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Napoli-Feyenoord, Sarri: “Milik ko per colpa del campo. Domani gara difficile”

Napoli-Feyenoord, Sarri: “Milik? Avete visto che campo?”

Vigilia di Champions League per il Napoli che, archiviate le fatiche di Ferrara, si concentra sulla partita del San Paolo contro il Feyenoord. Gara già fondamentale per i partenopei che hanno steccato l’esordio contro lo Shakthar: gli azzurri dovranno centrare i 3 punti ma proveranno a farlo senza una pedina importante come Milik. Il polacco si è sottoposto oggi all’intervento di ricostruzione del legamento crociato del ginocchio infortunato contro la Spal: 5-6 mesi di stop per lui che si ferma praticamente ad un anno di distanza dall’analogo problema dello scorso anno.
Sarri è intervenuto in conferenza stampa e proprio sul ko dell’attaccante ha dichiarato: “Milik era vicino al top della condizione, dispiace tantissimo. Ma perché nessuno parla del terreno di gioco del Mazza?

“Feyenoord squadra viva, partita difficile”

Affronta poi l’argomento Feyenoord mister Sarri che, domani al San Paolo, prevede una gara tosta e combattuta. Gli olandesi sono una squadra che sa essere ostica: campioni d’Olanda ma piuttosto inesperti in campo internazionale, il Napoli parte ovviamente con i favori del pronostico ma occhio a sottovalutare l’avversario. “Sono una squadra viva” dice Sarri,”con un ottimo ritmo di gioco e una buona aggressività. Hanno calciatori di qualità, come i suoi attaccanti esterni. Offendono a pieno organico, dovremo essere bravi a tenerli lontano dalla nostra porta“.

Juve, 12 mesi di squalifica per Andrea Agnelli

Calciomercato Juventus Tonali

Sentenza negativa per il patron dei bianconeri

12 mesi di squalifica per Andrea Agnelli e 300 mila euro di ammenda per la Juventus. Questa la sentenza del Tribunale nazionale della Federcalcio. Squalifica dovuta ai rapporti non consentiti da parte di Agnelli con i tifosi ultrà.

Queste le parole del legale di Agnelli, l’avvocato Coppi: “Confidavamo nel proscioglimento del presidente, ovviamente la sentenza ci delude, anche se ha ridimensionato le accuse della Procura. Ora non possiamo nascondere la delusione. Appello? Certamente lo presenteremo, ora parlerò della sentenza con il mio collega Chiappero e con il presidente Agnelli”.

Pruzzo: “Il Milan contro la Roma può entrare in crisi”

Roberto Pruzzo, ex attaccante della Roma e della Nazionale italiana, intervenuto a Radio Radio ha parlato dei rossoneri e della prossima gara di campionato che vedrà scontrarsi Roma e Milan. Queste le sue dichiarazioni:

“Io non so dove prenderanno i punti, perché il Milan contro la Roma può entrare in crisi totale. Anche per i giallorossi sarà una gara difficile, fondamentale per le ambizioni Champions. Il Milan ha giocato contro il ‘niente’ in Coppa e forse si è illusa di essere una grande squadra. Avevo delle perplessità a proposito del mercato rossonero e sono state confermate. Le responsabilità sono di tutti. Biglia stenta in campionato e Bonucci non riesce a ritrovarsi come ai tempi della Juventus. Non c’è tempo per il Milan di trovare una soluzione, perché se perde domenica prossima contro la Roma, i punti di distacco sarebbero già troppi”.

Non chiamatelo più “Inzaghino”

Simone Inzaghi

Simone Inzaghi è il tecnico del momento

Avete presente il film “Sliding door”, dove la protagonista Gwyneth Paltrow vide dividersi la propria vita in due parti parallele se avesse preso o meno la metropolitana quel giorno? Trasliamo la trama di quel film a Formello, cittadina a 30 km da Roma nota per essere la “casa” della Lazio.

Anche la Lazio è una sorta di sliding door: se la scorsa stagione fosse rimasto in panchina Marcelo Bielsa, che risultati avrebbe ottenuto la squadra capitolina? Celebrato come il tecnico giusto per la Lazio, el Loco, in maniera drastica ed inaspettata, nel giro di due giorni, a luglio, salutò Lotito e Tare lasciando tutti in braghe di tela. Al suo posto fu richiamato Simone Inzaghi, “tappabuchi” nelle ultime sette partite del torneo precedente al posto di Stefano Pioliesonerato dopo la sconfitta nel derby e con una piazza in ebollizione. Il tecnico piacentino era indirizzato verso la Salernitana, in Serie B, ma l’addio di Bielsa lo fece tornare alla base. In pratica, un’altra stagione da rimpiazzo per un tecnico che in sette partite aveva conquistato comunque 4 vittorie e tre sconfitte con i biancocelesti poi classificati all’ottavo posto.

A distanza di un anno facciamo il paragone tra i risultati di Marcelo Bielsa e Simone Inzaghi: il tecnico di Rosario solo lo scorso febbraio è tornato ad allenare, accettando l’offerta del Lilla, portandolo prima ad un dignitoso undicesimo posto mentre ora è sulla graticola con la squadra terzultima in classifica; il tecnico classe 1976 ha portato la Lazio al quinto posto finale in campionato, alla finale di Coppa Italia (persa contro la Juventus), a vincere la Supercoppa italiana dopo una partita batticuore contro i campioni d’Italia e oggi la squadra è quarta in campionato a -5 dalle capoliste Juve Napoli Inter, con un Ciro Immobile formato mundial con otto reti segnate ed una squadra che, senza avere i cosiddetti top player, sta facendo un campionato strepitoso. E in Europa è arrivato un importante successo in rimonta contro gli olandesi del Vitesse Arnhem e giovedì all’Olimpico arriveranno i belgi dello Zulte Waregem e Lulic e soci punteranno a fare due-su-due.

Alla fine ha avuto ragione Simone Inzaghi: è lui il tecnico del momento, alla pari di Allegri e Sarri. Se il livornese e il napoletano (di nascita) sono anni che stanno facendo bene, il piacentino ha rimandato al mittente tutte le critiche di chi non lo vedeva ancora pronto per una grande piazza e oscurato dall’ombra troppo ingombrante del fratello Filippo. Non solo in campo, ma anche in panchina. Ma anche nei confronti del fratello maggiore, i fatti stanno dalla parte del giovane (ma da tempo maturo) Simone: Inzaghi senior al Milan ha faticato moltissimo portandolo ad un modesto decimo posto e ora con il Venezia neopromosso in Serie B, non ha ancora trovato l’amalgama giusta; ciò che sta facendo Inzaghi junior è una cosa impensabile fino al 12 agosto scorso.

Simone Inzaghi, noto ai più con il nomignolo di “Inzaghino” per evidenziare il fatto che sia più piccolo di Pippo per l’anagrafe ed in campo, nonostante il mitico poker in Champions segnato al Marsiglia (mai realizzato dal fratello, che però ha vinto una Champions e un Mondiale da protagonista) ed il fatto di essere a oggi il top scorer laziale nelle coppe europee, ha preso il volo, è consapevole di vivere un momento magico e la Lazio sta facendo un campionato (a oggi) molto sopra le aspettative grazie alle sue strategie.

Grazie a lui, Strakosha è diventato più sicuro dei propri mezzi, Milinkovic-Savic è uno dei migliori centrocampisti del nostro campionato, Lukaku (anche da subentrato) sulla sinistra semina gli avversari e dissemina assist, Luis Alberto e Bastos dopo le difficoltà iniziali sono delle belle realtà, Marusic si sta rivelando un acquisto valido e Ciro Immobile sta facendo la gioia di chi lo ha preso al fantacalcio. E con Simone Inzaghi in panchina, la scorsa stagione segnò ben 23 gol in campionato (con cinque assist), tre in Coppa nazionale e ora è già a quota undici gol totali. L’Immobile di oggi è migliore di quello di Torino. Si diceva che fosse un flop dopo le brutte stagioni a Dortmund, Siviglia e i sei mesi ancora in granata ed invece “Ciro il grande” a 27 anni è nel top della condizione e, proprio grazie a Inzaghi, sta tornando indispensabile e decisivo come un tempo.

La Lazio quest’anno, se continuerà di questo passo (e glielo auguriamo), potrà lottare per il quarto posto Champions e tornare dopo dieci stagioni nell’Europa che conta. Oppure arrivare in Champions puntando a vincere l’Europa League, anche se Milan e Arsenal hanno qualche chance in più, nonostante un avvio incerto per entrambe in campionato.

Dopo il brutto ko contro il Napoli di mercoledì sera (laziali sconfitti 1-4 dopo essere passati in vantaggio), si diceva che la squadra capitolina dovesse rivedere i suoi progetti ed invece la vittoria senza se e senza ma di Verona ha fatto risalire le quotazioni della Lazio.

A oggi si è giocato il 15% del campionato e la Lazio ha fatto capire di esserci. E l’ormai fu “Inzaghino” si può scrollare di dosso la nomea di “fratello d’arte” e fare l’allenatore con la consapevolezza di essere davvero bravo e preparato. Sognava di allenare la Lazio e c’è riuscito, ora sogna la Champions.

In bocca al lupo, Simone. Se ce la farai ancora, ti daremo ancora una volta ragione.

Chelsea, Conte chiama l’Italia: “Mi manca, voglio tornare”

Calciomercato Inter Kumbulla

Il tecnico del Chelsea e la nostalgia dell’Italia

Antonio Conte chiama l’Italia, e stavolta lo fa sul serio. Dopo una stagione, la passata, in cui i media hanno spinto fortemente l’ex Juventus all’Inter ora è il diretto interessato a confessare la nostalgia di casa. Campione d’Inghilterra col Chelsea, primo in Champions League e all’inseguimento delle due di Manchester in campionato: Conte sta cercando conferme in questa seconda stagione oltre Manica ma non nasconde la voglia di tornare.
Ai microfoni di Radio Anch’io Sport l’ex tecnico della Juventus ha manifestato la volontà di tornare presto nel nostro campionato dove, siamo sicuri, molte squadre sarebbero pronte ad accoglierlo a braccia aperte. Juventus anche, dopotutto, Allegri permettendo ovviamente.
Sì, mi manca. E nella mia mente non c’è l’idea di rimanere all’estero per tanto tempo” le parole di Conte, già con le valigie in mano dopo una stagione e mezzo in Premier?

Niente Cina, c’è voglia di Italia

Niente Cina, in fondo un tecnico ed una persona come lui non può ambire ad un campionato tecnicamente e tatticamente inferiore come quello cinese. “In Cina? No, assolutamente. Ho nostalgia dell’Italia, tornerò“: il titolone che Conte regala ai giornali di oggi.
In Italia potrebbe quindi incontrare una sostanziale novità rispetto a quando ha lasciato il nostro campionato; il Var. Su questa nuova tecnologia Conte afferma: “Voglio considerarla come una novità positiva, vedo che le cose stanno migliorando man mano che si va avanti. Per quanto riguarda la vittoria finale del campionato, il Napoli di Sarri sta cercando di creare problemi alla Juventus: lavorando ogni anno si migliora, anche dal punto di vista qualitativo“.