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Montella non ci sta: “Non facciamo televisione. La Var…”

Vincenzo Montella

Montella contro la Var

Il pareggio di ieri sera tra il Milan di Montella e il Genoa ha lasciato l’amaro in bocca ai rossoneri sia per il risultato sia per l’episodio che ha portato all’espulsione di Leonardo Bonucci al minuto 25 del primo tempo. L’ex difensore della Juventus ha colpito con una gomitata, giudicata volontaria, il difensore del Genoa in area di rigore su azione d’attacco del Milan. L’arbitro, dopo l’ausilio della Var, ha estratto il rosso diretto per il capitano rossonero che incredulo ha dovuto lasciare il campo da gioco.

Nel post partita, Vincenzo Montella, ha commentato così l’episodio in conferenza stampa:

“Dobbiamo capire se gli episodi si decidono per il mondo televisivo e basta oppure si decidono per un motivo di campo.

Secondo me quello di Bonucci televisivamente è da espulsione perchè ha ferito l’avversario ma per un motivo di gioco per me non lo è perchè da ex attaccante c’ho fatto una carriera così, a sgomitare, cercando di prendere posizione dentro l’area di rigore.

Bonucci non ha fatto fallo volontariamente. Se siamo in un mondo televisivo ci sono due rigori per il Milan”.

Top e Flop nona giornata Serie A: super Khedira ed Immobile, incubo Bonucci

Cala il sipario sulla nona giornata di Serie A. Un turno di campionato quello appena concluso che ha visto ridursi le distanze tra le prime in classifica: Juventus e Lazio infatti approfittano del pari tra Napoli ed Inter per rosicchiare due punti ad entrambe. Ora il Napoli ha tre lunghezze di vantaggio su bianconeri e biancocelesti, mantenendone due sui neroazzurri.
Come ogni settimana ci troviamo qui ad analizzare i migliori ed i peggiori della giornata appena conclusa: non è stato facile selezionare la “best 3” senza tenere fuori qualcuno che si sarebbe meritato di stare in classifica (Inglese su tutti con la doppietta nel derby) ma, alla fine delle valutazioni, ecco chi secondo noi ha saputo distinguersi in meglio ed in peggio dagli altri:

TOP

Handanovic: andiamo in ordine cronologico; sabato sera il portiere dell’Inter ha stoppato il Napoli con almeno 3 grandi interventi. Lo sloveno è a capo della difesa meno battuta della Serie A e se l’Inter è seconda molto del merito va all’estremo difensore. Ci fosse stato un portiere “normale” a difesa dei pali dell’Inter ora parleremmo di un Napoli in fuga.

Khedira: il tedesco firma la prima tripletta in carriera e lo fa in una partita che stava diventando estremamente complicata per la Juve. I bianconeri sono andati di goleada dopo una difficile ora di gioco contro l’Udinese ma il tris del centrocampista ha scacciato guai e paure. Prima firma il primo vantaggio ospite, poi sigla il 4 ed il 5-2: il tedesco può essere l’arma in più di Allegri, in particolar modo dopo settimane in cui è stato indisponibile.

Immobile: quasi banale e scontato. Il bomber della Lazio sta diventando un’autentica certezza e lo sta facendo di doppietta in doppietta. Settimana scorsa quella alla Juve, ieri altri due gol al Cagliari nel 3-0 finale di una Lazio sempre più in alto. I biancocelesti rimangono appaiati alla Juventus e accorciano anche loro sul Napoli. Se gli uomini di Inzaghi riusciranno a reggere fisicamente (l’Europa League logora, soprattutto se non hai ricambi adeguati) allora forse per loro il bello deve ancora arrivare.

FLOP

Bonucci: non poteva mancare lui tra i flop di questa giornata. Già ampiamente in difficoltà nelle altre uscite rossonere il capitano rossonero si conferma lontano parente di quello visto alla Juventus: nessuno svarione difensivo stavolta, ma un’ingenuità che gli costa un sacrosanto rosso (se ne faccia una ragione Montella). Il 19 lascia i suoi in 10 per oltre un’ora e si beccherà come minimo 2 giornate. Salterà sabato prossimo lo scontro contro il suo recente passato.

Chiellini: prendiamo lui come simbolo della retroguardia bianconera. Anche ieri a Udine altri due gol subiti, sul primo è il toscano a chiudere male (anzi a non chiudere) su un Perica che segna indisturbato. Il numero 3 bianconero si riprende durante il match con qualche buon intervento, ma anche sul gol di Danilo lui (così come i suoi compagni) si fanno un bel sonno. Non sempre si segneranno 6 gol, Allegri deve rimediare agli svarioni difensivi al più presto.

Montella: flop perché sia in occasione del derby che ieri dopo il Genoa il tecnico rossonero invece di strigliare davanti alle telecamere i suoi gli concede un bell’alibi. Piuttosto che prendersela con il Var Montella dovrebbe pubblicamente ammettere come sia Rodriguez su D’Ambrosio che Bonucci su Rosi abbiano commesso delle leggerezze clamorose. I giudizi dei direttori di gara sono stati ineccepibili, così come sono stati ingenui i difensori del Milan a commettere degli errori assolutamente gratuiti. Se Montella si gioca la carriera (parole sue) non è per colpa del Var ma per le stupidaggini dei suoi giocatori.

Triathlon e Sup a confronto: Roberto Nava e Jacopo Bugatti

Sport e impegno quotidiano made in Italy

Lo sport richiede sempre impegno costante e quotidiano, un’attività che richiede tempo. In questa intervista due grandi atleti di altrettanti due grandi sport, il Triathlon e il Sup, meglio conosciuto con il nome di Stand Up Paddling.

Legenda: Roberto Nava (R), Jacopo Bugatti (J)

Sup e Triathlon, due sport che integrano l’acqua nella disciplina, descriveteci queste discipline diverse ma simili allo stesso tempo

R: Nel Triathlon l’acqua è solo la prima delle tre discipline e a differenza del SUP, dove lo sforzo si effettua fuori dall’acqua, nel Triathlon e nel nuoto in particolare, tutte le energie si consumano sotto l’acqua. Cosa li accomuna? Serve una grande confidenza e quel senso di sicurezza che non tutti hanno quando toccano l’acqua. Per alcuni infatti gli specchi d’acqua (o il mare) rappresentano un trauma difficile da superare se non con tanti allenamenti e tanti test.

J: L’acqua è certamente un elemento comune, ma una si svolge fuori ( sopra ) e l’altra dentro. Quindi una con una prospettiva completamente diversa, il mio sport il sup ti permette una visone estremamente globale di tutto l’ambiente circostante, ti mette quasi in una situazione di dominio assoluto rispetto tutto il resto, d’altronde sei in piedi, ti sembra quasi di camminare sull’acqua!!! Ecco questo penso sia il lato più affascinante e forse unico di questo sport.

Spesso sono due sport ritenuti minori, questo succede perché secondo voi?

R: I primi anni del Triathlon sono stati sicuramente un po’ in ombra rispetto ad altre discipline come ad esempio il running. Forse perché non si riteneva possibile compiere certe “imprese”. Ma grazie alla preparazione e al giusto dosaggio di allenamenti negli ultimi anni sempre più appassionati cercano di ottenere risultati e di tagliare il traguardo, anche sulle distanze più lunghe come l’IRONMAN.

J: Sono sport che si svolgono lontano dal grande pubblico in quanto la spettacolarità della disciplina è apprezzata solo da chi capisce il gesto atletico e la fatica che c’è dietro al raggiungimento di quel risultato. Spesso assistendo a gare sia di Triatlon che di Sup, mi capita di sentir dire da qualcuno del pubblico: “ ma chi glielo fa fare?” …. Ecco questo è quello che tiene lontano la massa, che però è la stessa cosa che affascina sempre più praticanti.

Sono sport che con l’andare del tempo stanno raccogliendo adesioni da parte dei giovani?

R: Sicuramente! Come detto prima gli appassionati crescono di giorno in giorno grazie anche all’aiuto dei social, che aiutano ad aumentare la diffusione e la popolarità di queste discipline.

J: No!! … Nella mia disciplina è il Wave, a raccogliere maggiori consensi da parte di un pubblico più giovane. Le onde hanno da sempre un fascino particolare nei giovani …. Fa più figo!!! …. Il Race, fatica allo stato puro, è ancora affare per pochi maturi atleti che trovano nello sforzo un grande senso di appagamento.

Quante ore in media passate ad allenarvi? Questo spesso coincide con altri impegni?

R: Dipende un po’ dalle gare in programma e dai risultati che si vogliono ottenere. Conciliare tutto con lavoro e impegni è sempre difficile. Diciamo un’ora al giorno durante la settimana, quando si tratta di correre o di nuotare. Ma è nel weekend che tutti danno il meglio con allenamenti lunghi (fino a 4 ore in bici) e gare (mezze maratone, maratone ecc.)

J: La mia giornata è molto articolata dato che non vivo di questo. Nella vita “reale” sono il Direttore Commerciale di una azienda multinazionale nel settore dell’arredo bagno, pertanto devo assolutamente conciliare le due cose come un puzzle.

Mediamente mi alleno un paio di ore al giorno durante la settimana, o la mattina presto o la sera tardi, ovviamente in estate diventa tutto molto più semplice con l’allungarsi delle giornate.

Il fine settimana poi lo dedico alle grandi distanze in bicicletta ( 100/120 km ) che costituiscono la base aerobica della resistenza che durante la settimana sarebbe impossibile allenare con il poco tempo a disposizione.

Perché spesso il Sup e il Triathlon sono accostati a degli sport estremi? Dipende forse dalla varietà di discipline che raccoglie al suo interno?

R: Oltre al fatto che bisogna saper gestire tre diverse discipline in una, il Triathlon è considerato estremo soprattutto per le distanze che alcune competizioni offrono. Nella distanza full ad esempio si nuota per 3,8 km per poi pedalare ininterrottamente per 180 km e correre un’intera maratona (42km e 195 metri).

J: Il Sup in effetti raccoglie tre tipi di discipline il Wave, il Race ed il Down Wind. Nella realtà sono tre discipline completamente differenti, come se nella corsa paragonassimo i 100 mt, i 1500 e la maratona. Il Sup Wave si pratica con mare molto agitato cioè quando la gente “normale” non metterebbe neanche la punta del piede dentro l’acqua.

Il Race, si svolge prevalentemente in acque calme o poco agitate con gare molto tirate da 7 a 20 Km, il Down Wind invece, poco praticato da noi si pratica in condizioni molto particolari, con vento e mare a favore, che ti permettono di coprire grandi distanze. Tutti è tre ritengo che siano discipline estreme, sia per le condizioni in cui si svolgono, sia per la resistenza fisica richiesta.

Ci sono delle differenze tra Sup e Triathlon al di là della diversità di disciplina?

R: Sicuramente dire, a partire dalla preparazione. I gruppi muscolari coinvolti sono differenti così come i tempi di gara.

J: Il Triathlon essendo uno sport multidisciplinare richiede molte ore di allenamento e tecnica specifici, già sufficenti a riempire una settimana di allenamenti. Noi nel sup avendo la possibilità di allenarci soltanto durante 6/7 mesi l’anno abbiamo appunto la necessità di ricorrere ad altre discipline per integrare i nostri allenamenti. In poche parole il Triathlon basta a se stesso il Sup no. Questa penso sia una differenza sostanziale.

Invece assonanze?

R: Gli sport, alcuni in particolare, sanno dare un grande senso di libertà all’atleta, sia quando li pratica sia nei giorni di allenamento. Credo che SUP e Triathlon in questo siano piuttosto simili.

J: Penso che la cosa che più li accomuna si la fatica, se non sei predisposto mentalmente a questa, fondamentalmente non farai mai nessuna di queste due discipline, e soprattutto non le vai neanche a vedere.

Riguardo il Sup, Jacopo cosa potresti integrare nella tua disciplina dal Triathlon? Cosa invece cederesti?J:                                                                                                                                                                                                                                  J: Venendo dalle corse in bicicletta, dedico molto tempo alla bici che ritengo una base fondamentale per ogni sport di resistenza. Poi continuo ad allenarmi molto come un triatleta praticando con costanza settimanale, Nuoto, Bici, Corsa, Palestra e Sup, sono tutte discipline che stanno alla base dei miei allenamenti. Sono anni che mi alleno con le loro metodologie di allenamento, soprattutto con in combinati, Bici/Sup. Cederei senza dubbio ed anche gratuitamente, il mal di schiena.

Riguardo il Triathlon, Roberto, cosa potresti integrare nella tua disciplina dal Sup? Cosa invece cederesti?

R: Cederei volentieri la stanchezza che si prova nella parte finale di gara, a volte davvero difficile da superare. Dal SUP invece mi piacerebbe “rubare” l’equilibrio necessario per rimanere in piedi, fondamentale per rinforzare tutti i muscoli e i tendini coinvolti nella corsa.

Eventuali eventi e manifestazioni che vi sentite di affrontare in questo anno?

R: Quest’anno arrivo da un lieve infortunio che mi ha tenuto fermo per tre mesi. Sto iniziando lentamente ad allenarmi quindi ho rimandato tutto al 2018. In particolare a maggio, quando parteciperò al 70.3 di Barcellona (Mezzo IRONMAN)

J: Come sai non partecipo più a gare istituzionali, al di là di tutte le problematiche che stanno affliggendo la nostra Federazione, alla mia età ( 50 ) non riesco più assolutamente ad essere competitivo con ragazzini indiavolati della età dei miei figli, ma piuttosto cerco il raggiungimento di obbiettivi personali al limite della resistenza dove la componente fisica è pari a quella mentale.

Nel 2014 ho attraversato l’Adriatico in 22 ore, stabilendo un record di distanza nelle 24 ore che però mi è stato battuto da un ragazzo in Guadalupe. Ora sono un paio di anni che mi sto preparando per cercare di coprire Down Wind la distanza di 230 Km ( da Trieste ad Ancona ) sempre nelle 24 ore.

A Giugno, il periodo favorevole nell’anno, ero pronto a partire, ma in un banale incidente mi sono rotto il 5° metatarso del piede sinistro rendendo impossibile il tentativo. Pertanto dovrò attendere ancora un anno per ritentare nuovamente.

La Lazio vince col Cagliari e si conferma al terzo posto, decisivo Immobile

Immobile bomber da tre punti

La Lazio vince e convince, ancora nel segno di Ciro Immobile. Il centravanti napoletano prima porta in vantaggio i suoi su rigore, poi raddoppia e spiana la strada verso la vittoria. Nella seconda frazione arriva il tris firmato Bastos. 3 a 0 che chiude al meglio una settimana da incorniciare in casa biancoceleste, la formazione di Inzaghi non è più una sorpresa, al terzo posto continua a volare e può sognare.

IL TABELLINO

LAZIO-CAGLIARI 3-0
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu (25′ st Luiz Felipe); Marusic (33′ st Caicedo), Parolo, Leiva (12′ st Murgia), Milinkovic, Lulic; Luis Alberto; Immobile.
A disp.: Vargic, Guerrieri, Patric, Mauricio, Di Gennaro, Jordao, Nani. All.: Inzaghi.
Cagliari (3-5-2): Crosta; Andreolli, Romagna, Pisacane; Dessena (19′ st Faragò), Ionita, Barella, Joao Pedro, Padoin (31′ st Miangue); Farias, Sau (13′ st Pavoletti).
A disp.: Rafael, Daga, Cabras, Capuano, Cigarini, Van der Wiel, Ceppitelli, Giannetti. All.: Lopez.
Arbitro: Pairetto
Marcatori: 6′ rig. Immobile (L); 41′ Immobile (L), 4′ st Bastos (L)
Ammoniti: Leiva (L); Andreolli, Dessena, Faragò, Pavoletti (C)

Sintesi e highlights di Lazio vs Cagliari

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F1, Gp degli Stati Uniti, vince Hamilton, ma Vettel tiene il passo

F1, Gp degli Stati Uniti, trionfa Hamilton

Il Gran Premio degli Stati Uniti, ha emesso il suo verdetto: Hamilton è il vincitore dopo 56 giri che hanno regalato grandi emozioni. Il britannico non può ancora festeggiare il titolo mondiale, visto che al momento mancano ancora quattro Gp. Ma la Mercedes porta a casa il titolo mondiale costruttori.

Può tirare un sospiro di sollievo anche la Ferrari, che chiude la prova con Vettel al secondo posto e Raikkonen al terzo. Kimi Raikkonen ha ceduto la sua posizione al tedesco, durante la corsa, per ordine della scuderia. Ma viene beffato poi da Verstappen nelle ultime curve. Al momento della celebrazione del podio, però viene comunicata una penalità inflitta a Verstappen, che consente dunque al finlandese di riprendersi il gradino più basso del podio.

Sono ancora 75 i punti da assegnare, prima di celebrare ufficialmente il vincitore del titolo mondiale, ma il tedesco può continuare a sperare fino a quando la matematica ancora lo consente.

Non resta quindi che gustarsi le ultime tre avvincenti gare per vedere se Vettel riuscirà a sottrarre il titolo mondiale che virtualmente è già nelle mani di Lewis Hamilton.