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Caso Donnarumma: “Rinviato l’incontro tra Raiola e Fassone”

L’agente del giocatore è in città, ma si è incontrato solamente con il suo assistito

Continua a far parlare il caso Donnarumma. Mino Raiola è arrivato a Milano e ha incontrato il suo assistito; ma non ha potuto incontrarsi con Fassone. L’entourage milanista preferisce far passare un po’ di tempo; le tensioni a Casa Milan sono troppe e preferirebbero incontrare il procuratore in un momento migliore. Se tra Raiola e Fassone i rapporti sono abbastanza buoni, continuano le battutine a distanza tra l’agente e Mirabelli. Quest’ultimo, in un’intervista, ha rimarcato di come il portierino sia libero di poter andare via da Milano; ma sarebbe lui a voler restare in rossonero: “Noi non abbiamo il problema di dare via Gigio. Lui non vuole andare via, ama questa maglia ed è contento di restare, si va avanti senza problemi. Capitolo chiuso. Come rispondo a Raiola? Con un sorriso. I conti li facciamo alla fine”

Questa situazione insomma, sembra non essere ancora arrivata alla fine; l’unica buona notizia, sembra quella comunicata da Mirabelli a proposito della volontà di Donnarumma di restare nel Milan e qualche applauso ricevuto nella partita contro il Verona, potrebbe significare un inizio di “ricucita” con i tifosi. Nel frattempo, come riporta la “Gazzetta dello Sport”, inizia a crearsi molta curiosità anche tra i procuratori sportivi; che sarebbero in attesa della prima difficoltà tra Raiola e Gigio, per poterne approfittare.

Pellegrini: ”Dopo Tokyo 2020 voglio diventare mamma”

Federica Pellegrini

Federica Pellegrini si racconta: da Magnini al possibile ritiro dopo Tokyo 2020

Nel corso di una lunga intervista rilasciata a SportMediaset.it, Federica Pellegrini – nuotatrice capace di infrangere, tra il 2007 e il 2009 ben 11 record del mondo – ha fissato in Tokyo 2020 il termine della sua carriera, a distanza di sedici anni dall’esordio olimpico ad Atene, dove all’età di 16 anni divenne la più giovane atleta italiana a conquistare un podio olimpico individuale.

Dopo aver commentato i risultati ottenuti nel corso degli Europei di Copenhagen – ”bisognerà lavorare di più ma quest’anno ci permetterà di essere più tranquilli. Era previsto che qualche gara non sarebbe andata come ci si poteva aspettare anche perché io devo rifiatare a livello fisico e mentale – Federica si è concentrata sul ritiro del suo ex compagno, Filippo Magnini: ”Mancherà sicuramente un trascinatore come lui soprattutto nella sua specialità di velocista. Noi abbiamo iniziato insieme nel 2003 e io ormai sono grande. Siamo due professionisti, lui continuerà ad esserlo anche nella vita perché l’impostazione è quella. Siamo cresciuti insieme e abbiamo imparato tanto uno dall’altra”.

Dal ritiro di Magnini… al suo

”Difficile dirlo, fino ad oggi non ho smesso perché non me lo sentivo dentro. Sarà in parte una decisione istintiva perché certe cose le percepisci dentro, senti il desiderio di fare altro nella vita anche come donna. Ma nello stesso tempo sarà anche una decisione razionale: dopo Tokyo avrò 32 anni e di sicuro non mi aspetto di andare lì a vincere una medaglia. Anche perché non so come andrò lì e se farò la staffetta, i 100 o i 200. Gli anni passano e per quanto mi riguarda la carriera che volevo fare si è conclusa la scorsa estate a Budapest quindi da adesso in poi è un navigare a vista cercando di divertirmi. Qualunque cosa succederà a Tokyo penso che dopo organizzerò una grande festa per il mio addio. Per un uomo è diverso ma essendo donna credo che tra due anni lo spirito di maternità di farà sentire. E io il valore della famiglia lo conosco bene e lo sento forte”.

Come sarà la vita dopo il nuoto?

”Non lo so, penso che quando smetterò mi si apriranno molte porte, almeno spero. Se così non fosse farò solo la mamma che non è comunque poco. Ma ancora non ci penso. La cosa più difficile sarà non sentire più l’adrenalina della gara e quella mi mancherà di certo”.

Il più bel ricordo della carriera. E un rimpianto

”C’è una cosa che cambierei della mia carriera: non andarmene da Philippe Lucas l’anno di Londra 2012. Avrei dovuto continuare ad allenarmi con lui. Ciò di cui sono più fiera è di non aver smesso dopo la delusione di Rio”.

La chiusura è dedicata al rapporto atleta-allenatore

”Secondo alcuni quando ero la più forte andavo col pilota automatico ma non è così. Non sono andata forte con chiunque. Ho cambiato tanti alenatori ma avrei voluto cambiarne meno. E’ fondamentale chi mi sta di fianco, chi mi accompagna alla camera di chiamata fino a 10 minuti prima della gara, quello che mi dice e mi trasmette ogni giorno. Ed è anche importante che sappia reggere un certo tipo di pressione. Tanti cambi sono stati fatti proprio perché alcuni non erano abituati a sopportare quello che mi stava intorno. Qualcuno si è montato la testa, qualcuno non ha saputo reggere anche se poi da str…a passavo sempre io. Alberto Castagnetti è stato quello che mi ha insegnato il mestiere di atleta ad alto livello, a soffrire e a rimanere concentrata sulle tue sensazioni in acqua. Philippe Lucas lo cito perché confermarsi al vertice non è mai facile e con lui sono riuscita a farlo. Infine c’è Matteo Giunta con cui ho fatto il lavoro di questi anni fino all’oro di Budapest. E sarà quello che mi porterà fino in fondo, fino alle fine della mia carriera”.

Annullata la cena di Natale del Milan. I ragazzi mandati in ritiro

Rino Gattuso

La pesante sconfitta contro il Verona avrebbe portato la dirigenza ad agire in questo modo

Le prova tutte la dirigenza del Milan per spronare i ragazzi ad uscire da questo momento di crisi. Prima li ha giustificati, i troppi cambi nella rosa necessitavano del tempo; poi ha cambiato l’allenatore, prendendo una persona come Gennaro Gattuso, che di grinta e di voglia di vincere ne ha per lui, per i suoi giocatori e anche da vendere alle altre squadre del campionato; infine, dato che i risultati continuano a non arrivare, dopo la carota arriva il bastone. La pesante sconfitta per tre reti a zero contro la penultima in classifica, non è stata digerita dalla società; tanto che la tradizionale cena di Natale rossonera, è stata annullata e i ragazzi sono stati spediti in ritiro, almeno fino alla vigilia della partita contro l’Atalanta. La partita contro i bergamaschi sarà importantissima ai fini della classifica e per restare in corsa almeno per un posto in Europa League. Secondo goal.com, se non dovesse arrivare un buon risultato nemmeno sabato prossimo, i ragazzi potrebbero passare in ritiro anche il Natale; per preparare la sfida contro l’Inter di Coppa Italia.

Calciomercato Inter, con la Juve sfida per un olandese

Calciomercato Inter Ausilio

I due club sarebbero in procinto di contendersi il difensore laziale De Vrij

Ancora una volta Inter e Juventus si trovano di fronte. Ancora una volta va in scena il “derby d’Italia”; questa volta però, nel calciomercato. Secondo quanto riportato da “Tuttosport”, i due club sarebbero intenzionati a darsi battaglia per il difensore olandese Stefan De Vrij; le cui vicende contrattuali con la Lazio sembrano essere sempre più complicate, per la gioia degli altri club. Nell’incontro tra Atalanta e Lazio, era pieno di osservatori di altri club per osservare Milinkovic-Savic; ma quelli dell’Inter, avevano un altro obiettivo principale, De Vrij. I nerazzurri hanno assolutmente bisogno di trovare un forte difensore centrale da affiancare a Skriniar. Per adesso sono coperti, c’è il solido Miranda, che però va verso i 34 anni e il suo contratto scade nel 2019. Il venticinquenne olandese sarebbe una pedina fondamentale per la scacchiera di Spalletti. Se dovessero qualificarsi in Europa, come sicuramente sarà, avranno bisogno di giocatori in grado di poter rendere al meglio anche per tre incontri in dieci giorni e il giocatore della Lazio, sarebbe l’innesto ideale. Oltre alla sfida con la Juventus per Bryan Cristante, si è creato un nuovo duello.

De Sciglio: “Allegri importante da sempre per la mia carriera”

De Sciglio

Il difensore juventino sembra aver ritrovato lo smalto di una volta

Quando la Juventus quest’estate ha tesserato Mattia De Sciglio, per i tifosi milanisti è stata come una liberazione; gli sfottò verso i bianconeri non si contavano ed effettivamente le sue prime partite, non erano state molto entusiasmanti. Invece, a distanza di qualche mese, c’è chi non ha molto da sorridere ( i tifosi milanisti) e chi finalmente sorride, sentendo di potersi prendere una rivincita ( Mattia De Sciglio). Il venticinquenne domenica ha giocato la sua quarta partita consecutiva, dando un ottimo contributo nella vittoria contro il Bologna e giocando in maniera quasi perfetta. Ai microfoni di Sky e Mediaset Premium, Mattia, non nasconde la sua gratitudine per Massimiliano Allegri; che già aveva creduto in lui al Milan e che lo ha voluto anche alla Juventus: “Mister Allegri per me è sempre stata importante nel mondo del calcio; credendo in me prima nel Milan e ora alla Juventus. E’ una persona che mi fa lavorare sereno e tranquillo, trasmettendomi la consapevolezza di avere grandi capacità da mettere al servizio della squadra”.

La faccia da bravo ragazzo inganna, in campo ho cattiveria e personalità

“Avere la faccia da bravo ragazzo, non vuol dire non avere cattiveria e personalità; dimostrerò in campo le mie qualità e le mie capacità. Sono sempre stato consapevole di poter tornare al meglio; ringrazio mister, compagni e dirigenza che sin dal mio primo giorno in bianconero hanno creduto in me, permettendomi di lavorare in serenità e tranquillità. Ringrazio anche i tifosi che domenica mi hanno riservato un coro; è bello vedere che il mio lavoro inizia finalmente ad essere apprezzato”.

Il mio obiettivo? Vincere con la Juve e tornare in azzurro

Mattia De Sciglio ha grandi ambizioni per il futuro: “Voglio fare bene con questa maglia e riconquistare la Nazionale. Per quanto riguarda la Juventus, quando arrivi da sei anni di vittorie e da stagioni al top anche in Europa, è giusto che ci sia pressione e ci sia la voglia di vincere tutte le partite. Anche la Champions, dopo la grande crescita dimostrata a livello europeo in questa stagioni, deve essere un obiettivo e non un sogno”.