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Rimonta Milan; con il Cagliari è 1-2. Decidono Balotelli e Pazzini

Football

Il nuovo corso del Milan di Seedorf continua in quel di Cagliari; al Sant’Elia i rossoneri vogliono dimenticare la brutta eliminazione dalla Coppa Italia rimediata in settimana e per far ciò l’ex numero dieci olandese, dopo aver caricato i suoi uomini auspicando maggiore serenità nel gruppo, schiera in campo l’ormai consueto 4-2-3-1 con Honda, Kakà, Robinho e Balotelli in posizione offensiva. A centrocampo torna Montolivo con Rami titolare in difesa.

Il match parte con un copione ben chiaro con il Milan che conduce il gioco rischiando più volte di andare in vantaggio con Robinho (al 7°), Balotelli (al 10°) e Honda (al 18°) nei primi venti minuti, Seedorf sembra soddisfatto quando il vento cambia rotta e arriva l’erroraccio di Amelia (oggi titolare al posto dell’influenzato Abbiati) che rinvia malamente e fa ripartire il Cagliari che con Sau riesce a portarsi in vantaggio, Marco Sau autore anche del gol nel match di andata.

Nel secondo tempo è sempre la squadra di Seedorf a fare la partita ma la porta sembra quasi stregata, ogni occasione non si concretizza per pochissimo. L’olandese allora decide di mettere in campo Pazzini (siamo al 60°) e arretra Balotelli; una mossa che si rivela decisiva e in pochi minuti si ribalta il risultato: all’87° Super Mario manda in rete una punizione dal limite e due minuti dopo il numero undici rossonero spedisce in gol il cross di Honda da calcio d’angolo. Una vittoria importantissima per il club milanese che si porta a 28 punti e agguanta la Lazio al nono posto in classifica.

 

L’Inter non vince più, solo un pari contro il fanalino di coda Catania (0-0)

Alvarez

Niente da fare, nemmeno contro il fanalino di coda Catania l’Inter riesce a trovare la vittoria, in una gara in cui a fare notizia sono più che altro i fischi che il pubblico di San Siro dedica polemicamente ai nerazzurri. Mazzarri torna a schierare Ricky Alvarez dietro a Milito e Palacio, ovvero il terzetto offensivo che bene aveva fatto contro il Genoa fino all’infortuno del mancino fantasista nerazzurro, mentre il Catania ovviamente opta per uno schieramento attendista con Leto e Bergessio pronti a ripartire. I nerazzurri, peró, non riescono quasi mai a ingranare la giusta marcia: il gioco si sviluppa per lo più in orizzontale senza la necessaria profondità e il Principe Milito lá davanti è sempre troppo isolato. Su un errore della difesa del Catania in disimpegno l’occasione capita proprio sui piedi di Milito, ma il bomber nerazzurro temporeggia e viene recuperato in corner. L’altra opportunitá x i nerazzurri è per Palacio, ma El Trenza non inquadra la porta di testa su cross molto interessante di Jonathan. Dall’altra parte il Catania aspetta ordinato e non disdegna le ripartenze, senza peró mai mettere in difficoltà la difesa dell’Inter e cosí si chiude a reti inviolate un primo tempo certamente da non incorniciare.

Nella ripresa è addirittura il Catania a rendersi pericolosissimo nel primo quarto d’ora: prima è Bergessio che difende bene palla al limite e sfiora il palo con un sinistro velenoso, quindi Rinaudo sempre al limite controlla sugli sviluppi di una bella azione dei suoi ma non inquadra la porta di destro graziando Handanovic. Il pubblico nerazzurro rumoreggia e gli errori anche banali dei giocatori dell’Inter si sprecano. L’Inter non riesce a trovare le giuste misure in fase offensiva nonostante l’ingresso di Kovacic: ci prova un paio di volte Palacio, ma il portiere del Catania Frison non va in difficoltà, quindi sempre l’estremo difensore ospite para bene su un colpo di testa di Rolando. Il Catania da parte sua ci crede e si rende pericoloso in un paio di occasioni con Castro, che fa tremare San Siro. Massimo Moratti ed Erick Thohir, vicini in tribuna, guardano scoraggiati i minuti di recupero che passano e il Catania, al triplice fischio finale, strappa contro l’Inter il primo punto in trasferta della sua fino ad ora difficilissima stagione.

Lazio, bicchiere mezzo pieno?

marchetti_lazio

Domani mattina alle ore 11.00, la Lazio riprenderà gli allenamenti. Edy Reja, da una parte è soddisfatto perché i suoi uomini sono riusciti a fermare una Juventus, che sembrava ormai lanciata per conquistare la tredicesima vittoria consecutiva ma dall’altra parte c’è un po’ di rimpianto in quanto i biancocelesti, non riusciti a vincere la partita nonostante la superiorità numerica e molte azioni da gol provocate da parte della Lazio. A questo, si aggiunge un’altra nota negativa, Federico Marchetti si è fermato nuovamente a causa di sintomi influenzali, sarà necessario attendere notizie sia per lui e sia per Dias, che ha accusato una distorsione al ginocchio durante la partita contro la Juventus ma è riuscito a finire il match senza alcun problema e quindi ci si buone speranze.

Per quanto riguarda il lato tecnico, Reja è sempre più convinto di utilizzare il 3-4-2-1, modulo che riesce a favorire le ripartenze, da molto spazio alle fasce e protegge la difesa che sembrava essere molto fragile. C’è anche grande entusiasmo per la coppia Biglia – Ledesma in quanto fino a poco tempo fa non si pensava nemmeno che questi due calciatori potessero giocare insieme. Radu, Onazi e Lulic dovrebbero tornare a disposizione del tecnico in vista della prossima partita.

La Roma espugna Verona (1-3) Juve a 6 lunghezze

La Roma scende in campo a Verona contro la sorprendente formazione di Mandorlini. Per i giallorossi l’opportunità di avvicinare la capolista Juve fermata ieri sul pari dai cugini biancocelesti.

La compagine di Garcia non sbaglia, a Verona giallorossi in vantaggio nel primo tempo con una rete di Ljajic, rilanciato dal tecnico francese bravo a sfruttare un assist di Gervinho. Nella seconda frazione reazione del Verona e immediato pareggio firmato Hallfedsson, ma è ancora lui, Gervinho,  a riportare avanti i suoi, scatenato l’esterno giallorosso. Nel finale di gara c’è gloria per capitan Totti, entrato nel secondo tempo, che realizza un penalty e chiude la gara sul 3 a 1 romanista. La Roma vince e avvicina la capolista Juventus, la vetta è ora a sole sei lunghezze.

VERONA-ROMA 1-3

Verona (4-3-3): Rafael; Cacciatore, Marques, Maietta (39′ Donadel), Gonzalez; Romulo, Donati (38′ st Longo), Hallfredsson; Iturbe, Toni, Gomez (23′ st Martinho). A disp.: Nicolas, Borra, Cirigliano, Martinho, Sala, Donsah, Jankovic, Cacia. All.: Mandorlini.

Roma (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan, Torosidis; Nainggolan (15′ st Pjanic), De Rossi, Strootman; Gervinho, Destro (31′ st Totti), Ljajic (19′ st Florenzi). A disp.: Skorupski, Lobont, Jedvaj, Dodò, Taddei, Marquinho, Mazzitelli, Romagnoli, Ricci. All.: Garcia

 

L’Inter cerca il riscatto contro il Catania

L’Inter ospita il Catania, i nerazzurri di Mazzarri vogliono la vittoria. Obiettivo tre punti per rilanciarsi in campi0nato e dimenticare gli ultimi passi falsi e le polemiche legate alla trattativa Vucinic-Guarin. Mini contestazione dei tifosi nerazzurri, deluso dall’andamento dei nerazzurri e da scelte societarie non sempre comprensibili. Contro il Catania Mazzarri punta sulla coppia d’attacco Palacio-Milito con Alvarez suggeritore. Atteso a San Siro anche il patron Thohir, il nuovo presidente invita come sempre alla calma, ma i tifosi interisti attendono segnali chiari e concreti.

Inter (3-4-2-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Kuzmanovic, Cambiasso, Nagatomo; Alvarez, Palacio, Milito

Catania (4-3-3): Frison; Peruzzi, Spolli, Bellusci, Biraghi; Izco, Lodi, Plasil; Rinaudo, Bergessio, Keko