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Lazio-Milan 4-1, cronaca, tabellino ed highlights

Lazio-Milan

La Lazio in scioltezza sul Milan: Immobile mattatore 

Nonostante il rischio di rinvio (causa maltempo) per il big match della terza giornata di campionato, Lazio-Milan è stata posticipata alle 16.

Partitaccia del Milan, che dopo i primi minuti del primo tempo si spegne del tutto. Cutrone  e Suso decisamente sottotono e il reparto difensivo poco attento. Nella Lazio, Immobile straripante aiutato alla perfezione da Luis Alberto e compagni, mentre in difesa sono molto efficaci i tre centrali laziali.

Parte bene il Milan con un buon possesso di palla tra i centrocampisti, la Lazio aspetta il momento giusto per ripartire. Primo tiro in porta della partita è di Kessié, conclusione facile per Strakosha, ma bell’inserimento senza palla dell’ivoriano. La Lazio però sfiora il gol con Bastos che da due passi non riesce ad indirizzare il pallone verso la porta rossonera. Ancora pericolosi i biancocelesti che da qualche minuto comprimono il Milan nella propria metà campo. Al 37′ Rocchi indica il dischetto per la Lazio dopo l’atterramento di Luis Alberto da parte di Kessié. Immobile dagli 11 metri è perfetto, Donnarumma intuisce ma il rigore è imparabile: 1-0 Lazio. Raddoppia la Lazio di nuovo con Immobile che con un tiro al volo propiziato dal cross al bacio di Lulić buca Donnarumma. Al 47′ termina il primo tempo.

Il secondo tempo

Nel secondo tempo apre ancora Ciro Immobile: hat-trick per lui e colpo del KO al Milan. Da notare il grandissimo altruismo di Parolo che fa passare la palla tra gli avversari per il suo centravanti. Incredibile all’Olimpico, la Lazio ne fa 4! Al 49′ Luis Alberto corona la sua splendida prestazione con un gol, servito con i tempi giusti da Immobile. Accorcia le distanze il Milan al 56′ con Montolivo a tu per tu con Strakosha. Ancora avanti il MIlan che sfiora il gol con Musacchio, Strakosha però c’è. Immobile sfiora il poker personale al 70′ ripartendo in contropiede driblando Bonucci; il tiro piazzato però finisce a lato. Pochi sprazzi in attacco del Milan i quali sono sterili per la difesa abbastanza compatta della Lazio. La Lazio addirittura termina in 10 per il doppio giallo di Parolo. Dopo 4 minuti di recupero, Rocchi decreta la fine del match.

 

Lazio-Milan 4-1, il tabellino

Lazio (3-4-2-1): Strakosha; Wallace (15′ Bastos), De Vrij, Radu (80′ Ramos); Basta, Parolo, Leiva, Lulić (65′ Lukaku); Luis Alberto, Milinković-Savić; Immobile. Allenatore: Simone Inzaghi.

Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Bonucci, Musacchio, Rodriguez; Biglia, Montolivo, Kessié; Suso (73′ Bonaventura), Cutrone (55′ Çalhanoğlu), Borini (55′ Kalinić). Allenatore: Vincenzo Montella.

Arbitro: Gianluca Rocchi (Firenze)

Reti: 38′ Immobile (R), 42′ Immobile, 47′ Immobile, 49′ Luis Alberto, 56′ Montolivo

Ammoniti: 58′ Lulić, 69′ Parolo, 87′ Bonaventura, 90+3 Parolo

Espulsi: 90+3 Parolo

 

Lazio-Milan 4-1, highlights

https://www.youtube.com/watch?v=5S2zGBxseOY

Monza-Pisa 0-0 Eusepi sbaglia il rigore della vittoria al 93′

Giusto pareggio tra Pisa e Monza, Eusepi sbaglia il gol della vittoria al 93′

48′ Rigore per il Pisa, Eusepi batte ma Palazzi para mandando sul palo

46′  Monza ad un passo dal Golubovic Cogliati servito da Giudici solo davanti a Petkovic spara alto

45′ Pisa pericoloso, sponda di Zammarini per Eusepi che da un metro manda alto

21′ Cogliati si libera in area il suo tiro centrale è parato da Petkovic

15′ Negro riceve palla da Maltese, il tiro da fuori area è preda di Liverani

6′ Bella discesa di Gucher che smista sulla sinistra, la,palla arriva a Negro che si accentra e tira, Liverani para in tuffo

4′ Tiro di Maltese dai 18 metri, Liverani respinge in tuffo

2′ Mannini salva sulla riga un tiro rasoterra di Barzotti che era sfuggito al controllo di Gucher

Secondo tempo

26′ Un cross di Mannini si trasforma in un tiro in porta, Liverani smanaccia  in angolo

15′ Tiro di D’Errico dai 18 metri palla abbondantemente a lato

La cronaca

Monza-Pisa, il tabellino

Monza-Pisa 0-0

Monza. Liverani, Carissoni, Galli, Riva, Guidetti, D’Errico (35′ s.t. Gasparri)Negro, Ponsat (17′ s.t. Cogliati), Tentardini, Giudici, Barsotti (35’s.t. Palazzo). A disposizione di mister Zaffaroni: Del Frate, Origlio, Palesi, Gasperri, Palazzo, Cogliati, Perini, Romanò, Adorni.

Pisa. Petkovic, Pilippini, Lisuzzo, Mannini (41’s.t. Birindeli) Maltese, Izzillo (41′ Zammarini) Eusepi, Masucci (34′ s.t. Giannone)Gucher, Ingrosso, Negro (23′ s.t. Di Quinzio). A disposizione di mister Gautieri: Campani, Voltolini, Birindelli, Sabotic, Di Quinzio, Peralta, Carillo, Cernigoi, Giannone, Zammarini, Favale, De Vitis.

Ammoniti: 17′ Guidetti, 31′ Filippini, 40′ Masucci

Espulsi:

Roma, Patrik Schick migliora. I tempi di recupero

Patrik Schick

Nuove analisi per Patrik Schick

Come recita una nota apparsa sul sito ufficiale della Roma “nella giornata odierna l’attaccante giallorosso Patrik Schick, è stato sottoposto a ulteriori accertamenti clinici-strumentali che hanno mostrato un miglioramento dei reperti precedentemente riscontrati in corrispondenza del muscolo retto femorale sinistro”.

Il giocatore, conclude il comunicato, continuerà il protocollo riabilitativo impostato con le sue condizioni che verranno monitorate giorno per giorno.

I tempi di recupero

A questo punto appare impossibile la presenza dell’attaccante ceco martedì sera in Champions League contro l’Atletico Madrid ma, nonostante il pessimismo iniziale, non è da escludere una sua convocazione già per il match di sabato dell’Olimpico contro il Verona.

Al fine di non forzare i tempi si può prevedere un impegno dal primo minuto del fiore all’occhiello del calciomercato di Monchi per il sabato successivo, quando, sempre nella Capitale la Roma di Di Francesco affronterà l’Udinese di Gigi Del Neri.

Che joya ‘sto Dybala

Dybala

L’argentino è l’uomo in più di questa Juve

Può un nuovo numero di maglia cambiare l’approccio di un giocatore in campo? Nel caso di Paulo Dybala assolutamente si: da quando indossa la numero 10, la joya ha realizzato cinque reti in tre partite di campionato, oltre alla doppietta del momentaneo 2-2 contro la Lazio in Supercoppa. E dal suo ingresso in campo all'”Allianz” contro il ChievoVerona per uno spento Douglas Costa, la partita ha preso un’altra piega. E ora, in attesa che le avversarie scendano in campo, i campioni d’Italia guardano tutte dall’alto dei loro nove punti in classifica dopo 270′ di campionato. Mancano ancora trentacinque partite alla fine del torneo, ma era da 36 anni che i bianconeri non segnavano dieci reti nelle prime tre giornate (e fine stagione vinsero lo scudetto).

Martedì sera al Nou Camp c’è la prima prova del nove: contro il Barcellona imperativo partire con il piede giusto. E con un Dybala così, Allegri sa di avere le carte in regola per fare risultato in Catalogna. Dybala e il 10, un numero pesante di una maglia pesante che il giocatore di Laguna Larga da quando gli è stato dato, gioca con una fluidità e con una velocità di pensiero di un veterano quando lui ha solo 24 anni. Di si parla un gran bene e si pensa che se continuerà con questo ritmo, può diventare come nulla uno dei più forti giocatori del Mondo. E un certo Lionel Messi, in tempi non sospetti, lo aveva benedetto con le sue parole.

Max Allegri si coccola il suo duo argentino (per Higuain due reti in campionato), sa che con i giocatori che ha può cambiare modulo come niente e si gode il periodo. Ovviamente avrebbe voluto alzare al cielo di Roma il primo trofeo della stagione la sera del 13 agosto, ma lui è sereno ugualmente.

Partiamo con un inciso: la Juventus contro il ChievoVerona senza Dybala in campo non ha fatto male, ma era noiosa, leziosa e incapace di far davvero paura a Sorrentino. Ma con l’ingresso al minuto 54 del talento argentino, la musica è cambiata: scambi rapidi, colpi di tacco e il gol che ha chiuso il match una volta per tutte.

E pensare che in Argentina Dybala (ma anche Messi ed Icardi) sono stati messi sotto accusa per non aver contribuito alla vittoria della formazione albiceleste contro Uruguay e Venezuela nelle qualificazioni mondiali, mettendo in salita il discorso qualificazione per i ragazzi di Sampaoli: oggi i ragazzi di Sampaoli si giocherebbero il play off contro (presumibilmente) la Nuova Zelanda. Ma occhio dietro a Cile e Paraguay.

Ai supporter juventini, alla fine, poco importa se l’Argentina dovrà fare i play off: a loro interessa che la loro squadra vinca, si imponga in ogni campo e possa arrivare senza patemi a Kiev, anche se vorrebbero vedere il loro gioiello giocare al prossimo Mondiale ed essere anche lì decisivo.

Siamo solo all’inizio e Allegri, in conferenza stampa, ha detto che il match contro il Chievo, il primo con il mercato chiuso, sarà la prima e vera partita della stagione. Dybala ha già segnato cinque reti e si è portato a casa il pallone dopo Genoa-Juventus. Se sono rose, le raccoglierà la joya.

MotoGp: a Misano due italiani sul podio

Moto GP

Due italiani nei primi tre. Cade Lorenzo. Quarto Viñales

Pioggia a Misano. Dopo la Moto3 e la Moto 2, anche per la MotoGp gara bagnata. Partenza a fionda di Jorge Lorenzo. Lo spagnolo della Ducati, che scattava dalla quinta posizione si è messo subito in testa. In difficoltà invece l’autore della pole, Maverick Viñales scivolato in quarta posizione.

Lorenzo ha tentato subito l’allungo dimostrando un ottimo feeling sul bagnato, inseguito da Marquez e Dovi. Da dietro Viñales viene raggiunto da Petrucci e Crutchlow. Il pilota della Ducati Pramac è uno specialista del bagnato e lo ha dimostrato con un bellissimo sorpasso su Maverick. Dopo aver superato lo spagnolo si è messo all’inseguimento del suo connazionale. Gli sono bastati pochi giri per scavalcare sia Marquez sia Dovi.

Nel frattempo, Lorenzo che stava tentando la fuga, finisce a terra. Secondo ritiro a Misano dopo quello del 2015. Al comando va Petrux, controllato stretto Da Marquez e dal desmone di Dovi, che nel frattempo ha fatto segnare il miglior tempo. Gara non facile per Viñales che è staccato di 9 decimi dal primo. Petrucci ne ha di più e comanda il terzetto. Si accende il duello tra Dovi e Marquez. Il forlivese è attaccato allo spagnolo. A undici giri dal termine si ferma Andrea Iannone, per lui weekend da dimenticare.

Marquez e Petrucci, tempi fotocopia per entrambi i piloti. Brutta imbarcata per Danilo che rischia di cadere. Marquez gli si riavvicina. Dovizioso in difficoltà un po’ più staccato. Marquez ci ha provato, Petrucci ha stretto i denti. Ma ha dovuto arrendersi. Grande staccatona dello spagnolo all’ultimo giro che si prende la prima posizione.

A Misano vince Marq Marquez che fa risuonare l’inno spagnolo. Per lui quinta vittoria stagionale. Secondo uno straordinario Danilo Petrucci che ci ha provato fino all’ultimo. Sul terzo gradino del podio la Ducati di Andrea Dovizioso. Nel gran premio di casa, due gli italiani a podio per la classe MotoGp.
Il mondiale resta ancora aperto. Con questa vittoria Marquez raggiunge Dovizioso in testa alla classifica, per entrambi 199 punti.