Home Blog Pagina 11422

Continua la crisi per la Lazio, effetto Reja già sfumato?

Reja arrivato nella capitale per gestire una situazione delicata e d’emergenza avrà bisogno di tempo per risolvere e gestire i problemi in casa Lazio. Il goriziano è un allenatore pragmatico che non si preoccupa degli esteti del calcio, che pensa soltanto alla concretezza. Per adesso vuole fare punti, quello che serve maggiormente per risalire la china e restituire fiducia al gruppo. Obiettivo centrato, con una vittoria e un pareggio in 2 giornate: il massimo che si potesse chiedere. La squadra, sicuramente più compatta e messa meglio in campo rispetto a prima, può muoversi con alcune certezze in più: l’assetto complessivo, titolari ritrovati, elementi al posto giusto, fiducia nelle possibilità, la ritrovata solidità della difesa.

Il gioco, è il primo punto debole: prima era un optional, oggi sembra ancora peggio. Inesistente e privo di sostanza. La Lazio si presenta come una squadra scolastica, senza fantasia, senza profondità nella manovra. Nota negativa anche riguardo la condizone fisica, emersa fuori nella partita contro il Bologna: forse è stata sbagliata la preparazione, perché impostata sulla Supercoppa, forse è colpa del richiamo invernale. Di sicuro la squadra non ha né ritmo, né cambi di passo, né velocità. Novanta minuti di calcio ruminato e prevedibile sono la conseguenza della mancanza di gioco e della scadente forma di molti calciatori. Il tecnico era convinto di poter investire e sperare nelle nuove leve e nella freschezza dei più giovani, ma a suo malgrado avrà bisogno della vecchia guardia e di affidarsi ai veterani per cercare di ri- costruire un minimo di feeling tattico.

Appello che Reja ha proposto al presidente Lotito, è l’emergenza dal punto di vista dei rinforzi. Necessità quindi, bisogno di restaurare una squadra solida capace di creare una nuova pagina, una nuova “era” in casa biancoceleste.

 

La Roma gongola. Totti “riconosce” la Juve

Parola al trascinatore naturale della squadra giallorossa, Totti, che dopo una grande prestazione e dopo la sua marcatura numero 231, punta dritto alla questione campionato ed automaticamente alla questione Juve: ” Era tanto che non segnavo davanti alla mia gente ma le cose importanti sono i tre punti e la prestazione della squadra. Abbiamo fatto una gara di testa, spirito e sacrificio. È una Roma bella, cinica, che vuole dimostrare il proprio valore. L’importante è tornare in Europa. Se continuiamo così ci riusciremo anche perché sono convinto che possiamo dire la nostra fino alla fine “, continuando, “i bianconeri stanno facendo un campionato a parte, sono i campioni in carica e stanno dimostrando tutto il loro valore ma dietro hanno una Roma che non molla: fino alla fine gli daremo filo da torcere. Poi se di fronte hai una squadra che non perde mai è difficile. Un applauso alla Juve, è la più forte d’Italia”.

Oltre al capitano della Roma, anche Kevin Strootman concede una piccola parentesi, esponendo il suo punto di vista sul campionato e fa un bilancio: “Abbiamo giocato una grande partita, è stata un’ottima prestazione corale, siamo stati bravi a far rimanere alta la concentrazione. Sin dal primo minuto abbiamo pressato alto, non abbiamo dato la possibilità al Genoa di respirare. Una gara importante, voglio fare i complimenti alla difesa per la solidità dimostrata. Nainggolan? Parliamo entrambi l’olandese e questo ci aiuta. Lui è molto forte: calciatori come Radja hanno bisogno di poco tempo per capirsi con i compagni”

Riguardo la fine del girone d’andata e l’organico giallorosso è chiaro: “Se mi aspettavo una squadra così forte? So che la Roma aveva fatto un sesto e un settimo posto e che c’erano molti giocatori nuovi. Con la buona partenza tutto è andato per il meglio. Possiamo ancora migliorare per dare fastidio alle nostre avversarie dirette. Personalmente so che posso fare meglio”

 

Barbara Berlusconi alza la voce: “Bisogna cambiare”

Impresa da storia del calcio quella compiuta ieri sera dal Sassuolo. Risultato finale: 4-3. Quattro gol del diciannovenne Berardi che piega letteralmente il Milan. Doveva essere la serata di Honda, entrato nell’ultima mezzora, invece è stata quella di Domenico Berardi, neanche vent’anni e un futuro che sembra già scritto. Dopo 13 minuti di legge rossonera è iniziato il suo show. L’attaccante mezzo juventino (i bianconeri hanno la metà del cartellino) che aveva già castigato la Roma, ha deciso di festeggiare la fine della quarantena con l’Under 21 regalandosi una quaterna. Il Sassuolo sempre più sopresa del campionato, spodesta quel nome ingombrante di ” squadra-materasso”, e va alla carica affidandosi al suo pupillo Berardi che incendia la partita.

Non bastano i gol di Balotelli, Robinho e Montolivo a placare gli animi del Sassuolo, che inventa una partita tutta nuova, la quale entrerà nell’albo storico. Eppure i rossoneri avevano iniziato bene: vantaggio dopo 9 minuti con Robinho su assist di De Jong, poi raddoppio quattro minuti dopo con Balotelli su cross di Cristante. Nucleo della leggerezza milanista è stato permettere al Sassuolo di riaprire subito la partita e poi di scoprirsi troppo, senza riuscire a riprendere in mano il comando del gioco. Dopodichè lo show. Ci si aspettava una reazione tinteggiata di rossonero e invece dopo appena due minuti arriva la quaterna del Sassuolo. Al di là dei meriti dei neroverdi, che hanno salvato la panchina di Di Francesco, questo Milan è è un incubo incarnato. Molle, rinunciatario, a tratti irritante, incapace di reagire da squadra. Il risveglio nell’ultimo quarto d’ora stavolta non basta. L’ingresso in campo di Pazzini, Honda e Montolivo e lo schieramento iper offensivo producono un palo, un gol e una traversa, ma non rendono meno amara la serata. Poi nel finale Pegolo si supera con un’altra bella parata. Così, di fronte alla disfatta del Milan, anche l’atteso debutto del giapponese passa in secondo piano.

Al termine della gara parole infuocate firmate Barbara Berlusconi: “Così non va, bisogna cambiare”. Esonero in vista per Max Allegri?

 

Allegri-Milan, è addio. Arriva l’esonero, al suo posto Inzaghi

Tempo di addii in casa Milan, l’avventura di Allegri sulla panchina rossonera è arrivata al capolinea. Fatale al tecnico livornese il k.o. contro il Sassuolo, un poker mal digerito in società. Per Allegri esonero in vista, oggi alle 11.00 i rossoneri torneranno in campo a Milanello, con molta probabilità non ci sarà più Allegri a dirigere l’allenamento.

Convocato in società Pippo Inzaghi, promozione in vista per l’ex attaccante milanista. Il dopo Allegri si chiama quindi Filippo Inzaghi, una stagione tormentata quella dei rossoneri. I tifosi milanisti sperano in un girone di ritorno più tranquillo e di rivedere il vero diavolo. Una stagione da dimenticare per Allegri e per il Milan, un finale triste per il tecnico milanista.

L’Inter cerca il riscatto contro il Chievo, spazio a Kovacic

L’Inter è chiamata ad invertire la rotta, stop alle parole, servono risultati. Dopo un buon avvio di stagione i nerazzurri di Mazzarri si sono smarriti, qualche passo falso di troppo e musi lunghi. Questa sera contro il Chievo serve una vittoria, Mazzarri punta sul giovane croato Kovacic, complice anche la squalifica di Guarin. Occasionissima per Kovacic, spesso ai margini della squadra di Mazzarri. L’Inter deve tornare a vincere, il progetto Thohir è appena iniziato, centrare l’Europa è al momento il diktat in casa nerazzurra.

Questa sera contro il Chievo torna anche Taider, di nuovo a disposizione, per lui ballottaggio con Kuzmanovic.

La probabile formazione:

Inter: Handanovic; Juan Jesus, Rolando, Campagnaro; Jonathan, Kuzmanovic, Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Kovacic; Palacio