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E’ fatta per Bradley al Toronto: alla Roma 7 milioni

Roma sempre più scatenata sul mercato, non solo quello in entrata. I giallorossi stanno infatti perfezionando la cessione di Michael Bradley al Toronto Fc per 7 milioni di euro più bonus. Una cifra che copre quasi interamente l’esborso garantito tra qui e giugno al Cagliari per Nainggolan, e che garantisce una plusvalenza non indifferente di circa 4 milioni di euro. Il centrocampista fu infatti prelevato due estati fa dal Chievo per circa 3 milioni. Cifre faraoniche per il contratto del calciatore, il quale – secondo tuttomercatoweb.com- firmerà per sei anni a 3 milioni netti a stagione. Si attende soltanto la firma per ufficializzare una trattativa ormai conclusa.

La conferma arriva da Alberto Faccini, agente del calciatore, ai microfoni di Radio Radio: “Il ragazzo ha fatto questa scelta, c’è un progetto importantissimo nei suoi confronti, è stato fatto un investimento tra i più costosi degli ultimi anni. Senza aspettare il 31 ha valutato di seguire questo percorso anche per aiutare la crescita del calcio americano. Quanto ha pesato l’arrivo di Nainggolan? Abbastanza. Lui è stato al suo posto sempre, non ha mai parlato. Si sentiva un giocatore importante, poi è cambiata la scala di valori. Ci sono state tantissime richieste anche da club di Serie A, come l’Hellas e il Bologna. Ma questa è una scelta dettata dall’apprezzamento verso la lega e il calcio americano. Dopo 10 anni di Europa è voluto ritornare negli States. Una scelta amara, ma fatta con il cuore. La Roma fino all’ultimo aveva ribadito l’incedibilità“.

Cragnotti pungola Lotito: “I risultati arrivano solo con…”

Nel giorno in cui la Lazio compie 114 anni – il club capitolino nacque il 9 gennaio 1900 a Piazza della Libertà – festeggia il suo compleanno anche l’ex presidente biancazzurro, Sergio Cragnotti. Intervenuto stamane a Radio Manà Sport, Cragnotti ha detto la sua sul momento Lazio: “Il momento è abbastanza difficile, ma con l’arrivo di Reja spero che i risultati migliorino. Se vedo nella Lazio la voglia di crescere? C’è sempre questo desiderio, poi però la vita reale ci fa ottenere i risultati che seminiamo, che sono legati alle proprie possibilità e alle proprie idee. Questo club merita molto di più per storia e bacino d’utenza. Per non restare nella mediocrità, anzi per oltrepassarla, si possono accettare anche nuove partnership, il club ne potrebbe solo giovare per ridare sogni ai propri tifosi. Non si può pretendere di ottenere grandi risultati senza alti compensi”.

Cragnotti è quindi tornato sui fasti della sua Lazio: “Si veleggiava in Europa come una delle società più importanti dell’ambito calcistico, con l’obiettivo di far coincidere ai risultati un adeguato livello di marketing. La finale di Supercoppa europea vinta a Montecarlo contro il Manchester United è senz’altro un ricordo indelebile: ci fu un’esaltazione trionfale da parte di tifoseria e stampa, un momento eccezionale in quanto a risultato sportivo e notorietà. Il più brutto è quando siamo dovuti uscire dal mondo del calcio per i noti problemi. In quali condizioni lasciai la Lazio? Basta andare in Consob a prendere il bilancio depositato il 31 dicembre 2002…”.

Inter, basterà il mercato di gennaio? Nel 2004…

Nel calcio, soprattutto quello odierno, i sogni costano tanto. E in Italia, da anni, il ritornello è ricorrente: i top club europei hanno più risorse da investire, per questo sono più competitivi. Forse per questo Massimo Moratti ha deciso di passare la mano, cedendo il pacchetto di maggioranza della società nerazzurra a Erick Thohir, proprio per garantire all’Inter un futuro sempre ai vertici come, evidentemente, la famiglia Moratti non poteva più permettersi di fare. Mazzarri, da parte sua, è stato chiarissimo: se l’Inter vuole arrivare al terzo posto, servono investimenti importanti. Un terzo posto che anche Thohir vuole fortemente, ma i recenti risultati negativi hanno complicato parecchio le cose. Soprattutto dopo la sconfitta con la Lazio, dopo la raffica di pareggi di dicembre e il poker subito dal Napoli, hanno fatto allontanare le dirette concorrenti per la zona Champion’s League. Se proprio Napoli e Fiorentina hanno allungato, i nerazzurri sono stati superati perfino dal Verona e sono scivolati verso posizioni di classifica di… stramaccioniana memoria.

Il mercato di gennaio capita a fagiolo, dicono alcuni, ma cosa serve davvero all’Inter per puntare con credibilità al terzo posto? Non è semplice e per capirlo basta tornare indietro di qualche anno. Era il gennaio del 2004, sulla panchina dell’Inter c’era Alberto Zaccheroni e i nerazzurri, dopo l’esonero di Cuper, stentavano in campionato. Le dirette concorrenti per il quarto posto, che allora garantiva l’accesso alla Champion’s League, erano la Lazio di Mancini e il Parma di Prandelli. L’Inter a fine stagione agguantò il quarto posto, ma per riuscirci furono necessari due investimenti di grandissimo valore a gennaio come Adriano e Stankovic, strappati proprio alle dirette concorrenti Parma e Lazio. Come se, per capirci, oggi l’Inter andasse a prendere Marek Hamsik e Borja Valero, piuttosto che Callejon e Cuadrado. Da una parte, certo, Napoli e Fiorentina non li cederebbero, ma dall’altra nemmeno l’Inter avrebbe le potenzialità economiche per portarli a Milano, come accaduto invece con Adriano e Stankovic nel gennaio 2004. Tutto questo per spiegare come il mercato di gennaio, per essere un vero toccasana, deve essere ricco e importante, altrimenti serve a poco. E D’Ambrosio e Osvaldo, i due nomi più caldi in questo momento, potrebbero non bastare.

Galliani: “Con Barbara tutto ok. Kakà? Una leggenda”

E’ tornato il sereno al Milan”, aveva dichiarato Silvio Berlusconi dopo le clamorose dimissioni di Galliani a fine novembre. Una cena era bastata a tranquillizzare l’amministratore delegato rossonero, che oggi ai microfoni di Radio Montecarlo è tornato sulla questione: “Resto, non è prevista alcun tipo di uscita – le sue parole -. Ben venga Barbara. All’inizio abbiamo avuto qualche problema, ma credo che sia tutto risolto. Sono aree totalmente distinte – ha continuato Galliani riferendosi alla suddivisione dei compiti nel quadro dirigenziale rossonero -, non ci sono interferenze. L’area sportiva del Milan, di mia competenza, è stata diviso dal resto”.

Ma Galliani ha parlato anche di uno dei suoi pupilli, ovvero di quel Ricardo Kakà che ha rivoluto fortemente in rossonero: “Inizialmente abbiamo tutti avuto paura che non fosse lo stesso Riccardino. Si è confermato una leggenda – ha affermato Galliani -. Kakà è una leggenda, abbiamo avuto giocatori immensi come Baresi e Maldini, ma lui in tutti questi anni è entrato nel cuore dei tifosi in una maniera tutta sua. Siamo tutti innamorati di Kakà”.

Matri-Milan, è già finita?

L’avventura di Matri in rossonero potrebbe esser giunta al termine, dopo pochi mesi potrebbe esser arrivato il momento dei saluti. L’attaccante ex Juve ha trovato poco spazio in maglia milanista e non ha reso secondo le aspettative.

Sul centravanti Lazio e Sampdoria, capitolini e blucerchiati i due club maggiormente interessati alla punta rossonera. La Sampdoria è alla disperata ricerca di una punta centrale, la Lazio cerca una valida alternativa a Klose. Galliani pronto a valutare le proposte dei due club, l’avventura di Matri al Milan sembra comunque essere arrivata al capolinea.