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Thohir e Icardi zittiscono le polemiche in casa Inter

Icardi

Ride bene chi ride ultimo. Un vecchio detto poco ascoltato, che nella vita, come nel calcio, spesso induce le persone a non esultare troppo presto. Due settimane fa Erick Thohir era additato da molti come il classico magnate straniero sceso in un campo di calcio per puro guadagno. Indubbiamente a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, però Thohir nell’ultima settimana ha dimostrato di essere legato alla sua nuova creatura nerazzurra e la sua presenza, in parte, ha contribuito alla rinascita degli uomini di Mazzarri.

Oltre al presidente, un altro interista che dopo Firenze ha messo i puntini sulle i è Mauro Icardi: “Perché non parlate di me adesso?” ha scritto ironico su Twitter il centravanti argentino. Dopo esser stato al centro di tutti i rotocalchi per la sua relazione con Wanda Nara, Maurito finalmente è tornato sulle prime pagine dei giornali sportivi sfogando quasi 4 mesi di rabbia repressa.

Gli allenamenti per l’Inter riprendono martedì, non ci sarà Kovacic che comunque potrebbe lavorare a parte per essere del match domenica contro il Cagliari.

 

Reja: “Che ti è successo Lazio? Noi senza grinta, meriti al Catania”

È l’altra faccia della medaglia quella che mostra Edy Reja all’indomani del match perso contro il Catania. Prima della sfida del Massimino, il tecnico goriziano si era detto fiducioso e convinto, designando la sfida con i siciliani come il trampolino di lancio per la rincorsa all’Europa. Dopo il sonoro 3-1 impartito dai catanesi però il morale per Reja è ben diverso e non pochi son i dubbi. “Non penso che abbiamo sottovalutato l’avversario, ma più verosimilmente abbiamo sbagliato l’approccio nella ripresa, dove abbiamo concesso troppo sbagliando in difesa. Klose ha dato il suo però da uno come lui pretendo più intensità” Queste le parole del tecnico biancoceleste dopo la partita.

Alcuni criticano la scelta dell’esclusione di Keita e Reja si difende: “Il suo sostituto, Mauri, non solo è andato a segno ma è persino riuscito a darmi più solidità al centro del campo nel primo tempo, ed era quello che volevo.”

 

Conte al veleno: “Della Juve di Capello ricordo solo gli scudetti revocati”

Accettare dalle critiche del maestro? No, grazie. Secca e puntuale, al termine della vittoria con il Chievo, è arrivata la risposta di Antonio Conte alle accuse lanciate in settimana dal ct della Russia, Fabio Capello. “Io uso il pugno duro perché dai miei uomini pretendo sempre il massimo, può capitare un passaggio falso come quello col Verona ma non deve essere frutto di un calo psicologico. Degli anni di Capello nessuno ricorda il bel gioco ma solamente lo scandalo Calciopoli.” Queste le parole taglienti rilasciate dal tecnico pugliese al termine del match vinto dai bianconeri.

Conte non difende solo il suo operato ma anche i suoi giocatori: “I fischi a Giovinco sono incomprensibili. Bisogna farsi tutti un esame di coscienza, perché contro il ragazzo c’è anche una campagna mediatica che indica a svilirne l’immenso talento. Guai a chi mi tocca i miei ragazzi.” Conte padre padrone insomma della sua Juve. Sinora il pugno di ferro in campionato paga; e d’altronde che un mister pretenda massima concentrazione dai suoi, in una stagione in cui dei cali di atteggiamento hanno portato via la Champions League, non sembra poi così inopportuno, anche a costo di saltare i giorni di riposo.

Rincorsa Champions, Kakà e Zapata lottano contro il tempo

Mercoledì sera, ore 20:45, risuonerà a San Siro la musichetta della Champions League. Eppure per la prima volta nella sua storia il Milan vorrebbe allungare e non accorciare le ore che lo separano dagli ottavi della competizione europea più importante. Kakà e Zapata infatti stanno lottando tra palestra e sedute mediche per essere dell’incontro. Ieri la squadra si è allenata a Milanello, col gruppo son rientrato Bonera ed Emanuelson. Oggi pomeriggio è prevista una nuova seduta che permetterà di capire meglio chi sarà disponibile e chi no.

Se Zapata e Kakà dovessero alzare bandiera bianca andrebbero a rinfoltire le poltroncine delle tribune di San Siro dove gli attendono mestamente Montolivo e Muntari, squalificati, e Honda che non può giocare in Champions.

Ricardo però ci crede e sui suoi profili social scrive: “Io ci sarò”. Se lo augura tutto il Milan, oltre che tutto l’ambiente pallonaro italiano che si affida al diavolo unico nostrano sopravissuto nel contesto europeo.

 

La Roma risponde alla Juve, Destro protagonista (3-0)

Destro

La domenica di calcio, si conclude con la sfida tra Roma e Sampdoria. I giallorossi devono vincere, per ancorare la Juventus, che oggi ha vinto e non ha nessuna intenzione di fermarsi mentre i ragazzi di Mijhalovic cercano un altro successo, per risalire la classifica e superare i cugini genoani. Arbitra il sign. Celi, Olimpico abbastanza pieno ma vuoto delle curve, che sono state squalificate per discriminazione territoriale.

La Roma parte subito in attacco. Le squadre nei primi 5’ minuti di gioco si studiano. Al 7’ minuto, Gabbiadini prova il tiro, palla che va alta sopra la traversa. La Sampdoria si fa vedere maggiormente in fase offensiva mettendo in difficoltà i giallorossi. Al 9’ minuto Destro tira ma l’azione viene fermata per fuorigioco. Al’11 minuto, Gervinho mette la palla in mezzo all’area ma nessuno ci arriva, pallone allontanato dal difensore sampdoriano. Verso il 18’ minuto, il ritmo della partita si fa più lento e la palla circola solo a metà campo, i blucerchiati riescono a chiudersi nel modo corretto. Al 20’ minuto, Eder non aggancia la sfera, nessun problema per De Sanctis. Al 25’minuto, Gervinho se ne va sulla fascia, tira in porta ma Gastaldello protegge il risultato e toglie la palla dalla porta, salvataggio sulla linea che vale come un gol. Azione più pericolosa del primo tempo. Al 28’ minuto, Pjanic prova il tiro, palla che sfiora il palo. Al 40’ Strootman, dopo aver intercettato una palla in mezzo all’area, tira ma Da Costa si oppone. Al 43’ minuto arriva il vantaggio della Roma, dopo un calcio d’angolo battuto da Florenzi, Destro anticipa tutti e insacca la palla di testa, alle spalle del portiere sampdoriano.

La ripresa, inizia senza cambi in entrambe le squadre e con la Sampdoria che non si arrende e continua ad attaccare per trovare il pareggio. Al 4’ minuto, Strootman batte un calcio di punizione, palla alta sopra la traversa. Al 8’ minuto, Pjanic regala il raddoppio ai giallorossi, dopo aver battuto il calcio di punizione, la palla si abbassa e finisce nell’angolino sinistro della porta, niente da fare per Da Costa, tiro perfetto del giallorosso. Al 11’minuto arriva la doppietta di Destro, Gervinho intercetta la palla a centrocampo, la mette in mezzo all’area trova Destro, che con un destro a giro insacca la palla alle spalle del portiere blucerchiato. Al 15’ minuto, Eder prova il tiro ma la palla finisce nelle mani di De Santics senza nessun problema. La Sampdoria, nonostante sia sotto di tre gol, continua ad attaccare. Al 22’ Gervinho, mette la palla in mezzo all’area, assist per Pjanic, palla intercettata da Cristicic. Al 32’ minuto, Florenzi prova il tiro, palla alta sopra la traversa. Al 34’ Gastaldello viene espulso per un doppio giallo dopo un brutto fallo su Nainggolan. La Roma, batte la Sampdoria e resta in scia della capolista Juventus.