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Klose: “Sarà difficile ottenere un posto in Europa”

Il bomber tedesco della Lazio Miroslav Klose appare amareggiato dopo un’altra brutta prestazione della sua squadra, che quest’anno sta lasciando per strada troppi punti, complicando notevolmente le cose e sminuendo così le ambizioni di inizio stagione, tra cui quella di confermarsi tra le prime del campionato, almeno in zona Europa. Il ritorno di Reja non sembra aver dato ancora una sterzata decisiva a questa stagione, al termine della quale proprio l’attaccante tedesco non sa se continuerà a vestire la maglia biancoceleste oppure deciderà di cambiare aria; una decisione difficile vista l’età del Panzer e il momento negativo che sta vivendo la Lazio.

Ecco uno stralcio delle parole di Klose in un’intervista pubblicata in Germania dal Die Welt, partendo dalle ambizioni laziali di conquistare un posto in Europa League: “Sarà difficile. Potremo capirlo solo una volta che saremo in grado di dare continuità alle prestazioni e ai risultati, abbiamo lasciato troppi punti negli scorsi mesi”. Ancora incerto il suo futuro: “Sarò svincolato dalla Lazio in estate (contratto in scedenza il 30 giugno, ndr), poi vedremo cosa succederà. Posso immaginare molte opzioni, rinnovare alla Lazio o andare da qualche altra parte. Valutare dove e per quanto tempo potrò giocare è una decisione importante, da prendere insieme alla mia famiglia. Sono felice di poter ancora giocare a calcio e ho cercato di andare avanti il più possibile con il ritmo giusto. Il bello è che alla fine diventa un lavoro di routine per tutti, ma fino ad ora non è stato così per me”.

 

Milan, esonerato Massimiliano Allegri

Il Milan esonera Massimiliano Allegri. Rivoluzione tra i rossoneri, l’ultima ed ennesima sconfitta di ieri contro il Sassuolo è stata fatale al tecnico toscano, che dalla prossima giornata non siederà più sulla panchina del club di via Turati. Al suo posto, per il momento, ci sarà Tassotti, vice storico degli allenatori del Milan, che avrà il difficile compito di traghettare la squadra lontano dalla crisi, in una seconda parte di stagione da salvare che si preannuncia ricca di difficoltà. Barbara Berlusconi già ieri sera era apparsa decisa e determinata a mettere da parte Allegri, il Ko in Emilia, aveva dichiarato la presidentessa, era stato inaccettabile e bisognava cambiare.

Tassotti avrà il difficile compito di risollevare le sorti dei rossoneri, il Milan ieri ha perso, si, ma ha anche avuto spiragli di luce. Honda si è subito fatto vedere per l’ottima tenacia e determinazione messa in campo e se non fosse stato per le due traverse di Pazzini forse sarebbe tornato a Milano con un punto, che non avrebbe salvato Allegri ma forse avrebbe reso meno amara la giornatra. C’è da rifondare la difesa, in balia troppe volte degli avversari, riunire il gruppo e provare a risalire la classifica, senza dimenticarsi della Champions League che tra poco meno di un mese rivedrà i rossoneri protagonisti sul temibile campo dell’Atletico Madrid.

Juve da record. Undicesima vittoria consecutiva per i bianconeri

C’era anche David Moyes in tribuna ad assistere all’undicesima vittoria consecutiva della Juve. Il tecnico del Manchester United, arrivato dall’Inghilterra per osservare Astori e magari ripassare la sua conoscenza di alcuni bianconeri, sarà rimasto entusiasmato dalla straripante prestazione della Juve di Conte. I campioni d’Italia giocano malissimo per mezz’ora e in modo appena sufficiente per un’altra mezz’ora, ma poi accelerano, vincono e dilagano, come succede spesso. Adan, portiere del Cagliari, agevola con due gravi errori il compito dei bianconeri che comunque confermano il loro strapotere e la facilità di vincere anche quando le gambe non girano al meglio e Conte deve addirittura sostituire Pirlo. La Juve chiude il girone d’andata con 52 punti (8 di vantaggio sulla Roma), e stabiliscono il nuovo primato di vittorie consecutive nella storia del club. La doppietta di Llorente è la conferma dell’ottimo acquisto fatto in estate, la rete sblocca-incontro di Marchisio è un’ulteriore buona notizia per il tecnico bianconero.

Oltre alla grande vittoria, degna di nota è la dimostrazione dei bianconeri di saper reagire allo svantaggio cagliaritano; gli uomini di Conte, ritrovano la forza e rimontano con un determinato Llorente la via per la vittoria. Ogni settore ha lavorato a dovere, oltre qualche leggerezza in fase difensiva, risolta come sempre da uno straordinario Buffon all’altezza della situazione. Nel complesso i bianconeri appaiono come una corazzata, in fuga, invincibile, dove ogni meccanismo funziona alla perfezione. La strada è ancora lunga e tortuosa, finito il giorone d’andata, la Juve dovrà attendersi un girone di fuoco per mantenere il primato del campionato.

 

Continua la crisi per la Lazio, effetto Reja già sfumato?

Reja arrivato nella capitale per gestire una situazione delicata e d’emergenza avrà bisogno di tempo per risolvere e gestire i problemi in casa Lazio. Il goriziano è un allenatore pragmatico che non si preoccupa degli esteti del calcio, che pensa soltanto alla concretezza. Per adesso vuole fare punti, quello che serve maggiormente per risalire la china e restituire fiducia al gruppo. Obiettivo centrato, con una vittoria e un pareggio in 2 giornate: il massimo che si potesse chiedere. La squadra, sicuramente più compatta e messa meglio in campo rispetto a prima, può muoversi con alcune certezze in più: l’assetto complessivo, titolari ritrovati, elementi al posto giusto, fiducia nelle possibilità, la ritrovata solidità della difesa.

Il gioco, è il primo punto debole: prima era un optional, oggi sembra ancora peggio. Inesistente e privo di sostanza. La Lazio si presenta come una squadra scolastica, senza fantasia, senza profondità nella manovra. Nota negativa anche riguardo la condizone fisica, emersa fuori nella partita contro il Bologna: forse è stata sbagliata la preparazione, perché impostata sulla Supercoppa, forse è colpa del richiamo invernale. Di sicuro la squadra non ha né ritmo, né cambi di passo, né velocità. Novanta minuti di calcio ruminato e prevedibile sono la conseguenza della mancanza di gioco e della scadente forma di molti calciatori. Il tecnico era convinto di poter investire e sperare nelle nuove leve e nella freschezza dei più giovani, ma a suo malgrado avrà bisogno della vecchia guardia e di affidarsi ai veterani per cercare di ri- costruire un minimo di feeling tattico.

Appello che Reja ha proposto al presidente Lotito, è l’emergenza dal punto di vista dei rinforzi. Necessità quindi, bisogno di restaurare una squadra solida capace di creare una nuova pagina, una nuova “era” in casa biancoceleste.

 

La Roma gongola. Totti “riconosce” la Juve

Parola al trascinatore naturale della squadra giallorossa, Totti, che dopo una grande prestazione e dopo la sua marcatura numero 231, punta dritto alla questione campionato ed automaticamente alla questione Juve: ” Era tanto che non segnavo davanti alla mia gente ma le cose importanti sono i tre punti e la prestazione della squadra. Abbiamo fatto una gara di testa, spirito e sacrificio. È una Roma bella, cinica, che vuole dimostrare il proprio valore. L’importante è tornare in Europa. Se continuiamo così ci riusciremo anche perché sono convinto che possiamo dire la nostra fino alla fine “, continuando, “i bianconeri stanno facendo un campionato a parte, sono i campioni in carica e stanno dimostrando tutto il loro valore ma dietro hanno una Roma che non molla: fino alla fine gli daremo filo da torcere. Poi se di fronte hai una squadra che non perde mai è difficile. Un applauso alla Juve, è la più forte d’Italia”.

Oltre al capitano della Roma, anche Kevin Strootman concede una piccola parentesi, esponendo il suo punto di vista sul campionato e fa un bilancio: “Abbiamo giocato una grande partita, è stata un’ottima prestazione corale, siamo stati bravi a far rimanere alta la concentrazione. Sin dal primo minuto abbiamo pressato alto, non abbiamo dato la possibilità al Genoa di respirare. Una gara importante, voglio fare i complimenti alla difesa per la solidità dimostrata. Nainggolan? Parliamo entrambi l’olandese e questo ci aiuta. Lui è molto forte: calciatori come Radja hanno bisogno di poco tempo per capirsi con i compagni”

Riguardo la fine del girone d’andata e l’organico giallorosso è chiaro: “Se mi aspettavo una squadra così forte? So che la Roma aveva fatto un sesto e un settimo posto e che c’erano molti giocatori nuovi. Con la buona partenza tutto è andato per il meglio. Possiamo ancora migliorare per dare fastidio alle nostre avversarie dirette. Personalmente so che posso fare meglio”