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Mondiale per club FIFA 2017: parte la caccia al Real Madrid

Fantacalcio

Al via il Mondiale per Club

Inizia questa sera l’edizione numero XIV del Campionato mondiale per club. Erede più commerciale di quella che fu la Coppa Intercontinentale, disputatasi tra il 1960 ed il 2004, con due “buchi” organizzativi nel 1975 e 1978, assegna il titolo di Campione del Mondo FIFA.

Fino al 1979, la Coppa Intercontinentale veniva assegnata dopo una doppia finale, ma dal 1980, grazie alla collaborazione con la casa costruttrice di automobili Toyota, la finale è stata disputata in un solo match nella capitale nipponica fra le vincenti, come era fino a quel momento, della Coppa dei Campioni/Champions League e della Copa Libertadores.

Una sola volta la squadra vice-Campione d’Europa ha vinto la Coppa Intercontinentale: nel 1974, l’Atletico Madrid alzò la coppa sconfiggendo l’Independiente di Avellaneda avendo preso il posto del Bayer Monaco. In altre quattro occasioni la finale fu disputata dai vice-Campioni d’Europa, che però persero (nel 1971, il Panathinaikos per l’Ajax contro gli uruguaiani del Nacional Montevideo, nel 1973 la Juventus per l’Ajax contro gli argentini dell’Independiente di Avellaneda, nel 1977 il Borussia Mönchengladbach per il Liverpool contro gli argentini del Boca Juniors, nel 1979 il Malmo per il Nottingham Forrest contro i paraguaiani dell’Olimpia Asuncion).

L’albo d’oro del Mondiale per Club vede nove vittorie europee (tre Barcellona, due Real Madrid ed una ciascuna Milan, Manchester United, Inter e Bayer Monaco) e tre sudamericane (due volte il Corinthians ed una ciascuna San Paolo ed Internacional Porto Alegre).

Le finaliste sono state tre europee (Liverpool, Barcellona e Chelsea), sette sudamericane (Vasco de Gama, Boca Juniors, Liga Deportiva Universitaria Quito, Estudiantes, Santos, River Plate e San Lorenzo), due africane (TP Mazembe e Raja Casablanca) ed una asiatica (Kashima Antlers). Salvo la prima edizione (nel 2000), la vincitrice della Coppa dei Campioni ha sempre disputato la finale.

Dal 2005 la FIFA (dopo che quattro edizioni non furono disputate), organizzatrice della manifestazione, ha aperto la partecipazione anche a tutte le squadre campionesse di tutte le Federazioni continentali, oltre a far giocare anche la squadra campione nazionale del Paese ospitante. La Nazione ospitante viene scelta tra una rosa di candidature ed organizzerà il torneo per due edizioni consecutive. Quest’anno, e il prossimo, il Mondiale per club si terrà negli Emirati Arabi Uniti: per la quarta volta si giocherà in territorio emiratino. L’edizione “zero” del torneo venne ospitata nel 2000 dal Brasile, mentre le altre edizioni si sono tenute in Giappone (otto volte) e Marocco (due volte). L’edizione 2001, con sede in Spagna, non venne disputata.

Quella che inizierà oggi, molto probabilmente, sarà la penultima edizione della Coppa del Mondo per club con il formato che conosciamo. Il Presidente Gianni Infantino ha deciso di cambiare il “funzionamento” di questa manifestazione che non ha mai appassionato nessuno, se non i tifosi delle sette squadre che vi prendono parte.

Parteciperanno alla kermesse, i campioni d’Europa (UEFA) del Real Madrid, i campioni sudamericani (CONMEBOL) del Gremio, i marocchini del Wydad Casablanca come vincitori della CAF Champions League 2017, i messicani del Club de Fútbol Pachucaper per la CONCACAF, i giapponesi dell’Urawa Reds come campioni campioni federali AFC, i neozelandesi dell’Auckland City per la Oceania Football Federation. Gli Emati arabi schiereranno i campioni nazionali di Al-Jazira.

Saranno due le città che ospiteranno la manifestazione: il “Sheikh Zayed” di Abu Dhabi (43mila posti) e l'”Hazza Bin Zayed Stadium” di Al Ain, con una capacità di circa 22mila spettatori.

A aprire le danze della kermesse iridata sarà l’incontro, valevole come play off, fra i padroni di casa del Al-Jazira e l’Auckland City all'”Hazza Bin Zayed Stadium”.

Sabato 9 dicembre inizieranno i quarti di finale: Pachuca contro Wydad Casablanca e fra la vincente del match di questa sera e gli Urawa Reds

Le semifinali si giocheranno il 12 ed il 13 dicembre e vedranno in campo prima il Real Madrid e poi il Gremio.

La finale si giocherà il 16 dicembre allo stadio “Sheikh Zayed” di Abu Dhabi.

Da quando esiste questo formato, salvo in tre occasioni, la finale vede contrapporsi i campioni d’Europa e della Libertadores, come una volta era la vecchia formula della Coppa Intercontinentale:

a) 2010: l’Inter di Rafael Benitez, campione d’Europa con José Mourihno il 22 maggio precedente a Madrid, incontrò, a sorpresa, i campioni d’Africa del Tout Puissant Mazembe che in semifinale eliminarono a sorpresa l’Internacional di Porto Alegre. La finale fu vinta dai nerazzurri 3 a 0 sui congolesi, con reti di Pandev, Eto’o e Biabiany. Per Milito e compagni, prima vittoria nel torneo, anche se nel 1964 e 1965 la squadra aveva trionfato nella “vecchia” Coppa Intercontinentale;

b) 2013: i tedeschi del Bayern Monaco affrontarono i marocchini del Raja Casablanca, campioni nazionali e padroni di casa, che sconfissero in semifinale i brasiliani dell’Atletico Mineiro;

c) 2016: il Real Madrid sconfisse solo ai supplementari i campioni d’Asia del Kashima Antlers, che eliminarono il Nacional di Medellin.

Per la prima volta verrà impiegato la/il VAR (Video Assistant Referee), lo strumento tecnologico di supporto agli arbitri che in Serie A si è introdotto questa stagione.

Il Real Madrid, ovviamente, è il favorito della vigilia, dopo aver centrato la scorsa stagione il poker Liga, Champions League, Supercoppa UEFA e Mondiale per club.

L’eventuale vittoria finale delle merengues spingerà, come se non servisse, Cristiano Ronaldo a vincere il suo quinto Pallone d’oro.

L’avversario più temibile sarà il Gremio, fresco vincitore della Copa Libertadores sugli argentini del Lanus. I brasiliani sono allenati da Renato Portaluppi, dimenticato ex giocatore della Roma e già vincitore della Copa Libertadores e dell’Intercontinentale nel 1983. Proprio lui segnò i due gol nella finale di Tokyo contro l’Amburgo. Renato ha stabilito un record: è il primo brasiliano ad aver vinto la Copa Libertadores prima da giocatore e poi da tecnico con la stessa squadra, il Gremio.

Una squadra sudamericana non vince il trofeo dall’edizione 2012, quando il Corinthians di Guerrero e Paulinho sconfisse i campioni d’Europa del Chelsea.

Qual è il futuro del Mondiale per Club? L’edizione 2018 si terrà ancora negli Emirati e avrà lo stesso numero di squadre (sei campioni continentali più la squadra campione nazionale del Paese ospitante), dopodiché inizierà il nuovo format.

La nuova edizione sarà disputata nel 2021 in Cina e sarà una sorta di vero Campionato del Mondo, con addirittura 24 squadre partecipanti. Di queste, dodici saranno europee, cinque sudamericane, due nordamericane, due africane, due asiatiche ed una proveniente dall’Oceania. Le modalità di partecipazioni saranno solo meritocratiche: chi ha fatto meglio in Champions negli ultimi anni parteciperà al Mondiale per club, altrimenti niente.

Ma a questo ci si penserà tra quattro anni. Testa ora a questo Mondiale per Club.

Juve Tv al centro della polemica: ”L’Inter deve stare nelle fogne”

Inter

Juve TV al centro della polemica

A soli quattro giorni dal Derby d’Italia più importante e coinvolgente degli ultimi anni, Juve TV, tramite Sandro Pellò – Presidente di Comunicazione Bianconera – parlando dell’Inter, e del big match di domenica, non ha risparmiato frecciate ai limiti dell’offesa:

”Il mio sogno è di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio e speranza di essere una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio”.

Monica Somma in difesa del suo ospite

Affermazioni pesanti e inutili – ai fini della sana competizione sportiva – che dopo aver fatto il giro del web sono state oggetto di critiche da parte dei tifosi nerazzurri, e non solo.
In studio erano presenti anche il direttore Zuliani e la conduttrice Monica Somma che ha minimizzato le reazioni che le parole di Pellò hanno suscitato: “Il commento di Pellò? Potrebbe essere meno colorito su alcune cose, ma per come vivo io il calcio, in maniera più leggera, può farmi ridere. Lui è libero di dire ciò che vuole, se poi va a toccare la sensibilità di qualcuno mi dispiace, ma bisognerebbe essere a volte più maturi sull’argomento calcio, tutto qua”. 

Dopo l’uscita a vuoto arrivano le scuse

Consapevole di aver urtato la sensibilità dei tifosi nerazzurri e di molti appassionati sportivi, attraverso il proprio profilo Twitter Pellò si è così scusato:
”Un sacco di interisti si sono incazzati e offesi per le mie dichiarazioni. E anche tifosi bianconeri mi hanno sgridato: io ho cazzeggiato, ma ho anche caricato un po’ troppo quella cosa, la parola fogna non era bella e non avrei dovuto dirla, provate a cancellarla. Se qualcuno si è sentito offeso, chiedo scusa a tutti”. 

 

Malesani sul Milan: ”Ha bisogno di entusiasmo, ecco cosa deve fare Gattuso”

Malesani: ”Il Milan ha bisogno di entusiasmo”

Senza squadra dal 2014, Alberto Malesani si è reso protagonista sulle panchine di Chievo, Panatinaikos e soprattutto Parma – con cui vinse una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa UEFA.
Nel corso di una lunga intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, Malesani ha avuto modo di trattare l’argomento Milan, prendendo in considerazione il delicato momento della società di via Aldo Rossi.

Sul disastro di Benevento, condito dal gol di Brignoli

Quando un ambiente non è rilassato sono cose che possono capitare. E’ possibile che un’altra cosa del genere capiti tra cinquant’anni. Il Milan non riesce a fare quello che ha fatto l’Inter, vale a dire il salto di qualità, ma non è una questione di allenatore, di un giocatore o di una situazione generale. Inizialmente sembrava che le cose potessero andare bene, poi si è bloccato qualcosa. Il Milan ha bisogno di entusiasmo: Gattuso è stato un grande giocatore, ha la maglia rossonera addosso, ha qualcosa in più per questo, conoscendo tutte le sfumature. Credo quindi che possa fare bene”.

Napoli, assalto alla Champion’s senza Insigne

Napoli-Cagliari

Il Napoli, orfano di Insigne tenta il colpaccio in casa del Feyenoord

Dopo la qualificazione di Roma e Juventus agli ottavi di finale di Champion’s League di ieri, stasera è la volta del Napoli. La formazione di Sarri sulla carta  e dai Bookmakers è data favorita, ma in realtà è una sfida insidiosa, soprattutto dopo l ufficialità dell’ assenza d’Insigne, infatti lo “scugnizzo” è costretto a saltare la trasferta in Olanda contro il Feyenoord, per un colpo subito nel Big match del San Paolo contro la Juventus. Sarri corre ai ripari, inserendo il polacco Zielinski sulla corsia di sinistra.

Manchester City: Il Napoli questa sera può “limitarsi” a vincere, ma dovrà sperare di una vittoria in casa dello Shakhtar Donetsk da parte del Manchester City, che però è già qualificato. Dunque il Napoli dovrà mettere in campo tutto quello che ha e tirare fuori la partita perfetta, e nel mentre tifare  a “squarcia gola” il City.

Le probabili formazioni:

FEYENOORD (4-3-3): Jones; Diks, Van Beek, Tapia, Haps; Amrabat, Toornstra, Vilhena; Berghuis, Boetius, Larsson. A disp.: Vermeer, Nieuwkoop, St. Juste, Jorgensen, Basacikoglu, Nelom, Kramer. All. Van Bronckhorst. Indisponibili: Van der Heijden, Botteghin, El Ahmadi
NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Hysaj; Allan, Diawara, Hamsik; Callejon, Mertens, Zielinski. A disp.: Sepe, Mario Rui, Maksimovic, Chiriches, Jorgonho, Rog, Ounas. All. Sarri. Indisponibili: Ghoulam, Insigne, Milik. Diffidati: Mertens
ARBITRO: Olibver (Gran Bretagna)
TV: Mediaset Premium Sport

Mercato Inter, Mourinho propone uno scambio: Joao Mario per Juan Mata

Mourinho

A Mourinho sarebbe venuta l’idea di proporre uno scambio tra lo spagnolo e il portoghese. I nerazzurri ci pensano

Le strade tra l‘Inter e Josè Mourinho continuano ad incontrarsi. Il mister portoghese, stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport nell’edizione cartacea di oggi in prima pagina, avrebbe proposto alla sua ex squadra, uno scambio con il ventinovenne Juan Mata per arrivare al centrocampista portoghese Joao Mario; giocatore che segue già da diverso tempo. I nerazzurri ci stanno pensando. L’indecisione in casa Inter è dovuta al fatto che Ausilio preferirebbe portare a Milano l’armeno Mkhitaryan.

Joao Mario è stato pagato dall’Inter 40 milioni di euro e secondo il club, sarebbe inaccettabile un semplice scambio con Mata senza un conguaglio in denaro, cosa che però a Manchester non sono disposti a fare.

Un’ulteriore complicazione per questa operazione, potrebbe arrivare dalla Francia. Sulle tracce del portoghese ci sarebbe anche il Paris Saint Germain e l’interesse dei milanesi nei confronti di Pastore, potrebbero spingerli a provare uno scambio con i transalpini.