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Capello: ”L’Inter è incredibile, Spalletti ha un ruolo centrale”

Capello

Capello analizza il momento d’oro dell’Inter

Nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, l’ex tecnico della Roma Fabio Capello – ora impegnato sulla panchina dello Jiangsu Suning – si è soffermato sullo stato di forma dell’Inter e delle altre pretendenti allo scudetto.

Sulla Chinese Super League

”Ho un bel lavoro da finire in Cina. Il grande capo vuole grandi risultati. Zhang è un grande personaggio, un imprenditore eccellente e mi sono convinto che vale la pena lavorare ancora al progetto per un risultato più importante dopo avere raggiunto la salvezza”.

Sul campionato in corso

“La Juve si riconferma fortissima. Contro l’Inter l’ho vista a posto fisicamente e mentalmente. L’Inter, a parte questa settimana, ha avuto finora una buonissima resa. Luciano Spalletti è un grande tecnico, è stato bravo a ricostruire l’ossatura della squadra. La Roma sarà competitiva fino alla fine mentre il Napoli mi sembra a tratti appannato, non so se riuscirà ad arrivare fino in fondo con quel continuo tamtam di radio e televisioni. Sarri deve estraniarsi per non farsi affossare, evitare di battagliare con la critica che prima ti esalta poi ti abbatte”.

Milan, tre schiaffi che fanno male. Gattuso impotente davanti al disastro

Immobile per calciomercato milan

A Verona toccato il punto più basso del campionato, tre schiaffi che fanno malissimo

Un risultato quello di ieri a Verona, che neanche i più inguaribili pessimisti forse si aspettavano, tre schiaffi che hanno segnato profondamente nel morale una squadra che alla prima difficoltà si affloscia proprio come i più classici dei souffle.

Neanche Fassone e Mirabelli sanno spiegarsi il perchè di questa debacle, dopo i primi 25 minuti giocati benino, con almeno tre occasioni create, dopo la rete di Caracciolo, il Milan s’è perso, e neanche le urla di Gattuso dalla panchina sono riuscite a resuscitarlo.

Gattuso nel dopo partita ha chiesto scusa ai suoi tifosi per la pessima figura, l’anno scorso con il Pisa proprio contro il Verona, era riuscito nel miracolo di non perdere, un pari che i nerazzurri avevano strappato contro i gialloblu che presentavano almeno 7/11 della squadra che è scesa in campo ieri.

Altri tempi a Pisa, altri problemi più gravi, ma non ci si capacita di come questo Milan pagato 250 milioni non abbia alcunchè che possa assomigliare ad una squadra, manca nei giocatori la capacità di reagire alle difficoltà, cosa che anche il più piccolo dei club dovrebbe avere. Strano anche che un sanguigno come Gattuso non sia riuscito ad entrare nella mente dei calciatori, siamo sicuri che oggi a Milanello le mura del centro sportivo tremeranno.

Serve una reazione da big, ma serve anche un cambio di interpreti, un Kalinic così non serve, meglio Cutrone che quando è sceso in campo il suo lo ha sempre fatto, meglio Musacchio che un Romagnoli che ieri si è dimostrato ancora incerto.

Gattuso si è preso una bella patata bollente, si riparte dalla certezza che dopo aver toccato il fondo, sarà più facile risalire la china, e contro l’Atalanta sabato prossimo la svolta ci dovrà essere senza se e senza ma.

 

 

 

Juventus imperforabile, proprio come ai vecchi tempi!

Juventus Zenit, risultato, tabellino e highlights

A Bologna ancora zero reti al passivo, la sconfitta di Genova ha dato i suoi frutti

Vittoria a Bologna e seconda piazza conquistata, ad una sola lunghezza dal Napoli, Inter scavalcata grazie alla sconfitta interna dei nerazzurri contro l’Udinese.

La partita di ieri pomeriggio rappresenta la sesta partita consecutiva senza subire reti da parte della Juventus, partite di Champions comprese, la svolta c’è stata da Genova giornata in cui i bianconeri subirono tre reti, il punto più buoi forse di questo campionato.

La reazione della squadra c’è stata eccome, e tutto ciò è da ascriversi ad una persona, Massimiliano Allegri ha ribaltato la squadra, ha ridato la solidità difensiva perduta, l’intuizione geniale è stata quella di cambiare modulo passando ad un più consono 4-3-3.

E’ merito del nuovo modulo se i bianconeri non subiscono più gol, la difesa con i soli due centrali subiva troppo, ed è anche merito di Monsieur Matuidi se dalle parti di Barzagli e compagni nessuno passa più. Proprio il francese, quasi nell’anonimato ha preso in mano il centrocampo della squadra di Allegri, riuscendo anche nell’impresa di far rianimare Pjanic che avendo meno compiti di copertura riesce ad essere il vero regista di questa squadra.

A tutto ciò manca la classica ciliegina, bisogna salvare il Soldato Dybala, negli ultimi tempi il ragazzo di origini argentine è sembrato svagato, con poche idee, ma ieri nei venti minuti in cui è rimasto in campo sembra aver dato segnali di risveglio. E con un Dybala in più il sogno del settimo scudetto consecutivo si può avverare.

Che Serie A in vetta!

Coronavirus Serie A porte chiuse

Serie A al cardiopalma

Napoli punti 42, Juventus 41, Inter 40 e Roma a chiudere questo poker a due punti dal podio e che in caso di vittoria (il 24 gennaio prossimo alle 20:45) contro la Samp raggiungerebbe la Juve al secondo posto: questa è la nostra Serie A dopo diciassette partite e a 180′ alla fine del girone di andata.

Si parla da tempo della nostra massima serie calcistica lontana anni luce dai fasti degli anni Ottanta e Novanta quando era “il campionato più bello del Mondo”, eppure questa stagione, almeno per le posizioni di vertice, sta fornendo un torneo affascinante, competitivo e non scontato. E con le nuove regole della prossima Champions League, torneremo a schierare quattro squadre nella coppa europea più importante. Da qua a maggio le posizione di vertice potrebbero cambiare, ma intanto cogliamo un dato: che Serie A in vetta!

I “meriti” di questa situazione sono prettamente due: la Juventus che ha abbassato (in alcuni casi) la guardia e una concorrenza finalmente all’altezza della situazione, con il Napoli che è la squadra che sta giocando meglio di tutte e che non è prima per caso.

I bianconeri oggi hanno due punti in meno dello scorso campionato mentre le avversarie stanno facendo molto bene. Anche se l’Inter, delle squadre di testa, è quella più in crisi, finalmente si torna a parlare di “competitività”, “bel gioco” ed “entusiasmo”, parole che negli ultimi sei campionati si sono sentite molto poco, se non per nulla.

Tutto questo stride con il fatto che la nostra Nazionale non disputerà il prossimo Mondiale russo e che gli altri campionati sono più seguiti e girano più soldi che dalle nostre latitudini. Eppure le prime tre squadre racchiuse in soli due punti dopo diciassette partite erano anni che non si vedevano. Ma anni e anni.

Per non parlare della Lazio, oggi quinta, che è a oggi è la più bella sorpresa di questo campionato e che ha le carte in regola per lottare per il quarto posto.

Con una Ligue 1 finita ancora prima di incominciare (il PSG ha nove punti sulla seconda, ma nessuna squadra sembra impensierire i ragazzi di Emery), la Bundesliga nelle salde mani del Bayer Monaco nonostante l’esonero di Ancelotti e un Manchester City padronissimo del campionato inglese (+11 sullo United secondo e diciotto punti sul Liverpool quarto), solo la Liga spagnola sembra un po’ più aperta (undici punti tra il Barcellona capolista e il Real quarto con una partita in meno) e a oggi combattuta al pari della nostra Serie A.

Siamo al pari del campionato che ha espresso i primi due classificati del Pallone d’oro (Ronaldo e Messi), chi lo avrebbe detto ad agosto? Ci accontenteremo di poco, ma pochi anni fa ce lo saremmo sognato davvero.

Certo fa specie vedere il Milan così in crisi nera di risultati e, vista la campagna acquisti estiva, distante, dopo diciassette partite, 20 punti non solo dal Napoli capolista ma diciotto sulla quarta in classifica. Ma qui si dovrebbero spendere fiumi di inchiostro, come fiumi di inchiostro si potrebbero spendere sul fatto che tantissimi vorrebbero la nostra Serie A ridotta a diciotto se non a sedici squadre, visto il livello mediocre delle squadre che lottano per non retrocedere.

Sarebbe bello se le prime quattro arrivassero così a maggio, con un margine così ristretto. Oppure che a queste se ne unissero altre. Sarebbe davvero, ma davvero bello.

Come sarebbe bello se Juventus e Roma andassero il più avanti possibile in Champions, così’ come il Napoli in Europa League. Stesso discorso, per la “coppa del giovedì”, vale per la matricola europea Atalanta, la bella Lazio di Simone Inzaghi e questo Milan in difficoltà.

Ne gioverebbe tutto il nostro movimento, oltre che per l’entusiasmo. E visto che a giugno saremo tutti in vacanze (calcistiche) forzate, quale soddisfazione?

Gattuso: “Non sappiamo reagire agli svantaggi”

Altra bruttissima sconfitta per il Milan di Gennaro Gattuso contro l’Hellas Verona

Ancora una brutta notizia per i tifosi rossoneri. Oltre alla stagione difficoltosa, il cambio di allenatore, la triste vicenda Donnarumma-Milan; oggi arriva un’altra delusione. La sconfitta per tre reti a zero al Bentegodi contro l’Hellas Verona. Trenta tiri dei milanisti di cui otto in porta, contro sei tiri dei gialloblu e quattro nello specchio della porta. Antonio Caracciolo, Kean e Bessa affondando i lombardi e i rossoneri vengono raggiunti al settimo posto dall’Atalanta. Il Milan, dopo aver perso punti in casa del fanalino di coda Benevento, perde altri punti importanti in cada della penultima in classifica. Gennaro Gattuso si è presentato ai microfoni nel dopo partita con il volto scuro: “Per 25 minuti abbiamo creato tanto, poi al primo episodio siamo andati sotto. Il secondo gol ci ha tagliato le gambe. La squadra ha fatto una buona partita, ma alla prima difficoltà siamo andati sotto. Abbiamo fatto una brutta figuraccia”.

Sarebbe facile dare la colpa alle vicende societarie, ma non è così

“Se penso che abbiano inciso le vicende sul no della Uefa al voluntary agreement e sul contratto di Donnarumma? Sarebbe più facile dire che sono questi i motivi; ma non è vero, i giocatori vengono pagati a fine mese puntualmente e non ci sono problemi di questo tipo in spogliatoio. Dobbiamo capire perché siamo crollati così, prima dell’1-0 davamo la sensazione di essere sempre a un passo dal gol. Il punto è che non sappiamo reagire nel modo giusto agli svantaggi”

Non faccio miracoli come Padre Pio

“Noi pensiamo solo a giocare, le difficoltà ci sono ma se ne occupa la società. Non dobbiamo cercare alibi, sarebbe facile. A livello economico ai giocatori non manca nulla. In questo momento abbiamo la sensazione che si giochi bene ma siamo troppo fragili. Non basta il carattere, non sono Padre Pio che fa i miracoli. I ragazzi mi danno disponibilità, ma a livello fisico ci vuole del tempo. La cosa che mi preoccupa di più è l’aspetto mentale”.