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Moggi si schiera con Capello, è polemica con Conte

Nei giorni scorsi ci sono state polemiche che hanno alimentato una discussione abbastanza accesa tra Antonio Conte e Fabio Capello. L’ex dirirente bianconero, Luciano Moggi, è stato intervistato da “ Panorama”, bacchettando l’attuale allenatore della Juventus. Ecco le sue parole:

“Con me quelle dichiarazioni non le avrebbe neppure fatte. Mi avrebbe chiesto il permesso… Conte gioca in uno stadio dove c’è scritto che la Juventus ha 31 scudetti. Allora dovrebbe dire ‘Non gioco qui”.

“Si vede che era nervoso, ma sicuramente qualcuno ci ha marciato sopra altrimenti non si può spiegare – spiega Moggi -. Dicono che ce l’abbia con Capello perché lo fece smettere di giocare? Nessun legame e comunque ogni allenatore ha il dovere e il diritto di decidere chi gioca e chi no. Conte era alla fine della carriera e lo escludo: sarebbero polemiche da bambini. Credo che qualcuno abbia caricato Conte e montato una polemica che non vedo e che mi sembra assurda. Lo ripeto, quelle di Capello erano parole d’elogio”.

“L’idea che è una polemica che mi sembra assurda. Se Capello ha detto che la serie A oggi non è abbastanza allenante e la Juventus in estate ha aggiunto Tevez e Llorente mentre gli altri hanno venduto i pezzi migliori, mi sembra che abbia fatto un elogio a Conte e alla società e non una critica. Non capisco tutto questo casino”.

 

Dopo Icardi, missione Kovacic (Hernanes permettendo)

kovacic

In effetti, un rientro del genere era perfino difficile da immaginare. Dopo le polemiche e il gossip, Maurito Icardi è tornato ad essere immediatamente decisivo con una zampata che ha regalato all’Inter i tre punti su un campo difficile quale quello di Firenze. Thohir già prima della partita aveva messo il centravanti argentino in rampa di lancio, auspicandone la presenza in campo: Mazzarri ha recepito il messaggio ed è stata vittoria. E proprio Icardi potrebbe essere a questo punto l’acquisto più importante per l’Inter di questa seconda parte di campionato. Già, perché a parte qualche fiammata, gol alla Juventus in primis, praticamente Icardi non è mai stato a disposizione di Mazzarri fino ad oggi e anche per questo spesso i nerazzurri sono stati costretti a giocare con il solo Palacio là davanti.

Senza dimenticare che Icardi è il prototipo di quel progetto giovani di cui Thohir e Mazzarri parlano spessissimo. E una volta recuperato Maurito Icardi, l’obiettivo diventa necessariamente l’inserimento di Kovacic, che a inizio stagione si presentava come la vera e propria arma in più dell’Inter. Dopo una fase di involuzione, Kovacic è chiamato a dimostrare tutto il suo valore e la domanda sorge spontanea: Hernanes gli chiuderà ulteriormente gli spazi o lo aiuterà nella completa maturazione?

Seedorf va forte: “Attaccare con creatività per segnare tanto”

Tutto pronto, mancano poco più di 48 ore alla grande sfida di San Siro contro l’Atletico Madrid e Clarence Seedorf inizia a parlare e a svelare il suo pensiero su una gara fondamentale per la stagione rossonera: “Abbiamo una responsabilità, specialmente nei confronti dei più giovani che ci osservano – le parole di Seedorf al sito della UEFA -. Non riguarda solo il fatto di vincere, ma anche di come si vince. In partita voglio vedere una squadra che attacca, che è creativa. La creatività per me significa avere giocatori che mostrano doti individuali, ma che giocano anche come parte di una squadra.

Non sono un grande appassionato delle squadre che stanno in difesa e pensano solo al contropiede, anche se può essere molto efficace; puoi vincere così certe volte e certe volte devi giocare così, ma se mi chiedi cosa davvero mi piace in termini di gioco, di certo sono le squadre che segnano più di un gol a partita”. Attaccare ed essere aggressivi, insomma, per avere la meglio su un Atletico Madrid in grande spolvero. “Tornare al Milan è stato come tornare a casa – ha continuato il tecnico del Milan -, non sono mai andato via veramente in effetti, conosco tutti, tutti conoscono me”.

Cori discriminatori, caos giallorosso…

Ieri sera, la partita tra Roma e Sampdoria si è giocata senza curve presenti all’Olimpico, a causa dei cori cantati precedentemente, in altre partite da parte dei tifosi giallorossi. Prima del match, la tribuna e i distinti, ancora una volta hanno intonato canti come : “ Odio Napoli”, stesso episodio che si è verificato due settimane fa, quando la squadra di Rudi Garcia affrontò il Napoli nella semifinale di Coppa Italia di andata.

Ciò che lascia senza parole, è il fatto che la tribuna Monte Mario abbia applaudito queste insinuazioni contro il popolo del sud. Questo avvenimento, si è ripetuto anche durante il primo gol dei padroni di casa, messo a segno da Mattia Destro. Cosa si può fare per fermare questa discriminazione territoriale che ormai va avanti da troppo tempo?

L’attacco della Lazio non funziona, c’è qualcosa che non va…

La Lazi, sta attraversando un momento di difficoltà per quanto riguarda l’attacco. Nella gara contro il Catania, i biancocelesti hanno fatto tre tiri nello specchio e un gol in due partite. Tutto questo proviene dai difetti della squadra e da un Miroslav Klose non molto in forma.

Inoltre nella sfida di ieri in Sicilia, la difesa ha fatto ben poco e i laziali fanno fatica a creare anche palle da gol e le fasce non sono più il punto di forza della rosa di Reja. L’allenatore ha capito che la difesa a tre gli da maggior sicurezza, ora quello che deve fare, è trovare il giusto equilibrio tra i vari reparti, cosa che non ha funzionato ieri a Catania.

A Reja il compito di trovare le giuste soluzioni tattiche e ritrovare il vero Klose, trascinatore dell’attacco biancoceleste in grado di garantire gol da tre punti e giocate da campione. L’effetto Reja sembra esser svanito, a Catania un brutto passo indietro quello mostrato dai capitolini, serve ritrovare la strada giusta.