Morata sempre più lontano dai bianconeri (il giocatore appare sempre più vicino al Wolfsburg) in casa Juventus si valutano le alternative con il nome di Alexis Sanchez che torna prepotentemente in voga. La dirigenza torinese è tornata all’attacco con un’offerta da circa 18 milioni di euro (e 3 di bonus) per riportare in Italia il cileno dopo l’esperienza con la maglia dell’Udinese. La trattativa continua a rimanere difficile, ma ad aprire spiragli arrivano le parole di Luis Henrique, che avrebbe confessato al direttore sportivo Zubizarreta di voler sacrificare Sanchez per tentare l’assalto ad Aguero o Higuain.
Occhi anche sulla situazione di Antonio Candreva, giocatore della Lazio, appena riscattato da Claudio Lotito. Il giocatore è considerato incedibile dal presidente biancoceleste, ma un’offerta allettante potrebbe far cambiare idea al patron. La valutazione di Candreva è di circa 25 milioni, ma per abbassare la richiesta, la Juventus ha diverse carte che piacciono a Lotito: da Ogbonna ad Isla, passando per Peluso e Quagliarella.
Kakà al bivio: San Paolo o Milan

Un futuro tutto da scrivere quello di Ricardo Kakà, che dopo una buona stagione con la maglia rossonera sta ragionando se rimanere ancora al Milan o se fare ritorno in patria nella squadra che lo ha lanciato nel calcio dei grandi. Il San Paolo spera di riportare in patria il numero 22 brasiliano dopo che il tentativo del Gremio è andato a vuoto, col giocatore che ha rifiutato la proposta. La presunta crisi con la moglie Caroline (smentita dalla famiglia e dallo stesso calciatore) ha aperto spiragli sul ritorno in Brasile di Kakà, che però per il momento non ha ancora preso una decisione.
Il problema di fondo è sempre il solito, l’ingaggio, con il San Paolo che non sembra avere le risorse economiche per offrire al giocatore almeno 4 milioni a stagione. In quest’ottica si inserisce il Milan, che da una parte aspetta la decisione di Kakà e dall’altra inizia a muoversi per rimpiazzare il brasiliano. In caso di partenza del numero 22 e di Robinho (sempre più lontano dal Milan) i rossoneri potrebbero partire all’assalto di quel Juan Iturbe, il gioiellino del Verona che tanto piace a Filippo Inzaghi.





