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Gervinho: “A Roma mi sento importante”

Gervinho

Tempo di interviste per Gervinho, che al settimanale Sportweek ha rilasciato qualche dichiarazione sul suo primo anno a Roma e sul suo rapporto con Rudi Garcia: “Sono stato accolto benissimo e sono tutti molto gentili con me, dentro e fuori dal Club. Sono stato messo su un piedistallo senza averlo chiesto. Mi fanno sentire importante. Ho molto rispetto per questa società. Garcia mi conosce bene dentro e fuori dal campo. Non ha molto da dirmi per prepararmi alla partita. Due o tre parole e io capisco quello che devo fare. A volte basta uno sguardo”.

Intanto sul fronte mercato sembra sempre più vicino l’arrivo in giallorosso di Salih Uçan, centrocampista del Fenerbache classe 1994. Il maliano dovrebbe costare circa 10 milioni di euro ma la distanza tra le due parti è minima con la Roma che deve solo risolvere qualche problema legato alla modalità di pagamento e alle percentuali di futura rivendita.

Prandelli: “C’è molto ottimismo, sono fiducioso”

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Prime parole dal Brasile rilasciate dal ct dell’Italia Cesare Prandelli, il mister degli azzurri parla alla vigilia dei mondiali brasiliani. Ottimismo nelle parole dell’allenatore azzurro, questo quanto dichiarato dal tecnico e riportato da sportmediaset:

“Non siamo una formazione che può fare la partita basandosi sulle proprie individualità, dobbiamo essere una squadra e osare in campo”. Cesare Prandelli, dal Brasile, fissa il primo comandamento per il gruppo che affronterà il Mondiale e mostra parecchia fiducia in vista del torneo: “Abbiamo grandissimo ottimismo, una squadra è vincente quando non si pone limiti mentali. L’obiettivo? Bisogna passare il girone, poi vediamo”.

Le prime impressioni di Prandelli.
“Siamo appena arrivati, le prime impressioni sono buone, la struttura anche. Ci sono tutte le condizioni ideali per iniziare il Mondiale. Comincia oggi la vera preparazione. Penso al lavoro fatto e a quello da fare: e quando sai che cosa fare, lo stato d’animo diventa d’incanto di grandissimo ottimismo”.

Come giocheremo in questo Mondiale?
“Non vogliamo fare capire nulla a nessuno. Sono partite dove si giocherà anche su certi equilibri. Stiamo verificando l’opportunità di giocare con un giocatore in più in mezzo al campo ma non abbiamo ancora deciso”.

Verratti può essere una risorsa?
“Tutti possono essere delle risorse, ma Marco in questo momento sta interprentando quello che avevo richiesto. Voglio una squadra capace di cambiare e di osare anche qualcosa di diverso. Non siamo una squadra che può fare la partita basandosi sulla propria individualità, dobbiamo essere una squadra”.

Domenica c’è la partita col Fluminense. Cosa ti aspetti?
“Abbiamo programmato questa partita perché avevamo necessità di avere subito un impatto col Paese. Sicuramente tra due giorni non faremo una bella figura, ve lo dico già adesso. Ma nelle difficoltà sono convinto che si vede ancora di più dove poter migliorare la squadra”.

Su Balotelli.
“Mi aspetto la continuità che sta avendo in questi giorni. Ha una grande attenzione a tutti i particolari e una grande concentrazione. Ognuno non deve pensare di essere un protagonista, dobbiamo essere squadra”.

Sul mix tra esperti e giovani nella squadra.
“I giovani sono garanzia d’entusiasmo ed è quello che chiediamo a loro. Sono ragazzi interessanti, che ci possono stare in questa Nazionale. Sono anche incoscienti e il calcio ha bisogno anche di questo. Posso fare un nome, Darmian, che è arrivato in sordina ma sta meravigliando tutti per serietà e convinzione. Non sono state scelte difficili”.

Sulla possibilità di crescere durante il torneo.
“La storia insegna che l’Italia ha sempre dato risposte importanti soprattutto nei momenti di difficoltà. Se questo può portarci qualcosa in più, i giorni passati ne sono una testimonianza”.

Qual è il primo motivo per cui è ottimista?
“Perché ho rivisto la partita col Lussemburgo e avevo dato un obiettivo alla squadra e l’abbiamo eseguito. Abbiamo creato palle gol e non abbiamo subito rischi, poi quando abbiamo insertito Cassano e abbiamo cambiato modulo si sono creati degli squilibri. Dobbiamo lavorare”.

Sullo scetticismo della gente.
“L’impatto forte del Mondiale fa alzare da parte di tutti l’asticella. Tutti si aspettano miracoli. In questo momento molti accomunano la Nazionale a chi deve dare un segno di cambiamento. Abbiamo una responsabilità in più, dobbiamo andare in campo col pensiero di rendere orgogliosi gli italiani di questa maglia. Dobbiamo fare capire che l’italiano anche nella difficoltà fa squadra. Come insieme di gioco possiamo essere più bravi degli altri e noi stiamo lavorando su questo”.

Sull’importanza delle condizioni fisiche.
“Abbiamo pensato di arrivare preparati, da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare. Abbiamo capito molto dall’esperienza della Confederations, abbiamo lavorato a Coverciano per arrivare preparati dal punto di vista fisico”.

Sulle condizioni della rosa.
“In questa fase ci sono giocatori che stanno bene e si sono visti e altri che hanno qualche acciacco. I quattro centrali hanno qualche problemino, ma è risolvibile. Per questo comunque ho deciso di portare Ranocchia, mentre Mirante è stato chiamato per i problemini a Sirigu e Perin”.

Il modo migliore per far esprimere Balotelli è rimanere da solo in attacco, con il supporto di esterni e centrocampisti?
“Ognuno di loro deve trovarsi nelle posizioni ideale per dare il meglio. Le scelte sono state dettate anche da questo motivo”.

Sull’obiettivo dell’Italia.
“Mou ha detto che siamo da finale? Lunga vita a Mourinho (ride, ndr). Il primo obiettivo è passare il girone e poi vediamo. Noi dobbiamo farci trovare pronti”.

Su Buffon, Pirlo e De Rossi, che hanno vinto un Mondiale.
“Mi piace ascoltare le storie di chi ha vinto. Ho ascoltato Lippi, Gigi, Andrea. Ci sono tante energie che devono andare nella stessa direzione. Tante volte ci sono situazioni che pensi possano essere difficili e poi trovi energie per superarle. Una squadra è vincente quando non si pone limiti mentali”.

Sul Mondiale vinto nel 1934.
“Dovremmo studiare di più la nostra storia. Ci può aiutare, riempire, fare capire che siamo una nazione che da un secolo a questa parte è stata protagonista”.

Thohir: ecco i 200 milioni per sanare i debiti e i sogni

Da oggi il socio di maggioranza dell’Inter è ufficialmente l’indonesiano Erick Thohir. Il volto nuovo della passata stagione, presidente già da novembre scorso, ha saldato in mattinata i 200 milioni necessari per l’iter di passaggio con Moratti. I soldi verranno spesi per risanare i debiti societari e poi per rinvigorire la rosa in vista dei prossimi impegni in Europa League. Thohir ha lavorato a lungo per questo giorno, negli ultimi mesi infatti ha fatto il giro del globo per trovare le banche finanziatrici del progetto, non solo quello attuale ma anche in ottica mercato.

Intanto oggi ha parlato anche Zanetti al quale la società sta proponendo una carica da vicepresidente ad honorem. L’Argentino sarebbe l’uomo simbolo capace di trasmettere il senso della maglia nerazzurra anche ai nuovi arrivati. Lo stesso Zanetti si è dichiarato onorato di tale investitura e ha riempito di lodi il nuovo presidente: <<All’inizio in pochi l’hanno veramente capito e lui non si è subito ambientato. Ma ora sta capendo il senso di “famiglia interista” e son sicuro farà bene>>

 

La Juve ripensa a Guarin, all’Inter andrebbe Gabbiadini

Guarin

Galeotto fu Ciro Immobile. Per l’affare con il Borussia, Torino e Juve si son dovuti incontrare molte volte nelle ultime giornate. Così come non succedeva da tanto tempo. La Juve non si è lasciata sfuggire l’occasione per sondare il terreno per Darmian. L’esterno della Nazionale è infatti il nuovo pallino di Antonio Conte che lo vorrebbe come sostituto di Lichtsteiner. Il Toro continua a dichiararlo incedibile ma le voci di mercato per il terzino sono tante e non provengono solo dall’Italia. Vederlo l’anno prossimo in maglia granata potrebbe essere un’impresa.

Intanto Marotta ripensa ad un suo vecchio amore invernale: Guarin. La trattativa allora sfumò per il volere della curva nerazzurra ma ormai il colombiano vive da separato in casa alla Pinetina e vederlo partire pare scontato. All’Inter interessa Manolo Gabbiaddini che potrebbe essere inserito in una trattativa di scambio più alcuni milioni da parte dei bianconeri. Attenzione anche ad un altro interista ovvero Ranocchia, Conte vorrebbe rilanciare il ragazzo dopo alcune annate difficili e liberarsi di Ogbonna, anche solo in prestito, che non ha convinto nella stagione appena conclusa.

 

Doppio colpo Lazio: Basta più Parolo. Ma Allegri temporeggia

Con l’Udinese la Lazio doveva risolvere la comproprietà di Antonio Candreva. In mattinata però la società romana non si è limitata a coprire interamente il cartellino del giocatore ma è tornata a Formello con un volto nuovo: Dusan Basta. Il laterale serbo andrà ad infoltire il reparto degli esterni dove Lulic pare ormai partente. La cifra dell’affare Candreva-Basta è di 13 milioni ma potrebbe abbassarsi a 10 qualora Cavanda rifiutasse le offerte della Premier e andasse in Friuli. Lotito rinforza anche il centrocampo, al Parma infatti andranno 5 milioni in cambio di Parolo.

Sul fronte allenatore, Tare sta cercando di portare Max Allegri all’Olimpico ma l’operazione non è semplice. L’ex Milan vorrebbe infatti un triennale da 2,5 milioni e mezzo a stagione. Tanto, troppo per i biancocelesti. Allegri ha poi espressamente richiesto di non cedere Lulic e di operare 2-3 acquisti di spessore internazionale. La Lazio sa però che se non fa cassa difficilmente potrà permettersi altri grandi colpi.