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Immobile: “Quando esulto faccio la ‘J’ per questo motivo”

Immobile spiega il significato della sua esultanza

Vedere in gol Ciro Immobile è diventato ormai abitudine. In tanti si chiederanno perché il bomber laziale dopo aver segnato esulta così: braccia aperte verso la Curva, sorriso sul volto, poi una dedica che non dimentica mai. Sguardo alla tribuna e simbolo della “J”. A spiegare il significato di tale dedica è stato proprio lui, così come si legge sulla pagina Instagram della Serie A Tim:

“Quando esulto faccio la J: una dedica a mia moglie Jessica, amore della mia vita e mamma delle mie bambine”.

La Lazio e la famiglia sono la sua ricetta vincente, ora Ciro non vuole fermarsi più e vuole volare in alto con gli aquilotti biancocelesti.

https://www.instagram.com/p/BamLJ8cHAhZ/

Il sogno spezzato di Baroni

Finisce l’avventura di Baroni

Finisce dopo nove partite il sogno (calcistico) di Marco Baroni: il tecnico fiorentino ieri pomeriggio è stato esonerato e non sarà più il tecnico del Benevento. Un esonero che era nell’aria, visto che la compagine campana, alla prima stagione assoluta in massima serie, fino a questo momento, ha raccolto zero punti in nove partite, segnando solo due reti ed incassandone ben ventidue. La “strega” è stata affidata a Roberto de Zerbi, lo scorso anno per dodici giornate in panchina a Palermo, facendo meglio di Baroni a parità di partite: sei punti, frutto di una vittoria e tre pareggi.

De Zerbi avrà un compito immane ora: salvare una squadra che sembra aver già perso la corsa salvezza, avendo già cinque punti sulla penultima (SPAL) e sei sulla coppia Crotone-Hellas Verona. Il campionato è ancora lungo e in casa Crotone sanno cosa vuole dire l’espressione “miracolo sportivo”: la scorsa stagione, dopo il club pitagorico aveva un solo punto in classifica (ma sette reti segnate) e poi lo scorso maggio tutti sanno cosa è successo in Calabria. Questo Benevento non pare in grado di lottare per il quart’ultimo posto: la palla tocca a de Zerbi.

In casa Benevento ieri si è compiuta una piccola rivoluzione: oltre a Baroni, è stato esonerato anche il direttore sportivo Salvatore di Somma. Salutano la squadra beneventana i due protagonisti della storica promozione dopo 87 anni di vita del sodalizio giallorosso. Un addio, come detto, nell’aria e che, sperano i tifosi, possa portare beneficio alla società presieduta da Oreste Vigorito.

Per Baroni un esonero amaro, come amaro è stato prima il suo addio dal Novara (ottavo posto e semifinale play off nella stagione 2015/2016) e ancora di più quello pescarese la stagione ancora prima, quando fu esonerato con la squadra ad un passo dai play off alla penultima giornata. Play off poi agguantati con Massimo Oddo che poi portò il “Delfino” in Seria A. Quello di Benevento è il terzo esonero in carriera per lui. Per il tecnico ex Novara poteva essere l’anno della sua consacrazione dopo gli ottimi anni alla Primavera della Juventus (Coppa Italia e Viareggio) e invece ha girato tutto male per lui e per la squadra.

Baroni ha pagato principalmente per una sola colpa, una colpa che è però bicefala: primo anno (serio) in Serie A per lui e per la squadra del presidente Vigorito. Nel calcio ci vuole una bella dose di fortuna, ma la fortuna bacia gli audaci e questo Benevento ha molto poco di audace.

Per Baroni un addio amaro in una piazza dove pareva indirizzato a scrivere pagine importanti. E niente derby cittadino con Leonardo Semplici.

Nel calcio, è risaputo, pagano sempre gli allenatori, non potendo esonerare i giocatori. Il Benevento ha una squadra composta da giocatori che, a parte qualche d’uno, un po’ di caps in Serie A ma con poco successo (a parte d’Alessandro, Antei e Iemmello). Senza contare la mazzata tattica (e psicologica) della squalifica per doping di capitan Lucioni. Come dire, piove sul bagnato e sullo stesso si sta scatenando una pioggia monsonica.

Qualche colpo diverso lo si poteva fare in estate, senza dubbio, ma con il senno di poi sono tutti bravi a parlare, ma dalle parti dello stadio di via Santa Colomba qualche mea culpa lo si deve fare.

Zero punti in classifica dopo nove giornate è un triste record per una piazza che lo scorso anno, al primo anno in Serie B, aveva fatto vedere del bel calcio (anche se ci furono un po’ di difficoltà tecniche nella seconda parte del torneo) e che si aspettava di affrontare un campionato complicato, ma con qualche soddisfazione. A oggi le uniche soddisfazioni sono il gran gol di Ciciretti alla prima giornata contro la Sampdoria e la cazzimma fatta vedere contro l’Inter il 1° ottobre, con la squadra campana che aveva comunque tenuto testa ai ragazzi di Spalletti. Mettiamoci contro anche qualche errore arbitrale, i dieci gol incassati in 180 minuti tra Napoli e Roma, i troppi infortuni e la frittata è fatta: nessuna squadra europea, fra i top campionati, ha ancora zero punti in classifica. Come dire: non si sognava l’Europa al “Ciro Vigorito”, ma neanche di diventare una sorta di punch ball.

Il Benevento a strappato al Venezia un record che deteneva dal campionato 1949/1950: zero punti nelle prime otto partite e la “strega” lo ha portato a nove. Va da sé che il Venezia quella stagione chiuse all’ultimo posto, totalizzando sedici punti finali.

Il calendario è ancora duro per Viola e soci: domani sera ci sarà la trasferta di Cagliari, poi la “casalinga” con la Lazio e la trasferta dell'”Allianz Stadium” contro la Juventus. L’obiettivo è fare almeno un punto domani e poi giocare a testa alta contro le attuali terze in classifica e dotate di organici nettamente di un’altra categoria (forse due) rispetto al Benevento.

Baroni può anche avere le sua colpe, ma in campo ci vanno i giocatori: gli infortuni sono un alibi, ma fino ad un certo punto per una squadra che sembra aver già mollato. Campagna estiva fallimentare ed il mercato invernale dista ancora due mesi e qualche giorno.

Una cosa che deve fare la squadra ora è non mollare gli ormeggi: c’è un campionato da onorare e da portare a termine ed una tifoseria da non deludere. Poi se sarà retrocessione, sarà retrocessione. Ma la grinta non dovrà mai mancare.

Inter-Sampdoria, le formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming

Inter, notte da capolista?

I nerazzurri di Spalletti ospitano a San Siro la Sampdoria di Giampaolo nell’anticipo del turno infrasettimanale. La possibilità, in caso di vittoria, è quella di portarsi in vetta alla classifica in attesa della gara del Napoli. Un’Inter sorprendente che arriva dal buon pari sul campo proprio della capolista Napoli. Questa sera in campo i migliori, niente turnover salvo sorprese in casa Inter, la voglia di primeggiare è tanta.

Probabili formazioni

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Dalbert; Gagliardini, Vecino; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi. All. Spalletti

 

Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Strinic; Linetty, Torreira, Praet; Ramirez; Quagliarella, Duvan Zapata. All. Giampaolo

Dove vedere la partita in tv e streaming

In tv diretta su Sky, disponibile anche su piattaforma SkyGo. Match visibile anche in streaming, ma ricordate non sempre trattasi di canali legali.

Bonucci: “Non mi pento di essere al Milan. Sulla fascia di capitano …”

Leonardo Bonucci, intervistato da la Gazzetta dello Sport, parla della sua attuale situazione nel club e …

Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan, dopo aver ricevuto la premiazione come miglior difensore a The Best FIFA Football Awards 2017 ha rilasciato un’intervista a la Gazzetta dello Sport.

Sull’espulsione contro il Genoa

“Il mio gesto è stato involontario, cercavo solo di liberarmi io dal braccio di Rosi. Mi spiace averlo ferito, gli ho chiesto subito come stava. Ma ho rivisto le immagini e ribadisco: non c’era volontarietà. Niente di più di ‘normali’ cose di campo. Anche Rosi mi ha detto che non ha visto colpe da parte mia, la tecnologia risalta certe situazioni. Comunque sono dispiaciuto e, sì, ho chiesto scusa ai compagni ed al Milan. Di più non posso fare, tornare indietro non si può. Sarà un ulteriore stimolo”.

Con la Juventus non ci sarà…

“Si vede che era destino non sfidarli. E non posso negare che mi sarebbe piaciuto esserci. So che ci penseranno i miei compagni a darmi delle gioie. Abbiamo bisogno di fare punti perché la classifica dice che ne stiamo perdendo troppi per strada. Mi dispiace aver lasciato la squadra in un momento così delicato come domenica scorsa, ma in dieci abbiamo visto lo stesso un Milan di carattere, necessario anche a rispondere alle critiche. Così diremo la nostra”.

Sulle presunti rotture all’interno dello spogliatoio

“Non ho mai notato frizioni interne. I vecchi hanno accolto i nuovi alla grande. Io e Riccardo Montolivo la prima sera che mi sono unito alla squadra, in Cina, siamo andati a cena fuori insieme. Non ci sono problemi e se dovessero venire fuori in futuro resterebbero cose nostre. Come non ho mai restituito la fascia: ho preso questa responsabilità all’inizio, con oneri ed onori. In questo gruppo ci sono tanti leader e tanti capitani che si aiutano tra di loro”.

Sullo stentato avvio di stagione del Milan

“Sinceramente non mi aspettavo un inizio così, ma è un progetto nuovo ed anche io so di dover migliorare. Resta una sfida entusiasmante, so di essere in una grande squadra. Ci manca l’episodio fortunato, vero che la fortuna devi andartela a cercare, ma sono altrettanto sicuro che la svolta è vicina. Saremo cattivi per riportare il Milan in alto. L’allenatore, in questi casi, è sempre sotto accusa, ma noi siamo con Vincenzo Montella e rinasceremo insieme”.

Pancaro: “La Lazio può lottare per lo scudetto”

Calciomercato Lazio

Pancaro elogia la Lazio e l’operato di Simone Inzaghi

Giuseppe Pancaro, ex giocatore della Lazio (1997/2003), intervenuto ai microfoni di Radiosei ha parlato del suo ex club e di mister Inzaghi. Queste le sue dichiarazioni:

“La Lazio sta meravigliando, ormai non è più una sorpresa ma una certezza. È una squadra in grande fiducia, costruita molto bene e allenata alla grande da Simone Inzaghi. Non lo so se Immobile potesse togliere il posto a Salas, non è semplice da dire. Il fatto che ci sia un accostamento ai giocatori del 2000 significa che la squadra è forte: ci sono diversi top player e tantissimi buoni giocatori. Sono d’accordo con il fatto che i ragazzi stanno giocando molto bene ed è disarmante la facilità con cui vincono le partite, qualità che hanno soltanto i grandi. Oggi ho parlato con Simone di questo ed è d’accordo e si sta godendo il momento”.

Top player presenti in squadra

“La Lazio ha battuto due volte la Juventus, il Milan in modo largo, ha superato in modo largo Sassuolo e Cagliari. Tutte queste cose ci dicono che la squadra è molto forte e non si deve porre nessun limite. Simone è sempre lo stesso, e questa è la sua grandezza. Il suo carattere si sposa benissimo con il ruolo di allenatore, ha instaurato un rapporto bellissimo nello spogliatoio in cui c’è grande armonia e i giocatori si divertono. Luis Alberto ha grande qualità abbinata ad un grande dinamismo. Stiamo parlando di un grande giocatore come de Vrij nel suo ruolo è uno dei cinque più forti al mondo, Milinkovic è destinato a diventare un altro top. Quando in squadra si hanno due come questi in grado di giocare ovunque in Europa significa che la società non si fa trovare mai impreparata. C’era da sostituire Biglia e si è trovato un giocatore che sembra dare anche qualcosa in più”.

Obiettivo stagionale della Lazio

“Dico che questa squadra non deve porsi limiti. Pur con la Juventus favorita per organico e mentalità, si può inserire in un discorso per il primo posto. Sognare non costa niente, nella peggiore delle ipotesi si è smentiti. Credo che sia giusto crederci perché così si può andare oltre i propri limiti, che in questo momento non vedo. È giusto che anche i tifosi tornino a sognare con entusiasmo. La squadra sa gestire bene i momenti visto che nelle fasi cruciali riesce a segnare. Questo è dovuto alla capacità di scegliere quando accelerare e quando no. Ho sentito parlare spesso di coperta corta ma non sono d’accordo. L’organico è competitivo, manca un sostituto di Leiva dopo di che è coperta benissimo in tutti i ruoli. Strakosha era uno di quei ruoli su cui c’era scetticismo, oggi non solo si è confermato ma è in una crescita costante. Dà la sensazione di essere un grande portiere. Tra gli esterni mi piacciono molto tutti e quattro: Marusic per esempio ha una bella gamba, Lulic non lo scopro io, Lukaku ha strapotere fisico, Basta molta esperienza. Le difficoltà contro il Bologna sono quelle legate ad ogni partita, anche se in questo momento ad affrontare la Lazio il difficile è per gli avversari”.