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Per il Milan ostacolo Atalanta

Allegri ph: KeyPress

Milan di nuovo in campo a San Siro, per i rossoneri di Allegri ostacolo Atalanta. Contro i nerazzurri di Colantuono l’obiettivo è vincere e riscattare il k.o. subito nel derby. Al diavolo servono i tre punti, la classifica piange e per i rossoneri è vietato sbagliare. Un nuovo passo falso renderebbe la classifica pericolosa, Milan che vuol scalare la classifica e riscattarsi dopo un avvio di stagione non certo esaltante.

Allegru punta sulla coppia Matri-Balotelli, nel ruolo di trequartista spazio a Kakà. Atalanta con Denis vertice alto supportato da Moralez.

Le probabili formazioni:

Milan (4-3-1-2): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Mexes, Emanuelson; Cristante, De Jong, Poli; Kakà; Balotelli, Matri.

A disp.: Amelia, Bonera, Rami, Silvestre, Zaccardo, Nocerino, Robinho, Saponara, Pazzini. All.: Allegri.

Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Migliaccio, Stendardo, Del Grosso; Bonaventura, Carmona, Cigarini, Brivio; Moralez; Denis.

A disp.: Sportiello, Benalouane, Giorgi, Baselli, Yepes, Canini, Kone, Cazzola, Brienza, Polito, Gagliardini, Marilungo, De Luca. All.: Colantuono.

 

La Lazio di Reja ospita l’Inter, sfida della verità

Tutto pronto all’Olimpico per LazioInter, i biancocelesti del nuovo tecnico Reja ospitano l’Inter di Walter Mazzarri. Una sfida tra due formazioni in cerca della giusta identità, due compagini alla ricerca dei tre punti per rilanciarsi in campionato e dare un giusto significato alla stagione in corso.

Reja punta sul 4-5-1, centrocampo con Hernanes faro supportato da Ledesma, Gonzalez, Lulic e Candreva, terminale offensivo il tedesco Klose. Mazzarri risponde con il 3-5-1-1, a centrocampo chance per Kuzmanovic, in attacco unica punta Palacio supportato dal colombiano Guarin.

Le probabili formazioni:

Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Lulic; Klose.

A disp.: Berisha, Cana, Ciani, Cavanda, Novaretti, Ederson, Biglia, Onazi, Felipe Anderson, Perea, Keita, Floccari. All.: Reja.

Inter (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Kuzmanovic, Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Guarin; Palacio.

A disp.: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Samuel, Wallace, Pereira, Zanetti, Kovacic, Mudingayi, Milito, Belfodil, Icardi. All.: Mazzarri.

 

Juventus-Roma 3-0, bianconeri a +8 e campioni d’inverno

Con una prestazione maiuscola, la Juventus supera con un netto 3-0 la Roma nel big match della 18° giornata di Serie A e infligge ai giallorossi di Rudi Garcia la prima sconfitta stagionale. Eppure a Torino a partire meglio sono i capitolini, che nel primo quarto d’ora schiacciano i campioni d’Italia nella loro metà campo. Al primo affondo, però, la squadra di Conte è spietata: Tevez imbecca lo splendido inserimento in area di Vidal, il quale trova il pertugio vincente sul primo palo (1-0). La Roma risponde e il match si fa avvincente: Buffon è attento sulle conclusioni da fuori di Pjanic e Dodò, mentre sul versante opposto Llorente scarica un destro terrificante che si abbassa improvvisamente e fa correre un brivido sulla schiena di De Sanctis.

Il secondo tempo si apre con l’episodio che taglia le gambe agli ospiti: sul piazzato di Pirlo, Bonucci si avventa indisturbato e mette dentro in scivolata a due passi dalla linea di porta (48′). Garcia prova a correre ai ripari, inserendo Destro e Torosidis, mentre Conte perde Tevez per infortunio e getta nella mischia l’ex Vucinic. La contesa si chiude definitivamente alla mezz’ora della ripresa: durissimo intervento di De Rossi su Chiellini a palla lontana, Rizzoli ci pensa su qualche istante e poi estrae il rosso. Sugli sviluppi dello stesso calcio di punizione, Castan salva sulla linea con la mano e costringe il direttore di gara a estrarre la seconda espulsione nel giro di sessanta secondi, oltre ad accordare l’inevitabile penalty: dal dischetto Vucinic spiazza De Sanctis e fa tris (77′). La gara finisce senza recupero e consegna ai bianconeri un successo che consente loro di centrare la 10° vittoria consecutiva (eguagliato il record della stessa Juventus nel 1932) e soprattutto di allungare a +8 in classifica sui giallorossi, laureandosi abbondantemente campioni d’inverno con un giornata di anticipo.

Fiorentina di misura sul Livorno, Chievo-Cagliari a reti bianche

Nel secondo anticipo della 18° giornata di Serie A, la Fiorentina supera il Livorno per 1-0 e agguanta momentaneamente il Napoli al 3° posto. Dopo un primo tempo senza grossi sussulti, la partita si accende nella ripresa: allo scoccare dell’ora di gioco è provvidenziale il riflesso di Bardi sul tocco a botta sicura a passi dalla porta di Vargas, appena 3′ dopo sono invece gli amaranto a spaventare i padroni di casa con la clamorosa traversa centrata dal colpo di testa di Mbaye. Scampato il pericolo, la squadra di Montella sblocca al 66′ con l’imperioso stacco di Gonzalo Rodriguez direttamente da corner. Tegola per Montella poco dopo, costretto a sostituire l’infortunato Giuseppe Rossi. Il Livorno ha due occasionissime per il pari, ma Neto è in serata di grazia e mette in cassaforte tre punti d’oro per la Viola.

Chievo e Cagliari non si fanno male nel primo anticipo del nuovo anno, andato in scena alle ore 15 al “Bentegodi”, che ha aperto ufficialmente le danze della Serie A nel 2014. A Verona finisce infatti con un scialbo 0-0 che accontenta tutti sulla carta ma lascia l’amaro in bocca più ai rossoblù, che al 66′ falliscono clamorosamente l’occasionissima per portarsi a casa l’intera posta: Pinilla si procura un rigore netto costringendo al fallo Cesar, ma poi spara altissimo dagli 11 metri. E’ praticamente l’unico sussulto di una non-partita: finisce tra i fischi del “Bentegodi”, con il Chievo che torna a muovere la classifica dopo 2 k.o. consecutivi e i sardi che proseguono nella loro striscia positiva, allungata ora a 2 vittorie e 5 pareggi.

Lazio, (ri)presentato Reja: “Torno a casa”. Lotito: “Petkovic, tradimento vero”

Alla vigilia di Lazio-Inter, posticipo in programma domani alle 18.30 allo stadio Olimpico, è tempo di presentazione ufficiale per il nuovo tecnico biancoceleste, Edy Reja. Per il mister goriziano, in realtà, si tratta di un ritorno a Formello, come confermano le sue prime battute: “Sono tornato a casa, quando sono rientrato a Formello ho avuto la sensazione di non aver mai lasciato. Le tante manifestazioni d’affetto mi danno ulteriore carica per fare bene. Il rendimento da gennaio ad adesso non è consono all’organico della Lazio, se il presidente cambia allenatore vuol dire che qualcosa non andava per il verso giusto. In questa settimana ho visto voglia e disponibilità, sono convinto che tutti, vecchi e giovani, daranno una grossa mano. Petkovic? Gli faccio i complimenti, ha fatto bene in Europa League e ha vinto una Coppa Italia storica“. L’attenzione si è spostata quindi sui singoli: “Hernanes è un valore aggiunto per  questa squadra, adesso sta vivendo un momento particolare ma in questi anni è stato sempre determinante. In Italia ci sono pochi centrocampisti che fanno 10 gol l’anno. Deve tornare sereno, non pensare ai Mondiali, ma alla Lazio e trovare la giusta condizione. Mauri? E’ un giocatore molto importante, ha grande capacità di leggere la partita e di attaccare gli spazi. Il suo ritorno ci potrebbe dare una grossa mano. Mercato? Prima valuterò la rosa, ma ho l’impressione che questo organico sia altamente competitivo“.

La presentazione-bis di Reja è anche l’occasione per il punto di Claudio Lotito sulla querelle Petkovic. Il presidente biancoceleste ha speso parole pesanti per l’ormai ex allenatore, con cui si profila l’ennesima battaglia legale: “Quando i giornalisti scrivevano delle cose sulla Svizzera, speravo in cuor mio che non fosse vero – riporta lalaziosiamonoi.it – Abbiamo chiesto a Petkovic e ci ha negato tutto. Il suo è stato un tradimento vero, le persone non si finiscono mai di conoscere. Quando lo scelsi, mi basai su alcuni principi e valori che ora sono venuti a mancare. Non mi sento di aver disatteso nessun impegno, anzi l’ho sostenuto nei momenti di difficoltà anche lo scorso anno. La società gli ha offerto anche il rinnovo di contratto, cosa che è stata declinata. Sono stato sorpreso perché sono abituato a mantenere gli impegni. Da gennaio a gennaio, poi, uno si rende anche conto che il rendimento è stato disastroso, ma mi sono sempre speso per sostenerlo; non voglio rivendicare meriti, ma se non fossi intervenuto io, imponendo il ritiro a Norcia, forse non avremmo nemmeno vinto la Coppa Italia. Ho sostenuto Petkovic perché lo ritenevo una persona meritevole. Poi i fatti hanno fatto cambiare la mia valutazione, con il tempo ho capito cose che prima mi sfuggivano. Ho capito che perseguiva esclusivamente un interesse personale quando, prima di Verona, aveva già svuotato il suo armadietto. Già sapeva di dover uscire, ma io non gli avevo comunicato niente“.