Home Blog Pagina 8990

Juventus – Torino 4-0. Goleada Juve, il derby è bianconero

Juventus -Torino 4 a 0, tabellino e cronaca

PRIMO TEMPO – Si comincia. Calcio d’inizio del 145° derby della Mole. La Juventus in campo senza Gonzalo Higuain con Mandzukic prima punta. Ed è proprio del croato la primissima occasione del match, gran controllo, fermato da Lyanco. Brivido per il Torino. Retropassaggio di Lyanco verso Sirigu. Il portiere del Toro in ritardo lancia la palla sui piedi di Dybala, che però si fa anticipare. Minuto numero 6. Juve quasi vicina al gol con Cuadrado. Serie di dribbling del colombiano, esterno alto sopra la traversa. Occasione Toro con Ljajic. Gran destro del serbo, alto. Decimo minuto, Baselli primo ammonito della partita per fallo su Dybala. Punizione Juve. Pjanic sulla palla, tocco morbido per Cuadrado che non ci arriva di un soffio. Pericolo per la Juventus. Azione dalla sinistra per il Toro, palla per Iago Falque murato da Chiellini. La Juventus in pressing in questo primo quarto d’ora.

Minuto numero 17, bianconeri in vantaggio con Paulo Dybala. Sinistro all’angolino ed è subito 1-0. Gol numero 9  in sei partite per la Joya. Il Toro prova a reagire, ma la Juventus tiene bene il campo. Torino in avanti, Lyanco per Belotti, il Gallo sbaglia il controllo. Minuto numero 24. Fallo di Baselli su Pjanic, secondo giallo per il centrocampista granata, espulso. Torino in 10 uomini. Juventus vicina al raddoppio. Cross di Alex Sandro per Cuadrado, la palla del colombiano intercettata da Lyanco. Mihajilovic con l’uomo in meno, cerca di sistemare la squadra. Dentro Acquah furori I. Falque.

Ancora Juve pericolosa. Douglas Costa salta Belotti e serve Dybala, conclusione troppo alta. Errore di Cuadrado, ripartenza Toro con Belotti fermato irregolarmente da Pjanic. Punizione granata. Ljajic sulla palla colpisce la barriera. Riparte la Juve con Cuadrado e Dybala, fallo di Ljajic sull’argentino, punizione Juve. Dybala sulla palla, respinge Belotti. Intervento irregolare di Ljajic su Lichtsteiner, giallo per l’attaccante granata. Raddoppio Juve con Miralem Pjanic. Cross di Cuadrado dalla destra, Pjanic la mette all’incrocio e fa 2 a 0. Quarantesimo del primo tempo, Juventus 2 Torino 0. I bianconeri controllano la gara. Punizione per il Torino, non ci arriva Belotti, Buffon devia in angolo. Angolo per il Toro, ribattuta Juve e contropiede di Cuadrado, fermato da Lyanco. Ci saranno due minuti di recupero. Arriva anche la prima ammonizione per i bianconeri. Fallo di Benatia su Belotti, giallo per il marocchino. Finisce la prima frazione di gioco. Juventus in vantaggio di due gol, Torino in 10.

Secondo Tempo, in gol Alex Sandro. Doppietta Dybala allo scadere

Squadre di nuovo in campo per il secondo tempo. Nessun cambio per entrambe le formazioni. Per i bianconeri inizia a scaldarsi il Pipita Higuain, che riceve gli applausi dal suo pubblico. La prima occasione della ripresa è della Juventus. Gran sinistro di Alex Sandro, alto di poco sopra la traversa. Due errori consecutivi del brasiliano regalano palla al Torino. Cross di Ansaldi, anticipato dal colpo di testa di Chiellini. Ripartenza Juve con Chiellini che prova il lancio lungo per Mandzukic, esce Sirigu in anticipo.

Decimo della ripresa, calcio d’angolo per i bianconeri. Dagli sviluppi della bandierina arriva il terzo gol della Juventus. Corner di Dybala, splendido colpo di testa di Alex Sandro sul primo palo. Juventus 3 Torino 0. Il Toro prova ad accorciare le distanze con De Silvestri, Buffon para senza problemi. Minuto ’62 arriva il primo cambio per Max Allegri. Fuori uno dei migliori della partita, Juan Cuadrado, dentro Federico Bernardeschi. Juve vicinissima al quarto gol in due occasioni ravvicinate. Ci prova prima il neo entrato Bernardeschi con un tiro da fuori, poi Benatia. Colpo di testa ravvicinato del numero 4, parato da Sirigu quasi sulla linea di porta.  Grande punizione di Dybala, il portier granata devia in angolo.

Assedio Juve in area di rigore con il Torino. Batti e ribatti, la Juventus non trova il quarto gol. Cambio per il Toro. Fuori Niang, dentro Boyé. Ancora Juve, palo pieno di Mandzukic. Arriva il secondo cambio anche per la Juventus. Fuori Matuidi, dentro Bentancur. I bianconeri hanno ormai il controllo della partita, i granata sembrano aver spento la concentrazione. Ultimo cambio per Mihajilovic. Fuori l’ex Rincon, dentro Gustafson.  Mandzukic vuole il gol. Ci prova ancora con un gran destro, respinto da Sirigu.

È arrivata l’ora di Gonzalo Higuain. Allegri mette dentro il Pipita a dieci minuti dal termine al posto di uno strepitoso Mario Mandzukic. Palla di Dybala per Higuain, De Silvestri in anticipo. Giallo per Acquah per intervento irregolare sul numero dieci bianconero. Ottantasettesimo, girata di Dybala, palla al lato.  Ancora un salvataggio di Sirigu. Il portiere granata evita il quarto gol bianconero immolandosi sul tiro di Douglas Costa. Tre minuti di recupero. La Juventus chiude i conti. 4 a 0 firmato da Dybala. Doppietta per l’argentino e gol numero 10. Finisce cosi il derby della Mole. La Juventus annienta il Torino grazie a una goleada pazzesca. I bianconeri comandano la classifica insieme al Napoli.

Il tabellino del match

Juventus (4-2-3-1): Buffon – Lichtsteiner – Benatia – Chiellini – Alex Sandro – Matuidi (’72 Bentancur) – Pjanic – Cuadrado (’62 Bernardeschi) – Dybala – D.Costa – Mandzukic (’80 Higuain)

Torino (4-2-3-1): Sirigu – N’Koulou – Lyanco – De Silvestri – Ansaldi – Rincon (’76 Gustafson) – Baselli – I. Falque  (’30 Acquah)– Ljajic – Niang (’70 Boyé) – Belotti

Arbitro: Giacomelli. P (Ita)

Reti: ’17 Dybala , ’40 Pjanic , ’57 Alex Sandro , 90+1 Dybala

Ammoniti: ’10 Baselli , ’29 Ljajic, ’45+1 Benatia , ’83 Acquah

Espulsi: ’24 Baselli (doppio giallo)

Roma-Udinese 3-1, la cronaca e il tabellino

Roma-Udinese

Dzeko ed El Shaarawy abbattono l’Udinese

Cala il sipario all’Olimpico: vittoria strameritata della Roma per 3-1 che vola a 12 punti, l’Udinese invece crolla ancora; quinta sconfitta in campionato su sei partite giocate.

Dopo appena 20 secondi ci prova subito l’Udinese con un tiro da fuori di Jankto: Alisson mette in calcio d’angolo. Ancora in gol Edin Džeko, sesto centro in campionato per lui: in una mischia e da terra Nainggolan riesce a servire il bosniaco che a tu per tu col mancino batte Bizzarri. Va molto bene il versante di destra della Roma, molte incursioni con la palla e senza per andare al traversone come al 19′ per la testa di El Shaarawy. Occasione per l’Udinese al 29′ grazie alla bella azione di De Paul: dopo aver superato Kolarov, De Paul la mette in mezzo per Maxi López che però tira in modo fiacco tra le braccia di Alisson. Un minuto dopo raddoppia la Roma con El Shaarawy propiziato dall’ottimo lavoro sulla fascia sinistra di Džeko. 3-0 per la Roma che avviene al 45′ in seguito a un coast to coast ma anche facilitato dall’errore clamoroso di Stryger che regala il gol al faraone. Dopo un minuto di recupero termina il primo tempo.

Il secondo tempo

Nel secondo tempo sfiora il gol l’Udinese con Stryger che però manda la palla a lato di poco. Alisson risponde bene su Bajić che era andato a botta sicura: il portiere però sventa in calcio d’angolo. Nel calcio d’angolo seguente i friulani colpiscono anche la traversa con Nuytinck. Bizzarri nega il primo gol nella Roma a Defrel: bella la parata del portiere dell’Udinese. Rigore per la Roma all’87 in seguito a un fallo di Angella su Perotti: dagli 11 metri lo stesso argentino colpisce il palo. Il gol della bandiera dell’Udinese arriva al 90′ con Stryger lasciato tutto solo dalla difesa giallorossa: Alisson non può nulla. La partita termina al 92′.

Roma-Udinese 3-1 , il tabellino

Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi (77′ Bruno Peres), Manolas, Fazio, Kolarov (74′ Moreno); Nainggolan, De Rossi, Strootman; Perotti, Džeko (70′ Defrel), El Shaarawy. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

Udinese (4-4-2): Bizzarri; Stryger, Nuytinck, Angella, Samir; De Paul (70′ Bajić), Behrami, Barak (52′ Fofana), Jankto; Maxi López, Lasagna (45′ Pezzella). Allenatore: Luigi Delneri.

Arbitro: Davide Massa (Imperia)

Reti: 12′ Džeko (R), 30′, 45′ El Shaarawy (R), 90′ Stryger (U)

Ammoniti: 42′ Maxi López (U)

Espulsi: Nessuno

 

 

Serie B 2017-2018, risultati, marcatori e classifica dopo la Sesta Giornata

Serie B

Il Perugia vola in testa

Il Perugia di Chicco Giunti dopo il ko di Palermo torna a volare e con un gol di Di Carmine sconfigge i rivali del Frosinone e li raggiunge in testa alla classifica della Serie B Conte.it. Alle loro spalle avanzano il Carpi e soprattutto il Cittadella e l’Avellino che espugnano rispettivamente Empoli ed Avellino. Negli altri match della giornata franca vittoria del Bari che supera per 3-0 la Ternana alla seconda sconfitta consecutiva in trasferta. Bella vittoria infine del Parma che espugna il Penzo con un gol di Di Cesare. Concludono la giornata i posticipi di domani fra Cesena ed Ascoli e di lunedi fra Palermo e Pro Vercelli con i siciliani che puntano dritti al secondo posto in graduatoria.

Risultati 6° Giornata Serie B

  • Bari-Ternana 3-0 10′ Cissè; 20′ Improta; 56′ Improta;
  • Brescia-Foggia 2-2 39’Caraciolo; 47′ Floriano;  64′ Chirico ; 71′ Bisoli
  • Cremonese-Pescara 0-0
  • Empoli-Cittadella 0-1 8′ Litteri
  • Entella-Carpi 0-0
  • Novara-Avellino 1-2 14′ Ardemagni; 29′ Ardemagni; 89′ Maniero
  • Perugia-Frosinone 1-0 23′ Di Carmine
  • Salernitana-Spezia 2-0 18′ Rodriguez; 67′ Rodriguez
  • Venezia-Parma 0-1 55′ Di Cesare
  • Cesena-Ascoli POSTICIPO 24 Settembre
  • Palermo-Pro Vercelli POSTICIPO 25 Settembre

Classifica della Serie B dopo la 6° Giornata

Perugia 13
Frosinone 13
Empoli 11
Carpi 11
Cittadella 10
Avellino 10
Palermo 9*
Bari 9
Parma 9
Cremonese 8
Venezia 7
Spezia 7
Pescara 7
Salernitana 7
Novara 6
Brescia 6*
Entella 6
Foggia 6
Ternana 5*
Cesena 4*
Ascoli 3*
Pro Vercelli 2*

* una partita in meno

Inter, Spalletti: “In campo per vincere”

Shkodran Mustafi

Inter, contro il Genoa per i tre punti

L’Inter affronterà domani il Genoa di Juric, una gara sulla carta agevole ma da non sottovalutare. L’Inter ha sofferto più del previsto nelle ultime uscite, nel turno infrasettimanale contro il Bologna un punticino sofferto ed una prestazione da dimenticare. Il tecnico dei nerazzurri Spalletti vuole il riscatto, probabile qualche cambio nell’11 iniziale.

Queste le parole di Spalletti come riportate da mediaset:

Che reazione si aspetta?
“Conosco i miei calciatori, sono i primi a essere dispiaciuti. So che daranno qualcosa di più, li vedo stimolati, il pubblico ha capito il nostro dispiacere, i tifosi tornano in massa. E’ uno stimolo in più, è un qualcosa che ci carica. La reazione ci sarà, faremo qualcosa di diverso da quello che abbiamo fatto a Bologna”.
Forse all’Inter manca un giocatore che possa dare la scossa. Tipo Nainggolan.
“I calciatori coi quali vogliamo far ricordare questa stagione dell’Inter sono questi. Non sono quelli che ci porterà la Befana o Babbo Natale. I giocatori sono questi. Non sappiamo quello che succederà dopo. Io mi fido di questi giocatori. Fino all’ultimo giorno che starò qui, dirò sempre la stessa cosa, non modifico per una giocata, per un numero. I numeri sono soggettivi, per me fra uno e due ci sono mille altri numeri. Questo giochino che si fa per una partita non vinta lo conosco. Noi vogliamo costruire una strada, una squadra, lasciare una traccia. Questo non vuol dire vincere e basta. Il Napoli ha lasciato una traccia, eppure non ha vinto. Sarri è apprezzato in una piazza che ha un pubblico molto esigente, eppure non ha vinto, ma la traccia c’è e resterà. Questa è anche la nostra strada. I calciatori io me li sono scelti, sono stato felice che il mercato fosse finito onde evitare interpretazioni… Poi è vero: primo tempo di Bologna sotto il livello. Il secondo meglio, ma ci vuole più fantasia, più arte, ma la squadra ha fatto abbastanza bene, con l’ansia di dover recuperare”.
Domani Ranocchia, Brozovic, Eder e chi altro dall’inizio?
“Vorrei aiutare il vostro lavoro di giornalisti, ma prima lo dovrei dire ai giocatori, altrimenti non va bene. Diciamo che fra quelli che ha detto ci può stare che uno giochi”.
C’è qualche giocatore che se parte dalla panchina ed entra va meglio? Vale per Joao Mario, forse anche per Eder…
“Lei è molto attento, può essere che accada a volte, può essere casualità o anche no. Joao Mario il giorno dopo Bologna… Noi abbiamo fatto la solita partitella che è molto tirata e lui ha voluto stare molto dentro, non si è fermato, ha voluto togliersi l’ombra della gara di Bologna, lo ha voluto lui, segno che è il primo ad aver capito”.
Perché i primi tempi di Crotone e Bologna così sotto tono?
“La squadra ha fatto benino fin qui, cose buone e meno buone, ma stiamo costruendo una strada… La reazione ci deve essere e ci sarà. Ma fino a quando non ci sbatti il muso non ti rendi conti e adesso il muso lo abbiamo picchiato e sappiamo cosa fare e cosa non fare. Sappiamo di non essere superiori a tutti, ma anche di non essere inferiori a nessuno. La gara di Bologna la si doveva vincere, il pareggio non ci è piaciuto”.
Se domani giocano Icardi ed Eder, nel parco attaccanti le restano Pinamonti e Karamoh. Poco?
“No. Se c’è bisogno giocano. Pinamonti è il sostituto della prima punta, non lo metto da altre parti. Sono giovani, il futuro è per loro, prima si comincia…”.
Candreva a Bologna ha sbagliato tanti cross e calci d’angolo.
“Colpa mia. Gli ho detto: tira lì, sul primo palo. Lui ha un piede destro speciale, una qualità eccelsa. E allora ho sbagliato io, domani sarà più libero di tirare come gli piace e come sa fare. Stanco? No. La stanchezza non limita la qualità del piede, uno come Candreva non fa fatica a calciare, la qualità di Candreva non si discute”.
Sei punti con Genoa e Benevento. Poi ci sono Milan e Napoli. Obbligo dei 6 punti.
“Gli obblighi sono tanti, fare bene le partite, avere equilibrio, cercare il pallone, fare le diagonali, occupare l’area piccola, mettersi a posto sulle punizioni. Noi le partite vorremmo vincerle tutte, ma questo non vuol dire che dobbiamo vincere il campionato. Questo deve essere l’atteggiamento gara dopo gara, fare contenti i nostri tifosi che ci seguono allo stadio. Io se non fossi seduto in panchina, andrei a vedere quest’Inter dalla tribuna, mi stimola, mi stuzzica, i tifosi hanno voglia di combattere al nostro fianco e noi dobbiamo seguirli”.
Il trequartista è una risorsa o un lusso? C’è un altro modulo?
“Si, è possibile fare qualcosa di diverso, ci sono gli avversari, ci sono situazioni che si intasano da sole. Il trequartista non è un lusso, io posso fare anche il vertice basso anziché alto, non c’è il trequartista che sta lì e aspetta il pallone, oppure il vado via io e vieni qua tuo, o vengo io e vai via tu. A me non piace quando si perde un po’ troppe volte la palla, bisogna fare le cose con più qualità senza perdere palloni banali, fare cose da Inter, far sentire il suono della palla che ha un suono particolare se giocata nel modo giusto”.

Milan, Montella: “Con la Samp una sfida che mi emoziona”

Milan ospite della Sampdoria

Alla vigilia della sfida con la Sampdoria, il tecnico del Milan Vincenzo Montella presenta la sfida contro la sua ex. I rossoneri cercano conferme e punti per restare nelle zone nobili della classifica, si riparte da Kalinic già perfettamente inserito nell’11 dei rossoneri. Montella non vuole passi falsi, vincere e convincere il dikat dei rossoneri.

Le parole di Montella come riportate da Mediaset

Sul ritorno a Genova
Torno molto volentieri a Genova, è una sfida che mi emoziona sempre. Partita estremamente difficile e complicata, la Sampdoria è forte sul piano tattico. Dovremo essere veloci ed organizzati, servirà anche lucidità mentale. Loro si difendono bene sempre, contro chiunque, quindi è necessario trovare ampiezza e profondità

Il Milan segna spesso sui calci piazzati
Lo scorso anno siamo stati la terza miglior squadra sui gol nei calci piazzati. Sono felice dell’andamento e del trend di quest’anno. E’ una nostra qualità che avevamo anche lo scorso anno.

Cosa significa questa gara per le vostre ambizioni?
E’ importante alzare l’asticella. Le prossime 10 sono tutte partite importanti in cui incontreremo squadre di vertice. Questa è la prima del ciclo, una delle più complicate. La squadra è carica e motivata, anche la classifica è abbastanza soddisfacente. Ci auguravamo un simile inizio, con tanti nuovi è sempre difficile trovare subito i risultati.

Suso e la nuova posizione
Non ha bisogno di investiture a parole. Ha giocato benissimo da esterno lo scorso anno ma ha bisogno di segnare di più e accentrandosi lo potrà fare. Si deve adattare più mentalmente che tecnicamente.

Zapata gioca?
Probabile, può essere

Ci sarà turnover?
Pochi calciatori possono giocare ogni tre giorni. Alcuni hanno bisogno di riposare anche per crescere. Io cerco sempre di schierare la squadra migliore. Sicuramente un po’ di turn over ci sarà

Il Milan e il possesso palla. E’ vero che domina poco il gioco?
Ci sono tanti luoghi comuni. Il Milan è la squadra che dopo il Napoli fa più possesso palla ed è una di quelle che tira più in porta e subisce meno tiri dagli avversari. Lo dicono i numeri

 

Rodriguez rigorista?
Probabile

Hai trovato l’identità di questa squadra?
Siamo la squadra più giovane del campionato. Ma siamo solo all’inizio, in tutti questi cambiamenti ci sono alti e bassi su cui dobbiamo lavorare. Serve ancora una crescita tattica notevole rispetto ai nostri obiettivi ma siamo sulla buona strada. Ci sono tanti giocatori coinvolti nel progetto

In Serie A c’è grande differenza tra le big e le altre squadre: è davvero così?
Le squadre di vertice hanno fatto tutte un mercato importante quindi è normale che emerga un certo divario all’inizio. Ma andando avanti la competitività si alzerà e anche le altre faranno risultati.

A che punto è “l’inzaghizzazione” di Silva?
Lo vedo in miglioramento anche nell’approccio mentale. Lo vedo sereno. Le valutazioni vengono fatte in base a quanto è stato pagato e le aspettative sono alte ma lui è giovane e ha bisogno di adattarsi. Ha avuto un inizio importante e io sono soddisfatto del suo rendimento.

Kalinic è il perno dell’attacco?
E’ quello che ha più esperienza ma anche Cutrone è stato e sarà ancora il perno. Kalinic in questo momento dà più garanzie perché più esperto ma c’è bisogno di tutti.

Il Milan spesso segna nei primi tempi
E’ un dato che avrebbe valore se mantenuto nel tempo ma le partite si possono vincere anche nel secondo tempo

Bonucci e Biglia quanto sono importanti?
Ci aspettiamo molto da loro come da Zapata e Kalinic vista l’esperienza. Sono sempre un esempio anche nei comportamenti. Sono trainanti per i giovani. Non so quando e come li farò riposare.