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Barbara Berlusconi alza la voce: “Bisogna cambiare”

Impresa da storia del calcio quella compiuta ieri sera dal Sassuolo. Risultato finale: 4-3. Quattro gol del diciannovenne Berardi che piega letteralmente il Milan. Doveva essere la serata di Honda, entrato nell’ultima mezzora, invece è stata quella di Domenico Berardi, neanche vent’anni e un futuro che sembra già scritto. Dopo 13 minuti di legge rossonera è iniziato il suo show. L’attaccante mezzo juventino (i bianconeri hanno la metà del cartellino) che aveva già castigato la Roma, ha deciso di festeggiare la fine della quarantena con l’Under 21 regalandosi una quaterna. Il Sassuolo sempre più sopresa del campionato, spodesta quel nome ingombrante di ” squadra-materasso”, e va alla carica affidandosi al suo pupillo Berardi che incendia la partita.

Non bastano i gol di Balotelli, Robinho e Montolivo a placare gli animi del Sassuolo, che inventa una partita tutta nuova, la quale entrerà nell’albo storico. Eppure i rossoneri avevano iniziato bene: vantaggio dopo 9 minuti con Robinho su assist di De Jong, poi raddoppio quattro minuti dopo con Balotelli su cross di Cristante. Nucleo della leggerezza milanista è stato permettere al Sassuolo di riaprire subito la partita e poi di scoprirsi troppo, senza riuscire a riprendere in mano il comando del gioco. Dopodichè lo show. Ci si aspettava una reazione tinteggiata di rossonero e invece dopo appena due minuti arriva la quaterna del Sassuolo. Al di là dei meriti dei neroverdi, che hanno salvato la panchina di Di Francesco, questo Milan è è un incubo incarnato. Molle, rinunciatario, a tratti irritante, incapace di reagire da squadra. Il risveglio nell’ultimo quarto d’ora stavolta non basta. L’ingresso in campo di Pazzini, Honda e Montolivo e lo schieramento iper offensivo producono un palo, un gol e una traversa, ma non rendono meno amara la serata. Poi nel finale Pegolo si supera con un’altra bella parata. Così, di fronte alla disfatta del Milan, anche l’atteso debutto del giapponese passa in secondo piano.

Al termine della gara parole infuocate firmate Barbara Berlusconi: “Così non va, bisogna cambiare”. Esonero in vista per Max Allegri?

 

Allegri-Milan, è addio. Arriva l’esonero, al suo posto Inzaghi

Tempo di addii in casa Milan, l’avventura di Allegri sulla panchina rossonera è arrivata al capolinea. Fatale al tecnico livornese il k.o. contro il Sassuolo, un poker mal digerito in società. Per Allegri esonero in vista, oggi alle 11.00 i rossoneri torneranno in campo a Milanello, con molta probabilità non ci sarà più Allegri a dirigere l’allenamento.

Convocato in società Pippo Inzaghi, promozione in vista per l’ex attaccante milanista. Il dopo Allegri si chiama quindi Filippo Inzaghi, una stagione tormentata quella dei rossoneri. I tifosi milanisti sperano in un girone di ritorno più tranquillo e di rivedere il vero diavolo. Una stagione da dimenticare per Allegri e per il Milan, un finale triste per il tecnico milanista.

L’Inter cerca il riscatto contro il Chievo, spazio a Kovacic

L’Inter è chiamata ad invertire la rotta, stop alle parole, servono risultati. Dopo un buon avvio di stagione i nerazzurri di Mazzarri si sono smarriti, qualche passo falso di troppo e musi lunghi. Questa sera contro il Chievo serve una vittoria, Mazzarri punta sul giovane croato Kovacic, complice anche la squalifica di Guarin. Occasionissima per Kovacic, spesso ai margini della squadra di Mazzarri. L’Inter deve tornare a vincere, il progetto Thohir è appena iniziato, centrare l’Europa è al momento il diktat in casa nerazzurra.

Questa sera contro il Chievo torna anche Taider, di nuovo a disposizione, per lui ballottaggio con Kuzmanovic.

La probabile formazione:

Inter: Handanovic; Juan Jesus, Rolando, Campagnaro; Jonathan, Kuzmanovic, Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Kovacic; Palacio

 

Milan a picco contro il Sassuolo. Super Berardi fa poker (4-3)

Berardi batte il Milan. Nel posticipo della diciannovesima giornata di serie A, tra Sassuolo e Milan, i padroni di casa battono i rossoneri, o meglio Berardi, praticamente da solo, travolge il Milan, 4-3 il finale, e permette al suo Sassuolo di conquistare tre punti d’oro in chiave salvezza. La partita al Mapei Stadium di Reggio Emilia era iniziata nel migliore dei modi però per gli uomini di Allegri. Il Milan al pronti via è subito apparso deciso e più determinato dei neroverdi e, al 9’ è già avanti di un gol. De Jong ruba palla sulla linea mediana del campo, lancio perfetto per Robinho che in area di rigore trafigge Pegolo. Passano pochi minuti ed è subito raddoppio. Al 13’ Cristante scatta indisturbato sulla corsia laterale, serve al centro Mario Balotelli che di forza mette a segno lo 0-2. In pochi minuti i rossoneri mettono subito le mani sul match, una prova di forza che lascia intendere un proseguo di partita noioso e poco entusiasmante con il Milan chiamato solo a contenere senza affanni un Sassuolo troppo più debole.

Invece sale in cattedra il giovane talento di Di Francesco, Berardi che dopo neanche sessanta secondi dal gol di Balotelli, sfugge alla lenta marcatura dei difensori avversari e con un destro micidiale dimezza lo svantaggio. Il Sassuolo riparte con calma, il Milan avrebbe tutto il tempo di ristabilire le distanze ma improvvisamente si ferma e lascia ampi spazi agli avversari. I padroni di casa quindi iniziano a conquistare metri, soprattutto a centrocampo sono completamente indisturbati e al 28’ magia di Berardi. L’attaccante lotta con Bonera in area di rigore, quasi spalle alla porta tenta il diagonale, e palla s’insacca alle spalle di Abbiati, 2-2. Il Sassuolo vola sulle ali dell’entusiasmo e spinto dal suo uomo migliore continua a mettere alle corde i rossoneri. Al 41’ ancora lui, anticipa Emanuelson, e con una gran botta ribalta i risultato.

Nella ripresa ci si aspetta un Milan forte e deciso a rientrare in partita, ma al 47’ Kurtic serve al centro una buona palla al solito Berardi, l’attaccante calabrese non si fa trovare impreparato e realizza il quarto gol. Il Milan è davvero irriconoscibile, Allegri manda in campo Pazzini e Honda gettando la sua squadra in avanti alla disperata ricerca del gol che potrebbe riaprire il match. I minuti passano inesorabili, ci provano prima Kaka e poi Pazzini ma Pegolo non corre pericoli e difende con ordine la sua porta. Il primo vero brivido arriva al 38’ con Honda, il neo numero dieci riceve palla a limite dell’area di rigore, gran destro ma palla che si stampa sul palo. Sulla respinta Balotelli serve Kakà al centro, ma da pochi passi il brasiliano si vede respingere il tiro da un ottimo intervento con i piedi del numero uno di casa. Il Milan ci crede, spinge come può e al 40’ accorcia con un diagonale lento ma preciso di Riccardo Montolivo, che riapre inaspettatamente il match. I rossoneri sono inarrestabili, al 43’ Pazzini è in area, colpo di testa dell’attaccante davanti a Pegolo, ma ancora una volta il legno dice no, traversa e ribattuta sulla riga. Gli ultimi minuti sono stupendi, il Sassuolo lotta con il coltello tra i denti, il Milan ci prova senza sosta, ma alla fine termina così, 4-3, una vittoria storica per il Sassuolo che getta di nuovo in crisi il Milan di Massimiliano Allegri.

Juventus rullo compressore, a Cagliari 4 squilli in rimonta (1-4)

La Juventus, che per buona parte della gara non riesce a domare un buon Cagliari, soffre ma conquista una larga vittoria (1-4) al Sant’Elia. Mister Conte si affida alla formazione “titolare” con Caceres che sostituisce lo squalificato Barzagli e con Tevez e Llorente in attacco. Per la prima uscita della squadra sarda, dopo la cessione di Nainggolan , Mister Lopez schiera Cossu alla spalle delle punte Sau e Pinilla. In porta Adan è preferito ad Avramov, reduce da un infortunio alla mano. Nella prima frazione di gara gli ospiti tentano di fare la partita con i padroni di casa che cercano di attaccare l’avversario e non di attenderlo. La squadra rossoblù passa in vantaggio al 21’ con un diagonale di Pinilla, lasciato troppo solo dalla retroguardia bianconera. Poco dopo una conclusione di Conti sfiora il raddoppio, ma è la Juventus a trovare la rete del pareggio con un colpo di testa di Llorente al 31’, che sfrutta nel migliore dei modi un cross di Lichtsteiner. I padroni di casa si rendono nuovamente pericolosi con un tiro al volo di Pinilla, intercettato da Buffon.

Anche nella ripresa la Juventus non riesce a dare brillantezza alla sua manovra, mentre i sardi sono sempre attenti e concentrati. Conte sostituisce Pirlo con Marchisio, mentre Lopez inserisce Ibarbo al posto di Sau. Proprio il centrocampista bianconero al 28’ con una imprendibile conclusione da oltre 30 metri sorprende il portiere spagnolo e porta i bianconeri in vantaggio. Pochi minuti dopo Llorente centra la doppietta fruttando un cross di Lichtsteiner. Il giocatore svizzero chiude definitivamente la gara al 35’ approfittando di un errore di Adan che non trattiene la palla dopo una conclusione dell’attaccante spagnolo. La gara diventa nervosa e nel finale Pinilla viene espulso dall’arbitro per protese. La squadra bianconera ottiene una vittoria “esagerata” per quello che oggi si è visto in campo e chiude il girone d’andata a 52 punti, raggiungendo il record dell’undicesima vittoria consecutiva conquistata.